IN HI3.i0i{Y" OP
^ K.iTIIARIFE liOOKER
fIFT OP IvIARIHN IIOOKER
DELIZIE
DEGLI
ERUDITI TOSCANI.
TOMO XII,
e-lB 2
ISTORIA FIORENTINA '
DI
MARCHIONNE DI COPPO
STEFANI
pubblicata, e di annotazioni , e di antichi
muni:vie:nTI accresciuta , ed illustrata
D A
FR. ILDEFONSO DI SAN LUIGI
CARMELITANO SCALZO
DELLA PROVINCIA DI TOSCANA
ACCADEMICO DELLA CRUSCA
VOLUME SESTO.
IN FIRENZE V ANNO MDCCLXXIX.
PER GAET. CAMBIACI STAMPATOR GRANDUCALE
CON LICENZA DE SUPERIORI .
PO.'
AL NOBILE UOMO
IL SIC BARONE CAVALIERE
BETTINO DE' RICASOLI
PATRIZIO FIORENTINO.
FR. ILDEFONSO DI S. LUIGI CARMEL. SCALZO
M
Olto mancato farebbe di
•X- V Ji^ fplendore, e di pregio a
quella mia Raccolta , fé infra gli
ai
42S00G
altri nobiliiTimi Perfonaggij che per
natia gentilezza foltanto fi fono
degnati co' loro valentilfimi nomi
cf illulh^arla^ un fìmile onore non
aveffi io a quella proccurato , ed im-
plorato ancora da VS. Illufrriirinia .
Imperocché laiciando, che il Nome
de'Ric\soLi è di per fé, al pari di
qual che fi voglia altro, per anti-
chiifima progenie, e nella patria, e
fuori , per ogni titolo di nobiltà ,
di pofTanza, e d' imprefe gloriofilfi-
mo, lo è anche tanto in quefl-e ifto-
rie medefime , le quali fi pongono
per me alla luce, che ovunque dal-
la loro più rimota origine èlle fi ri-
volgano, ne fono i Ricasoli fteiTi
irpiu frequente, ed ornato fugget-
to , quando per le moltiplici , e
va-
vàfte Loro Signorie, quando per le
gefte magnanime de' Loro continua-
ti Eroi, e quando finalmente per le
pubbliche , ed innumerabili onorifi-
cenze d'ogni maniera, ottenute per
merito in tutti i tempi da' popoli y
e da' molti Sovrani dell' Europa ,
non che folamente della noftra To-
fcana . Perlochè fé cosi laudevoli
ricordanze fta bene fpezialmentc
confacrare a coloro, che per lunghe
generazioni ne hanno dato princi-
pale argumento, e materia, e per
cotal guifa coftante hanno rendute
ogni dì più celebri, e rinomate e-
gualmente le nazioni, che le pro-
prie Cafate, fia ornai per certo que-
fta mia dedica non folo un nuovo ^
e magnifico ornamento alla prefen-
te
te Opera , ma eziandio un giiiflo ,
e dicevole tributo, qual io intendo
che fia , di mia ammirazione , e ri-
verenza a VS. lUuftriirima , che in un
col nome le doti ancora pia rare
in fé aduna di tanti fuoi luminofì
Antenati , e quella maiTimamente ,
degli animi grandi fempre indivifa
compagna, facile beneficenza, dal-
la quale oltremodo io confortato ho
tutta cagione di confidare, che Ella
voglia, come umilmente ne prego,
quello perenne atteftaro di mio pro-
fondo , ed oilequiofo rifpetto beni-
gnamente ricevere.
Adì 24. Dicembre 1779.
jy Oì appiè fottofcrittt Cenforì , e Deputati
deir Accademia della Crufca^ riveduta a forma
della Legge prefcritta dalla Generale Adunanza,
deiranno 1705. la feguente Opera dell' Innommata
noflro Accademico Fr, Ildefonjo di 5. Luigi Car-
melitano Scalzo i intitolata: Delizie de^Ii Eruditi
Tolcani Tomo Xll. non abbiamo in ejpt ojjervati
errori di lingua .
Il Migliorato. \ r r ^
Inn. Leopoldo Andrea Guadagni. J '^^^'J^^^*
Inn. Domenico Maria Manni • i n 4, * *•
Inn. Ab. Orazio Marrini . / deputati .
Atte fa la fopr addetta relazione Jt dà facoltà
air innominato noflro Accademico Fr, Ildefonfo di
S, Luigi Carmelitano Scalzo di poterfì denominare
nella pubblicazione di detta fua Opera Accademico
della Crufca.
Inn. Giovanni Federighi Arciconfolo,
Inn. Vincenzio Alamanni Vicefcgretarlo.
ISTORIA FIORENTINA
D I
J^IARCHIONNE DI COPPO STEFANI,
LIBR O SESTO.
DAGLI ANNI DI CRISTO T32O.
SINO AGLI ANNI I ;)40.
{^ome Cajlrnccio Si^noie dì Lifcca ruppe pace
a finanze. Rubrica ^36.
Poiché Cadruccìo fentì , che i Fiorentini
avevano nnandato in Lombardia 'a gente
fua contro a' Biibonti , ed erano sforniti
di gente , diliberò di cavalcarli, non avendo
riguardo a niuna pace; ed ebbe la gente di
Pila , e cavalcò , e per trattato prefe Cappiaao,
e il Ponte della Luibiana^'^e Monte t^alcone
in Valdarno di lotto , e pafi»ò la Lulciana , e
intorniò Fucecchio;^ V^inci, e Cerreto ^ua.iò;
e poi tornandoli ei^be S. Maria a Monte: af-
fediò di concordia de' Terrazzani ^'^ , ii quali
vollono moiìrare di tenerli alcuno dì, ma in
7'o7no AH. A capo
(i) Cioè Guìjcìand » o Gvfcìana , e così fotto .
(2) Supplilci , ti Qaffcro , o la Rocca ,
2 ISTORIA FIORENTINA "*
capo di I o. dì s' arrenderono con tutto il Caf-
fero , lo quale i Terrazzani teneano . E quefto
fu a' dì 25. d'Aprile, e tutto ciò fu fatto ne-
gli anni del Signore mcccxx. del mefe d' x\prile .
Co?72e i Fiorentini cavalcarono il Terreno di
Lucca, e di Cajlruccio.Rub, 337.
LI Fiorentini fcntendo, che Caflruccio Si-
gnore di Lucca era ito verfo Genova
colle mafnade de' Pilani , ed i Lombardi vi
doveano venire per torla , e farla rubellare al
Re Ruberto, li cavalcarono i Fiorentini in Val-
dinievole , e guadarono , ed arfono , e gran
danno feciono a'Luccheli, e lor cartella. Ca-
flruccio , eh' era già nella Riviera , per fofpetto
di Lucca fi tornò indietro . E non andare lui a
Genova guarentì Genova , che fenza fallo fi
farebbe prefa , ed affrontoili alla Gufciana co i
Fiorentini, e non combatterono . Alla perfine
d' Ottobre mcccxx. fi tornò ciafcùna ofte ad-
dietro a cafa fua .
Quefli fono i Priori da mezzo Febbraio 1320.
a mezzo Febbraio 1321. Rub. 338.
Roffo d'Aldobrand
ino
Buonaguida di Fabro Tolofini.
Lottieri Davanzati.^'^
Gio-
co MS. Donato Mannini degli Acciaìuoli ,
LTBROSESTO. 5
Giovanni Gherardlni Malegonnelle .
Meis. Aiberro ilotoni Dott. di Leggi .
Simone di Spigliato da tilicaia.
Banco di Puccio Benci venni Gonf. di GiuT:.
Ser Giovanni di ber Lapo tionamicni lor Not.
Ghino di Bindo de'Caniglani .
^4eis. Caro di Ser Veni.ti Dott di Leggi,
Antonio di Ser Caccia Bonciani.
Naddo Canni.
Niccolò Mirichi^'^ da Cerreto.
Migliorozzo di Zaro de' Guadagni.
Bencivenni Buonloitegni Gonf. di Giufl.
Ser Lapo di Spina da Calenzano lorNot,
Bindo Ferrucci . ^^^
Mels Vanni di Benino Formichi Dott. di Leg,
Giovanni di Vanni della Sannella.
Peduccio di Duccio della Morotta.
Grifo di Cuccio de' Medici.
Antonio di Landò degli Albizzi.
Ser Giovanni Finucci Gonf. diGiuftizIa.
Ser Lapo di Simone da Linari lor Notaio,
Mefs. Aleffio Rinucci Dott. di Leggi.
Ceppo di Cere Giamboni.
A 2 Nic-
(i) Magi. Mirìccì , Vert^h. di Muri e ci 0 ,
(2) A r^mpo di quefti fi e mi 'ciò Tufìcio de' XII. Con»
figlicri , chiamati i XII. Buoni uomini . Così è no-
tato nel Pricrifta di Luigi Viviani , e di Filippo dì
Cino Rinuccini ,er aiFerma V Anjmirsto /. 5./>. 2^4.
4 ISTORIA FIORENTINA
Niccolò di Iacopo Altoviti.
Lotto di Puccio Ardinghi .
Giovanni d' Uberto Cambi .
Bartolo Bonafede .
Ardingo di Guido de' Ricci Gonf. di Giuft.
Ser Francefco Dolci da Sommaia lor Notaio
Niccolò Manieri Buongradi .
Cennino^'^ di Bartolino degli Alberti.
Tinaccio di Tuccio Petri . ^-^
Ricco Bardi . ^^^
Maruccio di Geremia,
Ulivieri del Carbone .
Mefs. Forefe da Rabatta Dott. di Leggi
Gonfal. di Giuftizia.
Scr Giovanni di Mefs. Boninfegna da Ri-
gnano lor Not.
Cionc Rldolfi.
Tommafo de' Peruzzi .
Bernardo di Lapo Ardinghclli .
Mafo Valori.
Vanni di Bartolo Armati.
Giovanni Villani.
Currado di Mefs. Simone de' Ciotti Gonf.
di Giuft.
Ser Albizzo Cofi ^^^ da Signa lor Not.
Come
(i) MS.Ceftm . (2) MS. Petti,
(3) Magi. Rucco Bandì . (^) Magi, e Pctrib. Tojt.
LIBRO SESTO. J
Come i Fiorentini afeJiarofio Monte Vettolim
di Cajir uccio, Rub. 339.
FEciono i Fiorentini una lega col Marchefb
Spinetta Malefpini , che faceile guerra a
Caftruccio di ]à di Lunigiana , e mandargli 300,
cavalieri , e i ooc. pedoni ^'\ e riebbe delle fue
Terre ; ed i Fiorentini affediarono in Valdi-
nievole Mente Vetrolino. Caftruccio richiefe
in Lombardia , e in Fifa , ed in Arezzo gente ,•
e venne nel campo . Di cYiO, il Capitano de i
Fiorentini, Guido dalla Pretella ^-^ fentendo
Caftruccio avere gente , altrettanti il doppio
di lui , sì li molle la fera , e mandò il guanto
delia battaglia a Caftruccio: Caftruccio il ri-
tenne. Guido la notte fece grande luminare >
e falò , e la mattina non lo afpettò , ma lafcio
i fuochi in fuo luogo , perocché fé afpettato
Favelle non 11 partiva fanza zuffa, e la mat-
tina fu allogato nelle Terre di Valdarno . Ca-
ftruccio oiieggiò , e fece danno afiai in Val-
darno : il Comune di Firenze mandò per la
lua gente in Lunigiana , e Caftruccio cavalcò ,
e riprefe le Terre del March(^fe Spinetta. E
ciò fu nelF anno del Signore xMCCcxxi. la ftate .
A 3 Della
(i) Villani /. 9. e, 116. Cinquecento ,
{2) Cioè. Da Petrella, La fua elezione in Capitano (i
legge- nel Lib. R» Confil. delle Rifannagìont a 20.
folto l'anno antecedence 1320, così; Guido de Pe-^
é ISTORIA FIORENTINA
Bella morte di Dante Alighieri Cittadino di
Firenze, Kub. 340.
PErchè è bene fare memoria degli uomini
virtuoli, sì noteremo, che Dante di Ala*
gherio degli Alignieri, onorevole Cittadmo,
come furono cacciati d; Firenze i Bianchi,
egli, perch'era di quella parte, li partì fanza
aipettare comiaro, ed andò in ftudio , ed in
altro modo errando circa 20. anni, ne' quali
fpefe il tempo non in erro, ma in molte vir-
tuofe cofe , ed operazione , in fare libri , e no-
bih efempli , e grandi giudicj di Rettorica , e
quafi di tutte le fette fclenze , e moralmente
vitTe ; e poi ultimamente morì a' dì 14. di Set-
tembre^'Mn Ravenna, dove fu onorevole fe-
paltura negli anni del Signore mcccxxi.
'Come
trelta eUBui Capìtaneum guerrae Communis Flo'
reutine, E poco fotco a 34. fi leggono gli Amba-
fciadorì fpedingli, per recargli tale elezione ; cicè :
Cheh Pugni Bordoni s, ^ Marangone Amm'ifinati
Amhaxiatores dcjìinati in partibus Romandiulae.
sd Guido nem de Pettella . DhI noftro Zih. D. a 349,
A queftu fuccefife nel mcfe di Luglio del pr^fente
anno 132/, D Curradinus de Gonfilneriis de Brìxia
Capitaneus guerrae , con^ é reg'ftroro nel Lib. S»
Couftl. ivi a i. e Zih detto a 351.
(i) Villani lih, 9. cap. 13?. d?i inefe di Luglio, e cosi
altri Scrittori della Vita dt Da-ite. M^ il noftro
conviene col Boccaccio, e con Fihppo di Cmo Ri-
nuccini , di cui riporteremo ruta ia Scrifcua tr? i
Monumenti , che la pong«n« in decco dì 14. di Sec-
temlire .
LIBRO SESTO. 7
Come i Fiorentini lafciarono la (Ignoria del Re
Ruberto, e rejònjl per loro. Rub. 341.
LI Fiorentini sì H diliberarono di non vo-
lere più la fignoria dello Re Ruberto , pe-
rocché vedeano eifere troppo di fpefa a loro ,
e poco d'aiuto, e quaii i Mercatanti non po-
teano alle fpefe, non che quelli , che vivevano
di rendita, e delle loro braccia. E però ri-
ftretti inileme , e fatti più , e più ragionamen-
ti , e configli infra loro , e con fidanza de' buo-
ni fi preibno partito del tutto di volere effere
liberi per lo Re, ed eleiiero Capitanile Pode-
fìà a loro volontà , e cercavano d' avere di
valenti uomini , e più che potevano ; ed i
primi furono quefti: Uberto y o Ubertino de' Sali
da Brefcia Podejtà , e Bannino di Guido da Po-
lenta Capitano di popilo ^'^ E ciò fu negli anni
del Signore mcccxxi. del mefe di Gennaio ^*^.
Quelli fono i Priori da mezzo Febbraio 13 21.
a mezzo Febbraio 1322. Rub. 342.
1 ile di Mefs. Filippo Belfredelli.
Clone di Bonfignore Bifarnefi.
A 4 Mcfs.
(i) Supplirò coir Ammirato Lih.6. in prhjcip. e Lih.S»
Ccnjìl.delle Rifurmag. a 50. Zib.D. <? 351. L'ultimo
VicJirio Pregio in uu- (li tempi era flato Dominus
Ei-rardus D. Guidouis de Corgnia , come fi vede al
Lib. S, Conjil. delle i<ifor?nagiont a i. e come V aifer*
ma l'Ammirato l:è. S'P^S- ^^4*
(i) Villani /. ^. e. 135. In CaUn di Gsnnaio •
8 ISTORIA FIORENTINA
Mefi. Tegj^hia Buonncolti ludice.
Lupo di L'fimerano dì Mofciano.
Pino di Spina r alce ni.
Buonaiuto LamDerti.
Eernarao Cattani Gonf di Gluilizia .
Ser Piero Ottinelii lor Notaio.
Gherardino di Tuccio.
Gin. Zìo di Simone de' Raffacani .
Acciaiuoìo di Meis. Niccoia Acciaiuoli .
Fièro di Pinaccio degli Strozzi.
Ciampo di Duccio .
^^eis tranceicodi Mefs. Lotto Dott. di Leg.
Gerì di G uccio ^ìà erti Gonf. di Giuùizia .
Ser Micnele di Ser Bonaccorfo dalla Laltra
lor Notaio .
lapaccio di Blndo del B^ne.
Lapo Albertucci da Caiìigiionchio ,
Tommafo Dieraiuti .
Filippo Aldobrandini .
Benincafa Falcili .
Giovenco di Cicnetto de' Baftari .
Zanobi di Mefs. Lapo Arnolii G >nf di Giufe
Ser Filippo Bcnamicni Icr Notaio .
Bernardo di Neri da QuJìrata.
Bartolo di Manctto Buonricoveri .
Francefco dei Bene Bencivenni.
Bernardo di Pagno Bordoni .
But0
LIBRO SESTP. ^
Buto di Ricco Davanzi .
Cambino di Geri.
Mefs.ivanieri del Forefe Dctt di Leggi
Gonf. di Giuftizia .
Ser Ugolino di Sozzo da Trebbio lor Noi^
Francefco d* Andrea .
Mels. Gianiaxno di Lapo de' Rinaldi D. di Leg.
Ser Gianni di Bonaprefa de' Siminetti .
Caftello di Tecchino ^'^
Bernardino d' Imbcno de' Medici.
Taldo Valori.
Albizo di Stefano Sederini Gonf di Giudizia,.
Ser Giovanni di Ser Lapo Bonamichi Not.
Tuccio Ferrucci.
Filippo di lippo Buonfigliuoli.
ISaldo di Mefs. Ugo Alto viti .
Spinello di Primerano da Mofciano.
Ser Ruuico Conlìirli .
Boccaccio di Golino da Certaldo .
TeiTcrhia di Guido Tolofini Gonf di Giuft.
PO
Ser Tommafo Bucci da Certaldo lor Not»
Come nella Città di Pijloia ebbe 7wvità , coir onore
del Comune di Firenze. Rub. 343.
LA forza di Caflruccio Signore di Lucca
multiplicava, ed i Piftoleli vicini a lui,
pe^
(i) Magi, di Teee$.
IO ISTORIA FIORENTINA
perocché e' tenea Serra valle , male (lavano : cer-
carono d'accordo con lui, ed in effetto lo fe-
ciono , con dargli fiorini quattromila 1' anno .
Di ciò i Fiorentini furono male contenti, e
cercarono di {turbarla . Lo Vefcovo , eh' era
Baronto iv/{:r/jri^^'^ , contrapponendoli , ne fu
cacciato , e con grande danno , e vergogna ;
e r Abate da Facciano, cioè Ormanm di la-
cop.) Tedici^^-^ ^ vi fue il maggiore maeflro, e
capopopolo, e non vi volea udire ricordare
Fiorentini a nulla . E ciò fu negli anni del
Signore mcccxxii. d' Aprile .
Come gli itfciti di Firenze , e Ghibellini di più luoghi
vennero a Colle di Valdelfa . Rub. 344.
CErti ufciti, e Ghibellini di Firenze cre-
dendoli di furto intrare in Colle , con
grida della brigata, erano ufciti di Colle, e
furono infino nel borico . Poi ravveduti i Col-
ligiani intrati nell' arme li cacciarono fuori , e
mor-
(i) Supplito quefi-o nonve coll*UgheIIi ItnL Sac.in Epifc.
Pifior. num. x:a. col. 504. Tom.^. e colle Memorie
del Sig. ì)otc. Anton M'.ria Rofati ,/?^^. 108. i quali
ponendo reiezione di Baronro a' 21. d'Aprile, feì-
fogna dire, che ciò feguifTe appena entrato al pof-
fefio del fuo Vefcovado ; ed è agevole a crederfi ,
anche perchè era ftato eletto contro la voglia , ed
il partito di Ormanno Tedici Abate di Facciano , e
di Lazzcrino Lazzeri Configliere del Re Ruberto,
come ofTerva , e narra detto Sig. Rofati.
(2) Supplito dal Villani /. p. f. 145. e da detto Sig. Ro-
fati, luogo cit.
LIBRO SESTO. II
morti, e prefi ne furono gran biigata . E ciò
fu negli anni del Signore ìMcccxxu. d' Aprile .
Come i FÌGrentini ordinarono fiera à^ ogni cofa allo
Prato d' OgntfJ'anti , Rub. 345.
NEI mefe di Giugno s' ordinò a Firenze ,
cne otto dì innanzi S. Giovanni di Giu-
gno , ed otto dì apprelTo , foflè un franco mer=
cato in tul Prato d' Ogniffanti. E ciò fu te-
muto grande femplicità per più ragioni .
Diverfi fuochi y che s' apprefono in Firenze.
Rubrica 346.
NEgli anni del Signore mcccxxii. a' dì 7. di
Luglio s' apprefe il fuoco in fuUe bot-
teghe , eh' erano in fui Ponte vecchio, ed ar-
fono da mezzo il Ponte vecchio in qua , e tirò
per le cafe di S. Stefeno: andonne da cafa
Pulci , e fece grande danno. Ed appreflò , a' dì
<5. d' Agolo , s' apprefe un altro fuoco nelle
cafe di fui Ponte detto, ch'erano rimafe dal
mezzo in la , ed arfono tutte le botteghe , e
cinque cafe de' Mannelli di là dal Ponte .
Coìne i Fifani pofono gabelle fopra la mercanzia
de' Fiorentini . Rubrica 3^7.
LI Pifani feciono loro gabelle generali , le
quali toccarono a' Fiorentini j di che li
dol-
12 ISTORIA FIORENTINA
dolfona i Fiorentini, perocché nella pace fi
conrenea , eiler liberi . Li Pifani dilTero eilere
gabelle nuove , e così ruppero la pace palefc ,
che fegretaniente più volte avieno rotta con
dare gente a Caftruccio. E ciò fu negli anni
del SÌ2:nore aMCCcxxii. d'Af^oiìo.
Come la Campana del Popolo , cioè la maggiore da
frima [nono alla dijiefa . Rub. 348.
AVea il Comune di Firenze fatta fare un-?
campana , la quale pefava circa diciot-
tomila libbre , e mai alla diitefa era fonata .
Di che capitò a Firenze uno Maeftro Imbratta
da Siena ; Y acconciò per modo , che moila per
due uomini , uno la facea bene fonare . E ciò
fu neir anno del Signore mcccxxii. del mefe
d' Agofto . Ebbene fiorini trecento .
Co7ne i Fiorentììu vollom Campofelvole .
Rubrica 349.
GLi Aretini avieno tolto al Comune di Fi^
renze nella venuta dello Imperadore
Arrigo il cafteìlo di Campofelvole di V^aldam-
bra, di che i Fiorentini per trattato lo rieb-
bono j ed aflèdiarono lo Caifero a dì 8. di Set-
tembre , lo dì di Santa Maria , ed andovvi
popolani, e cavalieri, e gli Aretini fentendolo
male fornito , per non perdere gli uomini , lo
feciono rendere a di 29. di Settembre mcccxkji.
Cowe
LIBRO SESl'O. 13
€on7e il Comune di Firenze ripofe Cafagìia.
Rubrica 350.
IL Comune di Firenze ufando fue ragioni ,
li vide, che Cafagìia di ragione era del
Comune , ed Ampmana, le quali erano disfat-
te a tempo della guerra de' Bianchi , e Iseri .
Di che fi ripucfe, e recoffi le ville d'Ampi-
nana in giuridizione come cofe di Comune,
e ciò fu di Settembre mcccxxil
Come gli Ubddìni fi fottomilfero al Comune di
Firenze. Rubrica 351.
ERa flato più quiftioni tra' Nobili degli U-
baldini , 1' uno colf altro ; e perchè 1' uno
fentiva , che T altro trattava per disfare V uno
V altro , il Comune tenne mòdi , per li quali
di concordia fi fottomiflero al Comune per-
petualmente , e furono franchi d' ogni fazione
reale , e perfonale due anni ^'\ e furono a
novero 3543. E ciò fu negli anni del Signore
Mcccxxri. a dì 21. d' Ottobre .
Cojìie fu grande carejlia quafi in tutta Italia ,
ed in Firenze, Rub. 352.
U neir anno predetto careftia d' ogni vet-
tovaglia in tutta Italia , ed in ogni luogo
F
mag-
(i) MS. Mille anni . Vedi il Tomo X. nelle Memori»
di Cafa Ubajdini .
14 ISTORIA FIORENTINA
maggiore , che in Firenze il doppio , per Io
buono provvedimento sì fatto, ciie il grano
in Firenze vallo diece quinti di fiorino , e non
più. E tutti i poveri fcacciati di Tofcana il
Comune di Firenze li raccattava, e niuno di
fame non morì, tante furono le limoline dei
Fiorentini .
Come i Fiorentini a fla7iza di Papa Giovanni
?nandarono in Lombardia Q-ente al Signore
di Melai. 0 . ìiuù. 333.
NEir anno del Signore mcccxxii. di Febbraio
a ilan/a di Papa Giovanni XXil. i Fio-
rentini mandarono in Lombardia contro a' Bi-
fccnti da Melano 200. uomini da cavallo per
fare guerra.
Come ì Fiorentini mandarono contro a Cajiruccio
in aiuto de' Fi jl ole fi, Rub. 354.
LI Piftolefi mandarono a Firenze per foc^
ccrfo, perocché Cailruccio era in Gar-
fagnana, ed ebbero 80 uomini da cavallo, e
4C0. pedoni ^'\ Can:ruccio poco curò di ciò ,
fece i fatti fuoi , e riebbe fue Cailella , che a
poila de' t iorentini s' erano rubeilati , e ciò fii
fieir anno del Signore mcccxxiì. di Marzo .
Quejlt
(i) Villani Uh. p. e, rpi. dice ; 7J. cavalieri , e ^o»fedoHf .
LIBRO SESTO. 15
Quejlifono ì Priori da mezzo Febbraio 1322,
a mezzo Febbraio 132,3. Rub. 355.
B
Artolo Bandirli.
Francefco di Banco Raugi .
Mefs. Filippo de' Bonaccolti Dote, di Leg.
Borguccio di Ventura Borghi.
Rinaldo Lotteringhi. ^'^
Azzarello di Lapo Gherardini.
Giotto di Fantone degli Angelotti Gon£
di Giuftizia .
Ser Giovanni Pizzini lor Notaio.
Mefs. Rinaldo Cafini Dott. di Leggi,
Guido Bencivenni da Magnale.
Meglio Fagiuoli.
Bingieri di Nardo.
Gherardo Scolai .
Filippo di Gherardo de' Giochi.
Fugio di Iacopo Gonf. di Giuftizia. ,
Ser Salvi Dini lor Notaio .
Totto Rinaldi.
Giotto d' Arnoldo de' Peruzzi ,
Guido di Lapo Guazza.
Ciaio di Ciaio Riftcri .
Giovanni di Donato Viviani.
Tieri Benvenuti.
Guer-
ci) D* altra mano , da poi Delia Stufa
l6 ISTORIA riORENTINA
GuerrJante di Dingo de' MarignoIIi Gonf!
di Giultizia .
Ser Matteo Guidi lor Notalo.
Lotto Giuneldi^'^ da Quarata.
Tavernino Donati .
Stefano di Duccio del Forele .
Giovanni di Mefs. Ubertino ^^^ degli Strozzi .
. Niccolò di Berto Strozzafichi.
Lippo di Bartolo degli Albizi.
Giovanni d' Andrea de' Ricci Gonf.di Giufl.
Ser Bernardo Bencivenni da S. Donato in
Poggio lor Notaio.
Mefs. Pace di Mefs. Iacopo da Certaldo Dott.
di Leggi .
Neri di Mefs. Iacopo del ludice.
Dardano di Tingo Acciaiuoli.
Chele di Pagno Bordoni. i
Cecco di Spina Falconi .
Cicnetto di Giovenco de' Baftari .
Francefco Giamori Gonf. di Giulizla.
Ser Rinaldo Nacci da Cepparelio ^'^ lor Not.
Boninfegna d' Angiolino de' Magli.
Francefco Lottennghi ^^^ .
Rufpo di Guittone da Legnaia .
Ruc-
(i) T.TS. Giurai li .
(i) MS Albertino .
C?; ^^S. Da Rcperolh ,
(4.) MS. d'altra mano aggiugne , dalla Stufa.*
LIBRO SESTO. "^ I7
Rucco Bandi.
Meis. Forele da Rabatta Dott. di Leggi .
Chele di Ser Guernieri d' Agugiione .
Lapo Bati Gonf. di Giuilizia.
Ser Gherardo Setti da Certaido lorNot,
Cwie il Conte Novello fu in Firenze Captan§
di guerra . Rubrica 356.
LI Fiorentini fentendofi guerreggiare a Ca-
ftruccjo , e non av leno vaiorolo C^apita-
no , mandarono ai Re Ruberto , lo qua'e a ìcro
loido mandò uno fuo cognato, che a ea per
moghe la lìrocchia dello Re , e fu ìs\QL.B:kramo
del Balzo ^'^ , Conte di Mente Scagliole) , detto
il Conte Novello , peroccnè , comecché folle
della caia del Balzo, non era Conte, ma no-
vellamente lo fece Conte lo Re , e venne in
Firenze con 200. uomini da cavallo a dì ló.
di Maggio Mcccsxiii. ^^^
Come i Fiorentini ebbono licenza dal Papa Gìq*
vanni di porre a' Chierici. RuDr. 357.
I Fiorentini avendo la guerra , e molte fpe*
fé, chiefono al Papa Giovanni, che per
fuifidio delle loro mura potellero avere iin-
Tom.XlL B pò-
fi) J»upplito dall' Ammirato l.6.png. z^\.
(2) Vi !ani /. p. e, -03. e Ammirato /. cit. A' ^) 17. rf/
l8 ISTORIA FIORENTINA
pofta fopra i Clierici di ventimila fiorini; di
che Tebbono, e puoferli . Li Cherici fi dol-
fero , che i danari , che pagavano , non fé ne
murava la Città , ma fi nutricava la guerra ;
di che eflèndo mezzi rifcoifi ri vogò la grazia ,
e non fé ne rifcofle più . E ciò fu di Mag-
gio MCCCXXIII.
Come i Friolani faldati de' Fiorentini fé w' anda-
rono da Caftruccio . Rubr. 358.
A Vendo i Fiorentini ordinato co' Genove-
fi , venifiero per terra addoflb a Cadruc-
cio, e con galee per mare , ufcirono a campo
1 Fiorentini in calen di Maggio . Ed efiendo
a Fucecchio Iacopo Capitano de' Friolani ^'^
a' dì 7. di Maggio ^"^ con 300. uomini da ca-
vallo , fé n' andò dalla parte di CaAruccio , ed
uno trattato , che il Comune di Firenze avea
in Buggiano , fcoperfe ; di ciré furono impic-
cati 13.^^^ buoni uomini di Buggiano, ed il
trattato fallì , di che molto fi fconfortarono i
Fiorentini .
Come Caftruccio andò a ofle in Valdarno fopra i
Fiorentini . Rubr. 359.
CAftruccio cavalcò, quando ebbe avuti li
foldati Friolani ^^^ , e richiedi i Pifani ,
ed
(i) MS. Feciolani ,
f2) Villani /. 9. f. 2o3. Di Giugno .
(3) Villani ivi. 12. (4) MS. (juì Fetolaui ,
LIBRO SESTO. Ip
Cu amiaà , ed in ca-en di Giugno ^^ giun e a
tucecchio, e dievM il guaito, ed il uvai e a
Santa Croce , e poi a Monte Tcpoii , ed a
Sanmi<Tnato ; e tcrnofil a Lucca ia vilia di ban
Giovanni dei detto anno.
Co7ì2e Cajìrnccio arJò a cjle a Prato .
Rubrica ^óo.
I' x\rdire de' prodi uomini , e la furerbia
-/ dtì vincitore , o fcprano ia tare moite
iiriprefe talora fconvenevoli. Tornato Calruc-
cio a Lucca , con molta gente aliai v enne ad
Olle prelìo a Prato uno miglio, neìli borghi
d' Aiuolo , e qui domandò tributo come a\ ca
da' Piitoleii ; fogli negato. Sentito ciò a riren-
ze , llibito colla candeia alla porta andò il ban-
do , a pena dei piede , ulcilìe o :ni uomo fuori ,
uno per cafa -, di che fuuito furono in Prato
a'dÌ2.di Luglio con malie cinquecento cava-
lieri, e ventimila pedv^ni. Caitruccio v'ersi
venuto il di dinanzi con mille centocinqu nta
ca V aiieri , e con quattromila cento pedoni G'i
sbanditi d ir^ ire nze Cuciti avieno avuto licen-
zia d- eilère ribanditi , ciii ivi foflè . Caftruccio
mandò il guanto della battaglia , e la notte li
fuggì da campo, e fé' Grandi la m-itnna fa-
vellerò voluto feguire, non andana; perocciiè
era con grande fatica, più cne di trotto . con-
B 2 dot-
(0 Villani /. 9. r. lop. A à) 13. dtXj'ingno*
10 ISTORIA F IOTI EN TINA
dotto a Scrravalle , e quafi lafciati i pecioni .
jMa' Grandi diceano, che non era il meglio;
e quello faceano , perchè fi fentiano gravati
degh ordini delia giuftizia , e credeano , che
foflero loro levati. Di che fentito quello a
Firenze, il popolo quali fu all' arme, dicendo :
Muoiano i traditori Grandi; e fé non folle
buona provvede nza , fi correa a cafa loro . Di
che i Grandi fcminarono fcandoli a^li sban-
diti, dicendo, che non volea loro effere of-
fervati i patti . Di che il armarono , e vennero
a Firenze , e credettero intrare nella Città , e;
venire rubando . Di che i Priori feciono buo-
na , e follecita guardia , e rimandarono per
r ode , eh' era già a Fucecchio ; come che per
difetto de' Grandi non farebbono però iti più
innanzi . Ed in grande gelofia {lavano i Fio-
rentini sì per gli Grandi male contenti , come
per la guerra di Caftrucclo , e non poteano
avere Capitano a loro modo . Gli sbanditi non
ebbono, per loro difetto, la grazia loro pro-
mefla , e clafcuno fi tornò a fuo cam.mino .
L' ofte rientrò dentro a' dì quindici di Luglio
JMCCCXXIII.
Cowe gli sbanditi col braccio d-é* Grandi voltarono
il Comune di Firenze . Rubr. 361.
Li sbanditi, come detto h,{i trovarono
ingannati di loro ribandigione per loro
di-
LIBRO SESTO. 21
difetto , e con licenzia per cercare quella
certi caporali vennero in Firenze , e non ot-
tenendo il ribandire, colle famiglie de' Gran-
di cercarono tradimento , e diliberarono , che
la notte di S. Lorenzo, cioè a' dì io. d' Ago-
Ilo Mcccxxiii. venilTero alla porta di S. Gallo ,
ed intraiièro con fcure di fuori, ed i Gran-
di dentro loro aiuterebbono a rompere la
porta ; di che vennero >nfino alla porta con
circa cento a cavallo, e bene duemila pe-
doni ^'^ in full' ora di Compieta. Si fcoprì il
fatto ; di elle , per tema de' Grandi , i Fiorentini
popolani erano fotto Y arme . Di che difcen-
dendo di Camerata, e ve2;2;endo non efìère
loro rifpofio, non vennero più innanzi, che Io
piano di S. Gallo . Quando videro in fulle porti
1 lumi , gridando le guardia : Viva il popolo ,
e muoiano gli sbanditi ; fi tornarono indietro .
Per la quale cofa come in Firenze li fentì,
che tutti i Grandi erano colpevoli , chi volea
giuftizia , e chi mifericordia , e tanto fi dilatò
la cofa , che' Priori non diceano al lor Rettore
nulla ; il quale era Mefs. Manno delia Branca
da Gubbio Pcdertà , ed egli, per tema di non
convenirgli fare troppo ìafcio , fi ftava. Ulti-
mamente fi ragunarono le Capitudini , e quel-
li, che reggevano in Palagio del popolo, e
quivi configliato , e riconfigliato, feciono uno
B 3 or-
ti) Villani /. p. e. 21^. Iff quantità dì pjfantu a cavallo ,
^ pÌH di milU i t citKiuesfnto a pie .
2Z ISTORIA riORENTINA
or-liFie , che ciaicuno, eh' avefle più polizze
di tutti quelli, ciie futlèru me.ii nella t'ifcnet-
ta . n'avellerò bando, ed ogni uomo , cn' era
cuivi mettere una cedola ^'-^ Oi che ottenuto
qae.to, furono le prime cedole in Mei's. Ame-
r\ o de' Donati , ed in Mei's Teglia FreTcobal-
di, e Mcfs. Lottenngo Gherardini , e furono
condannati in lire duemiia per uno,a'dÌ2o.
d' ingoio Aicccxxiii. e furono confinati quaran-
ta miglia di lungi dallo Contado di tirenze
me.i fei.
Conie da prima fi ordinarono ì Pennoni , eGoìifaloni
delia Coiìi^aguìa in Firenze . Rub. 362.
VEdendo il popolo l'ardire de' Grandi, e
li Gonialcni eliere tutti di lungi T uno
all'altro troppo, tanto che i Grandi tramez-
zavano i popolani a ire a cafa a' Gonfalonieri ,
diliberarono Pennoni , che fi deflero delle in-
fepne dchi Gonfaloni nello Gonfalone a certi
uomini; e fentendo, che romore foflè ,: ogni
Gonfalpniere afpettafl'e i fuoi Pennoni. E fu
diputato, che h correlTe a cafa de' Pennonieri
li V icini , ed 1 Pennonieri al Gonfaloniere fchie-
rati , iicchè a uno a uno non avellerò a ire
a cafa del Gcnfalcniere , e dierono fecondo
la grandezza del Gonfalone a quale due , a
qua-
(i) C\oè ^ (ì'accuTa di colui, ch«' gli parcfTe più colpe-
vole . V» Villani in detto luogo ,
LIBRO SESTO. ij
quale tre , ed a quale quattro Pennoni ; furono
in tutto §6. Pennoni, e dierfi generalmente a
ogni uomo , che avefle avuto ufficio , e non
avuto , pur folle popolano , e confidente al
popolo ; e molto ii rittrinfero i popolani in-
lleme per quella volta .
Co??2e Cajlr uccio venne ad ofte alle Caftella^^^ di
Val damo ^ Rubr. 363.
COme abbiam.o detto , lo Comune di Firen-
ze per le dette divifioni, e per lo Capi-
tano, che non potieno avere buono, la gente
fi flava in Valdarno , ed erano pagati dal Co-
mune, e niuno fervi^io faceano. E Caftruccio
mandò gente a fare il guado a Monte Topoli ,
e Caftello Franco , e a Santa Croce , e con-
tuttoché la gente del Comune folle a Fucec-
chio non rifpuofero , ed erano due tanti , che
quella di Caftruccio; e ciò fu a' dì 25. infino
in 30. d' Agofto nell'anno del Sig. mcccx^^iil
Come fu fconfitta in Firenze dì freddo .
Rubrica 3^4.
NEI detto anno, e del mefe dWgofto, e
di Settembre fu una infermità quafi ge-
nerale di freddo , ed alquanti pigliava loro la
febbre , e perdeano P appetito , ed alquanti ne
B 4 mo-
(i) MS. Al Cajlelto .
14 ISTORIA FIORENTINA
fliorieno , cioè vecchi , e vecchie , e fu la clett»
inaiizia quaa in tutta itaiia, e come venne
mezzo Ottobre, re Ilo .
Come i Fiorentini perderoito il Cajìello della
Trappola in VaUarno, Rub. 365.
LI Pazzi, e gli Ubertini di Valdarno en-
trarono di furto, e per alcuno tradimen-
to nel cailello della Trappola, e quanti Guelfi
vi trovarono uccifero nelle letta, perocché in
fulla mezza nette v' entrarono . il popolo di
Firenze vi foccorfe con 200. uomini da ca-
vallo, e mille pedoni. Quelli de' Pazzi fen-
tendo ciò, miilero a ruberia gli amici, ed i
nemici ; poi miffero fuoco nel caflello, e an-
dartene air Anciolina. La brigata de' Fioren-
tini li feguirono , ed aiìediargli in Lanciolina ;
e gli Ubertini , e li Pazzi fubitamente con for-
fè »5o. cavalli ^'^ e icoo. pedoni li foccorrea-
no; onde i Fiorentini li levarono da campo,
e tornarono in Firenze . Tutto ciò fu negli
anni del Sig. Mcccxjtii. del mefe di Settembre.
Come in Firenze p fecero ìmhor fazioni delFriorat»
per quattro anni. Rubr. 3(^6.
T Emendo del reggimento quelli, che reg-
gevano in L'irenze, non folle fcandolo,
pen-
(i) Villani /. $, f, aaj. Con pin 4ì 200. cavalttrt.
LIBRO SESTO. 25
penrarono di cox^tentare genti , e prefono balia
di riforraare Firenze per quattro anni, e met-»
tergli in borie, e trargli a forte, ed a fortu-
na ; e hironvi imborfati di quelli , che non
erano ufati avere uiicio a quelli tempi, e così
per gli cornigli ii die balia di fare ciò ; e fé-
celi . hVvero, perche pigliallero balia per quat-
tro anni , non ne feciono fé non per tre e
mezzo. E ciò fu fatto a dì z6. d' Ottobre
MGGLXXIIL
Cguìc Cafiriiccìo entro in Fucccchio di Vaìdamo , $
quella mattina ne fu cacciato. Rub. 367.
CAftruccio come follicito uomo, mai non
penfava , fé non alla offe fa de' Fiorentini .
Tenne trattato in Fucecchio , e fubito cavalcò
in fjl vefpro , e la mezza notte fu con fua
brigata alle mura di Fucecchio, ed uno, che
fi chiamava .col quale
egli av^ea compoito, che gli rom pelle lo muro
da uno luogo da canto la rocca , che il Co-^
mune di Firenze vi murava; la quale rocca
non S'abitava ancora, fé non la torre. Lo
tempo era piovofo, e fcuro ; di che le guar-
die non udirono il rompere, che fece coftui
d'una baleftriera, e andò tanto innanzi, che
CaUruccio intrò dentro in perfona con bene
loc. uomini da cavallo ^'^ armati a pie, e bene
600.
(1) Villini /. 9. r. 253. Coti pÌH di fefit9 fìiìpiatìta ui^
mini a cMvali» ,
1(5 ISTORIA FIORENTINA
600. pedoni ; poi lo romore fi levò : La piazza
prefa per Cailruccio : la gente fi sbarrò ; Ca-
ilruccio in fulla piazza , e li Terrazzani per le
ftrade , e fubito feciono cenni li foldati , che
v'erano dentro, ed i Terrieri, com'effi, fol-
licitando d' avere foccorfo . La mattina in fui-
r alba Caftruccio avea rotto tanto del muro ,
che quafi 150. cavalli erano dentro . La bri-
gata del foccorfo con quelli, che v' erano, ed
i Terrieri furono ali' arme , ed ultimamente
li mi (fero in rotta, e furne prefi da piò, e da
cavallo circa 170/'^ ma a bottino fé ne ap-
prefentarono 161. e Caftruccio fu ferito nella
tefta , e fuggì della Terra a piede. E dicefi,
che fé li noitri aveffero feguito fuori loro die-
tro, niuno ne campava. E ciò fu a' di 20. di
Dicembre mcccxxìii.
Come i Fiorenthn m andar oiio al Re di Francia
per Francefchi. Rubr. 368.
LI Fiorentini veggendofi da Caftruccio gra-
vare , e vedendofi da' Friolani^^^ traditi,
sì fi immaginarono di mandare al Re di Fran-
eia per 500. foldati, iftimando, che fé lo Re
li mandava, non tradirébbono ; e ciò fu man-
dato a' dì 3 . di Gennaio mcccxxìii.
Collie
(i) Villani luogo cit. ijo. tiomtnì a cavallo t à* ^JT^^ ^
piede .
(3) MS. feiolani.
LIBRO SESTO. 27
Qo7ne i Virole fi mandarono indietro il Vicario
dello R.e Kiberto , Rubr. 3d^\
C^^Ome addietro è detto ^ Rubrica 356. lo
J Vicario dello Re Ruberto fi andava a
Piiloia per le convenenze, eh' a\ieno collo
Re Ruberto , e colli Fiorentini . Di che Meis.
Filippo ledici , lo quale era gran Maeilro in
Piitoiajufcì con certi , ov\ ero, li dice, man-
dò, ed aiialiilo appiè di Tizzano, e quivi fu
combattuto , e vergognato . E ciò fu a' dì 3. di
Marzo negli anni del Signore mcccxxiii.
(hiefli fono i Priori da mezzo Febbraio 13230
a mezzo Febbraio i 324. Rubr. 370.
G
Herardo Bonfi.
Ruggieri di Mefs. Lapo da Caftiglionchio
Francesco di Borghmo Baldo vinetti.
Mafo Valori .
JMaruccio (^/. Marco) di Geremia.
Mei's. Lcttieri di Lapo Cherardini.
Ivigi di Spigliato Gonf di Giuiiizia.
Ser Bruno Orlandi lor Notaio.
Niccolò Manieri
Tommaio di Duccio de' Magalotti .
Lottieri Davanzati.
Lotto di Puccio Ardinghi.
Van--
iS ISTORIA FIORENTINA
Vanni di Bartolo Armati .
Filippo Villani.
Bartolommeo di Cuccio de' Siminetti Gon/^
di Giuflizia .
Ser Giovanni di Ser Boninfegna da Rlgnano
lor Notaio .
Piuvichefe Brandàcci.
Tano Baroncelli .
Mefs. Tegglìia de' Bonacolti Dott. di Leggi .
Anfelmo di Palla.
Giovanni d' Uberto Cambi .
Pieraccio di Piero Guadagni.
Peduccio di Duccio della Moretta GonfaL
di Ciuftizia .
Ser Manno Banchi lor Notaio.
Ghino di Bindo de' Cani giani .
Naddo di Duccio de' Bucelli ,
Bindo di Mefs. Oddo Altovitl.
Cafiello Tecchi^'^
Daldo di Dingo de' Marignolli .
Uberto di Landò degli Aibizzi .
Grazia Guittcmanni Gonf. di Giuflizia .
Ser Giovanni Finucci lor Notaio.
Berto Canni .
Ser Giovanni Corfi Cafferelli .
Pefce di Cuccio di Pefce.^*^
(i) MS. Tecebint. (i) MS. Pefce Guigii .
LIBRO SESTO. Z^
Puglo di Iacopo.
Andrea del Nero.
Uberto di Gherardo de' Giuochi .
Mefs. Bartolo de' Ricci Dott. di Leggi
Gonf. di Giuftizia .
Ser Cambio Miclieli da Gaftel Fiorentino
ior Notaio .
Piero di Gherardino de' Velluti .
Mefs. Vanni Benini Dott. di Leggi.
Avvogado Gherardi.
Zanobio Corfi de' Borghi .
Conte ( al. Gante ) d' Averardo de' Medici .
Tano di Chiarilìimo .
AlelTandro di Ser Bellincione Cacciafuori
Gonf. di Giuftizia .
Ser Bernardo Ravignani Ior Notaio.
Cvme furono rlbancliti gli sbanditi , e pofto freno
agli ornamenti delle donne , e nuovi ordini.
Rubrica 370.
A Vendo il Comune di Firenze per la foc-
corfa di Prato proniefib agli sbanditi, che
tornailèro , come che eglino erraflero , vi fu-
rono melli da' Grandi ; pure il popolo di Fi-
renze fece decreto , che tutti , falvo i rubelli ,
e quelli , che furono condannati d' Agofto ;
ciò fu Mefs. Amerigo Donati , Mefs. Tegghia
Frefcobaldi, e Mefs. Lotteriniro Gherardini;
fot
30 ISTORIA FIORENTINA
fofTero rimeilì dal bando. Ed eleffcro certi
fìatutarj , li quali feciono ordini ibpra lo ner-
vato portamento d' ornamenti delle donne ,
ed altre fralche , che poco montarono ; e ciò fu
del mete d' Aprile mcccxxiv.
Come il Duca Novello prefe Carmignano .
Rubrica 372.
Avendo, come adietro è detto, T Abate
da Facciano con Cairuccio pattegjiatoii
contra il volere de' i:^ iorentini , e datogli per
anno quattromila fiorini , e fuilèquentemente
ordinato la c-icciata del Vicario del Re Ru-
berto , e manvlati fuori di Pi.loia 1 Guelfi -, il
' Conte Novello, il quale era Capitano de' Fio-
rentini, fi partì di Fucecchio, e con certo
fegno prefe i borghi, e poi lo caftelio di Car-
mignano , lo quale era de' Fiìolefi . Di che non
piacque a' Fiorentini , ed aflèdiata la rocca , ed
era per averla , T Abate da Facciano mandò
a Cafiruccio , che lo foccorreflè . Cailruccio
fi mofiè con cinquecento cavalieri , e tremila
pedoni. Sentendo quello i Fiorentini manda-
rono al Conte Novello, fi doveile levare dal
campo, e lafciare la Terra, e così f^ce. A' di
20. d'Aprile v'era ito, e partlfli a' dì 28. ne-
gli anni del Signore aiccoixìv.
Co?7!e
LIBRO SESTO. 3I
Coinè combatterono colla gente di Cajlrnccio ,
eh'' erano fuori di Firenze , Rub. 573.
CAftruccio , fìccome uomo di guerra , folli-
cito mandò 200.^'^ uomini da cavallo a
fare preda a Caftelfrancodi Valdarno di fotto.
E li ibldati , cÌTL erano dentro , come li vido-
no , mandarono battendo a Fucecchio , e con
legni ; e poi feguirono. fuori alla zuffa , ed ul-
timamente tanto gli tennero a bada , che la
brigata da Fucecchio giunfe , e rupperli , ed
ucciferne da i 2. ^^^e preferne da 50. e gli altri
fi fuggirono in rotta . De' Fiorentini vi mori-
rono due ; uno Coneftabile , ed uno fuo com-
pagno, e ciò fu a' dV2 2. di Maggio negU anni
del Signore .mcccxxiv.
Come fi ordino di mitrare il compimento di Firenze ^
e far barbacani , e torri infra le forte .
Rubrica 374.
NEir anno detto del Signore a' dì 25. di
Maggio fi diliberò di fornire le mura
della città di Firenze con barbacani, e con
torri per difefa , ed onore della città, e fu-
rono diliberate, che follerò braccia .... alte,
e grof-
(lì Villani /. 9. e. 2^3. In quantità dì ijo. a cavallo .
(2) VilJani , ivi. E rimajerne morti io. E de* pcefi non
ne fa menzione.
3i ISTORIA FIORENTINA
c grofle braccia 3. e mezzo, e torri 75. tra
di qua d' Arno , e di là ; le quali torri foilèro
alte braccia 40. e larghe braccia 14. Sicché
nota, quanta moneta vollono a ciò fare . ^'^
Come Mefs. Filippo Tedici corfe Pi/loia , e con falfi
titolo mojirò di farlj a pojia de' Fiorentini .
Rubrica 375.
AVea in Piiloia uno Cavaliere , Io quale
avea nome Mels. Filippo de' Tedici , che
era nipote dell' Abate da Facciano, lo quale
era uomo di molto fottile fpirito , ed uomo
di poca fede . V^eggendo , che la fignoria di
Piifoia , la quale T Abate occupava , non placca
a' Fiorentmi , e v^eggendo , cne CaTtruccIo Si-
gnore di Lucca multiplicava , ed avea tributo
dall' Abate , vedea certamente pervenire , o in
Caftruccio del tutto , o ne' Fiorentini la figno-
ria. Si pen:.ò di prender la lìgnoria egli, e di
darla poi a chi più gliene delle . K una fera
mellé dentro forefiieri, cioè contadini, e cor-
fe in full' alba la città , e colla fpada in mano
fi fece concedere la fignoria per uno anno.
I Fiorentini fubito vi mandarono gente , e
non fu ricevuta , ma fece lega , e trattato con
Caftruccio, dandogli tributo. La Città prefc
a' dì
(t) Si può vedere fa defcrizìone più minuta di tutti qucfi-i
edffìzj prefTo Glo. Villani , che ne fu i! foprancen'
dente, l.^. capp, 257. e 258.
LIBRO SESTO. 35
?i' dì 24. di Luglio Mcccxxiv. e poi il primo dì
d' Agolto cominciò a trattare co' Fiorentini, e
con Caftruccio . Di che Cailruccio come fentì
ciò, sì li mille ad oiie a Piftoia, e ripuole
uno Callello, che ii chiamò Giabrandelli^'^,
ed era disfatto, ch'era molto alto al di Ibpra
di Piftoia, e giudicavate vedea tutte le parti
del piano, e Firenze. Quefto fu a' dì 30. di
Agofto . Mefs. Filippo mandò a Firenze per
aiuto, ed ebbelo fubito. Quando furono alia
porta non gli volle dentro , ma volea , che s'an-
dafiero a combattere con Caftruccio , per iiiare
a vedere quelli morti ^-\ l'altro confumare,
per avere migliori patti . 1 Fiorentini sdegnati
fi partirono, e tornarono in Firenze,
Co7ne Mefs. Filippo fece fare all' Abate da Vacci ano
ftio zio uno trattato doppio. Rub. 37(^, .
L'Abate da Pacciano , zio di Mefs. Filippo
Tedici, veggendo, che 1' offefa de' Fio-
rentini era grande , avere fatto lega con Ca-
ftruccio , fi fece , fecondo fi dice , a pofta del
nipote in fjo nome lamento a' Fiorentini fe-
gretamente del nipote Mefs. Filippo , che dava
r anno quattromila fiorini a Caftruccio , e pro-
mifiè di metter dentro la gente de' Fiorenti-
ni, a fine di farli pigliare, e ricomperare,
Tom. XIL C pe-
ci) Poi àettrt Bello/guardo *
("') MS. // mon.
54 ISTORIA FIORENTINA
perocché non vedea modo di venderla loro
Mefs. Filippo, come volea . Di che mandato
a cercare uno trattato doppio, una notte fu-
rono alle porti i Ibldati del Comune . Mefser
Filippo avea fpie in Firenze , e fapea chi ufcia ;
fentendo , che' Cittadini non vi venieno, fi
di.'iberò non fcoprirli per ibldati ; corle air ar-
me quando furono alla porta, e fece pigliare
lo zio, cioè r Abate ; ed i Mercatanti, ed altri
Fiorentini , che v'erano, corfono gran perico-
lo; fé non che egli fi credette fare maggiore
gracchiata gh a v crebbe rubati. E così h tor-
narono i Fiorentini a Firenze, e non compie-
rò il trattato. E ciò fu a dì 22. di Settem-
bre MCCCXXIV.
Come (ì mutarono , ovvero 7nancarono le ^mhorfa-
gioni de* Pilori , e '??ìborf aronfi i Gonfalonieri
della Compagnia i e i xiL buoni uomini _y e Con-
figli. Rub. 377.
e
Onie addietro abbiamo detto ,i fumi degli
' uficj , (che certo e' non è altro, che fu-
mo , e danno d' amma, e di corpo ,) coli' am-
bizione d' effi uficj fempre gualcarono le cit-
tà , e gli uomini d'elle, e fpezialmente Fi-
renze. Era in Firenze una fetta detta Serraghna
per uno Seraglio de' Bordoni, diche capo n'e-
ra della fetta la famiglia de' Bordoni , li quali
s' accofl:arono co' loro feguaci ufcici , e con
al-
L I B R O SE S T O. 35
altri , di cui prima non fi erano in concordia ,
e temendo , che non foile Y elezione , ed im-
boffolazione dello uficio del Priorato a loro
modo , fi peniarono onertamente d' afficurar-
ii, come adietro abbiamo detto. Erano uno
uficio di XII. buoni uomini, li quali li e Ria-
mavano li XII. ConfigUeri fegretì de' Priori ,
con gli quali i Priori s'avieno a conugliare,
e determinare le loro faccende Di caca, en-
do penfato, feciono , ciie li Priori poteiTero
infieme con gli dodici riformare , e correg-
gere le imboiiòlazioni fatte per innanzi , per
tre anni, e mezzo, come dicemmo, Rub. 3 65.
E prefa balia , credeano , veggendo come (la-
vano, ileife peggio; e ciò feppero , perocché
di coftoro , e di lor fetta , e confidenti erano
nello uficio de' Priori , e de' dodici . Di che
non mutarono nulla, che trovaflèro, falvo-
chò vi aggiunfero d'ogni ingenerazione de i
buoni uomini fei Priorati , e con quelli li mi-
fchiaro,e miffervi di quelli, che non erano
ufati di buon tempo avere uficio ; ed il fimiie
feciono borfe di dodici Configlieri iegreti , e
di Gonfalonieri di compagnie, e di Condot-
tieri , e d' ogni uficio di città , e per lo tem-
po, e termine, ch'erano le 'mborfazioni dei
Priori ; e ciò fu del mefe di Settembre mcccxxiv.
C z Come
36 ISTORIA FIORENTINA
Come il Comune di Firenze ebbe il Cafiello di
Laìiciolina . Rub. 378.
GLi Ubertini teneano il camello di Lancio-
lina, !o quale era flato de' Conti di Ro-
mena, e per dota 1' avea avuto Bertino ^'^ de-
gli Ubertini ; di che Aghinolto figliuolo del
detto Bertino facea grande guerra , infieme
con gli fuoi in Vaìdarno . Di che a dì 25. di
Settembre fu preib in una cavalcata da quelli
di Caftelfranco di Ibpra, ed il Comune mandò
per elio, per fargli tagliare la tella ; e conforti
vi furono con gli amici , e traifero pace , e die-
rono r Anciohna per lui, ed ogni ragione,
che fu v' avefléro . Ciò fu a' dì primo d'Ot-
tobre MCCCXXiV.
Come fi pofe Vicchio di Mugello . Rub. 3 yp.
A Vendo , come è detto addietro , racquifta-
to i Fiorentini delle Terre , e ragioni di
ÌMugelIo, volendofi fortificare nel paefe , puo-
fero , o vero cominciarono a porre una Terra
in Mugello, la quale chiamarono Vicchio; e
ciò fu del mefe d' Ottobre ^ dì 20. negli anni
del Si more ìMgccxxiv.
Come
(i) MS. Bettittù,
L J B R O S E 5 T O . ^J
Come ve7272ero i foldatl del Comtme di Firenze di
Francia ^'^ . Rubr 3 io.
Avevamo fatta menzione de' foldati , per
cui il Comune avea mandato in Francia ,
e vennero molta bèlla gente . Ciò furono
cinquecento , e molti Cavalieri a fproni d' oro ,
e giunfero in Firenze a' dì 19. ^-Mi Novem-
bre MCCCXXIV.
e Cor?! e i Carmignanefl fi di crono al Popolo di
Firenze, Rubr. 381.
N
Eli' anno del Signore mcccxxiv. a' dì ij.
di Dicembre, di volontà libera quelli di
Carmignano, ed il calibro, e tutta la corte li
dierono al Comune di Firenze ^^^, cui a lord
C 5 pia-
(O MS. dri Sì gif a,
(2) Villani /. p e. xTJ, A" dì IO'
(3) Qui forfè de'^ fuppjirfi coC\: dal quale furano fatti
franchi fette anni , e conceduto , che chi ama fero
Podt'/là di Firenze cui a loro piaceffe; come narra
il Villani /. 9. e. 280. il quaie però ztaq quello fatto
a* dì 17. del f..giience Gennaio . Ne' Libri i, 32. e 34.
e 2^6. de' Conllgìi delle Riformagioni fi leggono le
capitolazioni di qacfta foggezioae fpontanea de' Car-
m'gnanefi al Crmune di F/renze de menfe lufjiì ,i^
Augufii di óeno anno , etr^ndo Csp^tano del popolo
di Firenze Mefs. Angelo di S Eipidio , e Podcftà
Mefs. Accorimbono da Tolentino , e Potedà di Car-
mignano M;fs. Ciampoli de" Cavalcanti . Sindaco per
i Fiorcnrin» , Ser Aldobrandinus qu. Ser Albizi dt
JPlorentia . Rogat. Ser Marcus q Ser Buoni deUgna^
9to de Florentia» Mei noftro Zib.D.a i-^^
428008
38 ISTORIA FIORENTINA
phcefTe . Ciò feciono per difpetto di Mefs. Fi-
lippo Tedici , che li trattava male .
Cotììe furono condamtati certi de' Bordoni , perchè
lùleano Jìgiioreggiare pili , che 7 dovuto.
Rubrica 382.
COme abbiamo detto in più luoghi, l'am-
bizione , ed il fumo de' maledetti uficj da
Firenze hanno molto male generato . La fetta
berraglina, di che capo erano i Bordoni, con
troppa audacia, e sfrenatamente cominciaro-
no a tiranneggiamente reggere ; di che il po-
polo male n' era contento . Furono certi del-
l' altra fetta infieme , e non vidono altro mo-
do, fé non che , confiderato, che gli ordini,
e balia dello Efecutore della giuflizia fono a
fmdacare gli uficiali , e condannare di barat-
teria, infra l'altre cofe procuraro d' avere unO'
Efecutore a loro modo , ed ebbonio , e ciò fu
Pietro di Landulfo da Roma ; ed eiTendo fLa-
to Bernardo Bordoni Condottieri , furono tam-
burati di baratteria. Di che richiedi, compa-
rirono gli altri , e Bernardo era flato mandato a
Carmignano per Ambafciadore j di che volen-
do fcufar io Chele ^'^ fuo fratello, e comparire
per lui, non lo voile, fé non rimanefle ap-
preflb la Corte . Zanobi Borgni uno de' Priori ,.
cllendo Propofto, gli die la famigliale com-»
pari .
(i) Villini h ^, (. 184 Borffofte ,
LIBROSESTO. 3p
pari. L' Afièguitore il volle ritenere; la fami-
glia de' Signori lo difefe ; di che zuffa fu tra ì
fanti de' Priori , e dell' Aiìéguitore . Alla per
fine veggendo la Terra correre all'arme, Che-
le diliberò rimanere pregione per lo meglio.
L' Aflèguitore cof\dannò Bernardo in lire mil-
le ^'^ per baratteria, e privollo in perpetuo
degli uficl ; e fntiile Chele fuo fratello, eoa
certi fuoi compagni , eh' erano venuti con lui ;
e poi condannò quello Zanobi, il quale avea
dato la faniigha al fmdacato fuo, in lire mille-
dugento^-^; e ciò fu di Gennaio mcccxxiV.
Cofjie fi die ialìa a' Priori di p ter cajfare h
famiglia di tutti li Rettori di Firenze .
Rubrica 38^.
A Vendo fatto quello Efecutore cotante co^
fé , ufando la fua balia troppo fmifura-
tamente , e quaii avea per niente, non che i
Cittadini , ma l' oficio de' Priori ; di che fi rav-
vidono i buoni uomini, e feciono una rifor-
magione , che 1' uficio del Priorato poteife caf-
fare , e rimuovere la famiglia d' ogni Rettore;
ed ogni volta rimofla la famiglia egU non può
fare uficio ; di che flette più a fireno dal dì
innanzi, che non facea primate ciò fu di
Febbraio mcccxxiv.
C 4 Cmts
(i) Villani /p. f. 284. duemila.
(»] Villani 1. eie. mille e cinquecenti »
40 ISTORIA FIORENTINA
Come Cajlriiccio fece con gli Fijlolefi, ed i Fioren-
tini prefero guardia in Pifiota . Rub 3 84.
MEfs. Filippo Tedici Signore di Piftoia,
etìendo cavalcato da Caftruccio, e in
altre Terre , gli tolfe la Sambuca . Quegli man-
dò a Firenze , ed ebbe ogni patto , che volle ,
e promifìè elìerc contra Caitruccio , ed ebbe
i loidati de' Fiorentini feco in guardia ; e tutto
ciò fii fatto per battere Caftruccio , ed avere
più <ianari ; e così ebbe i foldati ; e ciò fu a' dì
25. di jCebDraio mccc:ìxiv.
Come Caflr uccio ordino trattato in Firenze .
Rubrica 385.
AVea Caflruccio fempre trama in Firenze ,
e nel contado d'uomini grandi, e di fol-
dati ; infra' quali era uno Tommafo di Lippac-
ciò Frefcobaldi , uomo di feguito , e di grande
animo, e di poca fede, e dimeflico di Ca-
ftruccio . Di che Caftruccio avea un fao caro
famiglio, non molto noto in Firenze, ma a
lui fedeliffimo, il quale mandò a ftare col
detto Tommafo , e con lui s' intendeano in-
fieme per ambafciata Di che quello , che tra-
mavano , un dì venne a luce; perocché an-
dando lo detto famiglio , e' facea la via da
Montelupo, e pallàva a Fucecchio-. 11 Podeftà
avea-
LIBX.O SESTO. 41
avendolo più volte veduto sì la fera, o il dì^
e poi non lo rivedea T altro dì , e il terzo dì
sì^ lo fcrifle a Firenze. Di che prefo, mani->
feftò iì trattato, il quale era in quella forma:
Che uno Penitenziere di Papa , il quale ì\
Papa mandava, che chi folle contro a Ca-
ftruccio foffe aiìibluto di colpa , e di pena , e
lo proceiTo era venuto a Firenze, come era
flato pronunziato ; lo quale era colla gente
de' Francefchi , eh' era al foldo de' Fiorentini ,
il quale fi chiamava Mefs. Criftiano: con coltui
quello Tommafo che corrompeflè della briga-
ta Francefca a ire al foldo di Caftruccio, e
già avea accordato uno Mefs. Ianni compa-
gno di Mefs. Guillielmo di Nores , e Meflèr
Guillielmo medelimo , e Mefs. Miles dal Zurro :
quelli due erano Conedabili, e dovicno cor-
rómpere gli altri. Ma eglino medeumi prò-
meilò avieno a Tommafo detto d'andare a
Caftruccio ; e perche i Frefcobaldi fono gran-
di inverfo Empoli, e per quelle contrade >
quefta gente , quando dovieno ufclre di Firen-
ze con quella, che corrom.pere potefTero , do-
veano andare con Tommafo Frefcobaldi in
modo di fare una cavalcata , e prendere Mon-
telupo, e Capraia, e darla a Caftruccio Di
che confeftato il fatto , volle ellèr prefo Tom-
mafo ; e gh avea fentito prefo il fuo famiglio;,
onde «' era ceflato . Fu prefo quello Meflèr
Criftiano, e Mefs. Gianni ^ de' due altri Co-
se-
42 ISTORIA FIORE^?TINA
jieftabili parve folle meglio tacerli , e ritenere
le fcufe, perocché non era licuro cercare
troppo addentro, perocché larebbono rimali
per la ventura fanza gente, perocché avieno
mandati a' Perugini degli altri foldati per la
guerra diCaftello. Di che fu tagliata la telta
a Mefs Gianni, e li detti Cone^tabili la ita-
tirono di morire lui , perchè vidono , loro non
cflére flati a confeffare il trattato, eh' avieno.
Il Monaco fu , cioè Mefs. Criftiano, a perpetua
carcere condannato ; e ciò fu nell' anno del
Signore mcccxxv. a' dì 17. d' Aprile .
Co772e furono fatti certt Cittadini le Contadini , che
erano Grandi , popolani in Firenze .
Rubrica 386.
PEr ifcemare la potenza de' Grandi , furono
fatte dieci famiglie, ci'ie erano del nu-
mero de' Grandi, popolani, e 25. cafe di no-
bili di contado hmilemente Grandi, furono
fette popolani ; e ciò fu d' Aprile nel!' annp
MCCCXXV.
Come Caflr uccio ebbe Fifloia . Rub. 387.
NEir anno del Signore mcccxxv. a' dì 5. del
mefe di Maggio, come è detto addie-
tro, Caftruccio tenea trattato in Firenze, e
aelle Terre , ed ia Piftoia fmgularmente que-
lla
LIBRO SE»TO. 43
fl:a notte intrò con tutta fua cavalleria; ed
al fare del giorno corte la Terra in Piftoia,
Avea cento uomini da cavallo de' Fiorentini,
li quali con gli Guelfi molto bene provarono ;
ma furono tutti morti, e prefi . Quefto trat-
tato fece Mefs. Filippo ledici per diecimila
fiorini , eh' ebbe da Caftruccio , ed ebbe la fi-
gliuola per moglie . E bene gliele potè dare ^
che in fei mefi di rendita di Fiftoia fcontò le
fpefe . Sentiili in fulla fella in Firenze ; di che
fubito fu neir arme e da piede , e da caval-
lo, credendo non folle perduta, ma alTalita.
Quando furono a Prato trovarono , eh' era
fpacciata ; di che fi tornarono addietro eoa
ripreniione ; perocché con quelli danari me-
defimi r avrebbono avuta i Fiorentini , che
più volte furono tentati . Ma che fofle difetto
di non faperlo fare , o di non potere ; peroc-
ché meglio mena una faccenda uno fignore ,
eh' è folo a' fatti fuoi, che uno Comune, che
fono affai ; pure così andò, con danno , e ver-
gogna de' Fiorentini .
Come Caftr uccio tema trattato inPrato^eprefeJì.
Rubrica 388.
ERa Caftrucclo , com'è detto la terza Rub.
addietro , in molti trattati con gli uomini
di Firenze , e delle Caftella ; ed in Prato era
un trattato eoa Mefs. Vita Puglieli ; il quale
trgt-
44 ISTORIA FIORENTINA
trattato un Giovanni Alfani, che facea là al-
cun t raifi co, tro volli un dì dirieto alla Cap-
pella maggiore di S Maria , ov' era Mefs. Vita
con uno gentile uomo, ellere a parlare, e di-*
cendo : Giovedì • riotre fiate alla porta, e noi
dentro, e voi di fuori , ed io farò bene forte
d'amici, e di contadini. Coltui ilando ivi a
orare , fece viftadi dormire,, fé v^eduto fofle ;
di che andò bene la cofa , che veduto non fu .
Lo detto Giov^anni montò a cavallone corfe
a 'Frrènze .- La -gente , che già era tutta tor-
nata in Fir<^nze , e difarmata , s' armò , e giunfe
a Prato di notte ; intrò: ficchc- lì pensò Pu-
glléfi'' fuggire; ma pure fu prefo , co;i altri, ed
egli , e' fitoi caccimi di> Prato ; e ad altri fwiilmente
/c6>/?.^r//^'^ fu loro tagliato il capo. -Non f o , fé
per grazia divina-, S. Maria concedè , che colui
foffe ito a orare y che così andava , come Pi-
ftoia; e tienfi , che fé avea Prato, era per le
diviiioni ; e perGhè i Fiorentini fono più atti
à Mercanzia, che- ad altro, Firenze era di Ca-
ftruccio .
" VòiU^e Mep. Rainond) di Cardona fu Caj^ìtan^
de Fiorentim . Rub. 3 80.
"T Fiorentini molto tributati aveano cerco
di Capitano di guerra , ed infra gii alt^i
£13 03: uno
(i) (^uefte parole fono qui fupplire ppr dife^fo deli* Ori-
ginale con quello , che dice il Villani , lib. 9. f. 2p3-
LIBRO sesto; 45
uno Mefs. Ramondo di Gardena , della pro-
vincia di venendo da Vignone ,
capitano era a Talamone ; di che venendo in
Firenze a' dì 5. di Maggio ^'^ , perocch' era
fcoperto ii trattato di Piitoia , erano fconfo-
lati i Fiorentini, e coftui iniino a Siena era
flato tailato d' eilere loro Capitano , e chi dice
più là : ma pure venuto in Firenze gli fu fatto
ogni patto , cììQ chiefe ; di che il feguente dì
accettò ; e fu quegli, che accettato cavalcò a
Prato; che quando era in fuUa piazza, venne
la novella , ed egli avea allora giurato , ed an-
dovvi fubito, ed ebbe la buona ventura di non
perderfi Prato come Piftoia ,
Co??2e il Comune di Firenze ebbe Animino , eh' era
de' Fijiolefi. Rub. 390.
LI Fiorentini erano a afìèdlo al Caftello di
Artimino, lo quale era de' Pilloleii, ed
ultimamente fi renderono, falvo folo le per-
fone ; e mandati a Firenze , che furono i Ter-
rieri centodue , ed i foredieri 1 1 6. ^"^ li quali
il Comune fervo loro i patti , e lafciolli ire .
E la campana d' Artimino venne in Firenze ,
e tutte le mura del Caftello furono abbattute ;
ed ebbefi a' dì 22. di Maggio mcccxxv.
Come
(1) Villani /.p. e. 295. A* dt 6, di Maggio .
(2) ViilaniV.p. r. 2pp. Che furono 207. pra Terrazzani,
e Pijioreji.
4<5 ISTORIA FIORENTINA
Come r ojle de* Fiorentini andò fuori di Firenze
per andare a Pijloia. Rub. 391.
MEfs. Ramondo di Cardona Capitano de i
Fiorentini ufcì di Firenze a' dì 8. di
Giugno , per potere efl'ere a Tiitoia con 3454.
uomini da cavallo tra foreftieri, e terrazzani,
e cittadini di cavallate , e furono pedoni cir-
ca 15250. e con grandiffimo fornimento, ed
arnefi da porre campo meglio in concio , che
grande tempo il Comune avelTe ufato fare.
E giunti a Prato, quivi fi raccolfe molta gente ,
oltre a quefti a piede . Poi a' dì 17. di Giugno
furono ad oite intorno a Pilloia, e tutto gua-
ilarono intorno. Mefs, Ramondo vedendo den-
tro Cadruccio , e non ufcia di fuori , sì fi ma-
ravigliava , puofe r afl'edio a Tizzano , e mandò
a Fucecchio , e fece fare un ponte , e pafsò
in fui paifo di Rifamolo^'^, del quale ponte fu
maravigliofa cofa; e puoferfi a Cappiano a fe-
dio ; e Cailruccio pafsò con tutto Y ofte , e con
gli ufciti di Lucca, e ciò fu a' dì i i.di Luglio.
Cailruccio, come ciò fentì, fi maravigliò, peroc-
ché non mai più ponte s'era fatto a paflare,
fé non per Cappiano , e quella via; ufcì fuori
di Piitoia , e puofeii a poggio , dove fece fare
folli, e (leccati dal poggio al padule, e prima
di più dì avea mandato dagli amici a ricer-
care
(i) Villani /. p. r. 302. Rofamolo»
LIBRO SESTO. 47
care aiuto , ed eragli venuto ; di che avea cir-
ca lóoo. uomini di cavallo. E così tlava 1' u-
na olle appreffo l'altra, ciafcuna con buona
guardia .
Co7ne i Fiorentini ebbono il Fonte a Campano ,
e Montefakone . Rub. 392.
IL Comune di Firenze eflendoaofte aCap-
piano , ebbe le torri , ed il ponte a' dì 1 8,
di Luglio ^'^ , e Montefalcone a' dì 29. di Luglio ,
e quella vittoria molto rincorò la brigata ino^
rentina ; e la brigata di Caftruccio fece il con-
trario di sbigottimento .
Come Caftruccio fece cavalcare al fonte a Carmi*
guano , e tenne trattato con gli Francefchi .
Rubrica 393.
CAftruccio veggendo la forza tion effere fua,
ebbe fua gente , eh' era a Pillola , e feceli
cavalcare a Prato , ed a Carmignano , e fecio-
no grande danno . Ma in queito mezzo i Fio-
rentini, ricevuta gente da Bologna, ufcirono
fuori , e ruppergli in fu quello di Carmignano,
a' dì 1 1 . d' Agoito , e tra prefi , e morti ne fu-
rono più di quattrocento. Caltruccio tenea
trat-
(i) Villani /. 9.f. 505. A* dì i^.di Luglio le torri y e'i
fonte y à- ^' àt ip. Luglio Cfifjpiauo tfalvQ la rocca »
« dafQi ia rocca *
4? ISTORIA FIORENTINA
trattato con gli Cavalieri Francefchi, ed ul-
timamente quelli medeiimi , eh' egli avea pri-
ma corretti, fimile ebbe allo affedio,ove era
la brigata de' Fiorentmi ad Altopaicio, e qui-
vi Mels. Guillielmo prelb -, e Mefs. Miles infer-
mo a morte lo palesò , e morifll . Li Fran-
cefchi , fentendo ciò , cominciarono a infran-
cefcarfi ; di che per lo meglio Mefs. Guilliel-
mo diflè di volere ire allo Re Uberto , e così
promifle , ma egli andò a Cailruccio ; di che
per quefta tema, e per molti malati per lo
aflèdio della Gufciana , i Fiorentini richiefono
r amiftà , che d' ogni parte vi venne j di che
fu forte- r otte de' Fiorentini .
Co77je i Fiorentini ebbono il Cajìello d' Altopafcia ,
e rotto fu il campo per tefta de' Fiorentini .
Rubrica 394.
IL Comune di Firenze effendo ad ofle ad
Altopafcio , e gli Altopafcini veggendo
non avere foccorfo da Caftruccio , fi rendero-
no, falve le perfone, che erano da 500. fanti,
ed avieno grande fornimento . Avuto Altopa-
fcio, fu quiftione d'andare a Lucca, o d' an-
dare a S. Maria a Monte; e quefta era Tofte
in fetta, come nella città. I Grandi configlia-
vano Mefs. Ramondo , andaflc a Lacca , e che
addimandaiìè balia , e quello configliavano
per ifcandolo. Li popolani, e buoni uomini
vo-
LIBRO SISTO. 49
volieno ire a S. Maria a Monte ; pure fi prefe
di mandare a Firenze , e quivi fu T altra con-
tefa per lo fimile modo, e fette. Diifefi , cne
Tofte era infìebolita per difetto di Ì\^qù. Ra-
mondo; perocché per danari, che ricevea da-
gli uomini del campo, li licenziava andarfene .
Pure vinfe la fetta de' Grandi , e partirfi il di
di S. Maria di Settembre, ed andarne alla Ba-
dia a Pozzevere . ^'^
Come i Fiorentini furoiw fconfìtti dalla gente di
Cafir uccio. Rub. 395.
C'^Aftruccio avea mandato in Lombardia pet
J gente a Mefs. Galeazzo ; di che egli man-
dò diecimila fiorini, e promifegli venti ; di che
ebbe ottocento cavalieri , e dugento n' ebbe
da Mefs. Pafferino di aMantova . Cailruccio a-
fpettava la gente , e fentendo , che i Fiorentini
mandavano per la gente, che tornaffero, che
aveano novelle delia gente , che veniano , e
fcntiano affiebolito l'olle loro, fubito Caftruc-
ciò fece , che le caftella di Valdinievoìe me-
narono trattato di renderli ; e così H condufle
a non ubbidire di partirfi , ma riduiTerii in-
verfo Altopafcio . Poi per impulfamento di
Mefs. Bornio fuo Malifcalco, fi rifece ^"^hnnanzi
più, che Pozzevere; pare, fi dica per danari ^
Tomo XII. D ch'eb-
(1) Villani /. 9. r. 304 Pot.zevo!e,
{») QÌQb > !M<^fs,Ra mondo , :P
5'0 ISTORIA FIORENTINA
eh' ebbe da' Caftruccio , mediante Mefs. Ga-
leazzo , cui Cavaliere , e foldato era llato il
detto Malifcalco ; di che a' di 2 1 . di Settembre
mandò il Capitano Mefs. Urlimbacche , e lo
Malifcalco a fpiare , per volere andare verfo
Caitruccio con 120. cavalieri. Caftruccio man-
dò ad attizzare ii badalucco ; di che Y ofte {cn-
12, niuno ordine traile Caftruccio , che con
grande ordine la feguì, e infìno a fera fi com-
battè . La notte li divife ; Caftruccio fé n' andò
la notte in Lucca, perchè Mefs. Azzo era ve-
nuto colla gente , cioè il tìgliuolo di Mefser
Galeazzo Bifconti,che volea danari anzi che
combatceiTe; di che con pegni d'ariento, e
con danari, e con promilìioni di Mercatanti,
circa fiorini feimila ebbe , e poi cavalcò l' altro
dì. E Mefs. Ramondo fi tornò ad Altopafcio
a' di 22. del mefe di Settembre.. La mattina Ca-
ftruccio fu alle mani co' Fiorentini ad Altopa-
fcio, e la brigata di Lombardia fece ftudiare.
Ultimamente venuto lo MaUfcalco Bornio col
fiore deir ofte, colla bandiera de' feritori ii traf-
fe innanzi, e come s' aftrontarono , ed egli fece
volgere la bandiera . L' ofte veggendo fuggire
la bandiera de' feridori, fi mifle in fuga, falvo
i pedoni, ed il Capitano, il quale fu prefo
con molti buoni uomini ; ma innanzi , che fi
tornafiè Caftruccio di ricogliere il campo,
mandò fua gente a pigliare il paflò di Cap-
piano , ed il ponte j di che quando feppero la
rotta
LIBRO SESTO. gì
rotta da' loro medefiml , fi fuggirono , e lafcia-»
tono la fortezza ; di che i Fiorentini fui^gi-
rono per quella via , ed erano preti . Furono
preli con Mefs. Ramondo molti buoni uomini
da Firenze , e molti altri preli di dì in dì fu<T-
gitijC molti n'affogarono nelF Ufciana ^'.^ fug-
gendo . Fu la detta Iconfitta in nell' ora di fella
a' dì 2 3 . di Settembre mccgxxv ,
Cofjje s' ebbe per Caflrticcio Montefalcone , ei
Altopafcio, Rub. 3^6. .
Poi Caftruccio feguitò fua vittoria. Se ne
andò a Montefalcone , ed il primo dì di
Ottobre l'ebbe: appreifo feguendo ad Altopa-
fcio , lo quale vilmente li rende , cn' era forte ,
e ben fornito di vettovaglia, e di gente \ e, ciò
fu a' dì 6. del mefe d' Ottobre nelf anno del
Signore aicccxxv.
Come Mangone venne alle mani del Comune di
Firenze. Rub. 397.
ERa flato lo Conte Aleflandro de' Conti Al-
berti , per addietro padre d' Alberto , e di
Nerone , ed avea lafciato teftando la guardia
al Comune di Firenze ; e perchè avea ritenuti
certi cenli , fece cofcienza , e lafciò erede il Co-
mune di Firenze, che in quanto i figliuoli mo-
D 2 rif-
(i) Cioè, Ottfcìtma t
^ ISTORIA FIORENTINA
riflero fanza erede mafchio veruno , Mangone
pervenifle al Com'jne ; e poi dopo la morte
d' Aleflàndro li detti Alberto , e Nerone rati-
iicaro . Accadde , che Mefs. Benuccio Salim-
beni tolfe per moglie una figliuola di Nerone ,
ch'era rimafa,e per dota li tenea Vernia-, di
che Alberto non volea, che Mefs. Benuccio
teneflè Vernia ; di che guerreggiavano . Ad-
divenne , che uno figliuolo baltardo di Ne-
rone , che venia ad eiVere nipote d^ Alberco ,
coir aiuto di Mefs. Benuccio , e degli Ubaldini,
a tradimento uccife Alberto del mefe d' Ago-
fto a' dì 20/'^ Avca nome Spinello ; e tolfe la
fignoria di Mangone . l\ Comune di Firenze
fentendo quefto , venne cercando fae ragioni .
ed ultimamente Spinello non veggendo dai
Comune poterfi difendere , lo vendè 1 700. fio-
rini d' oro , ed ebbe la poiìèffione il Comune
^i Firenze a' dì i i.d' Ottobre mcccxxv.^-^
Come
(i) Villani /.p. r.3ri. y5V/ 29. d' Agojìo .
(2) Quella compra vien regiftrata nel Z,ib. Z. ConJìUer^
Aff. 12^5' delle Riforìiiag aio. col nome di fom-
miffione al Comune , e vi fi leggono Domintts Che*
rardtis deCaJlro Fiorentino , ^ Dominus Ranerìtts
de Vìllanova , c^ Antuniìis de Ibizis , ludìces Sin*
dici C^mmunis Florcnùe ^d recipìendam fuhmijjìo»
fiein Mangosiis . Ed appreiTo immediatamente (I legge
.1* afToluzione dalla condanna del nonninato Spinello ,
e di alCTÌ , qui operam dederunt , ut diófttm Cafirum
fubiicnetur Communi Florentte . Ed è da notare,
che il detto Spinello è defcrirto così: Spìnellus al*
terius Spinelli filii Comitis Alcxaudri de Mangom »
Dal noftro Zih. D. a 162,
L I K R O S E S T O. 5J
Come Caflr uccio venne coli' ofle fuo a Firenze ^
e dove. Rub. 35^8.
CAfiiruccio , avuta la vittoria, e prefo At--
topazio, fece abbattere il ponte a Gap-
piano, e la fortezza, che v'era, e Montefal-
cone , perocché erano in corpo alle Terre de i
Fiorentini ; poi fé ne venne in Piftoia a' dì z6.
di Settembre , e a dì zy. mandò T olle a Car-
mignano , ed ebbe ogni cofa, falvochè la
rocca . A' dì 29 Ca (Ir accio in perfona venne
alla Torre colf ofte fua , e a' dì 29. andò coli* o-
lle in fui poggio, e piano di fopra a Signa, e
fu Signa abbandonata da' foldari de' Fiorentini .
A' dì 30. di Settembre puofe fuo campo a
Sanmoro , e fece ardere , e dibruciare il pia-
no, cioè Bronzi, e Campi, e Quaracchi, ed
?.rfe quivi ; pafsò più innanzi . perocché andò
a' dì primo d' Ottobre ne' borgni di Peretola ,
€ fece infino alla città di Firenze venire faci
corridori, e in nelle porti fece baleftrare , e
chi diile lanciare ; e bene fpolverczzò con fuo-
co , e ruberia tutto il piano . A' dì 4, d' Otto-
bre fece correre tre palj ; l'uno di fcarlatto a
cavallo ; 1' altro di panno bianco a' pedoni ; lo
terzo di guarnello a femmine , e moflèrfi di
fui fiumicello di Rifredi ; e non però a quel
tempo fi dice, che' Fiorentini avieno, comec-
ché foffero (lati fconfitti, più gente, che Ca-
ilruccio 5 e non ufcì perfona di fuori per tema
V 3 di
54 ISTORIA FIORENTINA
di trattato . A' dì 5 fi partì , ed arfe Peretola ,
e frefe il callelio di Capalle, e di Calenzano ,
ed andolTene a Signa . A' dì 6 . arfe tutto il
piano , dalia Lafira infino a Grieve ; il Martedì
cavalcò in perfona al ponte a. Grieve, e mandò
i corridori iniino tanto , che colle baleflra git-
tarono nella porta; e poi fall una brigata in-
imo a Marignolle , ed infino a Soffiano , e parte
r" jriuno infino a Colombaia , ardendo ciò ,
innanzi loro era. A' dì 8. mandò infino a
olì , e a Pefa , e a Torri , e ftefero a Mon-
.pp, e a Fontormo . Ebbe infra quelli dì il
-. (elio di Carmignano , cioè la rocca, e poi
ipafsò r acqua d' Arno a' dì 12. e andò verfo
Prato facendo il fiinile .
Come Azzo volle venire a Firenze la feconda volta ,
e fece correre il palio, Ruh.^^^.
AVeano i Fiorentini a petizione del Papa
mandato in Lombardia contra la cafa
de' Bifconti gente due volte, e fatto correre
il palio in fulle porti di Melano . Azzo sì s'era ,
come detto è addietro 5. Rubriche , trovato
a fconfiggere la gente de' Fiorentini , e Itatofi
infino a quefto dì a ripofare in Lucca, tanto
che ebbe i danari della promelfa , e delle fuc
prede . Poi per vendicarii de' Fiorentini veane
a Cailruccio , e con lui s' accozzò , e furono
circa duemila uomini da cavallo , e cavalca-
to-
L I B R O S E S TO, 55
rono , e vennero a Rifredi , e fece correre uno
palio di fciamito a traverfo a Rifredi, e te-
nerlo in ì' Ifola per modo, che in Firenze fi
vedea ogni cofa . Di che in Firenze fu gran
dotta per queda feconda tornata . E ciò fu a' di
26. d' Ottobre xMcccxxv. Lo fecondo dì fi tornò
verfo Lucca, e andoiìène in Lombardia.
Come fi mandò al Re Ruberto per aiuto , ed ^ffor^
zo/ft Fiefoìe , e Sanminiato a Monte .
Rubrica 400,
E Sfendo i Fiorentini così malmenati in que-
lla furia , perchè Caftruccio non riponeffe
Fiefole , r afforzarono , e fornirono di buona
gente,efimile Sanminiato a Monte, e man-
darono ailo Re Ruberto per aiuto, ed a' vicini
richiefero,e fondadi di gente per tema, non
paffaiiè ad ardere di là d' Arno , e dalla città ,
cioè a Sanfalvi , o Ripoli; e feciono loro Ca-
pitano Mefs. Oddo , eh' era Capitano della gen-
te de' Perugini .
Come il Conte Ugolino da Batti/olle fece gita
in Mugello, Rub. 401.
CCme addietro Rub 350. fu detto, il Comu-
ne di Firenze comperò dal Conte Man-
fredi Ampinana, ficchè di ragione la tenea .
Eflèndo il Comune di Firenze nelle dette av-
ver-
§6 ISTORIA FIORENTINA
veriitadi di pochi dì fconfitto, e Caftruccio
ardea intorno a Firenze , fi mofle il Conte Ugo
di Guido da Battifolle , e tolie 5. popoletti>
e ville appiè d' Ampinana , e ripuofeli contra
il volere de' Fiorentini ; ciò furono
.... E quella fu a' Fiorentini troppa gran fo-
ina a foftenere, perocché lo padre era lìato
troppo amico de' Fiorentini , e bene fi nota-
rono colla penna, come innanzi diremo . Que»
fto fu a' dì 2. d' Ottobre ^'^ mcccxxv.
€of?2e Ca/lniccio pofe ojìc a Prato , e poi fece come
a Firenze y ed andò in Valdimarina.
Rubrica 402.
rf^AftruGcio feguitando fua vittoria , venne
^^^ ad ofte a Prato, a' dì 1 9. d' Ottobre ^"^ nel
detto anno, e fletteva dieci dì ^5^, e pafsò ia
Valdimarina , ed arfe per paflàre in Mugello .
La lega gli fi fece a' palli alla Croce aCom-
biati, ed i Fiorentini gU mandarono 200. ca-
vaUeri, e 2000. pedoni dietro ; e fé non che
n' ebbe lingua , sì s' era impaurato . E riduf-
fsli innanzi, che la gente de' Fiorentini vc-
nifle , ed andonne a Signa , e mandò corren^
do , e guadando infino a Giogoli, e fece cor-
rere innno a Rifredi ; ed ultimamente fi parti
colla
(i) Villani /.p.f •^\%.ìnCaUn d'Ortotre^
(2) Villani /. 9. e. 319 A dt 2^. d'QPtoèrSp
(3) Vili. 1. cit. Per p. dì.
LIBRQSESTd. 57
colla grande preda , la maggiore , che fofle fta-»
ta fatta a Firenze, già grandiffimo tempo; e
certo e' non potea più, fé non vincea, pa-
gare ; ma tra la vittoria , e '1 guadagno , e poi
Io rii'catta de' pregioni gli feciono fare gran
fatti . Tornoffi in Lucca a' dì 4. di Novem-
bre ^^>.
^onìe Cafiriiccio fece dikgìone del Carroccio , €
de pregioni di Firenze . Rub. 403.
A Vea nella feonfitta Caftruccio prefo il
Jl» carroccio , e la campana , lo quale car-
roccio avea adornato lo dìdiS. Martino delle
bandiere del Comune di Firenze , e de' loro
foldati, e fuvvi lo carroccio, e mandollo di-
nanzi a fé a offerere , ed appreflb il carroccio
Mefs. Ramondo Capitano, e tutti i pregioni,
e ciafcuno con una candela di 12. danari pic-
cioli, ed il Capitano con uno torchietto alla
Chiefa di S. Martino , ed egli con molta pom-
pa colla brigata fua dietro . Poi fece loro uno
bello mangiare ; e fatto ciò li fece mettere in
pregione, e porre loro grandi taglie. Li Cit-
tadini di nome , eh' ebbero taglie , fi furono
quefti<^>
Come
(x) Villani 1. cìt. f. ^20. A' d\ x. dì NovemBre .
(.2) Mancano nelI'Origina'C , e finora non fi fonopotuti
Supplite con alesi rifcofìcii .
5? ISTORIA FIORENTINA
' -Some (l fecero or alni in Firenze y che certi non
^otejfero avere iificìo per alcuno tempo ,
Rubrica 404.
ERano in Firenze grandi rofpecioni per gli
cittadini di Firenze , conliderato , che
ogni dì li parenti de' preli diceano di fare pace
con Caftruccio , eflèndo da lui vituperati ; di
che fi provvide, che niuno di quel legnag-
gio , di che erano' preil , non poteffero alcuno
oficio di Comune né dentro la città, né di
iliori avere , mentre li pregioni erano preil ,
né eflère in niuno configlio . Quefto fu tenuto
grande cofa, e molto fi dolieno i parenti,
dicendo , loro eflère morti , e preìl in fervi-
gio di Comune, ed ancora fegnati per foipet-
to , e gran turbazione nacque ; e pure così li
flette la cofa . Ciò fu a' dì 1 3 . di Novembre
Jticccxxv.
Come Caflntccio prefe il Caflello di Muntemurlo .
Rubrica 405.
CAftruccio ehendo al di fopra della guerra ,
come è detto , fi venne ad afìedió al ca-
ilello di Montemurlo a' dì ^6. di Novembre
.Mcccxxv. e molte fortezze di cittadini , e torri
di guardia, come s' era de' Pazzi, e Strozzi,
prefe, e disfece, che erano ivi, e poi ftettc
fer-
LIBRO SESTO* 5^
fcrrno allo afledio infino a' dì 8. di Gennaio
Mcccxxv. e poi fecero patti con quelli, che
lo teneano . Ciò fu Giovanni di Mefs. Tedici
Adimari, e Neri di Mefs. Pazzino de' Pazzi,
falve le perfone, e l'arnefe, che portare ne
poteffero. Ed ancora fi dice , che con dificj
gli avieno sì conci , che fu loro di necefiltà
renderfi, ed ancora T aveano protellato di
foccorfo più volte , e poteano i Fiorentini
foccorrere , e non vollono . Cailruccio lo for-
nì, e murollo molto bene, e fece con eilb
di molto danno , e vergogna al Comune di
Firenze .
Come lo Re Ruberto mandò gente a* Fiorentini.
Rubrica 40 6.
COme narrato è addietro Rub. 400. i Fio-
rentini aveano mandato ^llo Re Uberto
per gente , la quale gente giunfe in Firenze ;
e ciò furono 3 oc. uomini di cavallo; e ciò fu
neir anno dei Signore mcccxxv. a' dì 2. di Di-
cembre . ^^^ -
Come la gente di Caflruccio venne ìyìfino a Mon-
ticelli di Firenze . Rubrica 407.
AVcva Caftruccio gente a Signa , e vennero
a Firenze , e corfero infino preflò a Fi-
ren-
(i) Villani /. p. e. 32^. // d\ di Caleu dì Dicsmhrf^
4fo ISTORIA FIOREKTSNA
renze , ove li dice Monticelli , dalla porta a
S. Friano . Certa gente ufcì fuori , e furono
rotti quelli de' Fiorentini . Sonò le campane ,
ed ufcì fuori il popolo , e Cavalieri , e die-
dona loro la caccia infino alla Pieve da Set-
timo ; e ciò fu a' dì i o. di Dicembre mcccxxv.
Come i Fiorentini dierono la ^ìifegna di Firenze
a' Bianchi contraCaJir uccio . Rub. 408.
LI Fiorentini H vedeano Caftracclo appref-
fo , e guerreggiare , e fpcfe grandi , ed
i loro pregioni li tribulavano, che li loro
congiunti , eh' erano in Firenze , non avendo
riguardo al loro llato, né della Repubblica,
ogni dì trattavano fegretamente con Catìruc-
CIO , e fpezialmente i Grandi ; onde fi diliberò
di darfi a Mefs. Carlo figliuolo del Re Uber-
to , il quale era primogenito , e Duca di Ca-
labria ; e sì veramente ,. che egli li confervaflc
in quelli ftatuti , e reggimento , ed ordini ,
che allora erano ; e sì .veramente , alla guerra
avefle continuo 1000. uomini di cavallo, Ji
quali follerò foreftieri del fuo reame, e non
del Regno , e per quello avelie ogni mefe fio-
rini 1 6666. e due terzi di fiorino , e quello s' in-
tendefie durare io. anni, ed in perfona flare
alla guerra . E fé prima conduceiTe vinto Ca-
llruccio , o pace onorevole , allora aveife ogni
aaao la metà delli danari , e potefTe lafciarc
fuo.
LIBRO SESTO. 6l
fuo Vicario, e tenere folamente 400. uomini
da cavallo ; e ciò fu mandato il dì della Pa-
fqua di Natale mcccxxv.
Come i Fiorentini fecero uno Capitano di guerra.
Rubrica 40^.
DEI mefe dì Settembre di quefto anno , ef-
fendo venuto dal Sepolcro Mefs. Piero
di Narli di Francia , ed un fuo figliuolo , con
bella compagnia , alle fue fpefe volle eilére
alla battaglia , di che Caftruccio fconfiflei Fio-
rentini air Altopafcio ; ove il detto Mefs. Pie-
ro fu prefo , ed il figliuolo morto ; ed egli il
ricomperò fiorini 1000. d'oro, e venuto in
Firenze narrò , cqm' egli avea , ftando là , in-
nugelliti certi foldati di Caftruccio circa 200.
tra Francefchi , e Borgognoni . Di che fu elet-
to Capitano di guerra a' dì 5. di Gennaio ^^^
MCCCXXV. e fece buona, e follicita guerra, e
feguì fuo trattato con certi ConefiaboU di fuo
faefe , cif erano con Caftruccio , di fare uccidere
Caftruccio , e di rubellare Signa , e Carmignan9 ,
e tornare dalla parte de* Fiorentini con più di
zoo. Cavalieri. ^^^ lì quale trattato, per difetto
di non cautamente etìère menato , tornò alf o-
recchio^ di Caftruccio ; onde fece pigliare tre
de'Co"
(i ) Villani /. 9- <•• 5 5 3 I^ Caìeti di Gennaro .
(2) Supplito col Villani, luogo cit. per difetto del MS.
tìv' è qualche cgnfufione >
6t ISTORIA FIORENTINA
de^Cone (labili, che trattavano, e feceli mo-
rire , e poi licenziò tutti i Francefchi , e' Bor-
gognoni . E ciò fu a' di 2 0. di Gennaio mcgcxxv.
Come Cajlruccio venne a ofte a Firenze .
Rubrica 410.
CAftruccio avendo , come detto è , fodif-
fatto al trattato di Sijma , che i fuoi Bor-
gognoni faceano co' Fiorentini , fi cavalcò ,c
venne in perfona a Torri , ed a Sancafciano ,
ed arfe, e fece gran danno, e poi tornò a
Signa , e pafsò T Arno , e venne a Peretola , e
menò pjo. uomini di cavallo ^'^ , e 3000. pe-
doni , e quivi (lette dalla mattina alla fera ,
e perfona non ufcì di Firenze contra a lui ;
sì fi parti , ed andò a Carmignano , e fecelo
afforzare , e tornò a Signa , ed arfela ,
Q uè Hi fono i Fr tori da mezzo Febbraio 13^4.
a mezzo Febbraio 1325. Rub. 411.
JDAnchello del Buono.
Gherardo di Gentile .
Giotto di Fantone degli Angelotti.
Taddeo del Ricco. Arlotti.
Niccolaio di Nello Rinucci.
Piero del Papa.
Odaldo del Cianga Gonf di Giuftizia.
Ser Catlello del Maedro Rinuccio lor Net
Ri-:
(ij Villani I. eie. f. 335. Con ottocento Cavalieri *
.LIBRO SESTO. €j
Ridolfo di Guido .
Filippo di Lippo Buonfigliuoli .
Giovanni Criitiani .
Mefs. Orlando Marini Dott. di Leggi.
Federigo d' Arrigo Federighi .
Geri di Guccio de' Ghiberti .
Bartolo di Lapo Benci Gonf. di Giuftizia .
Ser Giovanni di Ser Spigliato da rilicaia
lor Notaio.
Bartolo Bandini .
Filippo di Duccio de' Magalotti.
Dardano di Tingo degli Acciaiuoli .
Bindo d' Ammannato Profperi .
Giovanni di Dingo de' Marignolli .
Bartolo di Xotto Bifcheri .
Manetto di Dello degli Scilinguati Gonf.
di Giuftizia .
Ser Michele di Ser Francefco da Caftelfio-
rentino lor Notaio .
Simone di Neri da Quarata .
Bonaguida di Fabro de' Tolofini .
Valorino di Lapo Valori .
Bindello di Simone de' Beccanugi .
Rinaldo di Veri Rondinelli .
Fedeilo {al. Fedele ) del Roflò ^'\
Giovanni di Donato Viviani Gonf. di Giuft.
Ser
(i) Magi. Roffi.
(4 ISTORIA FIORENTINA
Ser Zanobi di Ser Bartolo da Pozzolatico ^'^
lor Notaio .
Set Bekaro di Bonaiuto.
Totto di Tedaldo .
Bartolo Paradili.
Mafo Valori.
Giovanni di Bernardino de' Medici.
Filippo di Migliore Pazzi ^-^.
Guiglielnio di Vita ^5) degli Altoviti Con€
di Giuftizia .
Ser Stefano di Giovanni ior Notaio .
Lapo di Mefs. Angiolino de' Magli *
Miglino Magaldi.
Francefco del Bene Benevieni.
Franca fco di Manno Attavlanl.
Euro del Ricco.
Bartolo di Bonafede .
Durantozzo di Lapo Bonfantini Gonf. di
Giuftizia .
Ser Buoncriftiano di Ser Simone lorNot.
Come Cafir uccio cavalco il Comune di Firenze •
Rubrica 412.
Aftruccio tenn€ trattato con
de' Frefcobaldi , che tenea in «guardia la
O'
Ca-
(i) Magi Pazzolatic», (2) Magi. Panotzi •
(3) Magi. Vinta, Petrib. di Ments *
L I B R O S E S T 0 . 6$
Caftcliina di Greti, e diegli fiorini 500. e F eb-
be a' dì 29. di Marzo mcccxxvi. e poi eavaìcò
per Io piano tutte le Terre infino a Empoli ,
e combattello a' dì ó. d' Apnìe , e prefe a' dì 8.
d' Aprile ^'^ Fetrcio, eli e fopra a Empoli,
bene che poco tenne Fetroio , perchè non era
forte , ma lo disfece ,
Come Mefs. Piero Capitano di Firenze fu prefo , e
f confitto , e tagliatagli la tejla per Cajir uccio .
Rubrica 413.
MEfs. Piero Capitano de' Fiorentini era fot-
ti le uomo , e favio , ed infra F altre cofe
menava fpello trattato colla gente di Caiiruc-
cio, Caiiruccio itimò di farne uno doppione
così fece , che certi Francefchi , e Borgogno-
ni , eh' erano in Carmignano follerò con lui
in trattato; e così fu ; e dato il dì, Caftruc-
cio dovea eflère in aguato, e lo Capitano an-
dare a Carmignano, e ardendo, e guadando
il paefe ; ed a quello ardere eglino gli dovea^
no dare il cartello. Così fii ; a' dì 15 di Mag-
gio, partendo r Ombrone conico, uomini e-
letti, tutti Conefiabili, e Caporali, e 500. pe-
doni , di die s' abbattè nel primo aguato , e
quello , coni' era ordinato , ruppe , per condu-
cerlo nel fecondo; condotto nel iècondo fu
rotto Mefs. Piero, e prefo, e menato in Pi»
Tomo XII E fio-
(1) Villani /. 9. r.341. A\d) 5. d' Aprile,
66 ISTORIA FIORENTINA
ftoia, e quivi Caftruccio gli fece tagliare la
teila. E ciò fu, che fu prefo, a' dì 15. e a' dì
17. gli fu tagliata la teda , nel!' aano del Si-
gnore MCCCXXVI.
Come il Duca d' Atene venne Vicariò del Duca
di Calavria, Rubrica ^14.
MEfs. Gualtieri Franzefe Conte di Birrcna,
e Duca d'Atene , Io quale avea per mo-
glie Madonna figliuola del Frmzi
di Taranto fratello del Re Ruberto , fi venne
in Firenze Vicario dello Duca diCalavria con
400. uomini di Calabria, e fece per fua parte
rimuovere tutti gli uficj , eh' erano . e' Priori ,
ed ogni altro uficio,e giurare nelle fje mani,
e ricevette per lo Duca di Calarria detto . Sì
veramente flettono ogni unciale infino a mez-
zo Giugno ; e ciò fu negli anni del Signore
Mcccxxvj. a' dì 17. di Maggio. Recò feco uno
Proceflò Papale /il quale in parlamento fece
leggere , come lo Re Ruberto era Vicario di
Imperio in Italia.
Come il Legato di Pap^ Giovanni venne in Firenze .
Rubrica 415.
I
N Fifa venne a' di 2.3. di Giugno ^'^ Mefs.
Giovanni Orfini Romano Cardinale , e Le-
ga-
•71.-'! J ^
"<i.o A d\ ì'^, di Gii
LIBRO SESTO. 6^
gate di Papa Giovanni ; elTendo ivi piuvicò
Ilio' proceffi , e poi ii partì, e venne in Firenze
a' dì 30. di Giugno, e piuvicò il fimile , e la
fua legazione era in effetto con grande arbi-
trio , e a mettere pace j nell' anno del Signo-
re MCCCXXVI.
Come il Duca di Calavria fu Signore di Sien0
per cinque anni. Rub. 416.
LO Duca di Calavria venne in Tofcana ,
ed intrò in Siena a' dì io. di Luglio
MCCCXXVI. ed i Fiorentini per le male difpoft-
zioni de' Sancii , che tra loro per parti li gua-
ftavano, li mandarono, che eilò dovefle effere
pregato per lor parte di mettere concordia,
e così fece : ed ultimamente gli fu data la li*
gnoria di Siena per 5. anni ; e addimandò poi
a' Fiorentini per ^óooo. fiorini, li quali dilìe
avere fpefi in Siena per ftarvi a loro peti-
zione . Ma non ifcrivo nulla V onore , e la fi-
gnoria di Siena ; di che molto ne gonfiarono
i Fiorentini , e parve loro cattiva incomin-
ciata di fignoria .
Come il Duca di Calavria venne in Firenze , e con
che C07Vj)agnia. Rub. 417.
N
Eir anno del Signore mcccxxvi. Mefs. Car-
lo Duca di Calavria venne in Firenze
E 2 per
68 ISTORIA FIORENTINA
per Signore a' dì 30. del mefe di Luglio j 6
menò Tcco la moglie , eh' era della cafa di
Frangia , nipote del Re cU Francia , Madonna
figliuola di Meis. Carlo di Valofa.
La compagnia in effetto fu quefla . Mefs. Gian-
ni fratello del Re Uberto , Pren'^a della Mo-
rea,ch'ò la Morea in Romania ; Mefs. Filippo
fig iuolo di xMefs. ..... Prenza di Taranto
fratello del Re, e Difpoto di Romania ; oltre
a quefti due Reali , T uno fratello del Re U-
b-erto, e !' altro nipote, menò Mefs. Giuffre-
di^'^ di Marzano, il Conte di Squillaci, ch'era
di perfona grandilfimo uomo ; Mefs ,
.Conte di Sanfeverino , eh' è del maggior ca-
fato del regno; Mefs. ..... Conte di Chia-
ramonte, eh' è del legnaggio di Sanfeverino
detto ; Mefs. .... Conte di Catanzano gran-
de gentile uomo , qua(i de' più di Calavria ;
Mefs.\ .... Conte d'Altamonte pur di Ca-
lavria: Mefs. . . . . da Fabriano Conte d' Ar-
fianoj quefti per femmina nato de' Reali di
Francia ; Mefs. Romano ^-^ della cafa degli Orfmi
Conte di Nola preflo a Napoli a 12. miglia;
Mefs de'Gaetani da Roma nipote di
Papa Bonifazio d' Abruzzi , Conte di Fondi in
quella Provincia d' Abruzzi : ed è in Campa-
gna il Contado fup ; Mels di Pipino
Conte di Minerbino, dello paefe di Puglia, il
Ilio
(r) Vllisni /. f o. e. r. Mefs. Tommafo da Marzan» ,
(2) Supplito dalVillkni /, cit.
t I B R O S E § T O . <5p'
fuQ Contado . Tutti quefti fono Conti , die
hanno Io Contado loro nello reame dello Re
Uberto . Diremo ora de' Baroni , figliuoli , o
fratelli de' Conti, Mefl Guiliielmo detta cafa
degli Stendardi; ha fua Baronia in Terra di
lavoro. Mefs. Amelio della cafa dal Balzo, fu-
rono Provenzali ; ha fua Baronia in terra . „
Mefs Signore di Bera ; quelli
era Francefco , e non avea nel regno. Mefs.
..,,.. della cafa di Merlo, di nobile fan-
gue di Francia , di Campagna, di Eboli dello
reame ; ha fue caftella . Mefs. Giuifredi di Gian-
villa, uomo del Ré di Francia, franco Cava-
liere. Mefs Iacopo di Cantelmo^'^, quefti è
Barone in Terra di lavoro nel reame . Carlo
di i\rtugio ^^^ Provenzale , uomo di gran valore.
Mefs, Guillielmo d' Ebole Francefco . E volendo
a nome contare tutti , non è di noftra mate-
ria ne cetfario ; ma in fomma menò feco 1547.
uòmini di cavallo, infra quali avea 317. Ca-
valieri a fproni d'oro; il quale veduto fu co-
me Signore, e per fua abitazione gli fu aflè-
gnato il palagio del Fodeftà , ed il Podeftà andò
a (tare' ili Orto S Michele in cafa i Macci .
Sicché dove dovea tenere almeno 1000. uomi°
ni da cavallo, rie menò tra con quelli del Du-
ca d' Ateni, e quelli, cui egli avea menato,
furono in tutto 1947. e fu bella gente tra
E 3 Fran-
(i) yii. CanteWm .
(1) MS. d' Armigio\ i
70 ISTORIA FIORENTINA
Francefchi, e Provenzali, Borgognoni, e Ca*
talani , e d' altri Paefi .
Come il Duca dì Calavrìa richiefe V amijlà .
Rubrica 41 8.
LO Duca per fare fua onorata imprefa , nel
principio richiefe T amiftà ; infra' quali
ebbe quelli. 3^50. uomini di cavallo da Sanefi.
300. uoìiiini da' Perugini. 200. li Bolognefi .
100. gli Orvietani; mandò a' dì io d' Agoflo
ivicccxxvi. ICO. uomini di cavallo Manfredi di
Faenza. 300. menò il Conte Ugo di . ...^'^;
dì che in tutto ebbe d'amici 1350. cavalieri.
Pedoni ebbe d' aiuto dal Conte Ruggieri da
Doadola 300. Avendo quefta gente raccolta,
fanza dubbio , tra che Caftruccio era male fa-
no per 1' affanno, che avea durato quell' anno,
e per la nobile ca\ allena , fi dicea , che fi finia
la guerra ; ma Caftruccio favio trattò pace col
Legato, e col Duca, e non fece ofte i di eh©
molto ne 'ngregarono i Fiorentini .
Come ài Duca mutò parte a Fiorentini o
Rubrìca 41 9,
PEr !a bucna guerra , che il Duca facea, mof«
fé lite a' Fiorentini in quello modo; che
volle, che fi gli ccnfermaliè la fignoria per 10,
an-
(i) Quefti manca nel Villini r
LIBRO SESTO. Jl
anni , e cominciaflèro in calen di Settembre ,
e potere fare ogni volta a fuo modo i Priori ,
ed ogni uficio ; e così ebbe. E' vero, che i
Grandi gli voleano dare la iìgnoria dei tutto,
e non la volle , perchè feppe , che lo faceano
per levare gli ordini della giuflizia, e perchè
il popolo non avelie più lignoria ; e di qiiefto
fentendo il Duca, ne vedea male contenti i!
popolo , e però lafciò .
Cerne fallì la Compagnia degli Scali ,
Rubrica 420.
NEI detto anno del mcccxxvi. a' di 4. d' A-
gofio li fallì la Compagnia degli Scali,
ch'era badata più di 1 00. anni ^'^, e non avea
in Firenze niuno ricco , ed abiente , eh' aveile
danari , che poco , o d' ailài danari non avelie
fufo , e fu quella una gran perdita . Diceii , li
trovarono debito fiorini allato di quattrocen-
tomila ........
Come i Fiorentini murar 0120 il Caftello di Signa .
Rubrica 421,
VEdendo i Fiorentini, che Caftruccio era
un poco a fiepe , con tutto che '1 Duca
con tanta gente ne olle , né cavalcata facea ,
per potere far fcminare , e lavorare il piano ^■
E 4 ri-
(r) Villani /. io. f.^.P/i)» di lao.
7Ì ISTORIA FiORENTINA
ripuofono il cailello da Signa , e murarollo,
e guarnirlo di gente . E ciò tu la imprefa di
ciò fatta a dì 15. di Settembre mcccxxvj.
Cojne il Duca f e fare guerra a Caftr uccio .
Rubrica 422.
]L Marchefe Spinetta , eh' era a Verona , ebbe
dal Duca 300. uomini di cavallo , e dal Le-
gato 200. e da Verona 1 00. e toìfe in Lunigiana
due Cartella aCàitruccio, e puofe afièdio a Buo-
li , e alla Verruca. E certi ufciti di Pifloia pre-
fero Ravignano, e Mammiano^'^. Di che Ca-
ftruccio r afìèdiò , e venne in perfona a Pi-
ftoia, e fornì i paiTl. 11 Conte di Squillaci vi
cavalcò con molti Fiorentini; ebbe 2000. uo-^
mini di cavallo , e ultimamente per lo male
paflb non poterono foccorrere , e per molte
acque, e nievi; di che convenne, che tornaf-
fero in Firenze con poco onore ; e '1 Marchefe
Spinetta abbandonò la 'mprefa , e Caftruccio-
con onore rientrò in Lucca : e quelle cof^
furono a Ottobre mcccvxvi.
Come 11 Duca di Calavria con fentimefito del Re
mutìi farte in Firenze . Rub. 42 3 .
LO Duca di Calavria dà fé, e colle lettere
del Re , diffe a' Fiorentini , che faceiìera
co' Sa-
(i) Villani /. lOcT. tf, Marnici no t
LIBRO SESTO. 73
co' Sanefi , e Perugini , che pagaflcro la taglia
dell'avanzo della gente, oltre agli 1000. uo-
mini di cavallo : e volea , che uno de' fuoi Ba-
roni foflè Tempre in palagio co' Priori, per
vede e ciò , che li fii celle ,0 egli fi volea tor-
nare a Napoli. Li Fiorentini iividono gravati
delle fpefe , e gravarfi di quefto fopra più;
nondimeno vidono mcdo di contentarlo , co-
me che avieno ragione di dolerfi fanza fallo,
che egli rompea loro i patti, e dierongli, óltre
a' 2-, 000. fiorini trentamila ; e T uficio de' Prio-
ri non potea fare nulla, fé non come e' volea.
Come la T>uche[fa moglie del detto di Calavriaf&
rendere le trecce alle Donne , Rub.424.
CErto è , che li Francefchi fono gente vana
d' amore , e baldanzoli in ciò ; di che
addivenne , che eflèndo le donne vagheggiate
da' Francefchi , la Duchefla fu richiefta dalle
donne de' Fiorentini , che per potere meglio
sfrenare, riaveflero certe loro trecce, loro le-
vate per addietro ; e così volle la Duchefla ,
e così fu ; e ciò fu fatto la vilia di Natale
MCCCXXVI.
Come il Duca ruppe i patti a' Fiorentini di ter fi
le Terre loro, ed altre, Rub. 425.
AVea il Duca patti co' Fiorentini , niuiia
Terra volere tenere , aè occupare de i
Fio^
74 ISTORIA FIORENTINA
Fiorentini ; di che con fuoi modi cercò di vo-
lere , e cosi fece , che per lìndacato liberamen-
te Prato in perpetuo , ed oltre a quello li ebbe
Colle , Sangimignano , Sanmignato al Tedeico ,
per I o. anni, con loro patti , e franchigie ; e cic>
fu del mefe di Gennaio mcccxxvi.
Come fi cavalcò a Pijloia . Rub. 426.
LO Conte di Monte Scaggiofo ufcì di Pram
con 800. uomini di cavallo , e fece a Pi-
lloia di notte in full' alba afTaiimenio , e rup-
pe i ferragli dell' antiporto , e la porta dell' an-
tiporta della porta ; cavalcarono le ville , ed
arfe, e ruppe mulina, e tutto, e fece gran-
diflimo danno -, ed ufcì a' dì 21. di Gennaio ^
€ tornò a' dì 22. deli' anno del Sig. mcccxxvi.
Qucfti fono i Priori da mezzo Febbraio 1325,
a mezzo Febbraio 1326. Rub. 427.
B
lliotto di Metto Biliotti.
Iacopo d' Alberto del Giudice .
Meglio Fagiuoli .
Cambino del RcfTo .
ISliccolò di Berto Strozzafichi,
Forefe di Geri de' Ferrantini .
Boninfegna d' Angiolino de'' Machiavelli
Gonf di Giuftizia.
Ser Spigliato Din! lor Notaio .
Mac-
LIBRO SISTO. 75
Maeftro Manno di Maeftro Rinuccio^*^.
Vanni di Ser Lotto .
Coppo di Stefano de' Bonaiuti .
Strozza del Rollò degli Strozzi.
Scoiaio di Meis. Palamidefe.
Malo di Chiermontefe degli Uccellini,
Bardo del Ricco Riialiti Gonf. di Giuft.
Ser Iacopo di Iacopo da Certaldo lor Not. ^'^
Ceri di Stefano Soderinl.
Donato di Lamberto dell' Antella,
Gentile di Mels. Oddo Altoviti »
Tecchino di Ser Rinaldo.
Cecco di Spina Falconi.
Ricciardo de' Ricci .
Francefco di Meo degli Acciaiuoli Confai,
di Giuilizia .
Ser Puccio di Ventura de' Mori lor Not.
Dino di BonaìTuIda.
Cione di Bonlignore Bifarnefi .
Tuccio di Dello degli Scilinguati ,
Baldera di Duccio .
Tinoro di Nardo Guafconi.
Antonio di Landò de<^li Albizzi .
Cenni di Nardo Gonf di Giuilizia .
Ser Francefco di Ser Palmieri lor Not.
Mefs,
(0 Magi. Rtnuccìno MeeffC§
(2) Manca nel MS.
q6 ISTORIA ?IORENTl:-^A
Mefs. Tommafo di Duccio de' Coriìni Doif.
di Leggi.
Bonaccorfb di BenciVenni Bentaccorda.
Nerozzo di Meo Compagni.
Anleliuo di Palla.
Vannino di Ventura.
Vanni di Neri vocato Ancontano ( ^/: Agon-
tano . )
Daldo di Dingo de'MarignoIIi Gonfaloniere
di Giuftizia .
Ser Francefco di Ser Pino da Signa lor Not» -
Roffo d' Aldobrandino".
Giotto de' Pe ruzzi .
Tommafo Dietaiuti.
Falconieri di Baldeie .
Nerone di Nigi .
Leone di Simone .
Mefs. Covone de' Covoni Dott. di Leggi'
Gon£ di Giuitizja.
Ser Qone di- Mefs. Rinieri Bondoni lor Not;
Come ji dtlihera di fare eftìmo in Firenze •
Rubrica 428,
FEce lo Duca , con uficj delli foreftierr,
certo eftimo , lo quale fu^ fatto con fé-
grete inquifizioni di teftimoni fegreti ; la quale
cofa fu molto male agguagliata , e gittò gran-
de fraudalo , e rammarichio . Fu la quantità
in
L J B H O SESTO, 7f
in tutto fiorini ottantamila ^'^ ; e ciò Jfii tratto
fuori d' Aprile a' dì i a. nel mcccxxvii.
Come il Duca di Calavria ebbe un figliuoh
ffiajchio dalla imglie . Rub. 429.
LO Duca ebbe un figliuolo in Firenze , Io
Guale il Comune di Firenze lo fece tat-
tezzare, e fece findachi a ciò fare Mefs. Si-
m.ojie de* Tofinghi , e Salvettro di Bivigliano
Baroncelli , con grandiflimi doni ; ed ebbe no-
me Mefs. Martino ^~^ » Fu nato a' dì 1 3. d' A-
prlle MCCCXXVII. € moriffi a' dì 2 1 proifimi .
Com^ il Duca di Calavria ebbe trattato in Lucca ,
Rubrica 430.
LO DjLi.ca di Calavria fi tenne trattato in
Lucca con Mefs. Guerruccio Quartigiani ,
il quale fu quegli , che gli diede la fignoria a
Caitruccio ; e dovea cavalcare lo Duca , e Ca-
ftruccio ufcire fuori , ed egli doveano trarre
bandiere della Chiefa , e la gente dei Fioren-
tini , eh' era a Fucecchio andare là , e il Duca
tenere a bada Cafiruccio; e ciò fi facea ; rna
il Duca non fu il dì, che dovea. Scoperto il
traittato fi fece Caftruccio ferrare le porti , ed
armare la forefteria, e prefe Mefs. Guerruc-
cio
(i) Supplirò col Villani /. io, e, ì6.
(a) Villani / io, r. 22. C.?i7<? Martello»
78 ISTORIA FIORENTINA
ciò co'fuoi tre figliuoli, e feciolo impiccare,
e ad altri di altri tormenti fece fare, eh' era-
no con lui nel trattato , e cacciò tutti i fuoi
conforti di Lucca; e ciò fu fcoperto a' dì 12.
di Giugno neli' anno mcccxxvii.
Come il Legato fiuvicò procefo contro il Bavere .
Rubrica 431.
ERa difcefo della Magna Lodovico Duca di
Baviera , e coronato in Melano . Lo Papa
Giovanni XXII. lo fcomunicò, e mandò i prò-
ceffi al Cardinale , lo quale era in Tofcana ; ed
egli venne in Firenze , e fcomunicò lo detco
Bavero , e piuvicò il proceflb a' dì 14. di Giu-
gno MCCCXXVII.
Come fu uno fuoco in Firenze .
Rubrica 432.
NEll'anno del Signore mcccxxvii. a' dì 24.
di Luglio vegnente il 25. dì^'^, s' ap-
prefe uno fuoco in Borgo S. Apoftolo in cafa
gli Angelotti , ed arfe una bella cafa, con cin-
que altre cafe.
Come
(i) Villani /. IO. e, 27. A' dì 11» di Luglio ,
L I i R O SESTO. 79
Conte il Duca fece oftefopra Callruccìo , e prefevB
ò\ Maria a Monte ^ ed Artimim . Rub. 433.
IL Conte di Monte Scaggiofo ^'^ Capitano,
fatto per lo Duca, andò con circa duemila
uomini di cavallo, e fedicimila pedoni a fe-
diate la Terra di S. Maria a Monte in Val-
damo , ed ebbevi di foccorfo da Bologna uo-
mini da cavallo 400,. e ultimam.ente combat-
tuto con grande vigore, la vinfero a' dì 4. di
AgoftoMcccxxvii. e furono tutti morti chi en-
tro vi fu prefo , poi ribandilla . I foldati Fio-
rentini erano malmenati da quelli del Duca
fer cagione della preda ^'^ , di che comincia-
rono a mettere fuoco , perchè la preda s' ar-
delle , poiché non ne potieno avere parte ; e
per quefto molti uomini, e quafl donne tutte,
ed i fanciulli arfono, eh' erano nafcofi nelle
cafe ; poi guernita, e riparata la Terra di vet-
tovaglia , e di gente , li partì V olle , e pafsò
l'Arno, e venne in verfo Firenze, e puofeli ad
olle ad Artlmino , eh' era fortiffimo , e combat-
terlo , di che impauriti quelli dentro sì fi ren-
derono ; e ciò. fu a' dì 2 8. d' Agofto Mcccxxvir.
Videfi la ragione delle fpefe d' tin anno
addietro paflato, e cinquecento undici migliaia
di
(i) Villani ivi e. 29. ScagUofo , e vi fono altre varietà
di numero de* foldati, e de* giorni , e la narrazione
più minuta di quefto fatto, da vederli .
(2) Supplico col Villani luog. c'n.
S<^ ISTORIA FIORENTINA
di fiorini, e cinquecento ventotto, e foldi 22.
e danari 5. piccioli per un anno Iblo .
Come Caftr uccio fu fatto Duca per la parte ,
Rubrica 434.
A Vendo il Bavero per P aiuto , e provve-
dimento diCaftruccio preia Fifa, li venne
a Lucca, e fece Cailruccio Duca, e brivile-
giogli ciò , eh' egli avea , e tenea ; ed oltre a
ciò Volterra , e dielli T arme fua , e lafciò Ca-
ftruccio la fua . Ciò fu ii campo a oro, ed una
banda a traverfo a fcacchi d'azzurro, e ar-
gento . Ed ebbe di Fifa , e di Lucca il Bave-
ro circa dugentomila fiorini ; e ciò fu a' dì 1 8.
di Novembre mcccxxvii.
Come il Duca fece ardere Maeflro Cecco d' Afcoli
per eretico. Rub. 435.
UNo Maeftro Cecco d' Afcoli , Io quale fu
folenniiìimo uomo in Aftronomia , e in
Rettorica, e in molte fcienzie , e dicefi, che
diffe , e dicea contra a fede ; mai non lo con-
fefsò. JMa pure il fece ardere per alcuna cofa,
che in fuo libro fcriflè delle cofe, che fono
contra fede
(r)
ma dicefi , che la cagione perchè fu arfo par-
ve,
(i) Manca nell* Originale ; ma (i può fupplìre col Vil-
lani L IO. e. 41.
LIERO S5ST0. 8l
ve, che doveffe dire, che Madonna Giovan-
na figliuola dello Duca era nata in punto di
dovere eflere in lufluria difordinata ; di cae
parve quello eii'ere fdegno ^1 i^uca , perocché
non avrebbe voluto , che fofTe morto un tanto
uomo per un libro . E molti vogliono dire ,
eh' era mmico di quello Frate Minore Inqui-
iltore , ed era Vefcovo di Coflanza , percne i
Frati Minori erano molto fuoi nimici ; di ciie
il fece ardere a' dì i6. di Settembre mcccxxvii.
E di quello mele a^ dì 30. morì il Maeftro Dino
Medico di Filica, lo più eccellente Dottore
dMtaiia.
Ccwe Gimmi della famiglia degli Al/ani ebl/e bando
dell' avere, e della perfona . Rub. 436,
AVeafi sì arrecato il Duca la fignoria , che
quafi come tiranno era del tutto iìgnore
di Firenze . Di che mandando per la fua guer-
ra di Sicilia per aiuto a Firenze , tenendoli di
ciò coniiglio , uno grande popolano , il quale
era chiamato Gianni Alfani li levò, e raccon-
tò le fpefe , e la guerra dicendo , che non era
tempo da sfornirli né di denari, né di gente,
e che il Duca avea più volte accrefciutofi giu-
ridizione , e denari in Firenze , e non avea
oflervati i patti, ed oltracciò nelle afflizioni,
eh' era il Comune , il richiedea . Di cht per
quello il Duca il fece condannare in avere ,
Tomo XIL F ed
?i ISTORIA FIORENTINA
ed in perfona , ed abbattere i fuoi beni ; e ciò
fu nell'anno del Signore mcccxxvil a' dì i8.
di Dicembre ^'^
Co7?2e il Bavero diede a Caflr uccio Caflella de' Pi^
fam y e che lo accompagnalfe , e fi partì per
ire a Roma . Rub. 437.
IL Bavero diede a Caftr uccio delle Terre de i
Pifani, Sarezzana, Rotini, Pietralanta ^""^ ,
Veriilla, Monte Calvoli ,e poi fi partì di Fifa
a' di 7. di Dicembre ^^'^ aicccxxvii. e giunfe a Vi-
terbo a' dì 2. di Gennaio con bene tremila uo^
mini di cavallo .
Come il Duca di Calavria fi partì di Firenze •
Rubrica 438.
IL Duca di Calavria fentendo partito il Ba-
vero, jfi miffe in concio di partirli di Fi-
renze, e tornare nel Regno, e fece un par-
timento nella fua abitazione , cioè nel palagio
del Podeftà , ove furono i Priori , ed ogni un-
ciale di Comune , ed ogni buono cittadino ,
e quivi parlamentò, e proferfe allo foccorfo
de' Fiorentini al tornare , fé bifognafle , e volle
pure , che rimanelTero obbligati a dugentomiia
fio-
(i) Villani /. IO. r. 48. A^ 7. 4i Dicembre •
(2) MH.Phtracafa.
(3) Villani /. IO. 45>. A* di 15. di J)Ì€mbrc .
L I B R O S E S T O. 83
fiorini, e lafciovvi looo. uomini di cavallo,
pure i piggiori , e menonne feco il fiore; e
partiffi di Firenze a' dì 2 8. di Dicembre , e
lalciò fuo Vicario Mefs. Filippo da Sanginet-
to^'^ Conte d* Altamonte di Calavria, ed al
fuo configlio due Giudici ; ciò fu Mefs. Gio-
vanni da Civita di Tieti ^-^ d* Abruzzi , e Mefs.
Giovanni di Giovanazzo di Puglia j e giunfe
air Aquila a' dì i6. di Gennaio mcccxxvii.
Come lo ^mperadore giunto in Roma fu coronato .
Rubrica 439.
NEH' anno del Signore mcccxxvii. a' dì ?7.
di Gennaio ^5) effendo Lodovico di Ba-
viera, foprannominato Bavero, sì li fece co-
ronare> com' ò d' ufanza in S. Piero di Roma ,
e fu coronato per due Vefcovi privati di loro
Vefcovadi; Turo fu quello di Vinegia nipote
del Cardinale di Prato, ed il Vefcovo di Eliera,
egli , e la Imperadrice , ed in luogo dello Conte
del Palazzo Laterano , che '1 dee tenere a Gre-
fima, il quale era Cattolico, ed eraii celiato,
fu fatto Conte Caflruccio , e Cavaliere eoa
grande folennità.
F 2 Qjiefii
(i) Villani /. IO. e, 50. Da Sauguìiieto .
(2) MS. Ducati .
(3) Villani /. IO. e, 56, A' (Tt i5. di Gemiah
S4 ISTORIA FIORENTINA
Quejìifono i Priori da mezzo Febbraio 1326.
a 7?2ezzo Febbraio 1327. Rub. * '^ *y^
OErtuccio Taddei .
Riccardo di Geri Ruftichi.
More Ubaldini.
Pagio lacopi .
Borone di Barone Cappelli.
Pero Bindi .
Luigi di Mèfs. Andrea de' Mozzi Confai, di
Giuftizia.
Ser Giovanni di Ser Benvenuto da Sedo
lor Notaio .
Francefco Saffoli de' Saflblini .
Berto Cecchi.
Simone Bernotti.
Piero Guglielmi.
Andrea del Nero.
Giovanni d' Albizzo Cambi .
Lapo di Giovanni Bonaccorli Gonf. di Giuft.
Ser Giovanni Benintej;di Not.
Mefs. Giachinotto di Trincia ( /3^/. del Trin-
ca ) de' Corbinelli Dott. di Leggi .
Bartolo di Filippo .
Francefco di Borghino de' Baldovinetti .
Uber-
(i) Tutta quefta Rubrìca è lafciata in bianco nel MS. e
fi fupplifce qui col Priorifta della MagUabechiana ,
LIBROSESTO. Sf
Ubertino di Roflo degli Strozzi.
Nicolao di Nello Rinucci.
Maeftro Cambio di Maeftro Salvi Medico .
Eernardo di Lapo degli Ardinghelli GQn£
dìGiuftizia.
Ser ISardoCiai da Caftelfiorentlno Nót.
Gherardino Gianni .
Caroccio di Lapo degli Alberti .
Donato di Mannino degli AcciaiuoH .
Andrea di Botto Minerbetti.
Gherardo di Lapo Paganelli ,
Naddo di Ser Spigliato da Fiiicaia.
Iacopo d' Adimare de' Beccanugi Confai.
di Giuftizia.
Ser Bartolommeo di Benedetto Capitani
Notaio . ^
Lapo di Mefs. Angiolino de' Màgli .
Maeftro Fagno di Spigliato Medico .
Ser Lamberto di Neri Cambi »
Mefs. Orlando di Marino Dott. di Leggi .
Cera ( al. Cenni ) Ghetti .
Luti de' Rittafedi .
Ghino di Veri de' Rondinelli Gonf.di Giuft.
Ser Franchino di Vermiglio Caccialupi Nor»
Mefs. Bartolommeo daCaftelfior^ntinoDot,
di Leggi .
Spinello Bonfignori,
F 5 Bar-
8(5 ISTOKIA FIORENTINA
Bartolo di Mafo de' Bonciani .
Banco di Lippo Gianni .
Lorino Bonaiuti .
Berto Sai V ucci.
Filippo di Landò degliAlbizzlGonf.di Giuft.
Ser Bonacofa Compagni lor Not.
Come Cajlr uccio morì , ^' figliuoli prefero , e cor-
fero Fifa con gli ufciti di Firenze .. Rub, 440.
DEI detto anno mcccxxvhi. del mefe di Set-
tembre , eflèndo il Bavero a Grofl'eto,
e combattendo la Terra , gli venne novelle ,
che Caftruccio avea abbandonato il corpo, e
r anima era paflata di qucfto mondo , ed i fi-
gUuoli ayeano con gli ufciti dr Firenze corfa Pi-
fa . Il Bavero turbato di ciò , come gli fu fatto
av vedere , che ^ra uomo aflTai credente , che' fi-
gliuoli di Caftruccio córreano in lega co'Fio-
reritini , partiiTi dal campo di Groffeto, sì dal
mare , ed intrò in Fifa a' dì 2 1. di Settembre j
ove fu ricevuto , e riformò Fifa ad appetito
de^ nimici di Caftruccio ; ed i figliuoli di Ca*
flruccio , e la madre intrarono in Lucca con
gli ufciti de' Fiorentini ; e fece Vicario di Fifa
Mefs. Tarlatino de' Tarlati d' Arezzo fuo Ca-
valiere .
Co?n€
LIBRO SESTO, «7
Coì7iei Fiorentini n ebbono Carmignano per forzar
Rubrica ^^.i,
L' Anno detto a" dì 15. di Settembre il Ca-
pitano delia guerra de' Fiorentini , ciò fu
Meis. Filippo di Sanginetto , li partì da San-
iiiignato del Tedefco colia gente del Comune
di Firenze, e andonne a Carmignano, e giunfe
Jà la mattina vegnente' con fua gènte , e con
quella, che d'intorno ordinò, che fofle ivi
la mattina , e combatterono il caftello di Car-
mignano dalia mattma infino a mezzo dì, da
undici parti a un'otta, e dierono la battaglia
perinfino alF ora detta , e in quell' ora entra-
rono dentro da più parti , e corfero la Terra .
La foreiteria , cìie v'era dentro fecero gran-
diffima retta a difefa poi del cafteilo, e molti
ne furono morti , feriti , e preil . Èrano dentro
dal cafteilo alquanti fcappati , che lì ndullèro
nelcaflèro; era tutta la brigata de' foreftieri
in Carmignano della gente di Caftruccio 50,
uomini di cavallo , e 600. pedoni ; € li Fioren-
tini erano 9 co. barbute , e da 5^0, buoni fanti.
Vinto il cafteilo , la brigata miifero a facco ogni
cofa , e pure fu grandiilima preda , e poi af-
fediato il caffero, e con dificj , e con ogni
ftanzia, e argomenti da vincerlo. Di che il
Bavero eflèndo già in Fifa , e a Piftoia fua
brigata , i Fiorentini per paura del foccorfo
F 4 traf-
88 ISTORIA FIORENTINA
traflcro buoni patti, e larghi , e lafciarono ufci-
xe quelli dentro del caiìero , e toìferft il cat^
fero y e diedero ancora loro fiorini 1 200. d' oro,
e ciò , chQ portare addoifo ne poteflero ; e ordi-
narono di" riporre Carmignano di minore com-
pre iTo , che non era, e di murarlo, e fecionvi
una torre , che ancora la chiamano la Torre
della porta Sandoniii , per onore del Capitano .
Come fnrom fconfltti ^ e si anditi i figliuoli ài
Cajìr UCCIO , e la moglie , Rub. 442.
IL Bavero era follicitato da' nimuci de' fi-
gliuoli di Caftruccio, eh' egli nor\ gli la-
fciailè in Lucca , perocché egli no ne caccereb-
bono lui di Pifa . Coitui credette : fece richie-
dergli ; di che la loro madre con patti in Pifa ,
e con danari , e gioielli di più di diecimila
fiorini gli fece prefente ; diche parve alquanto
raumiliato; poi pure fpinto fé ne andò in Luc-
ca a' dì 5. del mefe d' Ottobre , e qiiì con fue
aftuzie, e ccnuglio di nimici de' hgliuoli di
Caftruccio, fece levare romcre in Lucca con-
tro loro-, di che vi puofe uno Vicario, il quale
era della Baflà Magna , il quale avea nome Ipo-
crarb^'^; ed a' figliuoli di Ca'lruccio fi tolfe il
titolo delio Contado , e Ducato di Lucca . Tor-
nato a Pifa Ipocraro sì s' imparentò , e tolfe
per moglie una figliuola di Cailruccio , e molto
ono-
(i) Villaai /. IO. e. 108. Porsar»»
LIBRO SESTO. Sp
onorava 1 figliuoli di Caftruccio . V altra parte
ne prefero fofpetto, e lobillarono al Bavero
tanto, ch'egli ritornò a Lucca, e privò del
Vicariato Ipocraro ; onde con ifdegno fé ne
andò nella Magna . I figliuoli di Caftruccio , e
la loro madre, furono mandati a' confini nel
cartello di Ponte Triemoii^^^; e quefti furono
i meriti , eh' ebbe Caftruccio del fervi gio rile*
vato , e magno , che fece al Bavero ; che fu
il principale uomo , per cui il Bavero ebbe la
corona ; e così intervenne a chi fi volle fare
Signore i foreftieri ; ed intervenga quello , e
peggio. Promiflè a'Luccheli libertà, ed im-
puofe loro fiorini centocinquantamila, e la-
fciarti liberi infra F anno ; e ciò fatto tornò a
Fifa , ed impuofe a' Pifani , che pagaflèro fio-
rini centomila ; e ciò fu per la grazia , che
avea fatto loro di trarli delle mani del tiran-
no , cioè de' figliuoli di Caftruccio ; e più af-
fentì loro , cne egli die loro licenzia , cioè
a' Piiani ^ che a' figliuoli di Caftruccio , e alla
moglie deflero bando di rubelli del contado,
e della città di Fifa; e cosi fu fatto. E ciò
fu del mefe di Novembre ; a' di 8. ^^^ tornò in
Fifa , anni mcccxxvui.
Come
(i) Cioè, ^ofttrefnolr »
(a) Villani /. lo.c. io8. A^ dìiS,d'OtUhre>
pò ISTORIA FIORENTINA
Come Mefs Beltramo dal Balzo venne per parte del
Duca di Calavria Vicario in Firenze .
Rubrica 443.
LI Fiorentini in quefto tempo penfando,
ch'eglino davano dugentomila fiorini al
Duca di Calavria figliuolo dello Re Uberto ;
avendogli mandato a dire, che gli piacefle ,
dappoiché il Bavero non era per entrare nello
Reame , a lui dovefle piacere di voler loro of-
fervare i patti , li quali male loro gli attenea,
ed a lui volea foflèro atteli nobilmente, con
mandarfene i danari , che dovea logorare in
Firenze nelle guerre de' nemici de' Fiorentini ,
ed egli li fi murava in Puglia ; e la loro li-
bertà davano a cui di lui, o come gli piacea,
e non che liberi, ma peggio , che valTalli. Pure
la cofcienza lo riprefe , e mandovyi uno nobi-
le , e franco Cavaliere ; ciò fu Mefs. Beltramone
dal Balzo con 5 2 o/'^ Cavalieri di bella brigata , e
più erano contenti i Fiorentini di co{lui,che
non farebbono del Duca , per due ragioni ; l'una,-
perch' era d' arme migliore di lui , e Y altra ,
perch' eglino a tempo penfavano con licita ca-
gione volere dire al Duca , non avere loro at-
tenuti i patti di (lare a Firenze , o di tenere ,
e mancare foldo, e nulla avea loro offervato
a compimento . Intrò con grande onore il det-
to
(i) Villani 1. eie. e, ne. con $q%. Cavalieri •
LIBRO SESTO. px
to Mefs. Beltramone a Firenze , il primo dì di
Novembre negli anni del Signore mcccxxviii.
Come i7ìorì il Duca di Calavria . Rub. 444,
NEgli anni del Signore mcccxxviii. a' dì 17.
del mefe di Novembre in Firenze ven-
nero lettere della morte di Mefs. Carlo Duca
di Calavria , e figliuolo dello Re Ruberto , il
quale era morto il detto mefe a' dì 9. Di che
in Firenze fé ne fece grande cordoglio in ap-
parenza ; ma per le gravezze, e poco utile,
che' Fiorentini fé ne v edeano , non fu così
nelli cuori , e fecefegli grande , ed onorevole
annovale,
Quefti fono i Priori da mezzo Febbraio 1317.
infoio a mezzo Dicembre 1318, Rub. 445 .
G
Ione Falconi.
Filippo di Duccio de' Magalotti .
Bartolommeo di Cuccio de' Siminettì .
Chele di Pagno de' Bordoni .
Neri di Forte de' Bezzoli .
Mefs. Bartolo de' Ricci Dott. di Leggi .
Bartolo di Ridolfo Guidi Gonf. di Giuft.
Ser Zanobi di Ser Bartolo daPozzolatico^'!
lor Notaio .
Mefs.
(i) Magliab. ed altti fempre , Pazzoìatìc% .,
9^ ISTORIA FIORENTINA
Méfs. Rainaldo Cafini.
Donato di Giotto de' Peruzzi .
Giotto di Fantone degli Angelotti*
Giunta Nardi.
Coppo di Lapo de' Medici *
Neri Lippi .
Piero Bandinl Gonf. di Giuftizia .
Ser Aleffio di Ser Barone da Signa lor Net
Lapaccio del Bene .
Coppo di Borghefe Migliorati .
Lottieri Davanzati.
Palla di Mefs. Iacopo degli. Strozzi .
Bénincafa di Falco.
Bartolo di Buonafede .
Francefco di Meo degli Acclaluoli Gonf.
di Giuftizia.
Ser Iacopo di Vanni da Signa lor Not.
Francefco d' Andrea .
Vanni di Ser Lotto .
Coppo Stefani de' Bonaiuti . ^'^
Tecchino ^^^ di Ser Rinaldo -
Mefs. Ugo Lotteringhi Dott. di Leggi ,
Giovanni Villani.
Spinello di Primerano Gonf di Giuftizia ,
Ser Piero di Ser Macone lor Nor,
Lapo
(i) Magi, omette , de' Bonnìutt.
(i) Al. Re e e hi ny.
LIBRO S E S T O r 9^
Lapo di Giovanni Gavacciani .
Iacopo d' Alberto dell' ludice .
Gentile di Mefs. Oddo degli Altoviti,
Mafo Valori .
Tinoro di Nardo Guafconi .
Giovenco di Cionetto.
Cecco di Spina Falconi Gonf. di Giuft.
Ser Cecco Cucci da Pontormo lor Noe
FINE DEL LIBRO SESTO
LIBRO
54
LIBRO SETTIMO.
DAGLI ANNI IgzS. SINO ALLA VENUTA IN
FIRENZE DEL DUCA D' ATENE , CIOÈ' SINO
AGLI ANNI 1342.
Come ft riformò la Citta -di Firenze y e parte di
reggimento de' Cittadini , e de' Rettori , ed
Ufficiali di Firenze , Rub. 44(5..
NEgli anni del Signore McecxxviiL del me fé
di Novembre , come è detto , li Fioren-
tini rinxaiero liberi per la morte del
Duca di Cala vria.j^ e penfando quale modo fofle
quello , che gittalTe buona ragione al Comu-
ne , ed al popolo nello riformare la città , che
infino a quello tempo gli uficj erano (lati elet-
ri a polla del Duca; e penfando, che innanzi
al Duca V elezioni de' Priorati , e gli altri uficj
sì per l'ambizione del fummo degli uficj, co-
me per la grandigia de' Cittadini , che avieno
lo llato, ciafcuno tirava acqua a fuo mulino,
e che a petizione altrui avieno condotta la
città in guerre , e in divilioni , e in fette , e
in maladizionii ora i cittadini penfando di
fare
LIBRO SETTIMO. 95
fare elezione di nuovo Priorato, e di farlo
buono , e franco , e fchietto , e non fettaiuolo ^
avuto li Priori più, e più configli di richiedi,
e più fegreti , e buoni configli , in fine dili-
berarono con gli configli opportuni , ed il par-
lamento pateficò in fulla piazza gì* infrafcritti
ordini fotto gravi pene oilèrvare <,
In prima che ciafcuno Priore, con due
Arroti per fefto, di concordia di tutti e fette,
aveflè a fare una recata di tutti gli uomini
Guelfi , e popolani , li quali fodero degni di
effe re nelF offizio del Priorato, che pairaflbro
anni 30. per uno.
Item, che ciafcuno Gonfalonieri faceflè
con due Arroti il fimile .
Item , che i Cittadini della Parte Guelfa
face fiero collo aiuto , e configlio de' loro Con-
figlieri il fimile »
Item , che li cinque della Mercatanzia fa-
ceflèro ancora la loro recata fimilmente , co-
me li predetti ; sì veramente , che a ciò fare
con gii cinque della Mercanzia foflèro due
Confoli delle fette maggiori Arti, per ogni
Confolato; ficchè erano 19. a fare la recata.
E che fatte le dette recate, fi rifcontrafl^ro
tutte , e faceflefene una , ficchè ciafcun vi fofib
una volta , e non più . E che poi in calen di
Dicembre nella generale fala del configlio fi
adunafiero li Priori , e li dodici buoni uomi-
ni, e li 1 9. Gonfalonieri , e d' ogni arte delle
la.mag-
96 ISTORIA FIORENTINA
12. maggiori arti vi follerò due Confoli eletti
a fquittino per gli Priori , e poi per ogni fello
aveffero i Priori, e li dodici ad eleggere per
ifquittino fei cittadini popolani , e Guelfi , e co-
sì ragunati li predetti 98. uomini aveffero a
mettere a uno a uno a fégreto fquittino a fave
nere , e bianche qualunque recati erano , e
quale per 66. ^'^ fave la vineeffe , allora in fei
borfe per fei fedi s' imborfafiero , e di quelli
li traeffero quando foffe finito Y uficio degli
altri, e innanzi per tre dì; ed allo detto fquit-
tino li riceveffe una fava fola in mano di Fra-
ti , e nel boffolo fi poneffe^ e portaffefi in luogo,
che altro , che li Frati non lo fapeffero , sì
veramente , che i Frati foffero tutti forellieri
di quelle regole ; due Minori , due Predicatori,
e due Romitani ; ed a parte , ed a vicenda an-
noverare , e poi così deferirti , ed imborfati
in una caffetta fi metteflero nella Chiefa de i
Frati Njinori, e fim.iìe F uficio de' dodici , e
de' Gonfalonieri . La detta calìa aveffe tre fer-
rami ; r una teneffe il Guardiano de' Frati Mi-
nori , r altra i Frati di Settimo , e 1' altra il
Capitano del Popolo; ed al tempo detto, ra-
gunato il configiio, veniffc la caffa accompa-
gnata dalla famiglia de' Priori nel p3!agio , ed
ivi a forte , ed a fortuna fi traeffero delle bor-
fe. Ma il Gonfalomere della Giuiìizia, s'of-
fer-
(i) Villani /. fo, r. 112. Ammirato, e gli altri condrite»
mente ^pjfantotPo * Forfè qui è errore dei Cof ifta ,
LIBRO SETTIMO. 97'
fervava cubilo modo
e fimilementc d' ogni due anni fi rlfaceflè di
nuovo , e mettei'erli iniieme quelli , die ulciti
non fofiero , ed ebbono il divieto ularo ; cioè ,
due anni la peribna del Priore ^ uno il padre ,
fratello , e figliuoli , e fei meli i conf-^rti : i
Gonfalonieri, e li dodici quattro meli per uno
Qurafièro ; ed il conlìglio fbfTè ancora fquitti-
nato tra' Priori , e' Collegi, e follerò 300. il
conilglio del popolo, e 150.^'^ quello del Co-
mune , nel quale fotfero, cioè m quello del
Comune, buoni uomini di famiglie; ma in
quello del popolo fbflè ogni uomo di famiglie,
e mercatanti , e d' ogni condizione , popolani ,
e Guelfi , e levolli ogni altro coniiglio ; ed il
fimiìe tecicno de'Rett.ri foreaien imborfa-
zioni . Ancora le dedici Arti maggiori fecero
li loro Confcli aquellQ medelìmo modo.^-^
To^uoXII G * Co-ne
(i) Villani /. IO. f. 113. Ammirato, e gli altri, duccììto
ij-y cinquanta
(2) Tuuo quello nuovo ordine (1 legge in piìj , e diverfe
Ffovvitìoni fatte fino a turro il d 8. di Die .mhre
di detto anno nel Uh. 30. di Configli del.s Rifornì,
rf 589 e vi fi leggono i Compofuori , o Eftenfori di
tpJi Provved'menri , che fono ; Domìntis Tcm'Jìus
' Corfnì , Giottus Arnaldi de reruzzis Dsnatus ^'Ja fi-
ni ni de AcciuiuoUs , Spine lì us Primemni d^' Mojda*
no , Leti un 5 Boriai uti , à' Taldus Valori s*
p8 ISTORIA FIORENTINA
Coi7ie i Fiorentini fofono una impojta a* Cherici , <f
fts pojh lo intr adetto a Firenze . ^\ih, ^^j .
IN quedo anno per licenzia del Papa fi puofe
alChericato di Firenze una impofta a ra-
gione di fiorini dodicimila , e li Cherici non
la vollero pagare ; convenne foffero sforzati;
di che puofero lo intradetto a' di 1 8. di No-
vembre ; poi lo Veicovo , eh' era ito nella
Marca , tornò a Fireaze , e veggendo , che
quello era fatto per difendere così li beni de i
Cherici, come li laici da' nimici di b. Ciiiefa ,
levò lo intradetto.
Come Mefs. Beltramone dal Balzo Capitano dei
Fiorentini , e del Re Uberto corfe a Fifa ,
ed a Lucca. Rub. 448.
IN quello medefimo tempo, del mefe di Gen-
naio a' dì IO. Mefs. Beltramone dal Balzo
Capitano dello Re Uberto , e de' Fiorentini ,
con mille cento ^'^ uomini di cavallo, e molti
pedoni , cavalcò a Pila , eflèndovi dentro il Ba-
vero, ed il loro Antipapa, cioè Frate Pietro
da Corvaia, con fei Cardinali , e fletterò a Fon-
i*e di Sacco due dì , e due notti , ^-^ e fecero
grande danno a Pifani di prede, e di pregio-
ni.
(i) Villani /. IO, r. 117. In numero di rniUe *
(2) Villani ivi, e nna nstte *
LIBRO SETTIMO. 5;^
ni . Fu richiefto il Bavero mandafle fua gente
fuori ; rifpuofe , eh' egli li pagalTero , e mande-
rebbela. Poi a' dì 21. di Febbraio del detto
anno li Fiorentini medeilmamente cavalcaro-
no a Lucca ^'\ e fecero grande danno di preda ,
e di pregioni . ^-^
Come i Fioreiitim fcoperfero il trattato dello
hn^eradore , e quello , che nefeguì . Rub. 445;.
NEI detto anno a' dì 16. di Gennaio mccc-
XXVIII. fu riportato a' Priori , che uno
Giovanni del Sega da Carlone cercava di fare
uno trattato in quello modo ; che un Ugolino
di Tano degli L'baldini dovea mettere in Fi-
renze una quantità di fanti, e li quali quello
Giovanni collocava con certi fuoi amici in
Borgo S. Pagolo , e la gente del Bavero era a
Piftoia , ed alle frontiere , e dovè effere la not-
te alla porta d' Ogniflanti , e certe cafe in Fi-
G 2 ren-
(i) Vili, ivi , /opra ii contado di Fifa ; ma qucfta par ri-
petizione.
{2) Nel tempo, ehe Lodovico il Bavaro flette in Fifa,
infra le altre Carte , che rifegnò , fi legge in quefìo
Archivio delle Riformagioni , lib. 14 Caphu/. a^\,
Privilegium conceffum pev Ludovicum Bavarutn Ini"
peratorem Nerio qu. Uguccionis , (h* Fraucifio fratti
d/éJi Nerii de Faginla de Terris Fucecchii , ^ alìis
Tenis'f (^' confirmattir per boc aliud Priviiegium
fimile conceffum Ugucciunt » ^ fdìh de anno fjiy.
\\\.Kal. Apri li s ^ quod iuferitur . Datiim Pijìs an,
Mcccxxix. Indióf, xii. dk 15. F^h'Harii i cioè dello
ftilQ Ronifino ,
lOO ISTORIA FIORENTINA
renze torre a pigióne di ià d' Arno nel fedo
d'Oltrarno piene di ftipa ; e' in quello di S?.n
Piero Scheragglo appigliar v^i il fuoco , e quan-
do follerò tratti allo romore del faoco , allora
Ji fanti di Borgo S. Pagolo dov^eano sbarrare
lo borgo d' OgnilTànti , e di S. Pagolo , e ire a
rompere la porta il Prato , e la gente intrare
dentro, e gridare: Viva lo 'mperadore . Que--
fta cofa sì fi fcoperfe ; di che fu attanagliato
Giovanni detto, e propaginato, e tre altri
ftrafcinati, ed impiccati , ed Ugolino , ed al-
tri ebbono bando. Quelli, che lo rivelarono
ebbero denari , ed arme .
Come in qtitfio anno fu gran careflia in Firenze .
Rubrica 450.
NEIP anno del Mcccxxviir. e xxix. fti in tutta
Tofcana 2;rande carefria tale, che valfe
fiorini uno d' oro lo ilaìo, e in ogni parte d'I-
talia valfe più che a Firenze; perocché il Co-
mune di Firenze mandò in Sicilia , ed in altre
luogora, tanto che lo mille a mezzo fiorino
lo ftaio ; e ciò non dava divizia , perocché
ogn' uomo non avea danari da comperare fta-
io. Il Comune diliberò di fare pane , il quale
fofle di 6. enee a denari 4. l'uno, ma era il
terzo orzo, e con quello ne perde il Comune,
veduta la ragione , circa feflantunmila fiorini
d' oro ; e tutte !e Terre d' Italia cacciavano
ogni
LIBRO SETTIMO. lOI
Ogni Regola di Religione ^ falvo i neceflàrj ,
ed ogni pérfona , che per accatto andafle cer-
cando, ed i Fiorentini ricettarono ogni pér-
fona, e niuno n' accumiatarono .
Qjisjìi fono ì Priori da mezz9 Dicembre 1328.
a mezzo Dicembre 1329. Rub. 451.
L Riore di Ser Bartolo .
Bonaccorfo Bentaccordi .
Crno di Tano.
Michele di CioneMaffei^
Salvino Armati.
Matteo ^'^ Benvenuti .
Zato di Gaddo Paflavanti Gonf. di Giuft.
Ser Romolo di Ser Triccolo lor Not.
Neri di Beccuccio di Manno Vettori .
Mefs. Lorenzo di Mefs. Caro Dott. di Leggi .
Valorino di Lapo Valori .
Peduccio di Duccio della Marotta . ^^^
Giovanni di Donato Viviani.
Simone di Spigliato da Filicaia.
Filippo Bencini .del Sanna Benci Gonfal. di
Giuftizia .
Ser Iacopo del Maellro Salvi lor Nor.
G 3 Ber-
(r) Magi ed i migliori Tcfti , Mat&
(j) MS. della Moneta .
IQl ISTORIA FIORENTINA
Bertuccio Taddei .
Gherardo di Volpe de' Canigiani/'^
Lotto Donati dei!' Antelia .
Guido di Lapo Guazza .
Anlelmo di Palla.
Mefs. Forefe da Rabatta Dott. di Leggi .
Albizzo di Ricco degli Albizi.
Cione di Bonlimore BifarneiiGonf.di Giuft.
Ser Giovanni Fizzini^-^ lor Not.
Mefs. Tomraafo Corfini Dott. di Leggi .
Mefs. Gianiano di Lapo de' Rimaldelii ^3>
Dott. di Leggi.
Mefs. Ranieri del Forefe Dott. di Leggi.
Ugolino d' Andrea .
Nerone di Nigi Dietifalvi.
Ricciardo de' Ricci .
Ser Gianni de' Siminetti Gonf. di Giufl:.
Ser Lippo di Ser Cambio da Vinci lor Not.
Cionino di Cione degli Aglioni.
Filippo Buonfigliuoli .
Forefino d' Andrea degli Abbruciati .
Piero Cetn de' Beccanugi .
Conte d' Averardo de^' Medici .
Taklo Valori.
Bar-
(i) In luogo di Bertuccio defonto , die 29. weffjts Aprilìs,
(2) MS Puccini.
(3) MS. Rinaldefcffi .
LIBRO SETTIMO. IC5
Bartolo di Lapo Benci ^'^ Gonf. di Giuft.
Ser Nardo Ciai da Caftelfiorentino lor Nor.
Neri di Iacopo.
Tano Baroncelli .
Rinuccio Cocchi .
Ubertino del Rollo degli Strozzi-
Gherardo di Lapo Paganelli .
Maefiro Cambio del Maeftro Salvi:
Kìccolao di Nello Rinucci Gonf. di Giuft»
Ser Clone ^'^ di Mefs. Ranieri Bondoni Not„
NOTA.
I fUì fi porranno le tratte de* Gonfalonieri di Compa»
•^^ gaia , e de* dodici Buoni uomini , di quefto , e degli
ann' futuri, fino al 1342. come fi trovano regiftrate nel
Pridrifta autentico della Libreria M&gliabech.ana , ed in
quelli) ottimo di Luigi Viviani , ora pofieduto da quella
Libreria di S. Paolino ; e ciò (ervirà di l'upplemento al
ncfirro Scrittore, e di conferma di quanto Ci narra qui
fopra, Ruù, 445.
J[ N Vet nom'ne Amen. Wc ejl Lther contlnen^
nomina approvai orum ad ofitìum frìorum Artium
& VexHltftrì lujìitìe , ad ofitiurn duodecim honorum
'vlrorum & ad ofìttum Gonfalonertoruni Sotktatttnt
Fopuli & Communls Florentìe extraftorum iuxtit
formam provijìonis fuper hiis edite de facculis in
qt4ibus po/ìte funt cedrile de membranis diClct nc'
mina /cripta contìnentes quorum ojifium durare
debet per tempus & tempora prout infra per ordi-
G 4 nem
(1) ATagl ed i migliori , Lticoli .
(a) MS e Petriboni Ugucciotie .
T04 ISTORIA nORENTINA
'^em deitotatur, Tnceptus Cub unno D^mtnìce Incctr^
nitìonis mìUeJtmo trcxcrite/mo vige /imo fi6iavo * Ind^
dii.dzi':m4 de menCe Decemhrt' firìftct per me Gra-
twliim ollm Dornbit Corradi de Mutìna "^ otarium
fcrtbam Rejormutionum Conjìlìorum Vo^uU é" Com^
munìs predi ór i . fiiL
Lie feptimo menjjs Decemhris .
Zer Tredìus Bindì de Panzzano Hot: Ve-^
xillìfer Zftxilli rnbeì cim f^calis alhis ,
Jlngirlìniis La pi Angiolini VexUÌ 'ferve -
X iti azzurei cum platea alba cum
fiich'.is rubels in v:ztrgìne d'iòle platee . ^J^ Vro fexi'W
JA .ìg: Her L apusMagiJìri E tnuccii Vexil' Vìtrarnì .
ì:j'^ vexilli albi cumfercziis uigris .
: er Belcharus Bon aiuti Kot. VexiUifer
vexilli vermini cum dracone viridi
hahente fctitum popult ad coIIuìj: . "^
Lapus loannir Bonacorjì VexiUifer ve -^
xillì azz-urrei cum curru aureo ,
Bonfignore lunte Becbaparole VexiUifer
Vexilli crocei cum bove nigro .
T^oggeriuf Domini Lapi de Cajìiglioncìjio
VexiUifer vexilli albi cum leone nigro
habeute in fpatula fcutnm Pop ali Fio-
rentini ■"'
Ciottus Fan-toni^ Angelotti VexiUifer ve 1
xilll crocei cum vipera fui colori s . j
Bartohi'SiT ar ad iji. VexiUifer vexilli uni- \
cornii , )
Vannes Donnini VexiUifer vexilli viri- I,
dis cum equo fallerato armis Popult !
Fiorentini ... .J
Uber-
Tre ffxtìi
>S. 'Petrl
Scheradif,
Pro fextu
Burgi ,
LIBRO SETTIMO. I05
Vherttriuf Kojfì de Strozzi s VexlUifer^
vexllli vìrtdìs cum leone fui coloris , ]« ^ ^
Cinus MìchìVexiWfer vextlli albi eum ! ^a ft'
leone nigro » \ Va at"
Ceanes Hardt VexiUìfer "vexìlli Azzur- j
rei cum leone albo cum corona aurea, --^
Tranci ^cus Kìgìi Dìetifalvi Vexillifer^
fvexilli azzurre! cum leone croceo ha- j
hente inter brachia vexilUculum ar-
morum Populi» ' Frofextti
JLichux Bufi D avanzi VexilUfer vexillì '^ Vorte
albi cum leone azzurreo corona aurea ^ Domus„
coronato .
Coppus Lapi de M^dicis' VexilUfer ve-
xilli crocei cum dracone viridi, . . .J
T>om. Lotherius Lapi Cherardini lurip-^
perttuf VexilUfer vexìlli crocei cum j
clavibuf rubeis & cordìglio nigro . 1 p r f
Luti Diritafedis Fexillifer vexìllr albi • ^ ^]y{lf^^^
& nigri cum rotix . > ^ p^ f,.
Keriuf Ser Benedigli VexilUfer vexilli J * *
ajermtlii de fu per prò medietate ^ & de [
fupter prò medtetate albo variato, -•
Quorum Vexillferorum Sotietaturn Fopuli qfitium
initium hahere debet die fexto , & durare ufque
ad dìem ultimum menjis Martii proxime venturi ^
Qui fegue ia tratta de' Priori , come nel tefto.
DuOn
106 ISTORIA FIORENTINA
Duodeclm boni 'Vtrì prò tempore futuro tnclplendo
die 15. men/ìf Decembrtf infìantis & duraturo
ufque ad diem ulttmum menjis Februartì proxime
accejfuri.
Eodem die,
A^ofìtnus yf e (lardi ...... .^ v^n r t
jfonu Bartholommeus de Cafìro Fio- > ^,,^ ^',^
r r '. • Ultrarni .
rentino lurtjperttuf -i
Duccinus de Manctnis \ProfextuS,re^
BivigUanus Manetti ./ triScheradii*
*Tuccius Delti de Scilinguati^ ' * *\ Frofextu
Donatus de Acciaiuolif, / Burgi ,
Marcus Rojft de Strozzi f . . . . .-^ Pro fextu Porte
Chrij'iofanus Puccii . SS, Pancratii»
Daldus de MarignolUs -^ Pro fextu Porte
Joannes Bernardini de Medìcis . . ./ Domus .
Doni, Bartoluf de Ritiis- lurifper, -r Pro fextu Porte
Cherardus Miglior ts de Guadagnisi 5. Petri .
Collo fteiTo ordine , e d; vifione di feflì fono tutte le feguen*
ti tratte j ma da noi fì lafcerà di regnarlo per brevità .
Die 25. Febructriì 1328.
Duodecim boni ^iri prò tribus men/ibus incepturis
die primo menJis Marta y & ut fequitur finiaidis ^
Ghuccius Rinaldi de Panzana^
Cione Ruffoli .
Coppus Borghe/is Migliorati ,
Boninfegna Gherardi .
Bartholomeus Gucci de Sìmìnettis ».
Lotterius Davanzuti,
Giuft'^
L I B K O SETTIMO. IO?
Gìufita Kardì .
Conjtglius Ughi.
Ghinus Veri RondmllL
Vannes Armati»
Lupus Rinaldi t
Kerius Liffi .
Ùie 23. mefijtf Martlt 1328.
Vexilliferi Sotietatum .
"Éernardus de Quarata VesilUfiy &c»
Tieruf de Velluti^*
Baldejìnus Giani.
Gherarduf Lanfredini^
Vannes Bandini *
Bardus Ri/aliti»
Kigius Spigliati.
Tranci fcus Eorghini .
yieroczus Mei Compagni m
Albertus Ciojiis»
Ioannes Carucci ,
Talchonerius Baldejts.
Giannottus Baldejìs .
Talchus Rondinelli •
Michele Rigori.
Benedittus Ghuccil Gennay ^
Bellincione Uberti de Albìzzisl
Aldobrandinus Lapi Rinaldi»
Dom, lacobus de Rittis lurifperitus '^
Quorum Vexilliferorum Sotietatum Fopuli Fiorentini
ofitium initiare debet die primo menfis Aprili:
froxime venturi y & finire utinam laudabiliter^
die ultimo menfis lulii tunc proxime fé e ut uri fub
itnnis Domini i^ig* Indi Ci, xij.
Die
i08 ISTORIA FIORENTINA
Die 29. metjjìf Mail .
Duodectm hont viri prò tribuf menjibuf incepturis
die primo ìmnjis lunii ^ & ut fequìttir Jìniendi^\
J/Lctgifler Mannus Magijlri Bonucctni Medicus ^
Doni, Ghiachinottus Corbìnelli luriCperìtus .
Dom, Gherardns de Cafìro Fiorentino lurifperltuf •
jR icharduf Magijlri Fagni .•
Ser Lamhertus Herì Cambi »
Bartolu^ B onci ani »
Chele Fagni Bordonis,
Tugius lacobi .
Federiguf Soldi.
Kicolauf Beni Strozzafichi ,
Chele de AgugUone ,
^anus Chiarijjimi .
Die ... menjìs lulii 1329,
Vexi inferi Sotktatum .
Maffiu; Baldi Kidolfi .
Silvefier Ciprini .
Nticciuf Dom, Bardi de Ammiratisi
Facinus" Brancaccii .
Benci venni Bonfojiegnt ^
Ber Fuccius de Mori,
MuFuaius Rechi ,
Ugo Dom, Oddonif de AltoVìtis*;
Bartholinus' Salimhenis •
More Ubaldini .
Johannes- CajhlU ,
Bertus Brunetti.
ìacobiis Adimaris,
An-
LIBRO SETTIMO, I09
Andreas del Kero ^
Taddeus de Cerreto,
Ctoni Ghetti.
Bìliottuy Alfani .
Guida^cìus de Giugni s ,
Gerius Corjì Matbei .
Quorum ojìtium &c, initlare dehet in KaL menjts
Augufli proxime venturi j et finire dehet die uU
timo menC» ISLovembris proxime venturi fub annis
Domini IJ29. Indióì, xiij.
Die 28. men/if Augujlì »
Duodecim Boni Viri prò trjùus menjìhus- ìncepturts
die primo Septembris l'^i^* & utfeq^uìturjìniendìs .
^ctrtolus Strade.
Andreas Vetri de Magli s *
Bellus Lippi de Mancinis .
Johannes Lamberti de Antilla ,
Bernardus Lapi de Ardinghellìs ,
Gentile Domini Oddonis de Altovitls •
Dominus Orlandus Manni lurifperitus .
Lucas Gerinì de Stroz^zis .
D i et i Calvi Hi gii l<Leronis{i) ,
Diedatus Baroncii »
Hufpus Guitonis»
Filìppus Landi de Albizzis .
Come
(i) Magi- lafcia Neroitis , che fi legge \.n quello del Vi-
viani ,
no ISTORIA FIORENTINA
Coj?!e fu mozzo il capo a Tano da lefì eletto in
Capitano del Comune di Firenze . Rub. 452.
VEnne in Firenze novelle, come il Conte
Gianni del legnaggio de' Chiaramonti ,
uomo di Sicilia , e Conte di Chiaramonte , cac-
ciato di Sicilia , ed era capo di tutti i Ghibel-
lini della Marca , era intrato in lefi della Mar-
ca , della qualQ Terra era Tiranno , e Signore
Tano di della detta Terra di lefi ,
e che intrato lo Conte , e volendo con titolo
di ragione tagliargli la tefta , lo facea marto-
riare, e confeilàre, ch'egli era traditore delio
Imperio , e che avefTe col Papa Giovanni lega ,
e in difpetto, e danno del Bavero. Quetli
diiTe ciò , che volle , e poi diflèjlo muoio , e
non per queflo fallo ; ma perocch'io trattava
tradire i Fiorentini uomini giufti , perocch' io
era eletto loro Capitano di guerra , ed a polla
della fetta de' Ghibellini penfava cacciare gli
altri; ciò era Mefs. Simone della Tofa, e gli
altri fuoi feguaci ; e ciò fu negli anni del Si-
gnore Mcccxxviii. a' dì 8. di Marzo .
Come lo Bavero ft partì di Fifa , e andonne in
Lombardia, Rub. 453.
Li anni del Signore mcccxxix. a' dì ii . di
Aprile ii partì lo Bavero da Pifa , con
Cifì-
LIBRO SETTIMO. Hi
cinquecento Cavalieri , perocché lo tempo ad-
dietro avea perduto tutti i Tedefchi della Baila
Magna, li quali per lo fdegno della partita
deir Ipocraro, che avea privato del Vicariato
di Lucca , fé n' andaro, come narrato aviamo
addietro ; ed itili al Cerruglio a fare guerra
a' Lucchefi , lafciò in Fifa feicento barbute,
e Vicario di Fifa Mefs. Tarlato de' Tarlati
d' Arezzo, e in Lucca lafciò 400. barbute,©
Vicario di Lucca Mefs. Francefco Caftracani ,
cugino di Caftruccio , e non amico de' figliuoli
di Caftruccio ; e rimafe Vicario per fiorini ven-
ticinquemila , che gli prcftò , o vero fu dono .
Come i Fiorentini poterono aver Lucca ^ e non
la vollero. Rub. 454,
A^ Fiorentini fempre , per T ambizione dello
Itato , convenne , che fcfTe male menato
il Comune di Firenze ; imperocché * come det-
to è nello precedente Capitolo, i Tedefchi
della BatTa Magna erano a Cerruglio , e par-
tito lo Imperadore, cioè il Bavero a' dì 15. di
Aprile, avendo con loro Mefs. Marco di
della Cafa de' Bifconti , il quale con certi ac-
cordi del Bavero il teneano per iilaggio di
danari , e paghe a ricevere , e fecionlo Capi-
tano , e quella notte intrato in Lucca per la
Gofla , lo terzo dì fecero accordo co' Luccheli ,
ed a loro fi dierono Mefs. Pino della Tofa ,
ed .
112 ISTORIA f^IORENTINA
ed il Vefcovo, che avieno più tempo trattato
d'avergli al foldo ; ma perocché il Bavero te-
neva ancora trattato con loro non era il Co-
mune iidatofi ; come ebbono- quella brigata,
ch'erano 650 barbute "^'^ Lucca libera, pro-
ferfonla al Comune di Firenze per mezzo di
Mefs. Pino detto, é del Vefcovo di Firenze.
Addivenne , che '1 Comune di Firenze di ciò
fi configliarono più e più volte tra loro Mef-
fer Simone come non amico del conforto ,
cioè di Mefs. Pino, per aftio con loro, dille,
che conciofiacofachè la cafa de' Bifconti era
nimica de' Fiorentini , non era da fidarli di
loro , né di lafciare in Lucca i figliuoli di Ca-
ftruccio ; le quali cofe chiedeano ne' patti :
cioè, d' edere al foldo de' Fiorentini per uno
anno , e' figliuoli di Callruccio ftare in Lucca
come cittadini , e voleano per loro foldi ri-
tenuti dal Bavero, e per tranquillo del Co-
mune di Firenze tenuti fiorini 87. migliaia.
^Sarebbefene fatto tara del terzo , o più ; ma
JVIefs. Simone della Tofa per la detta cagio-
ne , mollrando più ragioni , finfe di lafciarla
Lucca , e di non torla ; la quale gittò poi non
buona ragione a' Fiorentini . E ciò fu negli
anni del bignore mcccxxix. d' Aprile .
Come
(1) Villani /. ic. r, 132, Intorno difeic:nto CavrJicri .
LIJBRO SETTIMO. ITJ
Come fu fatta face tra Fiorentini , e' Plfiokji .
Rubrica 455.
NEgli anni del Signore mcccxxix. a' dì 29/'^
di Alaggio, fi compilò una pace franca
tra' Fiorentini , e' Piftolefi , infra' quali queito
fu r effetto : Che' Fiorentini avelTero la guar-
dia della città , e che i Guelfi rientralTero tutti
dentro , e falvo i Tedici , e raccomunaflero
gli uiìcj , e che ogni infegna di quella del Ba-
vero , di Caftraccio , e de' Ghibellini fi levafle
via, ed i Ghibellini in luogo dell'Aquila pi-
gliaiTero l' arme i nicchi di S. Iacopo ; ed eb-
bono i Fiorentini Monte Murlo , e Vittoiino ,
Carmignano , Artimino , ed ogni Terra, che '1
Comune di Firenze teneffe , confermarono , e
diedero in perpetuo a' Fiorentini i Piftoleii ;
ed ebbono la guardia di Tizzano i Fiorentini :
della quale cofa in Firenze fi fece grandiifima
fefta di gioftre, d'armeggiare, di danze , e di
iuoni il dì dell' Afcenfione .
Come il Vicario del Bavero fa cacciato di Fifa*
Rubrica 456.
IPifani coli' aluto di Mefs. Marco Bifcontl,
e colla brigata di Lucca , cioè co' Tedefchi
dal Cerruglio, cacciarono Mefs. Tarlato Vica-
rio del Bavero ; e riformarono la Terra a Co-
Tomo XIL H mu-
(i) Villani /, IO. e. 132, A* d\ 2^.
114 ISTORIA nORENTINA
mune ; e ciò fu negli anni del Sig. mcccxxix.
a' dì 1 8. di Giugno »
Come Mefs. Marco venne in Firenze per lo
tranato di Lucca. Rub. 457.
MEfs. Marco Bifconti quando fu in Fifa
si difle alla brigata del Cerruglio , di
cui era itaggio per lo Bavero per le loro pa-
ghe: che fé folle loro piacere, anderebbe a
Firenze , a cercare il trattato ^ e così gli fu
conceflb. Di che venne in Firenze a' dì 27. di
Giugno ^'Metto anno, e proferto Lucca, co-
me detto è addietro i Mefs. Simone, per in-
vidia del conforto , Mefs. Pino della Tofa , lo
fconfigliò tanto , che non ii prefe , e fu gli do-
nato fiorini mille , e non tornò a Lucca , e an-
donne a Melano , ove da' fratelli fu ftrangolato .
Come le Caftella di Valdarno fecero pace col Co-
7nune di Firenze , e tolfero Capta/io Fiorentiìw .
Rubrica 458.
LE Caftella di Valdinievole fecero pace col
Comune di Firenze, e promefTero trat-
tare gli amici per amici, e nimici per nimici
de' Fiorentini , faceffero ciò appiacefle a loro
volontà , e tolfero il Capitano Fiorentino ; e
ciò fu nel detto anno a' dì 1 1. di Giugno .
Come
(i) Villani /. IO. f. 135. A* Ai 30. dì Giugno»
LIBRO SETTIMO. II5
Cerne i Fiorentini fecero face co' Pi/ani per una
cavalcata , che fecero i Fiorentini . Rub. 459.
NEI detto anno i Pifani fentendo la difcor-
dia de' Fiorentini , e la compra , che fi
trattava di Lucca , temendo non avere vicini
i Fiorentini, feciono la detta compra per ief-
fantamija fiorini; e dierono caparro quattor-
dicimila . 1 Fiorentini fentendo ciò , per iflrop-
piarla il Capitano Mefs. Beltramo dal Balzo
fecero cavalcare, e difertarono molto la Val-
dera , e disfecero due loro caftella ; ciò fu Pra-
tiglione e Camporena; e ciò fu di Luglio, e
incontanente fi cercò la pace nel borgo a San
Marco di Pifa , perocché i Fiorentini corfero
infino air antiporto , e fatto ciò a' dì 12. d' A-
gofto fi fermò la detta pace con molte fran-
quigie de' Fiorentini .
Cowe i Fìorentiììi ripr efero le ville d' Ajnpinana •
Rubrica 460.
COme detto abbiamo addietro Rubr. 401.
quando il Comune di Firenze fu fcon-
fitto ad Altopafcio, il Conte Ugo da Batti-
folle s'avea riprefo le ville , e i popoli d'Am-
pinana di Mugello ; di che i Fiorentini man-
darono a ritorgliele ; e ciò fu nel detto anno
a' dì 15. di Luglio.
H z Como
Il6 ISTORIA FIORENTINA
Come Jt ruppe /' accordo della lega di Valdinievolc
■ coj Fiorentini , ed il Comune 71 ebbe Monte
Vettolini . Rub. 461.
LA lega delle caftella di Valdiaievo-le fi era
fatta , come detto ò del me fé palfato ,
terza Rubrica addietro. Li Ghibellini amici
de' Caftruccini ruppero la pace , e tolfonu
Monte Catino colle mafnade de' Lucchcil ,
6h' erano ad Altopafcio ; di che i Fiorentini
cavalcarono a Montecatino , ed arfono il bor-
go. Di che quegli di Monte Vettollno , che
erano in trattato con quelli di Montecatino ,
venendo in Montecatini per trattare con gli
amici di Caftruccio , per Mefs. Amerigo Do-
nati furon prell, e menati a Monte Vettoli-
no, e rendérfi quelli di Monte bettolino, e
guerreggiofì poi Montecatino; e Mefs. Ame-
rigo Donati era Capitano delle mainade Fio-
rentine ; e ciò fu a' dì i 8. di Luglio ìMcccxxix.
Co7ne i Tedefcbi di Lucca vcnderonla a Ghcrardino
Spinoli di Genova , e come i Fiorentini fecero
rubellare ilGajìello di Collodi .Rub. 4=52.
L'Anno del Signore mcccxxix. del mefe di
Settembre li Tedefchi da capo di Lucca
vollero fare vendita a Fiorentini ; non fi potò
vincere in Cernirne per la fetta di Mefs. Si-
mo-
LIBRO SETTIMO. H7
mone della Tofa . Di che i Fiorentini merca^
tanti, e buoni uomini per lo Comune la.vol-
lono torre , e delle gabelle pagarli con certi
Iconti , tenendola tanto , foffero fodisfatti , col-
F aiuto di certi Mercatanti ufciti di Lucca, i
quali pagavano il quinto degli ottantamila fio-
rini ; lo che fu loro vietato , ed alcuno ne fu
condennato , per volere in vergogna de' Fio-
rentini comperare uomini ; dicendo eh' era
vergogna di Comune , che una città di mer-
canzia prefa per guerra da' Tedeichi li com-
peraiTe per la preda, cioè la citta di Lucca.
Diche uno, Mefs. Gherardino degliSpinoli, la
comperò per trentamila fiorini d' oro ; il quale
prelb la pofièffione della città di Lucca così
comperata a' dì 2 1. d' Ottobre ^'^ ìMCCcxxix. Su-
bito richiefe i Fiorentini di pace, fugli ne-
gata ; richiefegli di triegua ; fiigli negata ; ri-
chiefegli di lega contra al Bavero , e eontra a
ogni nimico de' Fiorentini , e fuoi ; nulla ne
vollero; ma fecero rubellare Collodi. Diche
fubito Mefs. Gherardino vi mandò V ofte , e
ricbbelo , perchè i Fiorentini non lo foccorfe-
ro al termine ; e quello ne feguì alla vergo-
gna de' Fiorentini .
H -^ Come
(1) Villini l. IO. r. 1A5. A*dìduoidiSettemys*
llS ISTORIA FIORENTINA
Come i Fiorentini ebbero la guardia di Serrava Ile .
Rubrica 463.
LI Piilolefl fi vedeano in pace per la guar-
dia, che' Fiorentini aveano della città
di Fiftoia. Di che i Ghibellini videro, che la
guardia di Serravalle era loro in quiftione , ed
in noia per la guerra di Lucca ; li penfarono
di darla a' Fiorentini per tre anni , e così fe-
cero . Di che quello fu molto piacere a' Fio-
rentini per ficurtà di Lucca, e della guerra
di Montecatino . E ciò fu del detto anno a' dì
II. del inefe di Novembre.
Come la brigata di Fire72ze ratrò in Montecatino ^
e i Fiorentini morti , e p-efi . Rub. 464.
IA brigata del Comune di Firenze, ch'era
-i a Montecatino ad afièdio, una notte
v' intrarono di furto , e con ifcale ; li quali
efièndo in nella Terra, e già iti alla porta
per aprirla, e mettere dentro gli altri, li fo-
reftieri, che v'erano dentro, fi ravviddero ,
ed armarfi, e ruppergli, e funne morti ip. e
preii circa 60, E ciò fu a' dì 17. di Febbraia
MCCCXXIX,
Quefii
t IB R O S^E TT I M O, II9
Oueflifono ì Priori da mezzo Dicembre 13 29.
a mezzo Dicembre 1330. Rub. 465,
X-/Apo di Mefs. Angiollno de' Magli:
Lapo di Giovanni Bonaccorii.
Donato degli Acciaiuoli.
Gino Michi »
Ghino di Veri de* Rondinelli .
Mefs. Covone de' Covoni Dott. di Leggi ,
Maeilro Lapo del Maellro Rinuccio Medico
Gonf. di Giuftizia.
Ser Marco di Ser Bono da Ugnano lor Not.
Puccio Amadori,
Porcello di Recco da Ghlacceto,
Tuccio di Dello degli Scilinguati .
Bingeri di Nardo degli Oricellari ^'^
Giovanni d' Uberto Cambi .
Mefs Iacopo di Neri de' Ricci Dott. di Leg.
Duccino ^"^^ di Guido de' Mancini GonfeL di
Giuftizia .
Ser Piglialarme Pacini lor Not.
Piuvichefe Brancacci.
Caroccio di Lapo degli Alberti .
Bartolo de* Bonciani .
Francefco di Lapo Ioanni.
H 4 Van--
(i) Magi, lafcia de^UOrìcellarì ,
(2) MS. e Petrib. Duccio .
I20 ISTORIA FIORENTINA
Vanni Armati .
Chele Guarnieri a' Airu^^Iione .
Franceico Borghini Gonf. di Giuftizia .
Ser Bartoiommeo del Maeftro Alamanno
da Caitelrìorcntino lor Net.
Francefco di Cenni Biglietti .
Roggieri di Mefs. Lapo da Caftigiionchiq .
Nerozzo di Meo.
Cecco di Gianni.
Giovanni di Bernardino de' Medici .
Vanni di Benintendi derrli Albizzi .
Falconiere di Baldefe Gonf. di Giuftizia.
Ser Francefco di Ser Giovanni di Ser Lapo-
Bonamichi lor Not.
Francefco Saifoli.
Coppo Borghefi .
Ser Lamberto dei Nero Cambi.
Chele Fa2;ni de' Bordoni .
Taddeo di Mefs. Aìdobrando da Cerreto-.
Lapo Rinaldi .
Cenni Ghetti Gonf di Giuftizia.
Ser Ventura Monachi lor Not.
Gherardlno di Gianni.
MaeftroTagno Medico.
Ubaldìno di Niccolò degli Ardingheili
Palla di Mefs. Iacopo degli Strozzi.
Federigo Soldi ,
Bar-
tlBRO SETTIMO, 121
Bartolo Buonafedi.
Lapo Covoni Gonf. di Giuftizia .
Ser Cambio Micheli da Caftelfiorentlno No*.
Die 24. menjìs Kovembris .
VextlUferi Sottctatum.
Laurent tus Bachertm , '
Kertus Boccuccia
Datus Ser ìohannh .
Vdnnes Marietti.
BonìnCegna Gherdrdi,
Ber Bnonacorri Gerì,
Donatus Gtotti de Veruzzh ^
Coppus- Stefani»
Cambiozzuf Heri Aldobrandino
Vorefinus de Abbruciatis .
Johannes Dom» Ubertìnì de Strozza »
Dìmis Kijiori della Maretta ,{i)
Bartolus Morelli,
Simon Kardi Guafconìs ,
"Laurent tu s Kelli Rìnuccii .
Dom, lohannes de Mediciso
lacobuf Landi Biliotti ,
Giovencus Cìonettì de Bajlariis.
danne f Domini Gherardini ,
Quorum Vexilliferorum ofitium &c, initiare debet Sie
primo menfis Decembrìs proxime venturi ,, et finire
debet die ultimo menfis Martii tunc proxime fecù-
turi fub annis' Domini 1330. Indila, xilj.
Èodem
(f) AK Morotta,
liz ISTORIA FIORENTINA
Eodem die,
Duodccm Boni Viri prò tribus menfihu: incepiurif die
primo menjts Decemh» 1329. & ut fequiturfniendis.
Zoigius Donu Andree de Mozzif .
Gherardus Bon/j\
Donatus Piìcini Perwzzi ,
lohannes Doni» Lapi Arnolfi .
^ommafus Diet aiuti,
Giottus Fantonis . *
Michele Cionis Majfei ,
Bartoluf Vannis Buccii *
Kichus Buti ,
Cechus Spine,
Lapus Covoni s ,
Matus Benvenuti»
Die 16, menjif Februarii ,
t)uodecim Boni Viri prò tribuf menjibus ine spi uri s die
primo menjìs Martii 1 329. & ut fequitur Jiniendis .
Bancur Vucct ,
Lapaccius del Bette .
lohannes Bonacurjt,
Tilippus Magalotti .
Guido Lapi Guazze,
TMncifcus Mei de Acci aiuoli s .
Ter US Guillelmi . ^
Feduccius Duùcit della Maretta,
Dom, Forefe de Rabatta lurifperitus *
Dom, Ugo Lotteringhi lurifperitus,
Mafus Ghiermontejts de TJccelUnis ,
Dom. Lotherius Lapi Gherardini lurifperitus .
/
tlBRO SETTIMO. II3
.. '*'
Die 2g. meri/js Martii .
Vexilliferi Botìetatum.
ffdncircu^ Andrec ,
Cappone Rechi.
FH'ppus Bonjtgncris .
Ber Marcus Ser Boni.
Bilvejier Marietti,
BortacurTuf Bentacorde»
Cennìtius Bartolini .
^ntonìus Ser Caccie de Boncìanìr^
Cinus Tanì .
Vanne s Dopnim ,
Spinelltis de Mofcìano.
Boninuf Miglioyellt »
Jacobus Ser Rinuccit.
Dalduf de MarìgnolUs^
'Barone Cappelli,
Matteus Borghi Rinaldi {1)^
l^icholauf Ughi de A Ibi zzi f .'
Dom, Francifihus Dom, Lotti lurifferituf*
Ser Michele de la Lafira.
Quorum Vexilltferorum ojìtium &c, initiare dehet die
' primo menfts Aprilis &c. et finire debet die ultimo
menfis lulii tunc proxime fecuturi fub annis Do-
mini Ilio, Indióì, xiij.
Die ig, menjìs Maii ,
Duodecim Boni Viri prò tri bus menfibus initlandis die
primo menjìs lunii 1330. & utfequiturjiniendis^
Johannes de lo Scelto t
Cione Falconis,
Gran-
ii) Magi, lafcia , Rinaldi ,
124 ISTORIA FIORENTINA
Tranci fcb US Clamori .
ThUippus Bonjìgliùoìi ,
^er lohartìies de Simìnettìs,
Bartholus ParadiJÙ
^echinus ^er Rinaldi^
Cennef Hardi ,
T^lchus' RondhicIlL
Salvìnus Arynatu
Johannes Albìzzi Cambi: ,
Teghictìus Cecini.
Die 20. msnjìs hilìi ,
Vcxilliferi Sotietatum ,
Agoftinus Mo fair di .
Johannes Simonis Guicciardini ,
Jacobus Bovarelli.
Ber Romolus Ser Tricoli
J^annes Ser Lotti*
Hinaldus Ser Ru/iichelli :
Ciane Bonjjgnoris .
Bdvaterra Lìppi .
Hinuccius Cochi,
More TJb aldini,,
Bartholus Lucoli(i)*
Giunta Nardi .
Tierus Ceffi de Bechcnugiis\
JLapus B agli affé ,
éàndér Boti Ri e hi.
horìnus Bon aiuti ,
Johannes Durantis .
Taldus Valoris .
Roger ius de Ritiis ,
(i) Al. Eartotomens Ericholl^
QuQ^
LIBRO SETTIMO,' I25
Quorum VexìlUferGrum qfitium &c, imtìcir^ dehet die
primo menjis- Aiigulìi -proxìme venturi^ et finire
debct die ultimo menfis Kovembris tunc proximff
fecuturifuh annis Domini 1330. Ind. xiiij.
Die 2g. menfis Augufli •
Duodecim Boni Viri prò tribù f menfibus ineepturis die
primo Septemb» 13 30. & utfequiturfiniendis .
Gherarduf Volpi s de Canigianis »
Lupus lohannis Gavacciani(i) »
Dinus Lapi della Bioia ,
Bartholiuus Fhilippi .
Ugo Dom» Oddonìs de Altovitis .
^ucciuf Cechi.
TJgolinus Andree ,
Banchus Lippi Ianni f ,
Benediftus Cucci Gennai,
Cherardus Paganelli,
Albizzuf Ri chi de A Ibi zzi f .
Aldobrandinus Lapi Rinaldi.
Come i Fiorentini f ecera ordini fopra i veftìmenti
delle donne , e raffrenarono altre di/ordinate
fpefe . Rubrica 466.
^ Veano i Fiorentini molto ftrabocchevol-
-£ A, mente allargato la mano nelli conviti ,
e veftimenti delle donne loro , e di loro per-
fone ; di che quelle fpefe aveano grandi af-
fanni per le guerre , che non poteano più
Tuna,
{\) AI, Ganccciani.
125 ISTORIA FIORENTINA
'Tuna, e ? altra fpefa, e delle gabelle com-
portare ; e pure chi per ricchezze , e chi per
boria, pure portavano la fpefa; ma in co-
mune fé ne ricevea gran danno. Di che fi
clellèro uficiali a fare ordini affai convene-
voli, e uficiale foreftiero eleiTero a ciò fare
efecuzione,e rifcuotere le pene. E ciò fu ne-
gli anni del Signore mcccxxx. d' Aprile .
Come Mefs, Ghercrdmo Signore di Lucca colP aiuto
del Marcbefe Spinetta , e de' Pifani tolfero ti
Cajlello d' Uzzano de Fiorentini . Rub. 467.
MEfs. Gherardino vedendo i Fiorentini
averlo nimicato , dappoiché fu Signore
di Lucca, fegretamente richiefe iPifani, e da
loro ebbe gente contro al Comune di Firen-
ze , ed ancora d' altre amitlà ; infra' quali fu
il Marchefe Spinetta Malifpini , e partito di
notte di Lucca in full' alba per trattato intrò
in Uzzano , il quale fi tenea per gli Fioren-
tini, nel quale v' era caporale dentro due dello
^ig^^ggio degli Obizi , ciò furono
ed eranvi con 170/'^ fanti j,
e tutti erano prefi , e morti vi furono den-
tro ; e con molto sforzo vollero fornire Mon-
tecatino , dov' era T aiìedio per gli Fiorentini ,
e non venne lor fatto, e tornoifi in Lucca;
e ciò fu a' dì 2 3 . ^""^ d' Aprile mcgcxxx.
Come
(i) Villani /. !o e rsj Cinquanta.
(2) Viliani ivi , A' dì 24.
LIBRO SETTIMO, IIJ
Cot?ìe i Fiorentini ebbero Montecatini , prima ri-
cevuto alcuno danno da Mefs. Gherardino Signore
di Lucca , Rub. 468»
PEr più riprefe s' era sforzatp Mefs. Ghe-
rardino Sir^nore di Lucca di volere leva-
re r affedio de' Fiorentini dal caicello di Mon-
tecatini, e più volte fatte generali cavalcate,
infra quali nullo ^'^ onore n'avea avuto ; e ciò
era , perocché il Comune di Firenze avea af-
foflato tutto intorno il piano di Montecatino,
cioè da pie di Serravalle infino alla Pieve a
Nievole , e di fopra infino a Buggiano , eh' era
circa cinque miglia di foflo, e (leccato, e di
fopra molte baftie , di che intrare , né ufcire
non vi fi potea . Di che ultimamente tra d' a-
miftà , e di foldo Mefs. Gherardino raunò grart
gente da pie, e da cavallo, bene che fempre
v'erano Sottacqua la gente de' Pifani, e ven-
nero agli (leccati , e foffi detti di Montecati-
ni , e non vi poterono approdare nulla . Di
notte con ufciti di Firenze andarono ad un
paffo d'un ponte 600. uomini appiè, e 350.
a cavallo appiè di Ser;*avalle , e paffaro , peroc-
ché i foffi , e fteccati^deir ode erano volti due
fiumi, ed uno foffato, cioè la Nievole, e la
Borra , e lo foffato di ficchè fé non
paffavano per quel luogo , altronde non po-
teano
(i) MS. Non nulh.
IS8 ISTORIA FIORENTINA
teano paflare; e paflati n'andarono alla Pieve
a Nievole, e combatteronla , e vinferia, e
prefervi dentro Mefs. Iacopo de' Medici, l Fio-
rentini fubito il toifonoil paffo, acciocché più
gente non vi pafiai'fe , ed i paflati non tor-
naflèro ; di che convenne loro pigliare la via
del poggio , e ricoglierfi a Montecatini , rin-
chiufi dentro. Come che a' Fiorentini fofìe
vergogna lo perdere la Pieve , fu loro utile ;
che quelli di Montecatini mangiavano tra per
loro, e per li cavalli la roba, e più tofto in-
trare non vi potea più nulla . Di che Mefièr
Gherardino fi parti tra per quefto, che non
potea foccorrere , e perchè fu ferito da Gio-
vanni de' Caftracani nipote di Mefs. Francefco .
Onde in capo d' otto di fecero patti quelli
foreftieri di Mcntecarini di lafcnre la Terra ,
e fani , e falvi con cavalli , ed arme pote-
re ire a loro polla, e cosi fu loro olfervato.
I Fiorentini intrarono in Montecatini , e ciò
fu a' dì ap. del mefe d' Aprile ^'^ :vicccxxx.
Corne-
ll) Villani l. lo.c.isg. A' dì ìp. di Lt/glio . Altronde nel
Lib. z.Cnpitul. delle Riforma^, a ^\. (I iQg'S,'^ l'atto
della fommiiTione de' Moncecacinefi a' Fiorentini l'or-
to dì II. d^ Agofto , efTendo Podeftà di Firenze Do*
onìno Corrado de Trinci s de Ftiligno , e vi fi legge
Studici ad recipiendam fiihìnifjionem Monti s. Catini
Doni, Bartolojueus d& Qajirnflorentino , (^ Ce mie s Nar^
tii lunéfe; e Do;;/. Vannes Benitii ìudex t^ftis.Sei'
Cui-fus Pelli Not. de Moute Catino tcjìis Floreutie ,
Ser Gratiolus D. Corradi de Monte Catinfi teflis, Sjf
Francifcus Serloanuis Bonamichi Civ, Fior, t.'^is ^.
LIBRO SETTIMO, I29
Come /curò il Sole più della metà , e fu ajfai
fciirita. Rub. 469.
NEI detto anno , e ckl mefe di Luglio a' dì
16. circa le 20. ore oicurò il iole bene
la jnetà del iuo corpo , e aliai rendè ofcuri-
tà,e mille ne parlarono variamente de' fegni,
di che perciò dovea avvenire , come è Tem-
pre di ciò ufanza parlare , e però noi di ciò
ci taceremo .
€o?7ìe Mefs. Gherardino ebbe il C alleilo di Buggiano ,
che teneano i Fiorentini , e tagliò la tejìa
a certi Luccheji, Rub. 470.
LE fette , e T ambizione de' Fiorentini Tem-
pre ha udite di grandi fpefe loro , e ver-
gogne. Quello dico , che poterono , come det-
to è addietro , in più parti , e fpezialmente
nella Rubrica 454. che' Fiorentini poterono
avere Lucca con poco godo allo Comune, e
non la vollero , e ogni dì , poiché l' ebbe Mefs.
Gherardino , cercavano di torgliele , perocché
teneano trattato con certi , li quali erano in
Lucca . Di che '1 trattato fi fentì per Mefser
Gherardino, e mandò per 1' amiftà , e corfe
la Terra , e prefe certi ; infra' quali fu Mefs.
Vagano Quartigiani , e fuo nipote ,
e altri loro feguaci ; di che ne fece morire
Tomo X IL l lui,
I30 ISTORIA FIORENTINA
lui , e dieci altri , ed altri ne mandò faori , e
fubito cavalcare fece di Tua brigata , ed ebbe
il caftello di fopra di Buggiano , e diceii per
ifmemoraggine del Podeilà folle ; ciò fu Teg-
ghia di Mefs. Bindo Buondelmonti i e ciò fu
a' 19. di Settembre mcccxxx.
Come il Comune di Firenze fece ofle a' Lncchefi ,
Rubrica 471.
13 Arve a' Fiorentini ricevere tanta vergogna
. del caftello di Buggiano, che coli' ami-
ftà fi diliberarono d' aflèdiare la città di Luc-
ca, e così feciono; ed ufcirono di Firenze
con 1 500. barbute , e cinquemila pedoni . A' di
3. d'Ottobre li partì la brigata dì Firenze,
capitanata per Mefs. Alamanno degli Obizi
ufcito di Lucca , ^ a' dì 6. d' Ottobre ^'^ pre-
fono il Cerruglio , e ne' detti dì ebbono an-
cora per patti Montechiaro , Sanmartino , e
Vivinaia , e Porcari ; e poi s'accamparono
preflb a Lucca giù nel piano a mezzo miglio
alla città , nel mezzo delle due ftrade Fran-
ccfche , cioè per quella, che viene in Valdi-
nievole, e quella che va in Valdarno. Dice-
li , che fé non gli aveflèro lafciati feminare ,
che forfè fi farebbono renduti ; ma il Capita-
no ne guadagnò , e lafciò fare la fementa ; ma
per quefto fu rimofTo , ed eletto Cantuccio di
Mefs. Bino de' Gabbrielli da Gubbio .
Come
(1) Villani /.IO. f. i58. A^ dteìn^iue»
LIBRO 5ETTJMO. Ijl
Come certe Terre di Valdarno fi dierono d FiO'
rentini. Rubrica 472 o
AVeano i Fiorentini tenute in guardia tre
caftella de' Luccheii, ciò era Fucecchio ,
Caftelfranco , e Santa Croce , Ora per le dif-
fenfioni dello eleggere li Rettori , e delle fpe-
fé ebbono difcordia , e fottomiflèrfi libera-
mente ne' Fiorentini , come Contadini , con
certe convenzioni , e patti ; e ciò fu a' dì 4,
di Dicembre mcccxxx.
Come fc uro la Luna. Rub. 473.
LA luna fcurò più che le tre parti ofcu-
riffima , e T altra parte ancora fcura af-
fai , e ciò fu in fui fare del bruzzolo , a' dì i(J.
di Dicembre ^'^aicccxxx.
Quefli fono i Priori da mezzo Die effìbre 1330.
a ??iezzo Dicembre 133 i. Rub. 474.
U^Tefano del Benino.
Naftagio di Lapo Talenti.
Giotto Fantoni.
Mefs. Orlando Marini Dott. di Leggi .
Simone di Nardo Guafconi .
Tano di Chiariifimo .
1 z Pa-
ci) Villani /. IO. e, i5r. A* dì 26, (fi Dìcemhre .
152 ISTORIA FIORENTINA
Pugio di Boninfegna Gon£ di Giufl:.
Ser Riflioro di Benci venni da Quarata ^'^
lor Notaio.
Mefs. Giachinotto de'Corblnelli Dot. di Lcg.
Aldighieri di Ser Gherardo.
Bartolonimeo di Guccio Siminetti.
Bartolo di Vanni Pucci .
Diodato Baronci.
Giovenco di Cionetto de' Baftari .
Donato di Pacino de' Peruzzi Gonf. di Giufl:.
Ser Giovanni Benvenuti da Sedo lor Not.
Mefs. Pace di Mefs. Iacopo da Cerxaldo
Dott. di Leggi .
Spinello di Bonfig^nore.
Guilielmo di Vita degli Altoviti .
Naddo di Cenni Nardi.
Barone Cappelli.
Giovanni d' Albizzo Cambi .
Bartolo Paradifi Gonf. di Giuflizia .
Ser Zanobi di Ser Bartolo da PazzoJatieo
lor Notaio.
Mefs. Rainaldo Cafial Dott. di Leggi .
Cione d' Alberto .
Tommafo Dietaiuti .
Marco del Roffo degli Strozzi.
An-
(i) Petrìb. del (^lereeto . Il tpfto della Magi, non pone
alcun pacfe.
LIBRO SETTIM©. I33
Andrea del Nero .
Mefs Lottierl di Lapo Gherardini .
Tecchino di Ser Rinaldo Gonf. di Giuft.
Ser Giovanni Megli lor Not.
Gucgìo di Rinaldo da Fanzano,
Boninfegna Gherardi
Francefco di Meo degli Aeciaiuoll ,
Banco di Lippo Gianni,
Lorino Bonatiuti.
Ruggieri di Neri de' Ricci,
Ricco di Buto del Ricco Davanzi ^'^ Gonf.
\di Giuftizia .
Ser Tommafo Lamberti lor Not,
Bernardo da Quarata,
Bartolino Filippi.
Vanni Donnini,
Configlio d' Ugo,
Niccolò di Berto Strozzafichi /^^
Gianni ^^Mi Mefs. Gherardino.
Mefs. Francefco di Mefs. Lotto Dott. di Leg.
Gonf. di Giuftizia .
Ser Chiarozzo di Balduccio da Varazzano^^^
lor Notaio ,
I 3 Die
(1) MS. lafcia Ùavanzi ,
(a) MS. lafcia Strozzitficbi ,
(3) Magi. Giano ,
(4) MS. da Uizaii9 , Magi. Sn CkhvQzz» da VarazzMtto ,
134 ISTORIA FIORENTINA
Die 1(5. menjìs Hovembrìs *"
Ve xi inferi Sottetatum .
LoigluT Dom. Andree de Mozzi s ,
Dom, /llexiuf de Riniicciis .
JDonu Tomajlis Cor/ini^
Dtnus Bonaguide{i)»
^addeus Donati de Antilla,
Duccinus Guidi de Mancinis .
^er Johannes Bonamichi ,
Dominiis Alamannus de Acciaiuoiif ,
Bernctrdus Lapi de ArdinghelUs .
Vannes Dcptiifii »
Strozza KoJJt de Btrozzts .
Michele Ci orti s,
Cortjigliuf Ughi,
Dom, Ugo Lotteringhf .
yiicolus Berti Strozzaji'chi ^
Cechus Spine Falconis,
Torefe Doffj della Rena .
'Lapus de Giugnis»
Kerius Lippi.
Quorum VexilUferorum cfitium &c. inìtiare debet die
primo menjis Decemhris proxime venturi .et Jìnire
debet die ultimo menjjs Marti! tunc proxime fecu^
turi fub annis Domini, 1351. Indiéf, xiiij\
Eodem d'e .
Duodecim Boni Viri prò tribus menjtbus Incepturis die
primo Decembrìs 1330. & ut fequìturjinìendis .
N.eriuf Bochucci •
Banchus Ser B art olì .
Mu*
(1) Al, Do?»/fius Boftaguida *
LIBRO SETTIMO. I35
Mugnctmt Kecbl »
Bonìfathts Tomajt de Teruzzif*
Cambiozzuf Keri Aldobrandinu
Coppus Stepbafif ,
Bartolus Morelli •
Mafus Valori s.
Conte de Medictf»
Kicolaus Nelli Rìnuccìl.
Dom, Covette de Covonthus»
Cianus Dini Gherardini ,
Die 20. menjìs FehuariL
Duodectm Boni Viri prò tribù f menjìbus incepturh die
primo menfis Martii 133O0 ^ ut fequltur Jìniendis •
BartboluT Koffi Guidi .
Ormannozzus Banchi Deti%
Oberar dus Baroncelli .
Bonacurfus Bentacorde •
Frane ifcbus Borghini.
Dom, Raynerius del Fore/è 4
Cecbus Ianni:,
Francifcbuì Lapi lohannis*
Nerone Higii ,
Icbannes Denati Vivi ani.
Luti Diritafedif ,
Lapus Kicholi»
Die 20. menjtf Martii.
Vexilliferi Sotietatum,
Gherardus Bonjt.'
Eorghus Borgolf.
I 4 Bc^
1^6 ISTOr.IA FIORENTINA
Betì'mus Keld: .
Magyiier Michele de Cajlro FlorentìtiQ ,.
lohunnef Domini L^pi Arnolfi .
Ber Mafus Banchi del Canello %
Hogerius Ser Guldonis de Tonchio.
Guido La fi Guazze .
Lotteriuf D avanzati ►
Federigus Domigli Ardovini ,
Taddeus Richi Arlotti,
Ter US Guillelmi .
Bertus Bartolini de Mazinghis >
Dietifalv: Kigii ,
Vanne s Armati^
Dominus Forefe de Rahatta,
Mafus Chierrtiontejìs de Ucellinis »
Zutus Gaddi Pajjavantis .
Francii'cus Perotii de Guadagni f .
Quorum VexilUferorurn ofitium initiure dehet die pri'-
mo menjjs Apri li s per quatuor ìnenfes fub arìnis Do'
mini 13^1. Ind, xiiij, & finire dehet die ultimo
menfis lulii prox» fuhfequentis .
Die 28. menfis Maii .■
Duodecim boni viri prò tribus menfibus Inceptiiris die
primo menfis lunii 133 1. & ut fequitur finiendis -
'Hicolus Corfim ,
Magilìer Lapus Magifiri Kinttccinl .
Bencivenni Bonfoftegnì .
ISLaddus Duccii Bucellì ,
More Ubaldini ..
Kerozzus Mei Compagnia
Bpinellus de MofiianQ v
Kicolus Guillelmi^
LIBRO SETTIMO. X37
Sander Butt D avanzi.
lohannes Uberti Cambit .
Taldus Valori s ,
Guidaccius de G'tugnh ,
Die 20. menjìs lultì .
Vexilliferi Botietatum •
Trior Ser Bartholi .
Biliottus Metti Biliottfo
Giorgiuy Baroni f ,
Tinus Chiavicene ,
Bertus Cechi.
JDinuf Lapi de la Bìoia .
Ducciuf Lapi del ludice. ^
Oddo Gentilis de Altovitìs.
Tuccius Cocht,
Bettone Cini .
Johannes Canicci»
Feduccius Duccii della Marotfs •
Bernardus Bagni Bordonis .
Jederigus Soldi.
Terus Durantis,
Ber Vierus Machonif,
Gianus Laudi de Alhìzzìs *
Lapus Covonif ,
Dominus Bartholus de Kitiis,
Quorum ofitium &c. initiare dehet in KaL menjts
Augujli per quatuor menfes fuh an» Dom, 133 r.
Ind. xiiij, it finire dehet in KaL menfis Decemb.
fune proxime fequuturi fub a finis prediéìis & In-
diai, XV.
Die
138 ISTORIA FIORENTINA
Dte 29. mett/jf Auguflì ,
ì)uod€cm Boni Viri prò trìbus mertjìh, inceptarh dte
primo menjis Septembani.é' ut fequiturjinicndìs .
lapuf Domini AugloUni »
BUveJler Ciprini.
Vannes Ser Lotti,
Cione Bonjìgnoris . '
Valorinus Lupi Valori f,
Cinus Tani,
Bingerius Kardi ,
Tierus Ceffi de Bechemtgiis •
Taddeuf de Cerreto*
Bjmon Kardi Guafconif .
Dom, lacobus de Ritti f,
M/igiJier Cambius Mc^gljlri Salvi,
Come i Fiorentini ebbero più trattati co Lttcchefi
ne W affé dio di Lucca. Rub. 475.
COme narrato abbiamo addietro , i Fioren-
ni eleiVero Cantuccio de' Gabrielli da
Gubbio in Capitano di guerra , il quale venne
in nel campo a' dì i6» di Gennaio mcccxxx. ^'^e
trovò molto vittoriofo i! fuo campo, sì per
le cartella ricevute, come per gli foldati,che
fi ufcirono di Lucca. Ciò fu a' dì 12. di Ot-
tobre, quando li corfero i pai) in fulle porti
di Lucca , che i Fiorentini fecero correre ; una
me-
(i) MS. I 351. Quanto a' giorni qui , e appreffb fegnati»
reggati i^ Villani, /.IO. r. I et* f e. 173.
LIBRO SETTIMO. 139
melagranata fpinata di 25. ducati ; e il fecondo
palio fu un violetto ; e il terzo di guarnello ,
che corfero le puttane . E andò il bando , che
chi volefle venire fuori a vedere , o a corre-
re, venille falvo, e ilcuro: di che 200. Cava-
lieri Tedefchi con certo trattato ufcirono ar«
niati a vedere ; infra gli altri furono molti ,
li quali non rientrarono, ma rimafero al foldo
de' Fiorentini , ove fi pafsò Y altra parte di
Lucca , fentendofi forte Y ofte , e prefero campo
paflàto il Ponte Tetto , a Gattaiuola , e non pò-
tea intrare in Lucca di niuna parte aiuto, né
vettovaglia, fé non quella, che di flirto vi
manda V ano i Pifani ; e ciò era contro a dovere ,
ma tradimento, fecondo i patti tra' Fiorenti-
ni i e' Pifani ; e contuttociò era molto ftretta
di vettovaglia . Di che certi Luccheii cerca-
forio patti molto onorevoli collo Comune di
Firenze. Per la maladetta fetta, e izza quel-
li , che li menavano , fi dice , il fecero fentire
2l Mefs. Gherardino ; di che li Lucchefi la-
fciarono Y accordo , e Mefser Gherardino lo
feguia, e trattandolo lo ruppe, come nel fé»
guente capitolo dirò .
Come fu fatto vergogna al Capitano per gli Bor--
gognoni , e come eie fero fiuovo Capita?w , e?
levojfi lo campo . Rub. 476.
I Fiorentini avendo , come detto è , il cam-
po di là da Lucca , e di qua , avvenne ,
che
140 ISTORIA FlORExVTINA
che un Borgognone fece una zuffa^- la Capi-
tano ne volle far giuftizia più virilmente , (ùha
non fi richiede in fatti d' arme ; li Borgogno-
ni , che erano bene 600. barbute , intrarono
in arme ,e tolfero il prigione alla famiglia del
Capitano , e uccifcrne , e ferirne parecchi ; di
che corfi al campo del Capitano, Tavrebbona
morto :, fc non foil'ero i Tedefchi , che fpen-
lero la zuffa. Di che convenne avere cura
degli amici, e nimici. E per certo fu tanta
la quiftione, che fé il Signor di Lucca avelie
avuto gente , rompea la gente de* Fiorentini ;
di che fentendo Mefs. Gherardino la novità ,
ed il trattato fcgreto , che menava co' Fioren-
tini di render loro Lucca , rallento , e non lo
volle efeguire . I Fiorentini eleffero in loro
Capitano Mefs. Beltramone dal Balzo .
Come Mefser Gherardino vendè Lucca allo Re
Giovanni di Boemia , di che mandò a Firenze ,
fi levaffero da ofte da Lucca , ed arfero delle
Terre. Rub. 477.
M"
Efs. Gherardino Signore di Lucca, reg-
gendo la forza de' Fiorentini , e li da-
s^ari , gli convenia fpendere , e non li potea
fidar de' Lucchefi ; incontinente mandò allo
Re Giovanni nghuolo dello Imperadore Ar-
rigo della Magna, Re di Boemia, il quale in
concordia con lui fu , e vendegliele ; e lo Re
Gio-
LIBRO SETTIMO.^ I4I
Giovanni mandò a' Fiorentini fuoi ambafcia-
dori , li quali fignificarono , che Lucca era fua ,
e che piaceffe a' Fiorentini levarli da campo .
Fu loro rifpoflo , che ciò non era poflìbile
fanza la parola della Chiefa, e dello Re Uber-
to, e che fua gente v'era. Di che poi man-
dato da Firenze il Capitano , vide , che con
pericolo vi fi flava , e diliberò di levare il
campo ; ed arfero il campo, e partirli a' dì 25.
di Febbraio ^'^ mcccxxx. e andarne a Vivinaia ,
ed arferla , e rubarla ; e Mefser Gherardino
perde di Lucca più , che non fece mai di
niuna mercanzia , perocché non fu pagato dallo
Re Giovanni di tutto ciò, che dovea riceve-
re, ma pagato d'ingiuria.
"Quefii fono i Priori da mezzo Dicembre 133 i.
a mezzo Dicembre i33£. Rub. 478.
B
Enino Borgoli.
Mefs. Bivigliano di Manetto .
Ugo di Mefs. Oddo degli Altoviti .
Giunta Nardi .
Mefs. Ugo Lotteringhi Dott. di Leggi .
Aldobrandino di Lapo Rinaldi.
Banco di Puccio Bencivenni Gonf di Giuli:.
Ser Matteo Signorelli lor Not. ^^^
Piero
(i) Villani /. IO. e. 173. A' dt quìudici .
(1) Manca nel MS.
14* ISTORIA FIORENTINA
Piero di Gherardino de' Velluti-,
Giotto de' Peruzzi .
Cambiozzo del Nero Aldobraiidini .
Mafo di Valore .
Dietifalvi di Nigi .
Teghiaio del Cecino.
Giovanni di Lamberto dell' Antella Gonf.
di Giuftizia.
Ser Lotto Pucci lor Not.
Cappone di Recco .
More Ubaldini.
Filippo di Duccio Magalotti .
Luca di Cerino degli Strozzi.
Cecco di Spina Falconi.
Luti de' Rittafedi ,
Bernardo di Lapo Ardinghelli Gonfdi Giufl:
Ser Giovanni di Ser Lapo Buonamichi ^'^
lor Not.
Lapaccio del Bene .
Mugnaio di Recco da Ghiaccerò .
Lottieri Davanzati.
Spinello di Primerano da Mofciano.
Benedetto di Cuccio Gennai .
Neri di Lippo .
Piero di Guiglielmo Gonf. di Giuft.
Ser Benincafa di Ciuto da Sandonnino Not.
Bar-
(r) MS Str lafg B,uonamichi .
LIBRO SETTIMO. I4J
Bartolo Strada.
Giovanni di Bonaccorfo.
TuccJo de' Cocchi .
Criftofano di Puccio .
Sandro di Buto Davanzi ,
Rufpo Guittoni.
Daldo de' Marignolli Gonf. di Giuftizia .
Ser Michele di Ser Dietifece da Gangalandi
lor Notaio •
Mefs. Aleflandro^'Me' Rinucci Dott. di Leg.
Vanni di Ser Lotto .
Coppo di Stefano de' Bonaiuti .
Bartolo di Morello.
Vanni Armati.
Mefs. Bartolo de' Ricci Dott- di Leggi .
Mafo di Chiermontefe degli Uccellini
Gonf di Giuftizia .
Ser Guido Gilii degli Arfoli <^> lor Not.
Dte 21. Kovembris,
Vexìlliferi Botktatum .
Clone Talchonts.
Andreas Vetri de Maglìs .
Stephanus Benini .
TrancijCHS Baldvccì Vegolotti.
Tranctfius Gt amori»
Coppus Borgbejis .
(i) Magi. Ateffto.
(a) MagU lafcia degli Arfoli 4
144 ISTORIA FIORENTINA
'Andreas V aperì ni .
Bartolus Boncianì*
Dominus Kayncrtus del Forefe.
Tranci fcus Doncii ,
Bartolus Vanni s Puccii»
Jdannucclus Kardi .
Cechuf lannis,
Chcrardus Paganelli :
Kicolaus Kelli .
Johannes Bernardini de Medicis.
ffanus Chiarijjìmi .
Alhiz^zus Ricchi de Albizzis .
Cambius Albizzi C ambii ^
Quorum Vexilliferorum ofitium initìare debet die pri-
mo menjis Decewhris &c,fub annis Domini iggr.
Indiói, XV» & finire debet die ultimo menfis Manli
f uh annis Domini 1332. Indiéì* pred»
Eodem die,
Duodecim Boni Viri prò tribus menfibus ìncepturls die
primo menjif Decemb. 133 1. & ut fequlturfinlendls^
Franclfcus Sajfbli*
Francifcus Andree .
Magljier Fagnus Medicuf »
Vannes B andini ,
Dom, Alamannus de AcciaiuoUs •
Bìndus Domini Oddonls de Altovhls *
Palla Domìni lacobi de Strozzi s .
Falconerlus Baldefis.
Cleri (al. Cenni) Ghetti,
JLorinus Bona luti.
Vannes Benintendi de Albizzis »
Bartolus Bonajfedis,
Die
LIBRO SETTIMO. Ì45
Die 27. menfis Februarìì »
Dtiodeclot Boni Viri prò trlbus menjibus incepturh die
primo niQnJis Martii ini. & ut fe^uitur fniendis ^
Domìnus Tace de Certaldo ,
Ghenzrdinus lannis .
Kaftagìiis Lupi Talenti.
Carocciuf Lupi del Indice.
IJhaldinus Kicoli de ArdingbelUs ^
Kinufcius Cochi .
Bartolus Lapi E enei .
Anfelmus Talk .
Andreas del Hero .
Barone Cappelli.
Zatus Caddi Pajptvan^'f .
Cìanus Landi de Alhizzis .
Die 2g. menjis Martii ^ ^
Vexilliferi Sotietatum*
Lapuf Marìnetti .
Vierus Kinuccii Malchi avelli •
Baldejinus lani . ■
Gerìus Stephani .
VhiUppus BonfigUuoli .
Dom. Cianianus Lapi Rimaldelli ^
Aldigherius Ser Cherardi .
Donatuf de Acciaìuolis .
Bartolus Varadijì.
Sahatinus Ser Simonis. ^
Donatus Albizzi Orlandini .
Bingerius Nardi.
Francifeus Lapi lobdnnis*
Tomo XII, K Gbi^
14^ ISTORIA riORENTINA
Chinuf Veri Rondtneìlì ,
^tephanus Eerti Davanzt *
Johannes Donati Vivìani .
JDominjchus Ferici de Uccellini f .
T'ierus de Giugnìs ,
Burtoluf Bonajfedis .
Quorum VexitLferorum ofitium &c» initiare dehet die
primo menjis Aprilis proxime venturi fuh annif
Domini I g ^ 2, Indtéf, xv, et finire debet die ultimo
menjis lulii tunc proxime fecuturi
Die ultimo menjis Martii,
Dominus Choifone de Chovonihus lurifperitus ^ ex'
traftus futt VexìUifer 'VexilU albi & mgri cum
rotis 5 de fextu Porte S, Petri ^ locofupradiéìi Vieri
de Giugnìs , quia , ut dìcitur ^ ahfens erut a Civi*
tate , Comitatu , & dijtri6iu Florentie ,
Die 25. menjis Maii,
Diiodecim Boni Viri prò trìhus menjihus incepturis die
primo menjis lunit ig J2. 6* utjìquiturjiniendis*
Dominus Tomafus C or fini ^
Thilippus Bencini Sanne .
Bertus Cechi .
Torcelius Rechi de Glaceto *
Guillelmus Vìnte de Ahovitis ,
Vanne s Doninì ,
Kaddus Cennis Kardi .
Cinus Mi chi .
Dìedatus Bar onci .
Daldus Marignolli ,
Dominus Francìfcus Domini Lotti ,
CiovencbiiS Qionetti de Bajlariis ,
Die
r
LIBRO SETTI xMO, I47
Die 24. menjìs lullL
VexilUferi Sotìetatum ,
Tottur Rinaldi de Vanzano .
Cìoninus Aglionis •
Kicoluf Corfini *
lacohus Salvi»
Majinus' Majj de Anttlla.
Johannes Majfai Kaffacani .
lacohus Alberti del Indice.
Torna fu s D ieta tu t i .
Bartolinus Salimhenif ,
Ser Glovencbus Medicuy,
Marchus ^ojjì de Strozzisi
Talchonerius Baldejts,
Tierus Kardì .
Ser Tanuf Hardt Guafconis,
Johannes TJhertt Cambii ,
Zenohius Bugliaffe .
Bernardus Gert della Rena ,
Gulduccius de Gìugnis,
Johannes Albizzi C ambii.
Quorum VexilUferorum ofitium tnitiare dehet diedri*
mo menjìs Augujlì prox» venturi & finire dehet
die ultimo menjìs Kovembris tunc proximefecu^
turi fub annis Domini 1332* Indióf. prima.
Die 21. menfis Augujli,
Duodecim Boni Viri prò tribus menjìbus incepturls die
primo menf, Septemb, 1332. etutfequiturfiniendis.
Tiuvichefe Brancacclì .
Domìnus Rajnaldus Cafini Jnrifperìtus *
K 2 Cione
148 ISTORIA riOREKTINA
Ctone Alberti ,
Tanus BarortcellL
^ucctus Delti de Scilinguati ^^
FrancffcMS Mei de Acciainoli; ^
Strozza. Kojft de Strozzis ,
Michele Ciotti s .
Mancinus Sojiegni ,
Kicoltif Berti Strozafichi .
Afitortiuf Laudi de Albizzis ,
Kogerius Keri de Eitiis*
Come lo Re Giovanni mandò a pigliare la tenuta
di Luce a per imo fuo Mari/calco , é^ Fiorentini
abbandonarono certe Caji ella . Rub. 47^.
Avendo lo Re Giovanni di Buemia com-
prata Lucca, fi inandò il luo Maliicalfco
a Lucca con 8co. Cavalieri, e preie la tenu-
ta , e mandonne Mefs Gherardìno , e i Fio-
rentini ebbono cotale vicino ; e ciò fu lo pri-
mo dì di Marzo mcccxxx. Di che veduto ciò
i Fiorentini lafciarono il Borgo di Buggiano ,
ed ar(erlp,.ed il. Cozzile, ed il caftello della
Coda di Buggiano.
Come il Man/calco dello R-e Giovanni cavalcò il
contado di Firenze, Ri^b. 480»
LO Malifcalco dello Re Giovanni a' dì 15.
di Marzo del detto anno con 1000. uo-
inini di cavallo, e 2000. fanti ufcìdi Lucca,
e ca-
LIBRO SETTIMO. i^.^
e cavalcò , e pafsò le tagliate appiè di Monte
Vettolino , e corfono al borgo di Cerreto , e
quello aribno, e disfecera, e combatterono il
cartello > e non F ebbono , e prefono Colligon-
zi^'\ e milTerlo a fuoco, e fimile Agliana , e
tutto Valdarna di fotto fcempiarono , e flet-
tono tre dì in fui contado di Firenze, con
tanto danno di Terre , e (fi borghi , e con
grande preda di villani, e di beftie li. ritor-
narono a Buggiano : e difiefi , che fé la gente
de' tiorentini aveflbno voluto , che non paf-
iavano le tagliate, e pur così paflati , guar-
dando il paiTo , non poteano tornare a Lucca ;
diflefi , che fu difetto di malizia loro , di che
furono calli.
Come Colle di VaUelfa diede la guardia della
Terra al Comune di Firenze , e fecerji le Porte
di Santo Giovanili di inetalh . Rub. 48 1 .
LA Terra di Colle di Valdelfa fignoreggia-
vano tre frategli •> ciò erano Mefs. Albi-
zo^^^ Mefs Delio, e Agnolo, d'uno lignag-
gio di Colle , chiamati i Tancredi , e fotto
titolo di popolo reggevano tirannefcamente ,
e accoftavanfi col popolose facevano di gran-
de oppreffione a' nobili, e poflenti uomini.
Di che accollati infieme con quelli di Monte
K 3 Ga-
(t) MS. Cellittgozì.
(a> Villani, e altri, Al^ic^,
150 ISTORIA FIORENTINA
Gabrio , e da Picchiena , ed altri popolani le-
varono in romore . Di che eilendo a mangia-
re , fce(i in piazza fu morto il detto Arcipre-
te , ed Agnolo , e Mefs. Dello prefo , e ferito >
e melTo in prigione, ed ivi lo feciono mori-
re ; di che poi feciono popolo , e detti con
altri riformagione , e mandarono a Firenze , e
diedero la Terra al Comune in guardia, ri-
manendo liberi, e togliendo Capitano, e Po-
deità Fiorentino. E ciò fu a' di io. di Marzo
lo romore , e la morte degli detti . E quefto
medelimo anno fi feciono le porti di S. Gio-
vanni di Firenze di metallo.
Cojne i Fiorentini fecero lega col Re Uberto
di Cicilia, Rub. 482.
Esfendo il Re Giovanni in Lombardia , e
faccendofi unito col Legato di Bologna ,
i Fiorentini , ed i Lombardi prefono gran fo-
fpetto, e io Re Ruberto il fimile, e fé ce fi lega
infieme contro allo detto Re Giovanni, e con-
tro a chi gli delle aiuto , e favore , e fu ciò or-
dinato di collegarfi a' dì 1 6. d' Aprile mcccxxxi.
Co?ne Firenze fu intradetta per la Chiefa di
S. Maria Imprimeta . Rub. 483.
LA chiefa di S. Maria Impruneta vacando,
Mefs. Gio, Gaetani degli Orjtni ^'^ Legato
in
(i) MS. in bianco , fupplico .
LIBRO SET TIMO. I5t
in Tofcana la impetrò contro al volere degli
Scolari , e Bucndelmonti padroni di quella ;
di Cile fdegnati i padroni non vollono Ibfieri-
re, pigìiaiìero ia tenuta i fuoi procuratori ; e
tanto fu la potenza de' Buondelmonti , che fi
fofferfe in Firenze , e funne intradettà la città
di Firenze mefi ip. ^^^ e ciò fu neli' anno
MGCcxxxi. a' di IO. di Maggio.
Come il Malifcalco del Re Giovanni pnofe alfe dio a
Barga del Csmune di Firenze , e ptronof confitti i
Fiorentlli, e ferderonoTizzano . Rub. 454.
;^Ra Vicario dello Re Giovanni in Lucca
uno Mefs. Simone figliuolo di Filippo
della cafa di. ..... della città di Fi. eia . Di
che fcntendo , che Barga , la quale fi teiiea per
gli Fiorentini , non era bene fornita, sì vi può-
le r aiTèdio ; di che fentendo ciò i Fiorentini,
mandarono Mefs. i\merigo Donati per fare le-
vare da campo li Lucciieii con 400. barbute ;
ed eilèndo in un bofci.etto appiè di Monte-
catino, le mafnaile di Lucca con 500. Cava-
lieri sì fi niitìèro di notte ad alfalirG:li, ufcendo
di Buggiano , e fconfiilero i Fiorentini ; di che
Mefs. Amerigo fi partì , e ncoireii in Monte-
catino, e furne morti, e prefi prello che il
quarto: e ciò fu a* dì 6. di Giugno; di che
con. enne rornaile la brigata a Firenze.
K 4 Come
( Villani /. 10» e. liì» dicìotl9 mefi.
152 ISTORIA FIORENTINA
Come in queflo mino s' apprefe con gran danno il
fuoco in Firenze pù volte . Rub. 485.
' Anno del mcccxxxi. in Firenze fece il fuo-
co gran danni, infra quali furono que-
lli. La notte vegaente la vigilia di S. Giovan-
ni di Giugno s' apprefe un fuoco in fui Ponte
vecchio, ed arfevi da 20. botteghe con molti
arnefi degli artefici , e morironvi due fanciulli ,
ed arfono delle cafe della magione di S. Gio-
vanni , che fi chiama Sanfipolcro appiè del
Ponte vecchio. E a' dì 12. di Settembre di
notte ancora s' apprefe il fuoco in fulla piazza
di S. Trinità nelle cafe de' Soldanieri , e fe-
ce danno aflài , tanto che vi morirono fei
perfone. E a' dì iy. di Febbraio ^'^ s' apprefe
il fuoco nel palagio del Podeftà , ed arfe quafi
tutto . E poi ancora di Luglio s' apprefe nello
palagio dell'Arte della Lana, ed arfevi dentro
un uomo -
Gotne nacquero llcni in Firenze la prima volta.
Rubrica 486.
IN quefio medefim.o anno a' dì 15. di Lu-
glio ^-^ nacquero in Firenze due lioni dello
lione mafchio, e della femmina, eh' erano in
Fi-
(r) Villani /. io. e. i%6. A ih a8. di Febhrah .
(a) Villani Lei e, 1^7, Adì 7$.
LIBRO SETTIMO. Ì55
Firenze Inchiufi preflb a S. Piero Scheraggio .
Quello fu grande maraviglia tenuta , perocché
mai più in quelle parti non erano nati niu-
no > e fu tenuto buona figniiicanza della no»
ftra città *
Come i Fiorentini ehbono la guardia della Citta dì
Pifioia , e di S errava Ile . Rub. 487,
NEI detto anno a' dì 26. del mefe di Lu«
glio li corfono i Fiorentini con 500. ca-
valieri, e 1200. pedoni Piftoia, con volontà
de' Panciatichi , e de' Guaifreducci , e Muli , li
quali avieno meflb dentro la gente de' Fioren-
tini per fofpetto di loro , perocché T altra
parte cercava di cacciarli; ciò erano i Can-
cellieri : e in effetto poi di concordia con gli
loro Configli la guardia per uno anno dierono
a' Fiorentini , e poi a' dì 15. di Gennaio fi die-
rono per due altri anni, e tolfero Capitano
Fiorentino , ed i Fiorentini per più ficurtà vi
fecero un caflero ; ed cbbono in guardia il
caftello di Serravaller ed i cafleri . ^'^
Come
(i) Nel Lih. 3 1 . Capìf. delle Rtfnr. a 2. ef^gg. fotto i dì iC.
Luglio, 15. Agofto, e ij.Occobre di queft» an. 1531,
efTendo Podeftà di Firenze Mefs. jManovelIo di Mqù.
Andrea da MafTa Conte di Fermo , ec. fi leggono
gr infrafcritti ufiziali alla cuftodia di Piftoia nella
prima fommìflìone ; cioè Sander de AntìUa cum Do*
fnino Amerigo de Donatis Capitanei Cuflodie Pifto*
rti. DoM» Ug9 LQtteringhiy Spittellus de Mofciano ^
154 ISTORIA FIORENTINA
Come pi morto Mefs. Filippo de* Tedici di 'Pifioia,
Rubrica 4bi^.
NEI detto anno eflendo per certi fcon-
trazzi , e fcaramucce fatte da' ibldati de i
Fiorentini, e de' Luccheà, e ndotti i foldati
de' Fiorentini in Valdinievole , pensa Meilèr
Fi-
Ducctnus Mattciftr . ^ Nlcolaus T). Av'free de Stroz-^
%is Ainhaxiatoves adCi'Jitatem ì*i[}orii . Petrus Ban»
di ni de Filicaria Capii nntus 54. ptditiim Ceus (.mal»
zelli p'xpuli S% L^urentii Capitancus io peditum , Mo*
raielus Ronajfedis Cap itane tis ij peditum , Bonfì! olus
Bru^tJ Capitanei'.s i<^. peditum . N'cotaus laneli ni de
C'^ftro foco guano Confervator pacis Cammun s ifhrti,
DoTJt Tal ntui de Bucellis \4i/cs CapitaneusCAtflhiie
Pijlorìi . Ncrius Dom. Al <m.tnni de CaviciiulisLapit,
Cujìùd'e Pifljvii fjicccelfor dòli Dom. Talenti ; ^ con*
fivìnatur in offcio altera vice . E poi , ivi a io e fegg.
folto dì 15. Dicembre , e a '.9. fctto dì 1 «r.^t;B^ra-o (i
leggono quelli; Filippus de Magalottis ^lì^ lacohus
de Albertis AmhaxifìtoTi s miffi Pijionmu . Tice q. Do''
ni Gufai de Fiorenti a taineruntus arniurum Piftorii ,
IQuccius de AdmiratìS ^ Ó>V»- Duti M ighi nardi im"
haxiatorjs ad Pi fior Set utinatì prò di fi» officio: Gtfido
Vannis Guidi de fexfu Vltrirui^ Bernahas Bartòli ^
Renzus loannis Bo*taccurJì , Nigt Spigliati Ghe^iif'
dus Maga Idi ^ U, Fmncifcus Dom ioannrs de fextti
S. Petri Scberadii, B rtolommais della Sanuella ,
Teghtaìus B^tticini di^fxtu Bnrgi lot'nnes Caruccit ,
Francifcus Bonhfegne de Beccanugns . Birtolus nuc»
cìi BeLaridefxtuS. Pancratii . Be^tediélus Guiducciì
lennaii , Nicolaus N'Ali de fextu Porte Domus . Ne*
9'ius Lippi tintor defxtu P.rte S. Pt tri E fiia'menre
ivi a 21. fi legge •• Ugo H^lr p'pul' S. Marie Novelle
Officiali s ad confiruendum arcem Pijlorti* ZibaLD,
« 1^3. e 168.
LIBRO SETTIMO. ì$$
Filippo Tedici di Piftoia, lo quale era In Luc-
ca, contro a' Fiorentini , ed a' Pi (loie fi d' in-
trare in un callello de' Piftoleii della Monta-
gna y cne fi chiama Popiglio ; ed eiTendo già
colla maggior parte dentro dal caftello , che
avea feco 200. uomini di cavallo, e fmontati
tutti a piedi per gli palli noiofi, il romore
fi fentì ; gli altri del caftello , che non erano
al trattato > corfero in arme , e combatterono *
Coftoro fpinfergli fuori , il romore fi levò gran-
de , a' paffi li corfe , e furono rotti , e morti,
e preii circa 80. buoni uomini;, fanza altri pe*
doni , e bene 1 00. cavalli ; infra' quali fu morto
il detto Mefs. Filippo de' Tedici da' villani fug-
gendoli vituperevolmente ; e ciò fu a' dì lóe
di Settembre,
Come ì Fiorentini aiutarono dìfeyìdere la Terra^
e lo fiato a (Quelli , che reggevano Fifa .
Rubrica 489.
Esfendo intorno a Plfa venuti gli ufcìti lo-*
ro , e lo Vefcovo d' Ellera ^'^ di Corfica ^
colla lega di Parmigiani , e di Ghibellini , e
di Lucchefi , e di Manfredi Vivaldi , erano a
tanto ftretti i Pìfani , che non ufciano della
Terra , e con gran geloHà erano dentro dì ^
e notte in arme ; e certo era dentro trattato
d'avvolgere quello flato, e mutarfi iii altro.
Di
(i) Oggi Aierìa.
Ì^Ó ISTORIA FIOItSNTINA
Di che vedendo i Pifani, non avere altro fcam-
po, che l'aiuto de' Fiorentini , la ricorfono ;
ed in effetto profferendo Tempre effere ob-
brigati , fé a quello punto li foccorreflero , li
Fiorentini mandarono 750. barbute , le quali
andaflèro, le 500. intino a' confini de' Pifani ,
e non intrallèro, fé non fodero richiefti da* Pi-
fani, acciocché non pigliaflero fofpetto , e 200.
ne mandarono , intraffero in Pifa . Molto piac-
que a' Pifani la venuta della gente , e fai varo-
no lo loro flato ; perocché la brigata de' ne-
mici fi ritraffero addietro ; e ciò fu del mefe
di Gennaio mcccxxxi.
Come il Comune di Firenze diliberò di fare una
Terra neW Alpe degli Vbaldini, nome
Firenzuola, Rub. 490.
NEgli anni di Crldo mcccxxxii. ^'^ a' di 8.
d' Aprile fi diìiberò, che in 1' Alpe degli
Ubaldini ii faceffe una Terra, e perchè al Co-
mune foffe più in fuir occhio , e meglio alla
mente, fi chiamò Firenzuola; e ciò fu fatto
per la divifione degli Ubaldini; di che l'uno,
e r altro di loro fi dierono al Comune di Fi-
renze .
Come
(i) MS. 133 1. Vedi Villani /. i».r. 20^
LIBRO SETTIMO. 157
Come i Fiorentini intr areno in lega co^ tiranni
Lombardi . Rubrica 49 1 . .
IN quefto anno del mefe di Luglio effendoll
legato il Cardinal di Lombardia collo Re
Giovanni , e Io Bavero , prefero fdegno Mefs.
Azzo Bifconti , e Mefs. Madino della Scala ,
e fecionfi una contro al Bavero, e allo Re
Giovanni, e contro a ogni perfona, che defle
loro aiuto , o favore , eh' era la Ghie fa ; e fu
così condizionata: che 3000. uomini di ca-
vallo fofTe , e partiti in quefto modo: lo Re
Uberto ne dovefle tenere óoo. e 600. il Co-
mune di Firenze , e 800. Mefs. Maftino della
Scala, e 600. quelli di Melano, e 200. al Man-
tovano, e 200. al Ferrarefe, con quefti patti,
che la lega ftarebbe al conquido di Lucca per
gli Fiorentini ; a' Bifconti Chermona , e lo Bor-
go a S. Donnino in Lombardia; a quelli della
Scala , Parma ; e a quello di Mantova , Reggio ;
e a quello di Ferrara, Modona/'^
Come
(i) Jn un libro di Protocolli delle Rlformagioni ,7. <f 95.
fi leggono S'indici aciLìgam, D. Bartolus de Riccia
lud. Anfelmus Palle , ^ Coppus Borghejìs . E Fro»
toc, 16 a 98. del medefimo anno, Ambaxiatores ad
Lìgam Dovi. Francifcus de Brunellefchis miles ì D»
hannes Moris lud, ^ Simon Nerii de Antillé .
158 ISTORIA FIORENTINA
Come i Fiorentini perderono Barga»
Rubrica 492.
NEI detto annOj e mefe di Settembre aven-
do i Lucchefi aflediato Barga, li parti-
rono i Fiorentini da Piftoia con 8oo. Cava-
lieri, e molti pedoni, e vollono fornire Barga ,
e credendofi eflere più forti, allo Marchefc
Spinetta diedono danari , che fi partale di là ;
e i Fiorentini li partirono , e prefono il Cer-
ruglio,e Monte Chiaro, e Vivinaia ; e fé avef-
fero afforzato il campo , e fattoli forti , e ca-
valcato ogni dì in fuUe porti di Lucca , face-
vano levare l' ofte da Barga; ma andarono
pure a Barga quando furono richiefti dal Mar-
chefe Spinetta , e nulla feciono , e tornarfi ad-
dietro, e Barga fi rendè per difetto di vet-
tovaglia a' Luccheu .
Come il Comune di Firenze condannò il Comune
di Sangimignano , e poi levò la condannagione ,
Rubrica 493.
AVea il Comune di Sangimignano certi fuoi
sbanditigli quali fi ricettavano in fulla
villa di Campo Urbiano ^'^ nel contado di Fi-
renze ; di che con armata mano feguendoli
in quella villa i Sangimignanefi , li prefero, e
la
(1) MS, Cara /pò Uù arno.
LIBRO SETTIMO. 15^
h detta villa , ed arferla Di che i Rettori di
Firenze ne feciono proceflb , e citati , e non
compariti né per comune, ne per divifo , fu
condannato il Comune di Sangimignano in cin-
quantamila lire, e lo Podeità loro, e 150. uo-
mini ^'^ nel fuoco , e bandito Y ode a Sangimi-
gnano. Di che i Sangimignaneii vennero alla
mifericordia , e furono ribanditi, e mandaro-
no lo danno agli uomini, che volfero, e le-
varono ogni condannagione , di grazia. E ciò
fu a' dì 1 1. d'Ottobre ^*^ del detto anno, che
bene un mefe innanzi erano condannati .
€o77ie i Fiorentini mandarono gente in aiuto del
Marchefe di Ferrara contro il Legato , nonoftante
che il Legato ave a richiejii i Fiorentini /fi ^ar^
tijfero dalla Lega, Rub. 4^4
NEI detto anno , e mefe di Gennaio ^'^ ven-
nero in Firenze Ambafciadori del Lega-
to, ficcome i Fiorentini fi doveifero partire
dalla Lega de' Lombardi, moflrando loro, era
contro a Santa Chiefa , e come Mefs. Azzo
Bifconri era flato a configgere i Fiorentini con
Caftruccio ad Altopafcio ; e i Fiorentmi rifpon-
dendo riverentemente , che ciò li fece con
volontà di Papa Giovanni , e che il Comune
vo-
(i) Villani /. IO. e. 208. Cento e quaranta fette •
(2) Villani 1. cit. A dì dieci ,
\3) Villani /. io. e. ii'^. Primo dì di Febbrai 9»
l6© ISTORIA FIORENTINA
volea fervare fua promiflione , come fempre
avea fatto ; di che in quelli tempi il Legato
avea fconfitto il Marchefe da Ferrara , e pofto
il campo a Ferrara ; e richiedo la lega per lo
Marchefe , i Fiorentini vi mandarono 400. bar-
bute , e convenne , che andaflero per mare a
Genova, e da Genova per lo Monferrato a
Melano , e da Melano a Verona, e da Verona
poi iniieme con gli collegati a Ferrara con
grande fpefa . E fu Capitano della gente Fio-
rentina Mefs. Francefco degli Strozzi , e Ugo
di Vieri degli Scali , e ciò fu a' dì 2. di Mar-
zo ^'^ , e a' dì 14. d' x\prile mcccxxxiu. fu fcon-
fitto il Legato a Ferrara.
Come i Fìorentìm fecero certe compagnie , e fejle
per certi artefici della Citta. Rub. 495.
PArve fempre, che quando le cofe trasfor-
mano di loro eflere , che non fegue ap-
preffo cofa né utile , né decente Erano i Fio-
reatini , cioè gli artefici , montati in fuperbia ,
che ogni dì facevano novità di fefte , e giuo-
chi , ed altre allegrezze , più che a loro non fi
richiedea , e fecerfi molte brigate ; infra le qua-
li conteremo due; F una nella via Ghibellina ,
nella quale fi veftirono 477. uomini ^^^ tutti
di giallo , e feciono loro Signore , e con cene ^
e de-.
(i) Cioè, la loro partenza . Vili. I.cit. e. aitf.
(ij Villi. cìt> c» 21^, £p furono h»e frccentf»
LIBRO SETTIMO. l5t
€ definari , e fpefe , e ciò fu di Maggio , e durò
un mefe . E poi ne fu fatta per Santo Onofrio
nel Corfo de' Tintori un'altra di 520, uomini
vediti di bianco , con grande armeggiare , e
fefta, e feciono correre palio bianco il dì di
Santo Nofrio ; ed ancora fervano quello ordi-
ne medefimo di fare quella medefima fefta ia
quello dì , ma non sì grande . Seguinne poi
il diluvio con danno grande di quella contra-
da , più che d' altra .
Come fi cominciò la Fona a S. Friano
Rubrica 49C).
L
' Anno medefimo del mcccxxxiit. a' dì i ©,
di Maggio fi cominciò la Porta di S. Fria-
no molto magnifica, e molti la biaiimarono,
perchè era di troppo grande lavorio , sì per
la fpefa, e sì per la fortezza d' eilà ; quando fu
fatta per molti caii occorrenti . Ma che che
fi folle , onorevole cofa era , fé fqfle ftata com-
piuta nel modo ordinato .
Co?72e fa uno grande diluvio d* acqua , che allagò
la Citta con gran danno d' e fa , e de' cittadini .
Rubrica 497.
GLi anni di Crifto mcccxxxiit. il primo dì
di Novembre cominciò a piovere sì for-
temente, e con tanta ruina d'acqua, che i
Tomo XII L fiu~
l6t ISTORIA FIORENTINA
iiumi ^e li foflati crebbono sì forte , e miflcro
in Arno, che a' dì 3. di Novembre tutto il
piano d' Arezzo , e di Valdarno di fopra alla-
gò , e guadò molti edificj , e il dì medefimo
la notte , vegnendo il dì 4 ruppe la porta alla
Croce coir antiporto , e la porta alla Giudi-
zia , e lo muro del Corfo de' Tintori per mo-
do, che fli sì grande V impito, che allagò quad
le tre parti della città di Firenze , e grande
fpavento miflè ad ógni perfona. Allagò la
Chlefa de' Frati Minori per tutto , e fu in fulla
piazza de' Frati detti nei più alto luogo di
quella circa 6 braccia , e così n' andò per lo
detto luogo, e per lo fedo di Porta di Duomo
per modo , che andò infino air altare di San
Giovanni , e allagò la cniefa di S. Reparata,
e ruppe una colonna con una croce fuvvi, la
quale era poda in luogo, ove S. Zenobio fece
un miracolo ivi, davanti la porta di S. Gio-
vanni volta da Tramontana ; ed allagò , e defe
in Campo Gorbolino , e di S. Maria Novella ,
ed in Mercato vecchio, e in nello nuovo fu
braccia tre alto, ed in nel Palagio del popolo,
cioè de' Priori , fu al fecondo fcalone , ed oltre
a quello del Podedà falì V acqua braccia ciri-
que nel cortile, e crefcendo sì, che in fulla
nona fu così grande , cornee detto è ; e vegnen-
do con cotanto empito abbattè il Ponte vec-
chio , perchè furiava per la drada maedra dalla
porta a S. Gallo alla porta a S. Piero Gatto-
lino;
LIBRO SETTIMO. 163
lino ; e lo Ponte a Santa Trinità , che dalla
detta Chiefa fi paifa in via Maggio, da cafa
i Frefcobaldi, e lo ponte alla Carraia, che fi
palTa dair ufcire della Vigna, e dallo borgo
Ogniffanti a cafa i Nerli , ed alla Cuculia , e
molte cafe , che erano Lungarno dal caitello
Altafronte al ponte a S. Trinità abbattè ; quali
tutte le mulina , e gualchiere d' Arno abbat-
tè, e guadò quelle che erano in fu navi, con
pericolo d' ogni diiicio ; e molti uomini , e don-
ne , e fanciulli ne menò, e vedeanfi per le
mulina , e navi andare per Arno , e non che
fi poteflero foccorrere , ma non fapeano i cit-
tadini, dove loro fcampare fi poteflero; ma
fuggivano di cafa in cafa , di torre in torre .
E Oltrarno allagò da borgo a S. Niccolò gran-
de parte della città di là , e tutto Camaldoli
fli piena ; e fé di quù d' Arno non foffe rotto
il muro d' Ogniffanti, che fgorgò , alzava più
nella città l'acqua, ma per quello abbafsò af-
fai. E quello fu Io giovedì a nona in fommità
infino a fera ; la notte cominciò a mancare .
Trovoffi nel Valdarno di fotto grandiiìimo
danno di beftiame , e di genti , e di cafe , e
di malTerizie , e furono molto guade le femen-
te, e andatone il fiore de' terreni lavorato!, e
gran danno di mura delle Terre di Valdarno
fece infino a Fifa , e nella città dir Fifa ; ma
i loro terreni migliorarono , che vi puofe di
terreno luogo fu due braccia , e riempiè molti
L 2 pan-
1^4 ISTORIA riORENTINA
pantarxi, e flagni , con quelli terreni, vi puofe .
DiflTono gli antichi, che mai non fa sì grands
acqua a' loro tempi , e di ciò fi dolfero quali
tutti i Taliani , del danno di Firenze , e delle
mercanzie guafte in Firenze, che fu ineilimabi-
le, falvo che '1 Cardinalesche ne fece fomma
allegrezza , dicendo ; che Dio aveva fatto per
vendetta del danno ricevuto da Santa Chiefa a
Ferrara per gli Fiorentini ; ma egli non fape-
va, che ancora fi poteva di pretto ridere, e
feitare in Firenze di faoi nuovi danni futuri .
Come in Firenze torìjò un certo trattato , che fa'
ce ano t Granài , e n' erano capo i ?<.ojJi, e altre
famiglie d' Oltrarno , Rubrica 498.
Esfendo rotti i ponti, li Grandi veggendo
il popolo in penficri delio danno, ch'era
maggiore, che quello de' Grandi , (limarono
di rivolgere lo itato , e mìilero loro trattati
in ordine , dicendo : li popolo non pafTerà di
qua , che non ci ha, fé non un ponte , e quello
è in forza noftra . E bene è vero, che il po-
polo io fenti, e penfando a' rimédj; ed aven-
do uno de' Rolli fedito uno de' Magli , Io quale
aveà nome ; di che lo fece a fine
di cominciare quiliione : il popolo fu all'arme
prima di loro ; di che veggendo nell'arme i
Grandi il popolo, non ardirono feguire i loro
trat-
LIBRO SETTIMO. l6^
trattati ; e fecerfi certi ordini contro a' Gran'»
di('>
Co7!ìe una nave effendo in Arno , vi merironò
pili ptrfone da bene • R.ub. 499.
Esfendo li ponti d' Arno rotti per lo dilu-
vio, come detto è, effendo un di' una
grande piova , avea in Firenze navi , che paf-
favano i cittadini di qua in là; di che aven-
do '^z, uomini in una navicella, la navicella
lì rivolfe, e chi li feppe atare, o con nuoto,
o con aggropparli , campò . Furono quelli , che
annegarono 15. e ciò fu a' dì 6. di Dicembre
:mcccxxxiìi .
Qnejli fono i Fri ori da mezzo Dicembre 1332.
a mezz>o Dicembre 1333. Rub. 500.
\nco di Ser Bartolo .
irrancefco di Giammori de' Baroncelli.
Gentile de^li Altoviti .
Strozza del Rollo degli Strozzi .
Federigo di Soldo .
L 3 Gia-
(i) Qui manca l'criginale. Vedi il Villani /. 11. f. 4. Nei
citato libro di Prctocoliì alle Riftrmagioni , Frot. y.
a ìo^ fotto quell'anno fi legge que(lo refcritto.-
Dom. Francijcus Bonaventure Bonamicbi de Senìs
Legum DoBor ftatuta refotTHet', che può efTcr'? i\
depurato a ftendcre quefti nuovi ordini >
l66 ISTORIA FIORENTINA
Piero di Ceffo de' Beccanugi .
Giano di Landò degli Albizi.
Clone Falconi Gonf. di Giuftizia .
Ser Stefano Cafciani lor Notaio .
Cuccio di Stefano Soderini ,
Duccio di Lapo degli Alberti.
Bartolo di Maio de' Bonciani .
Cenni di Nardo Rucellai ^'\
Taddeo di Mefs. Aldobrando da Cerreto .
Iacopo di Dino Gherardini .
Giovanni di Mefs. Lapo ArnolfiGon.diGiuft.
Ser Mingo Bonamichi del Cappello lor Not..
Leone di Tuccìo Guicciardini .
Dino di Lapo della Bioia .
Bindo di Mefs. Oddo Aitomi .
Niccolò di Guiglielmo.
Diedato de' Barone! . '^^
Ser Ghino di Veri Pvondinelli . ^5>
Antonio di Landò deffli Albizi .
Mefs. Ranieri del Forefe Gonf di GiulL
Ser Iacopo Cecchi lor Notaio.
Gherardo de Bónfi .
Naddo di Duccio Bucelli.
Mefs. Alamanno degli Acciaiuoli .
(t) Magi, lafcla , RucelUi ,
(2) MS. di Barone.
(5) Magi Extrai^HS fuìt h^è di^i Dleàati mortifl.
LIBRO SETTIMO. 167
Barone Cappelli.
Guidacelo di Giovanni de' Giugni.
Gino Michi Gonf. di Giuftizia .
Ser Bonaccorfo Tucci lor Notalo.
Maeflro Manno del Maeflro Riauccio Me-
dico .
Berto Cecchi.
Ulivieri di I^apo Guazza.
Palla di Mefs. Iacopo degli Strozzi.
Mancino Soilegni .
Forefe Ferraatini.
Giovanni di Bernardino de' Medici Gon£
di Giuftizia.
Ser Bono Orlandini lor Not.
Andrea di Pietro de' Magli.
Vanni di Bandino Baroncelli ^^^ /
Clìiarozzo del Bene Chiari.
Giovanni Carocci.
Gherardo ^^^ Paganelli .
Ruggieri di Neri de' Ricci .
Lapo Covoni Goni', di Giuftizia.
Giovenco di Cionetto de'Baftati Gonf; di
Giuftizia^5).
Ser Giovanni Pazzini da Pontormo lor Not.
L 4 Die
(i)M»g\. hfcÌA Barortceiif ,
(i) MS. Giotfanni .
U) Magi. Die 19 menfis OóiohGìovencttS Cionetti de Ba*
jìar'ns extrctéfus futt prò VexiUtfero luftitic hco pre»
di^i Lap (itila <//> j^. ^efnn&i*
l68 ISTORIA FIORENTINA
Diff 22. inenfìs ì^lovembrìs t "
Vexillifin Sotietatum .
JDow. Guido Dandì .
Lapus Domini Angìolinl *
^omafus Baronis ,
JJguccione del Chiavicella ^
Dom, Biviglianus Marietti .
Ka/lagius Lapi Talenti,
Hiccardus Magtjlri hagnln
Bindus de Altovitis •
Cambiozz^us Keri .
Ma the US Boninfigne .
Bartoltis La-pi Benci .
Jacobus Ser Rinaccìi ^
^oriìjus- Baldejis .
T^erone Kigii ,
Balvinus Miniati *
Matheus Borghi,
^eghiaius Cecini.
Aldobrandinus Lapl Rinaldi*
^er Michele de la Lajlra\
Quorum VexiUìferorum ofitium &C* inltiare debet die
primo menjis Decembris proxime 'venturi 5 et finire
debet die ultimo pienfis Martii fune proxime fecu"
turi fub anni f Domini i^^z, (così 3 raa deve dire
i'^^l,)Indióì* prima.
Die,
Duodecim Boni Viri protrihusmenfibus incepturisdìe
primo Decembris 1332. & ut fé qui tur finte ndis .
Bernardus de Quarata,
Vugws Boninfcgne •
Dom,
LIBRO SETTIMO. I^p
T>om. Sihefter Marietti de Bdroìinellìs .
Giottus de Peruzzis .
Guido Lapf Guazze»
Gtottus Fantonìs .
JJbertìnus RoJJl de Strozzìs ,
Conjìgltus Ughi»
Dietijalvf Kigii ,
Gherardus Paganelli*
Doni, Lotterius Lapi Gherardtni lurifferitus ^
Matus Benvenuti .
Die . . , menjìs Februarìi •
Duodecim Boni Viri pyo trihus menjìhus incepturis di^
primo menjis Martii 1332. & utfequitur Jiniendìs 0
Biliottus Metti Biliotti . »
Stephanus del Benino ,
Aldigherìus Ser Gherardi «
Dom, Gianianus Lapi Gianiani lurìfperitus ^
Bernardus Lapi de Ardìnghellis .
Bartolomeus Guccii de Siminettis ♦
^echinus Ser Rinaldi .
Feducciuf Duccii della Marotta •
Hicoluus. Kelli Rinuccii »
Cechus Spine Falchonif »
Nadduf Ser Spigliati de Filicaiac
Chele Guernerii de Aguglione .
Die iS» menjìs Martii,'
Vexilliferi Sotietatuin.
Ormannozzus Banchi Deti .
Ttle Domini Fhilippi BelfradeW
Tbl-
lyo ISTORIA FIORENTINA
Thilf'ppuf Bonjjgnortt .
Tierus Tuccli Feruccii ,
Cherardus Baroncdlu
Jlopif Sacbetti .
Bonifattus Tool a fi de Peruzzh,
Accìa'iuolus Domìni Kicote de Acci aiuoli f ^
JJbaldinuf Kìcoli de jirdingheUis .
Kerius Fagfii.
Spirtelluf Frìmerani de Mofciano •
t>inus Kìfiori della Maratta,
Ba*ichuf Lippi lannts .
Lottiis Lotteringhì .
Mone Guidi»
Dom. F or e fé de Rahatta lurifperìtus »
Bellincìone JJherti de Albiz,zis ,
Luti Dirittafedìf ,
Cianus Dini G ber ardirti .
Quorum Vexillìferorum ojìtium initiare dehet die prt"
mo menjis Aprili f prox ime venturi^ & finire dehet
Aie ultimo men/if lulii tunc prox, fequuturi &c*
f uh anni s Domìni 1333. Ind» prima •
Die , . * menfis Mali .
Thiodecmhont viri prò tribus menfibus incepturis die
primo menfis lunìi im. & ut fequitur finìendts .
Triore Ser B art oli ^
Cerius Stefani .
lacobus de Albertìs,
Bellus Mancini
Bartolus Faràdijt.
Domìnus Marcbus de Marchi f lurifperkusm
Cechus' lannis.
Chele Bordoni.
Ri'
LIBRO SETTIMA. I71
Jlìchuf Butt.
Cenni Ghent.
Jacobus Dtnt GherarJinL
Taldus Valori f*
Die 2g. menjìf lulii .
Vexillìferi Sotietatum •
Teducclus Ctonia Falconis .
I oh amie s de lo Scelto .
Datus Ser lohannis.
Zeba Ser lohannis.
Kenzus lohannis Bonacorjr .
Lupus del Bene. «
Bartolinus Filippi.
Fera Baldovìnetti ,
Rinuccius Cochi.
More TJhaldim.
Lucas Cerini de Strozzis »
Michele Cionis ,
Guillelmus Cenni f .
Andreas del Hero,
Kicolus Berti.
^anus Fini Spine .
Kaddus Ser Spigliati.
Dominus Francifcus Domini Lotti .
Kerius Lippi»
Quorum Vexilliferortm ofitìum &c. initiare dehet die
primo menjis Augufii proxime venturi^ et finire
debet die ultimo menjis Kovembris tunc proxi^^^
fequuturifub aunis Domini 1333. Ind* ij.
Die
Iji ISTORIA FIORENTINA
Die 25. menfìs Auguflì • "
Duotlecim Boni Viri ^ro tri bus menjibus incepturìs dre
primo Septemb, 1 t^t^t^, & ut fé quitur fini e n di s .
Gherardinus Lanfredtni «'
Tuccius Amadorif ,
Ducei ur Lupi de Alberti s .
Thil/ppuf BonfigUoU .
Francifcus Borghìni»
Donatus Mannini de Acciaiuolis ^
Chrijlofanus Puccii .
Bartolus Morelli,
Federighuy Soldi,
Johannes Donati Vìvianì ,
Dominus Chovone de Chovonibus ,
Albizzus Rie hi de Albizzis .
Come a Firenze vennero Reliquie di SaiìtL
Rubrica $01.
N Egli anni del Signore mcccxxxiv. a' di 13.
del mele d' Aprile vennero in Firenze
ceree Reliquie da Roma, le quali furono di
S. Iacopo «e di S. Aleffio , e infra
le quali ebbe de' panai di Crilto , e furono
ineiìè in S. Giovanni.
Come Mcfs. Bcrrtolomeo dal Balzo Capitano di guerra
d?' Fiorentini cavalcò a fifloia. Rub. 502.
NEgli anni di' Crifto mcccxxxiv. a' dì 20. di
Aorile ufcì Mefs. Beltramo dal Balzo con
LIBRO SETTI x\IO, X75
850. barbute di Firenze, e cavalcò in quello
di Piftoia , per andare a Lucca . Poi (i partì
a' dì 22. e diede il guaito a Bu^"giano , e poi a' dì
26. lo diede a Pefcia ; e farebbe ito infino a
Lucca , com' era ordinato, fé non che in Lom-
bardia addivenne, che la Lega, che dovea
venire in aiuto de' Fiorentini , fi trovò tratta-
to , che dovea Mefs. Maftioo effer morto da i
fuoi foldati a petizione del Cardinale di Bo-
logna per gli Tedefchi della Baila Magna . Di
che trovato il trattato , e alcune perfone fi
fuggirono , circa 27. bandiere deiroftQ,e an-
darne a' nemici a loro foldo , come ordinato
era ; di che convenne a Mefs. Beltramo tornare
addietro in Piftoia „
Come fi fmdò il Campanile di S. Liberata.
Rubrica 503.
IN quefto anno a' dì 1 8. di Luglio li comin-
ciò a fare il fondamento della chieia di
S. Reparata, cicè lo Campanile della detta
chiefa ; e con molta divozione , e con grande
proceilìone lo Vefcovo di Firenze benedille,
e colle fue mani puofe la prima pietra /'^
Covte
(i) L* elezione del celebre Giotto a quefta architettura
(1 legge fatta fui principio di quefto anno , e fui ca-
dere del Marzo del 1333. ablncarn. nel lìh. Confil.
delle Riformag. fegn. Htì. 2. quad a S4. M^gifier
Giottus Bondonis de Flerentta pìBor egregius pre»
fcitur O^eri S. Reparate , ^ murerut}^ , Zib. D» a 44o«
174 ISTORIA FIORENTINA
Come i Fiorentini ebbono il Caftello d' Uzano in
Valdinievole , e cava/ceffi a Lucca , e diejft il
gnajlo due volte. Rub. 504.
LI Fiorentini facendo guerra a'Lucchefi,
ed cffendo Mefs. Beltramo dal Balzo loro
Capitano fi partì di Firenze , e andonne a dare
lo guaito a Lucca per due volte, con grandi
prede tornato in Piftoia; e ciò fu del detto
anno, e mefe di Settembre; e per trattato
fatto con cofto di fiorini duemila ebbe il ca-
ftello d' Uzano fopra Pefcia il Comune di
Firenze .
Come fi mutarono in Firenze nuovi Rettosi .
Rubrica 505.
NEI detto anno furono in Firenze molte
zuffe, e altre quiftioni, di che i Rettori
aveano affai che fare ; di che s' ordinò d' avere
in Firenze certi Rettori , li quali li chiamaro-
no Bargelli , e fl:ettono due nel fedo d' Ol-
trarno , e in ogni fello un altro , ficchè furo-
no fette , con 25. fanti per uno . Altri vollono
dire , che per lo Gennaio vegnente li doveano
fare gli fquittini de' Priori . Per temenza di
novità più , che per altro fi crearono ; perchè
molti più , che non erano flati de' facchi paf-
fati parea loro degni eflfere nel reggimento ,
e quel-
LIBRO SETTIMO, 175
e quelli , che V aveano , lo voleano per loro •
Li detti uficiali furono airoifizio in calendi
di Novembre mcccxxxiv.
Co??ie crebbe Arno in modo dì diluvio .
Rubrica 50(5.
IN quello medefimo anno a' dì 5. di Dicem-
bre per grandi piove crebbero i fiumi , e
millcro in Arno; crebbe per modo, che fu
molto groilb , e ruppe il ponte di legname ,
il quale era fatto tra lo ponte a S. Trinità ,
e quello vecchio , e quello delle navi , che era
tra il ponte a S. Trinità, e la Carraia, ne
menò, e fece grande danno.
Quelli fono i Priori da mezzo Dicembre 1333.
a mezzo Dicembre 1334. Rub. 507.
JUApo di Giovanni Cavacciani .
Riccardo del Maeftro Fagno .
Ranieri Valori.
Peduccio di Duccio della Morotta.
Salvino Armati .
Naddo di Ser Spigliato da Filicaia .
Biliotto di Metto Biliotti Gonf di Giuft.
Ser Manetto Cambi da Pontormo lor Not.
Gino del Migliore.
Bonifazio diTommafo de'Peruzzi.
Ac
175 ISTORIA FIORENTINA
Acciaiuolo di Mefs. Niccola Acciaiuoli .
Falconiere di Baldefe .
Lorino de' Bonaiuti .
Chele di Ser Guarnieri d' Aguglione .
Iacopo degli Alberti Gonf. di Giuftizia .
Ser Aldobrandino di Ser Albizo lor Not.
Luigi di Mefs. Andrea de' Mozzi .
Mefs. Salveftro di Manetto de' Baroncelli . ^'^
Bartolo Paradifi.
Tecchino {al. Tegghino) di Ser Rinaldo ,
Niccolaio di Nello Rinucci.
Lapo Niccoli ^^^.
Giotto Fantoni Gonf. di Giuftizia.
Ser Uguccione di Mefs. Ranieri Bondoni ^^^:
lor Notaio.
Francefco -d' Andrea .
Renzo di Giovanni Bonaccorfi .
Mefs. Marco ^'^^ di Giotto de' Marchi Dott*
di Leggi .
Bingieri di Nardo Rucellai . ^^^
Ricco di Buto Davanzi. ^
Tegghiaio del Cecino .
Già-
(i) MS. Elvigltant*
(i) MS Micheli.
(3) MS. di Mefs. A/filt'e(t, Ceni* altro
(4) MS Tommafa,
(5) Magi, omette RuctUai»
LIBRO SETTIMO. 177
Giano di Dino Gherardini . ^'^
.Mafo Valori Gonf. di Giuftlzia.
Ser rilippo Contuccini lor Notaio.
Salveftro Ciprini .
Bencivenni Buonfoftegni .
Iacopo di Francefco del Bene .
Iacopo di Ser Rinuccio.
Andrea del Nero .
Aldobrandino di Lapo Rinaldi .
Cecco di Spina Falconi Gonf. di Giuftizia *
Ser Iacopo di Ser Lapo Benci lor Not,
Gherardo Lanfredini .
Gherardo Baroncelli .
Dardano degli Acciaiuoli .
Criitofano di Puccio.
Niccolò di Berto Strozzafichi ^-^ .
Meis. Covone di Naddo ^^Me' Covoni.
Mefs. Lottieri di Lapo Gherardini Dott. di
Les<TÌ (+J Gonf. di Giuftizia.
Ser Michele Bofchi lor Not.
Tom.XlL M Die
(1) Magi D/^13. menf, luiììi Giaiius T^hii Gherardini ex*
tvaóftis ftiit loco ftiperfo'ipti Tegghiaii ahfentis fro
Priore prò dìéio fsxttt Porte S, Petri*
(2) MS, omette Strfizzafichi •
(3) MS. omette di Naddo •
(4) MS. e Petrib. Mefs^ Lottieri da Fìlicai» .
rjt ISTORIA FIORENTINA
Die 22. menjìs Kovemhris',
Duodecim Boni Viri prò tribù f msnjìbus incepturif die
primo menf Decemb.i'T^'^i. &utfequiturjìniaidis •
Georgius Bar^jnis .
JrancUcus Cennis Bilhtti,
Henzus lohannìs Eonucorjt •
"Hajìagiuf Lapi Bucelli .
Kerozzus Mei Compagni,
^homafus Dietaiuti,
Marcnf Kojjt de Strozzif,
Cennes Hardt .
Simon Nardi Guafionis •
Johannes JJberti Cambi,
Lapus Rinaldi .
lohannes Albizzi Cambi,
Eodem die,
VexilUferi Sotietatum*
Trctnctfcus Saffòti.'
Tucciuy Simonis Guiccidrdini ,
lacobus Boverelli .
Tiuvichefe Brancaccii,
Triore Cionaccii,
Cione dlbertt,
Datus Guidonis ,
^uccius Oelli .
Johannes Keri Cambiti
Vannes Donini ,
Jyominus Orlandus Marini lurifperitus .
Bertus Brunetti,
Chele Bordoni f.
Fan-
LIBRO SETTIMO. 179
Vanne s Talchi Rondìnelli ,
Laurentius Kelli Kìnuccit ,
Benedittus Guccii Gettai •
Lapus Kicoli »
Zatus Caddi F a jf avanti s ^
Cerine Cor/i Mattei,
Quorum Vexilliferorum ofitium &c» initiare dehet die
-primo menps Decembris proxime venturi , et finire
debet die ultimo menjìs Martii tunc proximeficu-
turi fub annis Domini 1334. Indióì, ij,
Dh 18. menfis Februarii .
Duodecim Boni Viri prò tribus menfibus incepturis di(^
primo menfis Martii 1334. é* utfequiturfiniendis^
Cuce' US Stepbani ,
Leone Guicciardini .
Ichannes Lamberti dell' Antella .
Kigius Spigliati .
Gentile Domini Oddonis de Altovitis ,
Coppus Stepbani .
Francifeus Lapi lohannis •
Verus Guillielmi ,
Kerone Kigi ,
Vanne s Amirati»
Bartolus Bonafedis.
Tanus ChiariJJìmi ,
Die 23. menfis Maii ,
Bellincione Liberti de Albizzis extra^us fuit loco
fuperfcripti Bartoli Bonaffedis mortui ad cfitium
xij. Bonor. viror. prò eo temp, quo difìus Bartolus
efje debebat in ofitio antediCto s
M 2 Die
iSo ISTORIA FIORENTINA
Die i5. yyienfìs Martìì ^ "
Vexilltferi Sotietitum .
GheYctrdus Volpi s de Canlgunìs .
BenoZ}Zus /Imunnatl .
Kuccius Oomiuj Bardi de Amìrcttts m
Virtù s del Chi avi cella .
Tierus E andini .
Vhilippii^ Dticcit de Magalottis ,
Carocciuf Lupi del Indice .
Francifeus Mei de AcctuìuoUs .
Bernardiif Lupi de ArdmgbcUis' .
Giugninus- Lapi Donini .
Strozza Kojji de Strozzif.
GuìlleUnus Hicoli .
Kaddnf CemvT Kardi .
Daldus de Marignollis,
Barene Cappelli .
'Francifciis Ficreritini F.agni .
GianuT Laudi de Alì^izz-is »
Lapuf Gerii de Giugnis .
DominiiS lacohu? Neri de Ritììs ,
Quorum VexilUferorum ofitium &c, inhiare dehet die
primo menjir Aprili^ proxime venturi tt finire dehet
die ultimo menfis lulii tutte prcxime fecuturi Jub
annis Domini 1334. Indiéf» ij,
Eodem die,
Duodecim Boni Viri prò trihus menfìhus itìcepturis die
primo menfis lumi 1354. ^ utfequiturfiniendis*
Tìcrus de Velluti s .
Cioninus de Aglionis »,
LIBRO SETTIMO.- tS^^
Vacctnuf ^cmajì de Peruzzh*
Domimts E iv ?/ lunus M anetti ,
Domimi f Kaynefius del Forefe lurlfperituì^
Barthoiu^ houctuni.
JtfJ^elmuf Italie,
^pirieliiif de M orci ano»
Chinuf Veri KondiuelU •
Domtnuf Forefe d^ Kabntta lurifperitus ,
Luti DiritufedìS .
Kerius Lippi *
Die 2T. menjts luliic
Vextlliferi Sotìetatum,
Simon Scr Donati Bendi .
Bermrdus Domìni AngioUni de Magli s ,
Balde/tnus Giani,
Johannes t^tephani ,
Dom':nus SdvejUr Manetti.
'K'iddus Duccìi de Bucdlìs,
Kerozziis de ihe^'tis
Antoni' s Ser Cacciae Boncianì ,
Lottenus- Dauanzatt .
Bettone Cini,
BolsHlus- Ubertini de Urozzis^
Ctnus Mi chi
lacobus Cejfi Bechenugii >
Cjherardus ì'agancllt .
Ba^ider Buti Dav^nzì*
Mancinus So^ legni »
lac^bus Landì BHìotti »
^aiduf l/alorts»
'Her-us' Fer benediéJi ,
Quorum VexiUiferoniYii ofitium Initìdre dehet dieprl
M 3 rao
l8i ISTORIA FIORENTINA
mo meuji's Augujli prox. venturi & finire dehet
dte ultimo m^njis Kovembris tunc proxime fecu'
turi fui? annis Domìni Igg4. Indìzi, iij. (i)
Die ... menfis Augufli ,
Duodecim Boni Viri prò tribus merifibus incepturis die
primo menf, Septemb» 1334* et ut fequiturfiniendis ,
Cappone Kechi,
Beninus Bergoli »
Cione Bonfegnoris *
Mugnaiuf Rechi*
^uccius Cechi.
Cambiozzus Neri Aldobrandini .
Lucas Cenni de Strozzi s .
Bartoluf Lapi Benci »
Johannes Bernardini de Medicis .
^addeus de Cerreto^
lovencus Cionetti ,
Dominus Bartolus de Kìtiis <.
Come i Fiorentini prefero in guardia Pietrafanta .
Rubrica 508.
NEgli anni di Crlfto mcccxxxv. a' dì 9 di
Luglio eflendo Niccolaio de' Poginghi
in tenuta del cafteUo di Pietrafanta , avendolo
auto pegno dal Coneftabile di Francia, quan-
do fu col Re Giovanni in Lucca , per dieci
mi-
(i) Nel Priorifla della Magliabechiana dopo qucfta Ru«-
brica fi legge : Sah» quod diéfus Autonius extra{ins'
fuit dieìl.TfienJis Mii loeo di^i Bindi ,
LIBRO SETTIMO. 183
miglia' di fiorini; non pofl'endo tenere la fpe-
fa , lo diede in guardia a' Fiorentini , e per fe
tenne ia rocca . 1 Fiorentini miilero gente da
pie , e da cavallo , e Mefs. Gerozzo de' Bardi
v' andò per Capitano .
Come in Firenze s' apprefe fuoco , ed arfom
cinque cafe . Rub. 505;.
NEI detto anno s' apprefe il fuoco in al-
cune cafe ; ma uno da fare menzione
s' apprefe . il quale fu alla piazza del Duomo
di b. Giovanni nella via delCcrfo,ed arfon-
vi cinque cafe con molto danno .
Come fi fece in Firenze un Confervatore di
Capitano di guerra. Rub. 510.
QUelli , che teneano lo flato in quel tem-
po in Firenze , come detto è addietro,
teuiendo di coloro , che parca loro degni ef-
fere nel reggimento , ed eilimavano non efièr-
vi , fi mormoravano dello fquittino per ad-
dietro fatto r anno pafl'ato ; di crie fotto co-
lore di sbigottire gli sbanditi, che pure male
faceano, tolfono Mefs'. Iacopo de' Gabrielli da
Gubbio , e diergll 50 ucMilni di cavallo, e 1 00.
fanti , con balia di fare di fatto . Quefti fu
uomo rigido, e molto sbigottirona gli sban-
diti, e cacciolii della città, e del contado*
M 4 che
184 ISTORIA FIORENTINA
che ogni uomo andava fi curo ; e qua fi tutti
li Comuni , e Terre del contado di Firenze
condannò per avere ritenuti gli sbanditi , e fu
detto , alcuni a torto ; quello , per buono ufì-
cio , o a torto , o a ragione , alcuna volta per
fargli attenti a buona guardia , e non ricettar-
gli , ove non fia grande la condannagione ,
forfè non era rea. Andava cercando alcuna
grande uomo , o di flato , o di potenza , di cui
aveflè alcuno appiccatoio, e avrebbe voluto,
gli veniffe a mani; infra' quali uno Rollo di
Gherarduccio Buondelmonti gli venne a ma-
no ; egli lo prefe , e gli fece tagliar la tefta .
Dicefi, che coftui non fi guardava, perchè
avea auto bando del capo ; perocché riforma-
gione era in Firenze , che niuno andaiìè con
arme in fervia;io d'alcuno contro alcuno Co-
mune di Tofcana . Quefli non avea offefo
perfona di Firenze, ma ito in fervizio de'To-
lomei, era ito in una cavalcata a Montalcino ;
quefto fu tenuto ftrano ; ma fecelo , ed ogni
uomo tremò di lui, dipoichè la cafa de i
Buondelmonti era in grande (tato a quelli tem-
pi. Stette inuficio uno anno , e guadagnò be-
ne ; cominciò lo fuo uficio a' dì primo di No-
vembre MCCCXXXV,
Come
r L I B R O S E T T I M O . I 85
Co?7t€ Mefs. Maftino ebbe la Città di Lucca ,
Rubrica 511.
XTEl detto anno mcccxxxv. in calendi di
jJN Novembre , avendo Mefs. Maftino della
Scala molto tracciato co' Rolli da Parma, quan-
do ebbe Parma , di dare Ponte Triemoli , ed
altre caftella a Orlando Rodò, che tenea Luc-
ca per lo Re Giovanni , ed egli aveffe Lucca >
così compie il fuo defiderio , con ordine , e
con intenzione di pigliare tutta Tofcana ; e
prefa la poileffione di Lucca , i Fiorentini , i
quali erano in lega con lui, e con gli altri
Lombardi ; e ne' patti era , come addietro è
fatto menzione , che la lega dovea conquifta-
re , infieme co' Fiorentini , per gli Fiorentini
Lucca , e ciafcuno collegato avea il fimile in
fuo paefe, e già Mefs. Maftino fi era in parte
avuto fua promeila ; veggendofi ingannati i Fio-
rentini , mandarono imbafciadori a dolerli ;
della quale ambafciata ne feguia, che per gli
Fiorentini la togliea, e riformata in pace la
darebbe loro; e tutte furono parole, parole.
Come i Fiorentini ebbero Terre del Vefcovado
d' Arezzo . Rubrica 512.
Li Aretini, come addietro, furono gran
tempo nimici de' Fiorentini^ ed avenda
col-
ttó ISTORIA FIORENTINA
coir aiuto de' Perugini perduto la città di Ca-
flello, e il Borgo a ban Zipolerò, erano i Tar-
lati aliai abbaflàti, e molte pizzicate avieno
ricevute; diche vedendo le caftella non po-
tere efiere foccorre,nè difefe dagli Aretini, fi
dierono a' Fiorentini , con efler franchi per cin-
que anni, pagando per cenfo un cerc.il dì di
San Giovanni Le caitella faro no que.lc : lo
caftello di Bucine , Cennina, Gallatrone, Ron-
dine , e la Torriceìla , le quali Terre erano
fotto la fignoria de' Tarlati . E ciò fu a' dì z,
di Novembre mcccxxxv.
Quejii fono i Priori da mezzo Dicmkrf 13 34»
a mezzo Dicembre 1335- Kub. 513.
flone Ruffoli .
Boninfegna Gherardi .
Tuccio di Dello degli Scilinguati.
Marco del Rollo degli Strozzi.
ISerone di ISigi Dietifalvi ^'>.
Vanni di Benintendi degli Albizi .
Geri di Stefano Sederini Gonf. di Giuft,
Ser Ugolino di Ser Tonto ^'^ lor Not.
Giovanni dello Scelto.
Giovanni di Lamberto dell' Antella.
Francefco Borghini .
Cec-
(i) M5. e Petrib. emettono Dìetffsht .
(2) Perrib. di Sir Conte .
LIBRO SETTIMO. 187
Cecco di Gianni Rigattieri .
Giovanni di Donato Viviani.
Te<Thlaio del Cecino.
Bonaccorfo Bentaccorda Gonf. di Giuft.
Ser Francelco di Ser Giovanni da Rignano
lor Notaio.
Mefs. Bartolommeo da Caftelfiorentinp
Dott. di Leggi.
Forele de' Sacchetti .
Bernardo di Lapo degli Ardinghelli .
Michele di Clone Maifei .
Mefs. Forefe da Rabatta.
Mefs. Jacopo de' Ricci Dott. di Leggi .
Bartolommeo di Cuccio Siminetti Gon£
di Giuftizia .
Ser Salvi ^'^ di Benino del Poggio lor Net
Ormannozzo del Bianco Deti.
Giotto de' Peruzzi .
Bindo di Mefs. Oddo degli Altoviii .
Naddo di Cenni di Nardo.
Daldo di Dingo de' Marignolli .
Mato'( al. Matteo ) di Benvenuto.
Francefco di Lapo Giovanni Gonf. di Giuft.
Ser Tommafo di Ser Luca da Campi lor Noe.
Giorgio di Barond.
Maeflro Fagno Medico.
. Tue-
(i) Magi. DUtf/éìlvf,
l88 ISTORIA FIORENTINA
Tuccio Cocchi^'^.
Anfelmo di Palla.
Giovanni d' Uberto Gambi .
Tano di Chiariiìimo .
Benedetto di Guccio Gennai Gon£ di Giuli.
Ser Ruitico Moranducci lor Nocaio,
Agoftino Mofcardi.
Vanni di Ser Lotto .
Guido di Lapo Guazza .
Bartolo di Lapo Benci .
Simone di Nardo Guafconi »
Lapo Rinaldi .
Maeftro Cambio del Maeftro Salvi Gonfal.
di Giuftizia .
Ser Michele di Gianni Criftiani lor Not.
Die . . . mcnjts Kovemhrìr .
Duo^ecìm Boni Viri prò tribus menjìbus inceptumsd'ie
-primo mcnf, Deccmb,!^^^» & ut fequiturjìniendls *
Domitiuf Alexius de Rhucciis,
Cinus del Migliore .
Johannes Domini Lapì Arnolfi .
Duccius Guidonis de Mancinìs e
Vannes Donini ,
Ter a Baldovinettì .
Bancuf Lippi lannts *
Bartolus Vannis Fuccifv
II.
(i) MS. Rocclji.
LIBRO S E T T I xM O . 1 1^
Lor'tnuf Bonaiutì .
Betiediéìuf Guccìi Gena! »
yintonius Landi de Albizzh •
Magifìer Canihius Medìcus .
Die . . . menpf Kovembrìr •
Vexilliferi Sotìetatum .
Marcbur Ditti de Quarata,
Dominus Rainalduf Cajìnl .
Dom'tnus Tomufus Corfini .
Giìcctus Stepbani .
Taddeus Donati de AtitilU .
Philippe Ser Ridolfi.
Kogeritif Ser Guidonis .
Guido Lapi Gtiuzze ,
Herozzuf Mei Compagni ».
Ser Giovenchus' Medicus .
Uhertinus RoJJt de Strozzisi
Feduccius Vuccii della Maratta .
Faulus Keri Bordoni .
Lapus Bt4gLiajje,
VertiS Durantis *
Coppus Lapi de Medicìs .
Mafus Chiermonte/ù de Ucellitiis,
Giovenchus Cionetti ,
Francifcus Perotti Guadagni.
Quorum Vexilllferorum ojìtium &c, initiare debetdic
primo menjìs Decembris proxime venturi ^ et finire
debet die ultimo menfis Martii tunc proximefequtf
turi fub annis Domini 133 5. Indiai, iij.
Die
t$Ò ISTORIA FIORENTINA
Die 22. menfìs Fehruarìi,"
DuodeclmBonì Viri prò tribus' menjibu^ ìncefturis die
primo menjts Martii 1 334. & ut fequitur fniendis »
Stlvefler Alamanni.
Agojiinus Mofcardi .
^anuy BarmiceUi »
Thilippus Ducei Magalotti •
More JJbaldini ,
IJbaldinus Nicoli Ardinghelli ,
Bingerius Kardi »
Johannes Carucci ,
Barone Cappelli,
Dominus Ugbo Lotteringhi .
Lapus Nicoli,
Ciani4s Dttti Gherardini.
Die 22. nìertjts Marti t .
VexilUferi Sotietatum ,
Banchus Ser B art oli .
Gherardus Boninfegne ,
Magifter Lapus Magìfìri Rinuccii »
Bartolomeus Cini del Migliore.
Bertus Cechi .
VucciuT del Mdejlro.
Nicolaus lannìs Bartoli.
Coppfìr Sfephani .
Domirìus Kainerius del Fòrefe .
Sàbatinus Ser Simonis .
Vaulus Domini lacobi dc Strozzis .
Ferus Gutllelmt .
Gìanottus Baldejìs,
Si"
LIBRO SETTIMO* I9I
Simon Kardi Cuafconts,
Vanne s Armati .
Lcrinus Bonaiuti •
Bandinus Spigliatt de TtUcaria*
Alhi'LZus Kichi de Albizzts .
Johannes Albìz-z'^ Cambiti
Quorum Vexillìferorum ojìttum tmtìare dehet die pn-
mo menfi Aprili s proxime venturi ^ & finire dehet
die ultimo men/js lulii fune prox, fequuturì &c^
fub anni s Domini 133 5. Ind, iij.
Die 20. menjts Maii .
Duodecim boni viri prò tribus menjtbus incepturis die
primo menjjf lunii 1335. & ut fequitur Jiniendis •
Kerlus Bochuccit
Lapaccìus del Bene •
Caroccius Lavi del ludice*
Kicardus Magtjlri Fagni .
Rinucciuf Cocbi »
Ugo Domini Oddonis de Altovltis ,
Strozza RoJJÌ de Strozzis,
Cinus Micbi ,
Salvinus Armati*
Sander Buti Davanzi ,
Aldobranctinus Lapi Rinaldi*
Rogerius Heri de Kitiis,
Die 29. menjts lulii .
Vexi inferi Sotietatum •
Dominus Giachinottus Corbìndli lurifpcritus ,
Leone Guicciardini ,
Kojfur Aldobriindìnì .
Vati'
Ipi ISTORIA TIORENTINA
Vannes Manett: ,
Vannes Bandirti,
Tore/e Sachetti .
Donatus Paci ni Per uzzi . . ^t
Salvaterra Lippi ,
Johannes Benci Davanr,ati .
Francifctif Doncii .
Valla Domini lacobi de Strozzi f.
Mannuccius Kardi .
Ciangherinus Rotini de Becbenugiis ».
<3hinus Veri Rcndinelli ,
Michele Ri/lori Benincafe»
Johannes Donati Piviuni,
JDominicus Fenci JJcellini ,
Dominus Chovone de Chovonihus .
Dominus Bartolus de Ritiis.
Quorum Vexilliferorum ofitìum &c, initlare dehet die
primo menjts Augufii proxime venturi^ et finire
debet die ultimo menjìs Kovemhris tunc proxime
fequuturt fuh annis Domini 1335. Ind. iiij\
Die ultimo menJis lulii .
Bertus Ugolini Vexillifer vexilli cluvìum extractiis
loco fuprafiripti. Dominici hahentìs devctum j &
€xtra6ìus fuerat per errorem .
Die 25. menjìs Augufli .
Duo de dm Boni Viri prò tribus menjìb, incepturis die
primo menjis Septemb,i'^^'^*& utfequiturjlniendis^
Vannes Migliorisi
Datus Ser lobannis.
Aldigherius Ser Gherardi ,
Dom. Gianianus Lapi Rimaldelli ..
LIBRO SETTIMO. I93
Btndtis Domini Oddonìs de Altovltls^
Lotterlus Davanzctti .
Mafuf Valoris .
Nicolas Guilielmt ,
Andreas del Kero .
Laurentius lacopìni Gualinght ,
Vannes Benìntendi de Alhizz,is .
Domtnus Francìfius Domìni Lotti lurlfprttusl
Cerne Mefs. Mafiino effendo in iega co Fiorentini ,
e co' Bolognefi ruppe loro , e fece loro guerra .
Rubrica 514.
NEI detto anno mcccxxxv. come a verno
fatto menzione, avendo contro a ogni
ragione Mefs. Maftino, e Mefs. Alberto tolto
Lucca , che dovea eflere de' Fiorentini , i quali
erano in lega , e colla gente loro i Fiorentini
cacciato , e fconfitto il Legato di Bologna , e
fatto fare Signore grande maggiore , che non
erano quelli della Scala ; i Lombardi cercava-
no di metterlo in briga co' Fiorentini , perchè
egli non folle grande appo loro vicino ; ed
era per la fodduzione de' Fiorentini cacciato
di Bologna lo Legato , ed intrati in lega i
Bolognefi co'* Fiorentini , e Lombardi . Di che
proteftando i Fiorentini a' Signori della Scala ,
rendeiìe loro Lucca, come ne' patti era, non
poflèndo negare , dilTe , che volea danari, pe-
rocché goftava loro la pace col Re Giovanni
Tomo X IL N aliai
Tp4 ISTORIA FIORENTINA
affai , e patteggiato dovea avere da' Fiorentini
trecentofeffanta mila fiorini, par te "in danari,
e parte in ficurti a termini . Li Lombardi
fcordarono quello fatto, e quando i Sindachi
vollono il contratto ^'^ ii ditie, non volea de-
nari , ma voiea , che i Fiorentini gli aiutaffero
avere Bologna Quando queito s' intcle per
gli Fiorentini, efiere ingannati, e icherniti,e
penfando non potere per niuno danaro avei'-
la; ma veduto, eh' egli volea Bologna, per
avere Firenze, e penfando, che per meno,
che il quarto danaro la poterono avere due
volte , e non la feppono avere , proteftato
a' Signori della Scala in prefenza de' Signori
Lombardi , fi partirono , e vennonfene . Di che
in un di Meflèr MaPtino , colla gente , che era
in Lucca, fanza sfidare i Fiorentini, ne' Bo-
lognefi , eh' erano in lega , fi corfe il contado
di Bologna, e Valdinievoìe , e Valdarno de'Fio-
rentini ; e ciò fu a' dì 2 3. di Febbr/^^ mcccxxxv.
Co772e i Fiorentini fecero ufiziaVt ài guerra , e
UjìciaU di trovare danari, Rub. 515.
I Fiorentini avendofi veduti traditi da
Mefs. Mafiino , e veggendo niuno ripa-
ro,
(i) Nel li^. ip. de^Prot. alle Riformag, a 199. di qucfl-o
anno pare, che Ci dichiarino quefti Sindici, coyi:
Sindici ad Ltgam Dofti. Ugo Lotteringhi Itid» ^
Naddus Cenni Ntjrdi » Zih, D. a i<5p.
(2) Villani /. 1 1» e 4^. A' dì i^. di Febbraio,
LIBRO SETTIMO. I95
ro , fé non la guerra , fubitamente eleflèro fei
cittadini fopra la guerra, e 14. Ibpra trovare
danari, con grandillime , e piene balie, ficco-
m'e avea tutto io Comune , e ciò fu nel detto
anno mcccxxxv. A' dì 10. di Marzo comincia-
rono il loro uficio .
Come i Fiorentini feciono fare la Rocca in Colle ^
e prolungarono i Colligiani per tre anni la
guardia di loro a' Fiorentini .Rub. 516,
ERano compiuti li termini , che i Fioren-
tini avieno avuti con gli Colligiani , della
guardia , che avieno i Fiorentini , di Colle ;
onde perchè fi vidono in pace , e ben trat-
tare , per tre anni fi dierono a' Fiorentini . E
fecefi un cafléro in fuUa piazza ; la fpefa della
muraglia fi fece per metà tra' Colligiani, e' Fio-
rentini; la guardia di 40. fanti pagano i Fio-
rentini, e lo Calleilano /'^
N 1 Come
(i) I due nuovi Ufìzìali di Colle polli quell'anno, ed
in tsle occafìone da^ Fiorentini , fi leggono nel lib, 19.
de' Protoc. alle Rtfirm. a 200. Nerius D. Alamanni
de AdimarihiiS eleBus Poteflas Lollis . Mafiuus Mafi
de Antellenjìbus eUBui Capitanetis Collis . Zìhald. P,
a i6g.
Jg6 ISTORIA FIORENTINA
Come i Fiorentini moffero guerra agli Aretini , e
talfero il paffò alla gente di Mej}. MajHno ,
che andava ad Arezzo . Rub 517.
T^Egli anni Domini mcccxxxvi. a' dì 14 di
X^ Aprile sfidarono i Fiorentini gli Areti-
ni ; e k cagione fu , perocché lentirono di
certo , che Mefs. Piero Saccone de' Tarlati
avea mandato per gente a Mefs. Maftino , e
con lui collegatoli , e promeffo fare guerra
a' Fiorentini ; e già era la gente venuta infino
a Furiì 850. barbute; onde i Fiorentini man-
darono óoo. barbute , e co' loro amici Bolo-
gneii, e di Ivomagna contailaro loro il paflb ,
iicchè non vennono ; ed i Fiorentini fempre
alle frontiere d'Arezzo avieno 700. barbute
a guerreggiare Arezzo .
Come i Fiorentini andarono ad ofle ad Arezzo , e li
perugini infieme dall' altra parte . Rub. 5 1 8.
A Vendofi i Fiorentini afficurati , come det-
to e, che la gente di Mefs. Martino non
pctea palTare in Tofcana, per ire ad Arezzo,
ieciono, che U Perugini fi moflbno, ed anda-
rono ad Arezzo, in un dì 11 Fiorentini, ed
i Perugini , e indi flettono , e feciono V un di
qua , e r altro di là gran guafto di pofTeffioni ,
e di biade, di campi , e d'alberi, e fu tanta
la
LIBRO SETTIMO. 1 97
la moltitudine di pedoni d' ogni parte, che
quali preflò alle mura , e tre miglia di lunge
non rimafe albero vivo , né frutto, ne vigne ,
e quau tutto il contado nudarono di cafe , e
non li ricorda infino a quel di sì gran danno
avere ricevuto gii Aretini. Ebhonvi i Fioren-
tini 750. barbute, e 800. pedoni; e li Perugi-
ni 400. e 5300. pedoni; e giunfe lo detto olle
ad Arezzo a' di 5. di Luglio mcccxxxvi. e poi
vedendo da non far loro più danno , li parti-
rono del contado d' Arezzo a' dì 6. d' Ago-
ilo ^'^ MCCCXXXVI.
Cornei Fior e nthi furono levati di Fiefrafanta .
Rubrica 519.
COme addietro è fatto rnenzione, Rub. 508.
i Fiorentini avieno avuto in guardia la
Terra di Pietralanta , falvo che 'l catìèro , da
Niccolaio de' Poginciù ; di che eilendo Mefser
Mailino divenuto nimico de' Fiorentini, sì ef-
fendo Signore di Lucca , trattò con Niccolaio
d' aver Pietrafanta , e dienne lìor mi undicimi-
la , con altre promiiHoni , le quali promiilioni
gli furono attenute , come udirete . Di che per
Io catTero intrarono pedoni , e^ cavalieri in
gran numero , ed ebbe la pofTeffione Mefs. Ma-
flino dal detto Niccolaio , ed i Fiorentini ne
N 3- fu-
(•i).VIllani Uh. rr. e 48. A' dì 4. dì Luglio T arrivo, e
tf' di 7. d' Agofid , ia partenza .
ipS ISTORIA FIORENTINA
furono cacciad : e ciò fu a' dì 21. d' Aprile
Mcccxxxvi. ma poi il Gennaio vegnente Mefs.
Mailino il fece pigliare , per tagliargli il capo
per traditore , e ricomperoifi fiorini quindi-
cimila d'oro, per non morire , e quella fu la
provvifione , che ebbe .
Come t Fiorentini co Viràziani fi legarono inficine
contro Mefs, Maftino della Scala . Rub. 52 o.
LI Vini^lani erano in certe difcordie con
gli Signori della Scala, come avviene
fempre , che li Comuni furono , e fono fem-
pre nimici de' tiranni, e de converfo , e fpe-
zìalmente , e maggiormente quando vicinano ,
come eglino faceano . Di che i Fiorentini or-
dinarono farft incontro a' Viniziani, ed ulti-
mamente infieme feciono lega, e compagnia
per un anno , e mei! due , e dì quattordici ;
e cosi fu bandita a' dì 1 5. di Luglio mcccxxxvi.
con quelli patti ^'^; che duemila barbute y e due-
mila fanti folle la lega de' detti Comuni , e
che due cittadini aveflbno balia di foldare ,
e di caflare, e far guerra in compagnia del
Capitano per gli Fiorentini , e fimile due Vi-
niziani,e così dovelTero eflere in Lombardia,
e Tri-
(i) Al lìh.\ì,de^ Prof, nelle Rìformag, fotto queft* anno
a ri8.fi leggono i nomi de* due Ambafciadori a ciò
fpediti da* Fiorentini a Venezia ; Sp'inelltis Primerani
de Mofcìano , ^ DuccUis Lapi de Alhertìs Amba*
iciatores ad Vtgam Ven^t'tis* Zib, D. ^ 172»
LIBRO S E T T I xM O . ipp
e Trlvigiana ; e più altre convenzioni , le quali
li contennono nella detta lega . E nota, Let-
tore , che il Comune av ea grandi fpefe , e facca
di comune la detta fpeia con gii Viniziani,
e trovoiFi debito fiorini centomila il Comune
di Firenze quando fece quella lega , ed avea
mille barbute a V^inegia ,e fecentocinquanta
a' palli in Remagna , perchè non palìàlie ad
Arezzo gente , e fetter.entocinquanta ad A-
re/zo,e dava di merito a 15. per centinaio,
e trovava cittadini , clie pagavano ogni tua
fomma, e credeano al Comune, dando loro
a ragione di cinque per cento, oltre a quello
del Comune.
Come Mefs. Mallini fece cavalcare i Fiorentini
colia gente , che avea 20 i Lue che fi , fer
due volte . Rub. 52,1.
NEI detto anno, e di Luglio a' dì 14/'^
ufcirono di Lucca 400. uomini di ca-
vallo, e pedoni 2000 e vennono la leraaBug-
giano in lo iole tramonto . La notte medeii-
ma andarono al borgo di Cerreto Guidi nel
Valdarno di lotto; e quello ellèndo affoflTato
combatterono , ed arfero , e guaitarono , e tor-
narli quel dì medelimo a Buggiano . Poi a' dì
5. d' Agofto vegnente Ciupo degli Scolari, che
era in Lucca Capitano della foreiieria di Mef-
N 4 ier
(i) Villani /.u.c. 50. A dì 15. la notte»
aOO ISTORIA FIORENTINA
fer Maflino della Scala, fi parti di Lucca , e
pafsò Arno con 850. cavalieri ^'^-^ e pedoni
3050. e andonne al borgo a Santa Fiore, e
guaftollo , e poi n' andò a Martignano ^^^ nel
contado di Sanmignato , e flettervi due dì.
La brigata de Fiorentini traflero , ed accoz-
zarli a Sanmignato , e coftoro effendo a Santa
Gonda^'^ e trovato fatte barre , temettono , e
quali in rotta il partirono , e perderono molti
pedoni, ed alquanti cavalieri per la Gufcia-
na^'^^je per quelli pacli fi. tornarono male in.
concio, e fu lo numero perduto de' pedoni 80.
e de' cavalieri 28. infra' quali erano cinque>
Coneftabili, e s'egli aveflèro i Fiorentini fol-
dati, non ne andava capo di quelli di Mef-
fer Maftino.
Cmie i Fiorenthìl rìpofono il Caftdlo di Latmna ^
Rubrica 522.
NEI detto anno mcccxxxvi. a' dì 20. d' Ago*
fto il Comune di Firenze conlinciò a edi-
ficare , e riporre il caftello di Laterina , lo qua-
le era disfatto , e per guardia di quello vi
lafciò 200. uomini a cavallo, e che faceffera
guerra agli Aretini.
Comt
(i) Vili, ivt, 800. cavalieri <=
(a) MS. Marcignana*
(3) MS. Conda,
\ft\ MS. Lufciana «
LlB^RO SETTIMO. 201
CQ?ne Mefs. Fiero de' RoJJi da Vanna venne in Fi-
renze per Captano di guerra della lega trai
Viniziani , e i Fiorentini con quelli della Scala ,
€ andò a Lucca prima , e fconfijfe i Lucchefiy e i
Pifani. Rubrica 523.
NEI detto anno a' dì 14. Agofto ^'^ glunfe
Mefs. Piero de' Roffi da Parma in Firen-
ze per Capitano della lega fatta tra' Vinizia-
ni, e i Fiorentini, contro a quelli della Scala,
dove fu bene veduto , ed onorato ; ed il dì
primo di Settembre ufcì fuori con 400. bar-
bute , e fanti 8000. ed andando predando, e
guadando il contado di Lucca infino in fui
Prato, ed in quel terreno flettono cinque dì ^
e con preda , e con vittoria fé ne venieno .
Ma i Luccheli con gente de' Pifani fi pararono
loro innanzi ad Altopafcio , e quivi era una-
tagliata di terreno . Li corridori de' Fiorentini
ricevettona alcuno danno ; ma quando le fchie-
re s' appreflaro , e combatterono co' Luccheli,
eh' erano 600. cavalieri , e pedoni aflài , molto
durò la battaglia, alla perfine furono i Fioren-
tini vincitori , ed i Luccheli fi ricolfero nel
Ceruglio con gran danno, e perderono genti ,
e bandiere affai; infra l'altre vi fu la ban-
diera di Mefs. Maftino della Scala ; e il di di
S. Maria tornarono in Firenze .
Come
(i)l Villani /.II, e. 51» vi' ^f «S'^' ^goflo .
2.02 ISTORIA FIORENTINA
Come Mejs. Piero Ri Jt Capitano partì "di Firenze ^
e andò a Vinegia , Rub. 524.
NEI detto anno, a' dì 20. di Settembre ufcì
fuori Mefs. Piero Roiìb, ed andò verfo
Lombardia al fervigio della lega de' Vinizia-
ni, e qui fi trovò fui contado di Padova a
Bogolenta con 4000. uomini di cavallo , e molti
pedoni, con danno della città di Padova, ed
arie i borghi, e le ville d'intorno.
Come (h'imido de' Rolji da Parma fi fatto Capitano
di guerra de' Fiorentini , e andò addojjo
a Lucca, Rubrica 515.
NEI detto anno a' dì \6. d'Ottobre venne
in Firenze Orlando de' Roffi da Parma
per Capitano di guerra , e a' dì 25. di Novem-
bre ^^^ del detto anno ufcì fuori con 1200.
uomini da cavallo , e 5000. pedoni ^'^ , e andon-
ne a Lucca contra il contado di Lucca , e fla-
re, e fcorrere infino in fui Prato di Lucca,
ed ardere . Con preda, e con onore fi torna-
rono in 20. di in Firenze.
Quefti
(1) Villani /. 1 1. r. %%, A ài 1 7. <^i Novemhre .
(2) Vili ivi , milh trsQ^ntQ cavalieri » e tremila pedoni
LIBRO SETTIMO. 203
Quelli fono i Priori da mezzo Dicembre 1335.
a mezzo Dicembre 1336. Rub. 526.
PAgolo di Ridolfo Guidi,
Cione d' Alberto .
Francefco di Meo Acciaiuoli .
Spinello di Primerano da Mofciano.
Sandro di ButoDavanzi.
Taldo Valori.
Mefs. Rinaldo Cafini D. di Leg. Gonf. di Giuft.
Ser Marco di Ser Buono da Ugnano lor Not.
Clonino Aglioni.
Coppo Borgheli.
More Ubaldini .
Banco di Lippo Gianni.
Vanni Armaci .
Luti Dirittafedi.
Filippo Buonfigliuoli Gonf. di Giuftizia .
Ser Salvi Dini lor Notaio.
Bernardo di Neri da Quarata.
Giovanni Bonaccorli ,
Pero Baldovinetti .
Chele di Paa;no de' Bordoni ,
Dietifalvi di Nigi .
Bellincione d'Uberto degli Albizi.
Coppo di Stefano de' Bonaiuti Gonf di Giuft.
Ser Dionigi di Bindo da Caleazano lor Not.^'-'^
Fran-
(0 MS. romette.
204 ISTORIA FIORENTINA
Franccfco Saflbli ^'K
Giovanni di Mefs. Lapo Arnoln .'
Lottiéri Davanzati .
Piero Guiglìelmi .
Ghino di V'eri de' Rondinelli,
Mefs. Francefco di Mefs. Lotto Dott. di Leg.
Ubertino del Roflò degli Strozzi Gonfal.
di Giuftizia.
Ser Giovanni di Benvenuto da Sedo lor Not,
Cappone di Recco Capponi .
Donato di Pacino ^"^ de' Peruzzi .
Bartolommeo di Stefano degli Acciaiuoli ^^K
Cenni di Nardo Rucellai.
Mefs Ugo Lotteringhi Dott dì Leggi ^'^^
Neri di Lippo .
Gherardo Paganelli Gonf di Giuft.
Ser Dietifeci di Ser Michele da Gangalandi
lor Notaio .
Francefco d' Andrea.
Filippo di Duccio de' Magalotti .
Rinuccio di Cocco de' Cocchi.
Bartolo di Vanni Facci.
Andrea del Nero .
Mefs. Bartolo de' Ricci Dott. di Leggi.
Zato di Gaddo Paffa vanti Gonf. di Giuli.
Ser Lippo di Ser Cambio da Vinci lor Not,
(i) PeCrìb. Saffolinì. (2) Petrib. di Pagno^
(3) MS. lafcia degli Acciainoli ,
(f) MS. aggiugne > di quelli della Stufi*,
LIBRO SETTIMO. 20^
DV 22. mcnfìs Kor^emhrif .
Duodectm Boni Viri prò tribus menjtbus tnCepturts dÌ0
primo Decemhris 1335. <^ ut fiquitur finiendìs ♦
Domifius Tomafu^ Corjtnì ^
Btephanus del Benino .
Boninfegna Gherardi ..
Torce Un s Rechi .
TJlì'Verìus Lapi Guazze»
Bartolus Paradijì.
Dominus Orlandus Marini »
Giunta Hardt,
Diet i/ahi Higii *
Kicolus Berti Strozzale hi ,
Mafus Chiermontejts de Ucellinis *
Zdtus Gaddu
Eodem die .
Vexillifert Sotietatum .
Loigfus' Domini Andree de Mozzis .
Beninus Borgoli ,
Corjtnus Mozzi Corjìni *
Gerius Stephani ,
Majinuf Mafi de Antilla .
Dinus Lapi de la Bioìa .
Duccius Lapi de Albertis.
J^anchuf Uardani de Acci aiuoli s .
Tuccius Cochi ,
Francifeus Grandonis,
Johannes Caruccii .
Talconerius Baldejìs ^
Kardus Cajj'ni .
Do-
206 ISTORIA FIORENTINA
Dominus Ugo Lotteringht »
Taddeus Domìni Aldobrandt de Cerreto^*
Ber Vierus Machonìs*
Johannes Durantis .
lacobuf lungni de Ghingnìs ,
Hogerlus Heri de Ritiì} ,
Quorum VextlUferorum nfitium &c» intticire dchet die
■^rìmo menjis Decembris proxime 'venturi ^ et finire
debet die ultimo rnenfis Martii tunc proxime fé e U'-
turi fub annis Domini 1336. Indiéf, titj»^
Die 27. rnenfis Kovembris^
Bctrtolus Vannis Puccii extraólus loco fuprafcriptt
lohannis Caruccii^ quia erat abfens *
Die
Duodecim Boni Viri prò tribù f menfibus incepturis die
primo rnenfis Martii i^T^ó» & ut Jequitur finiendis .
Marchus Mini de Quarata.
ZenobitTs de lo Scelto .
Gherardus Baroncelli .
Bencivenni Bonfoflegni .
Dominus Marchus Ciotti de Marchis.
Bartolomeus de Siminettis .
Falla Domini lacobi de Strozzis,
Tierus Ceffi de Bechenugis •
Matheus Borghi Rinaldi»
Richus Buti Davanzi ,
Dominus lacobus de Ritiis,
Teghiaius del Cecino.
Die ig. rnenfis Februarii .
Kaddus Ser Spigliati de Filicar.ia extraélus locofu-
prafcripti Teghiai quia erat abfens ,
Die
LIBRO SETTIMO. 207
Die 20. men0s Marttì .
VexiUiferh Sotletatum •
Ser Fred! Blndt de Pa^zano Kot*
Frartcil:us Cennìs Eiliotti .
Fbilippus Bon/jgnon's' .
TJguccìcne Chi avi ce Ile ,
lobcinnes Beni VAÌarius*
Bonacurfus Bentacorde .
lacohus Ser Keri ,
Francifcus Borghint .
Ubaldinus Nicoli de ArdinghelUs .
Nerius Pugni Vaiarius,
Donatuf Alhtzzi Orlandim .
Bingeriuf Nardi,
Bartolus Morelli.
Federigus Eoidi . .
Salvtmts /ìrmati ,
Johannes Bernardini de Medicis ,
Landozzus- Uberti de Albizzis ,
Aldobrandinus Lapi Rinaldi,
Cambius Albìzzi C ambii ,
Quorum VextUlferorum ofitium initiare debet die prt^
mo menjù Apnlìf proxime venturi^ & finire debet
die ultimo mentir lulii tunc prox, Jequuturi &€*
fub annis Domini 133Ó. Ind, iiij\
Die 28. menjis Mail,
Duodecim boni viri prò tribus menjibus incepturis die
primo men/if [unii 133Ó. & ut fequitur Jìniendis .
eh era rdu s L anfredin i ,
Andreas Petrl de Magli s,
Kad'
lo8 ISTORIA FIORENTINA
Kaddus Duccìi de Bucellis .
Taddeus Donati de Antìlla .
Atciixiuolus Domini Kicole de Acci(tiuoUf%
Keritis Kiccboli de Ardinghellìs *
Faìconeriuf Baldejis ,
ConJtgUus IJgonìs»
Coppus- Lupi de Medici s^
Guido del Pecora .
Matuf Benvenuti »
Gertus Vermilgli •
Die lAr* menjìs lulii •
Vexilliferi Sotietatum .
Thilippus Bencini del Sanna.
Adoardus Domini Fhìlippi Belfradelli»
E>atus Ser lohannis .
lacobus Salvi»
Dominus Biviglianu^ Manetti ,
Kojjhf Sachetti.
Aldigheriuf Ser Gherardi .
Guillelmus Vince de Altovitif,
Bartolinus Salimbenis,
Frederighus Domini Ardovlni de Signa»
Lucas Cerini de Strozzi^,
Michele Cionis Majfei ,
Camhius Rojft,
Ser Tanus Nardi Guafconif,
Stefanus Berti Davanzali,
Zenobius del Bulgliajfa ,
Ser Ventura Monachi.
Fieruy del Fapa ,
Ber Michele Ser Bonacorji de Lafìra .
Quorum Vexilliferorum ojìtium ìnitlare dchet die prt'
mo
LIBRO SETTIMO. 209
m9 menjis Augufli prox. venturi & finire dehct
die ultimo Tììenfis Kovemhris iurte proxime fecu"
turi fub annls Domìni I J36. Indlói, iiij>
Dif 27. menjìs Augufli.
Duodeclm Boni Viri prò tribus msnjibus Incepturìs die
primo menf.Septemb» I336» etutfequlturjìniendìr^
Gherardus Volpi s de Caniglanif.
(Jherarduy Bofijt*
Bonlfazius Tommajì de Feruzzif *
Bartholinus Filippi .
Dominus Rajnerluf del Forefe ,
Chlarozzus del Bene Chiari .
Chrljiofunus Pucci i,
Laurentlus Adimari Villanuzzi*
Tranci fcus Fiorentini *
^anus Pini .
Albizzus Ricchi.
lohannes Albizzi Cambi.
Come il Comime di Firenze ebbe la Città i* Arezzo
da Mefs. Piero Tarlati detto Saccone . Rub. 527.
NEi detto armo mcccxxxvi. a' dì io. di Mar-
zo ^'^ li conchiufe una concordia tra Mef-
fer Piero da Pietramala d' Arezzo, detto Mef-
fer Piero Saccone co' Fiorentini ; Io quale non
veggendo modo d' avere foccorfo da quelli
della Scala , la fignoria d' Arezzo non poflendo
tenere , la die al Comune di Firenze . DilTeii ,
Tomo XIL O che
(0 Villani /.u.c. 6^. A' dì 7. di Marzo .
210 ISTORIA FIORENTINA
che n' ebbe affai . Lo Comune lo prefe , e la-
fciollo al popolo , e rimifl'evi i Guelfi , e ri-
formolla de' Priori, ed altri uficj di Guelfi, o
mandovvi Podeilà Mefs. Currado de' Pancia-
tichi da Piftoia, e Confervadorc Bonifazio
de' Peruzzi di Firen^:e ^'^ , e grandiffimo tempo
era paflàto , che' Fiorentini non avieno avuto
maggiore allegrezza , con gran fé la d' armeg-
giare, e di fede, e compagnie fé ne fecero , e
non fi lavorò , né tenne botteghe aperte tre dì
nella città di Firenze ; ma li Perugini fi dolfono
molto di ciò.
Come Mefs. Piero Saccone venne in Firenze .
Rubrica 528.
N'Eir anno del Signore mcccxxxvii. d'Aprile
dì io. venne in Firenze Mefs. Piero Sac-
cone, e quafi tutti li fuoi conforti, e richle-
fero eflere veri cittadini di Firenze . Fu loro
acconfentito , ed onorati grandemente ; e poi
fatto ciò , fi partirono , e tornarù in Arezzo .
C077ì€
(i)I Sindaci deftinatì dalla Repubblica a fermare quefto
trattato fi notano nel lib, \i. de* ^rQt, delle Riform,
ais6. e a "^og» fotte queft' anno : Do;;;. Gfaninntts
Lapi Giauiaui f ^ Bonìfazitis de Peruzzis Si «dici
nd pficem cum Arretjnis , ^ Petramalenjìbtts > 2/»
halJ. D. <J 173.
LIBRO SETTIMO. tu
Come il Comune di Firenze s^ accordò co Veriigtni
de" fatti i Arezzo , Rub. 529.
NEI detto anno , e mefe d' Aprile per Am-
bafciadori, e Sindachi Fiorentini fi prefe
concordia co' Perugini , ed ebbono in Arezzo
alcuna preminenza d' un giudice d' appellazio-
ne , e per cinque anni certe caftella ritenno-
no per (icurta di loro; e fu fatta pace tra' Fio-
rentini , ed Aretini co' Perugini .
Come i Fiorentini , e* Viniziani feciono con quelli
della Scala, colle Signorie di Melano Alefs.Azzo,
e' Marcheji di Ferrara , e con Alefs. Luigi da
Gonzaga , e co' Signori di Mantova . Rub. 530.
NEir anno di Crifto mcccxxxvii. d' Aprila
fi molTero Mefs. Azzo Bifconti Signori
di Melano , e' Marche (1 da Ferrara , e Mefser
Luigi da Gonzago Signore di Mantova , e an-
darono a Vinegia , e cercarono concordia con
gli Viniziani , e con gli Ambafciadori Fioren-
tini di pacificargli inlieme niente con Mefser
Maftino , e Mefs. Alberto della Scala Signore
da Verona . Rimafe da quelli di Verona V ac-
cordo . Di che i predetti di Melano , di Fer-
rara , e di Mantova fi collegarono con gli Vi-
niziani , e' Fiorentini contro a quelli della Sca-
la ; di che fu gran conforto . E '1 Re Carlo di
O 2 Eoe-
115 ISTORIA FIORENTINA
Boemia figliuolo dello Re Giovanni Venne nel-
la detta lega, e cavalcò il Trevigiano, e tolfe
a Meis. Maitino Civita, e Feltro., e grande
fconforto n' ebbono quelli della Scaia .
^ome i Fiorentini 7n andarono ojle a Die e a , e
nchieftro V amijia . Rub. 531,
Esfendo i Fiorentini difiderofi di moftrarc
loro vigore in ogni luogo , e ipezial mente
a Lucca, richiefono T amifta ; infra' quali i
Bologneli dierono 20 j. uomini di cavalo, e
lì RomagnuoH 100. gli Orvietani Od. i Peru-
gini 1 00. li Tarlati 50. é 1 00. pedoni , gli Are-
tini 500. pedoni, li Saned 100. cavalieri, che
poco féciono , che non vollono ufcire del con-
tado di Firenze, Colle loo. pedoni, Volterra
lou. pedoni, Sàngimignano 106. pedoni, i
Conti 150. pedoni-, la città di Caftelìo, ed il
borgo Saniipolcro 100. cavalieri , e 203. pedo-
ni ; ed ufcironó di Firenze il primo dì di Giu-
gno. Ufcì l'olle fjori con 2000. barbute, e
loooo. 'pedoni, e andarono a Buggiano, ed a
Fefcia , e tutto gualtarono, e pollo il campo
al Ceruglio fcorfeno lo contado di Lucca, e
guaftaròno il biado, e le vigne, ma niuna
Terra , o Caftelìo prefono , perocché non in-
tefero i Lucchefi , fé non alla difefa_, e bene
avieno guarnito i loro caftelli ; e così guailo
ogni cofa , tornarono con preda, e vittoriofa-
men-
i I B R @ S E T T I ìM 0 . 213
mente in Firenze a' dì primo d' Agofto mccc-
XXXVII.
Come feciono più cavakate i Fiore-ntinì^ e* Vini-
zi ani a Verona, Rub. 532.
TJErcliè è pure della noftra materia della
Jt Città per lega, diremo de' fatti di Lom-
bardia, il Capitano delia lega mandò Mei'ser
JMarlil io Rollo con duemila cinquecento ^*^- ca-
valieri della lega^ e fu a Mantova; e quivi
ragunati , e collegati cavalcarono a Verona,
e corlero il' palio il dì di S. Gio\ anni , e moJto
male, e danno averieno fatto, fé non che
quelli della Scala corruppero per moneta certi
Tedefchi della lega, e v oUono poi la batta-
glia colla lega ; di che di neceffità fu , che fi
partifle per tomarfi a Bogolenfo, ed in quefta
tornata lentendo Mcfser Maaino , che s' era
Mefs. Marlilio fermo a Mantova, n' andò con
3000. cavalieri , e 5000. pedoni a Bogolento,
e ftrinie Mef^. Piero in Bogolento per modo,
che lo affamò. Mcfs Mariiiìo li partì , e andò,
e foccorfelo per modo , che intrò in Bogolen-
to . Mcfser Ma.lino fé n' andò in Padova , e
quivi lafciò Mefs. Alberto, ed egli tornò a Ve-
rona ; e Mefs. Marfilio s' accollò a Padova , ed
^^flediqlla dall'uno de' lati, per certi trattati,
O 3 che
(i)> Villa ni i. II. e, 61, con duemila e ^u4ttr9cento--
ai4 ISTORIA FIORENTINA
che fi intendea con certi dentro y e- con Me(-
fere Albertino ^'^ da Carrara .
Come la lega cìe^ Fiorentini , é Viniziani , e gli
altri collegati ebbono Padova , e quelli , che la
diedero , furono nella lega , e vi fu pefo Mef
fere Alberto. Rubrica 533.
NEI detto anno , a' dì 3. d'Agofto , per trat-
tato delli detti , Mefs. Ubertino , e Mar-
filio , il Capitano della lega , Mefs. Marlìlio ,
e Mefs. Piero RofTo intrarono in Padova , e
corferla per la lega , e poi lafciarono la figno-
jria a loro , ed intrarono in lega ; ma fuvvi
prefo entro Mefs. Alberto della Scala , con al-
tri , e mandati a Vinegia ; di che ivi , ed in
Firenze fi fece gran fella , e grandi allegrezze .
Come morì Mefs. Piero Rojfo , e Mefs, MarfiUo ;
^ ed Orlando Kojfo fu fatto Capitano della lega .
Rubrica 534.
NEI detto anno, e mefe d' Agofto eflèndo
Mefs. Piero Roffo Capitano della lega a
ofte a Monfelice , gli fu dato d' una lancia nel
fianco, di che il fecondo di morì, e cinque
dì poi Mefs. Marfilio Roflb ammalò, e morì;
di che onoratamente in Padova furono fep-
pelliti, ed in Firenze grande onorevole efc«
quio
Xt)U%.UbtrtÌHè.
^LIBRO SETTIMO. 215
quio fu fatto per lo Comune nella chic fa de 1
Frati Predicatori ; e poi fu provveduto in Fi-
renze , che Orlando RoiTo Capitano de' Fio-
rentini n* andafie a Vinegia ; e così fece ; e là
fu provveduto , ed ordinato Capitano della le-
ga generale, perchè era prode uomo.
Cu7fie Orlando Rojjì. fece pia Cavalieri in fu quello
di Verona , ed in luogo d' Orlando Mefs, Iacopo
Gabrielli fu Capitano di guerra , e come i Vi-
niztarn ferono pace cJ Signore della Scala , e
tradirono i Firn e nt mi , ed i Collegati . Rub. 535.
COtne alla lega ordinata tra' Vinlziani, e i
Fiorentini ii pervenia , s' acquiAairc certe
Provincie, e Terre, come detto è; Trevigi
a' Viniziani , Lucca a' Fiorentini , ec. giunto Or-
lando Roilìa Vinegia in quello anno, cavalcò
a Verona più volte, e quivi fi fece cavalieri,
e prefe più calieila de' Veroneii , ed aflcdiò
Vicenza , e fanza fallo vincea , e disfacea Mefs.
Martino , fé non che eiili come favio cercò con-
cordia, ed in effetto conclufe in quefta for-
ma, che pace fuffe co' Viniziani , i quali ciò,
che vollcno, ebbono da lui; e ciò fu Trevigi
col fuo contado. E fermi loro , trattarono per
gli Fiorentini in quello modo ; che defle a i
Fiorentini Pefcia , e Buggiano , ed Altopafcio.
Ancora Mefs. Martino aflentì : di che fatto ciò ,
incontenente addivenne, che mandati furono
O 4 ani-
2l6 ISTORIA FIORENTINA
ambafciadori a Firenze , che li Viniziani volie-
no pace in quefto modo. Di che udito quello
in b irenze , i Fiorentini ii tennero gravati , ed
ingannati , e non volieno aflèntire la pace .
Di che li Viniziani dilìèro volere la pace, e
fé i Fiorentini ia volieno nel modo fatta, efli
11 contentavano ; quando che no , eglino la
prendeano per loro, ed i 'Fiorentini faceflèro
guerra , eh' eglino volieno pace . Veduto per
gli Fiorentifìi quefto partito, ailentirono alla
pace , ed ebbono Pefcia , ed Altopafcio , e Bug-
giano, e Mefs. Iacopo Gabrielli da Gubbio Ca-
pitano de' biorentini , In luogo d' Orlando Rof-
fo , venuto in Firenze, fu quegli, che andò
per la tenuta delle tre caitella, e poca alle-
grezza fé ne fece in Firenze della detta pace,
ferma, e banditaa'dì io, drFebbraio^'^,!* an-
no Mcccj^xxviii.
Quejìì fono i Priori da 7?2€zzo Dicembre 1331^..
a mézzo : Dicembre 1337. Rub. $16,
p
Ugio ^-^ di Boninfegna .
Vanni Bandini .
Vanni Donnini.
Gonfidio d' \J^o .
Benincafa di Falco.
Antonio di Landò degli Albizzi .
(1) Villani /. I r. e. 8p. A' dì 1 1« di FMrah .
(a) MS. Pitgno .
Mefs.
LIBRO SETTIMO. 2x7
Mefs. Aleffb Rinucci Dott. di Leggi Confai
di Giuftizia.
Ser Piero di Baldo lor Notaio.
Piero de' Velluti.-
Porcello di Recco da Ghiaccerò .
Ubaldino di Niccolò ^'^ Ardinghelli ,
Mefs. Orlando Marini.
Mancino Softegni .
Mafo di Chiermontefe degli Uccellini ^^^ .
Mefs. Gianiano^^Mi Lapo Rimaldelli Gonf.
di Giuftizia .
Ser Berto di Ser Dino da Petrognano lor Net.
Vanni Manetti.
"Naddo di Duccio BuccUi.
Tòmmafo Dietaiuti,
Bartolo Morelli.
Guido del Pecora.
ISaddo di Ser Spigliato da Filicaia .
Ugo di Mefs. Oddo^ degli Altoviti Confai
di Giuftizia .
Ser Caftello del Maeftro Rinuccio lor Not.
Andrea di Pietro de' Magli .'
Pacino di Tommafo Peruzzi.
Guiglielmo del Vinta Altoviti .
Giua-
(1) MS. di Mìcbelt .
(1) MS. e Petrib. omettono df^/f UeeeWnh
(3) Pcuib. Girmun^ .
/^
ZlS ISTORIA FIORENTINA
Giunta di Nardo.
Taddeo di Mefs. Aldobrando da Cerreto .
Giovanni d' Albizzo Cambi .
Strozza del Roflb Strozzi Gonf. di Giuft.
Ser Gherardo di Ser Arrigo da Vico lor Not.
Luigi di Mefs Andrea de' Mozzi .
Maiino di Mafo dell' Amelia.
Matteo ^'Mi Boninfegna.
Michele di Cione Maffei .
Niccolò di Berto Strozzafichi .
Lapo Niccoli ^-^ .
Nerone di Nigi Gonfi di Giuftizia.
Ser Matteo di Guido lor Not.
Banco di Ser Bartolo .
Gherardo de' Baroncclli .
Cambiozzo di Neri Aldobrandini .
Luca di Cerino degli Strozzi,
Salvino Armati .
Albizzo del Ricco degli Albizzi .
Tano di Chiariffimo Gonf. di Giuftizia .
Ser Niccolò di Ser Giunta da Caftel Fioren*
tino lor Not-
Die
(l) MS. Marco.
(0 MS. NifeQÌim
LIBRO SETTIMO. 2X9
Die 2g. menjts Kovemhrh »
Duodccm B4fti Viri prò tribus menfihus ittcepturts die
primo menf, Decemb,i^l6, & ut fequitur^niendis •
Dominus Tace de Certaldo,
Beninus Bergoli .
Vanne s' Ser Lotti,
Vuccius del Maejlro .
Guillelmuf Vinte de Altovitis •
ìacobus Francifci del Bene,
Hadduf Cenni s Hardi •
lacobuf Ser Rinuccii ,
lohannes liberti C ambii ,
lohannef Donati Vivìani .
Dominus Lotteriuf Lapi Cherardim^
Chele de AgugUone •
Eodem die*
Vexilliferi Sotietatnm .
tedueciur Cloni f Falconi f.
Bancbur Fuccii Bencivennis ,
lohannes Lapi Ri/aliti,
Ser Marcus Ser Boni ,
Boninfegna Oberar dì ,
Cione Alberti del Bello ,
Kerozzuf Alberti del Indice .
Ciottus Fantonis .
Lippuì Donis Sagine (così).
More Uba Idi ni .
Bernardus Anfelmt,
Giunta Hardi,
Trancifiuf Boninjtgne Becchmugli.
Ser
zzo ISTORIA rìQRENTIKA
Ser Arnguf Gatti ^
Mone Guidi .
Domìnus Forefe de KahattUt
Tanuf ChiariJJtmi »
Lapuf Gerii de Gtuf^nis .
Silvejier Ricciardi de Kiccìts ,
Quorum Vexilliferorum ofitium &c, initiarc dehet die-
-primo menfis Decembrts proxims' venturi , et finire
dehet die ultimo menjis Martii tunc proxime fecu-
turi fuh annis Domini 1337. IndtCt, v.
Die i6. menfis Februarii .
Duodecim Boni Viri prò tribù s menfibus inapturis dii
primo menfis Martii i J37. & ut fequiturfiniendis •
Franclfcus Cennis Bilioitr,
Lapus lohannis Gavacciani „
Johannes Bonacurfi»
JBonacurfus Bentacorde .
Matteur Boninfegne-^^
Kaynerius Valorìs,
Chele Fagnì de Bordonibus ,
Andreas Betti,
Johannes Hiccolt de Cerreti) »
Daldus de MarignolUs .
Dominus Frauafcus Domini Lotti ^
Dominus Covone de Covonibus , \
Die 24. menfis Martii e
Vexilliferi Sotietatum e
Marcus Mini de Quaratdf,
lapaccius del Bene .
Gberardus Corfini^
LIBRO SETT IMO. %Zi
Landus Pcgolottì ,
lohannes Domini Lapi Arnoljì,
i'ommafus Lapi de Kimaldellis .
Gerius Keri Pepis .
Acciaiuolt4S Domini Kicolc de AcciaìuoUs %
Bernardus Ardinghelli .
Vanne s Donnini
Spinellus Primerani de Mofciano»
Dinus Rijlori de la Moretta >
Ceccus lannif Rigatterius »
Frane ifcus N igii ,
lohannes Berti ^trijzzajtcht .^
Coppus de Medici f .
Bernardus Gerii della Kenft*
Taldus Valoris »
Kerius Ser Benedetti .
Quorum VexrlUfsrorum ofìtìum &c, ìnitiare dehet die
primo menfis Aprilis proxime venturi et finire dehet
die ultimo menfis lulii tunc proxime fecuturì fuh
annis Domini i^^-j, Indiól. v.
Die ultimo Martii .
Giugninus Lapi Donini €xtra6ius loco fuprafcrìpti
Vannis Donini estradi per errorem.
Die 21. menfis Mail,
Dtiodecim Boni Viri prò trib-us menfibus inctpturis die
primo menfis lunii 1337. ^ ut fequiturfiniendis^
Cione Falconis .
Fierus Rinuccii Machiavelli -.
Dinus Lapi de la Bioia .
lacobus Alberti del ludice ^
Guido Lapi Guazze .
222 ISTORIA FIORENTINA
Carnhioz-zuf Keri Aldobr andini .
Lucas Gerinì de Strozzis •
Johannes Caruccii ,
Dominus Ugo de Lotteringhis •
Simon Kardi Guafconis »
Luti Dirittafedif,
lacobus Dini Gherardinì »
Die 2T, menjìs lulit.
Vexi inferi Sotietatum .
Trìore Ser Bartoli .
Magtjler Mannus Magijlri Rinucdì *
Johannes Cionis Ruffo lì ^
Ber Belcarus Bonatuti .
Fhilippuf Bonfiglioli .
Lapus del Bene»
Bartholinus Philippì .
Bindus Domini Oddonis de Altovitìt •
Bartolus Faradijt.
Vanne f Donnini »
Bartolus Albizzi Orlandinì ,
Terus Guillelmi .
Bertus Bartolini de Mazinghis .
Andreas C afini •
Ricchus Bufi D avanzi ,
Benedittus Guccii Cennai ,
Michele Vherti de Albizzis ^
Zatus Gaddi Pajìavantis ,
Gertus Corjt Mattei .
Quorum Vexìlliferorum ofitium &c, inìtlare dehet die
primo menjis Augujii proxime venturi , et finire
dehet die ultimo menfis Kovembris tunc proxime
fequuturi fub annis Domini 1337. Ind» v.
Die
LIBRO SETTIMO. 213
Die 2(5. men/ìs' Auguflì •
Duodechn Boni Viri prò tribù f m-'njibus incepturìs Àw
primo Septemh, 1337. & titfiquitur Jìnkndis%
Domimi f Giachinottus d<^ Corhindlìs*
Dominus Raynaldus Cajjni,
M^gifìer Fagnus Mcdìcus .
Va une s Bandirli .
Bartoluf Bonciani .
Fera Baldovinettì *
Gianotttis Baldejts.
Cinus Michi ,
Ghinus Veriì Eondinelli,
Barone Capelli,
Ne ri US Lippi ,
Bell ine ione liberti de Alhizzìs.
C Olite ì Collegati fi doìfero co" Fiorentini , e* Vini-
zi ani ^ e quello, che ne fé giti , Rub. 537.
NEI detto anno, e mefe di Febbraio ven-
nero certi ambafciadori Lombardi de i
Collegati , oper buona intenzione, o per ifcu-
fa di loro , ovvero per fapere la verità , e
dollbnii della pace . Fu loro moftrato , come
il difetto , ed inganno venne da' Viniziani , e
non da' Fiorentini ; e così fi partirono con-
tenti de' Fiorentini .
Quefiì
aÌ4 ISTORIA FIORENTINA
Quefii fono ì Priori da mezzo Dicembre 1337»
a ?nezzo Dicembre 1338. Rub. 538.
G
Herardo de' Bonfi .
Caroccio di Lapo degli Alberti .
Francefco di Borghlno de' Baldo vinetti ^'^.
Criftofano di Puccio .
Rinuccio di Bonaccio Guafconi ^-^ .
Bocca Scarlatti.
Giorgio Baroni Gonf. di Giuftizia .
Ser Nardo Ciai da Caftel Fiorentino lor Not.
Bigliotto di Metto Bigliotti .
Aldighieri di Ser Gherardo .
Giovanni di Benci Davanzari.
Anfelmo di Palla.
Daldo de' Marignolli .
Ruggieri di Neri de' Ricci.
Nallagio di Lapo Gonf. di Giuftizia .
Ser Lottò Gonzi da Cala<Tlia lor Not.
Gherardo Lanfredi .
Mugnaio di Recco da Ghiacceto .
Iacopo di Francefco del Bene .
Donato d' Albizzo Orlandini .
Coppo di Lapo de' Medici .
Aldobrandino di Lapo Rinaldi .
Mefs. Ranieri del Forefe Gonf. di Ginft.
Ser Guido di Ser Bene da Verrazzano Kot.
Ago-
fi) MS.Iafcia Bdldovìttetti . {i) MS. omette Guafconi »
LIBRO SETTIMO, 22^
Agoftino Mofcardi.
Dino di Lapo della Bioia^'\
Guido di Lapo Guazza .
Feduccio di Duccio della Morotta,
Vanni di Falco de' Rondinini.
Taldo Valori .
Chele di Pagno de' Bordoni Gonf. di Giuft.
Ser Bonaccorib ^"^ cIa Gerì da Gineilreto Not.
Lapaccio del Bene.
Bartolo Filippi .
Tuccio di Dello degli Scilinguati,
Andrea di Bette de' Minerbetti .
Benedetto di Guc:io Gennai.
MaeLtro Cambio del Mae tro Salvi .
t^imone di Nardo de'Guafconi Gonf.di Giuft.
Ser Ricco di Ser Giovanni da F.ondinaia Not.
Maeftro Manno del Maeft. Ranuccio Medico.
Bivigliano di Manetto .
Tuccio Cocchi .
Marco del Rollo degli Strozzi.
Stefano di Berto .
Mels. Covone de^ Covoni .
Bellincione d' Uberto degli Albizi Confai
di Giuitizia .
Ser Lotto Nardi da Capraia lor Not.
Tom. X IL P Die
(i) Vetvìh, Lapo della Bioìa
(2) MS. Bonaccorri •
Il6 ISTORIA FIORENTINA
Die 21, menjì^ Ko'vembyt'r,
'Duodecìm Boni Viri prò trtbus menjibus inccpfurtf die
-primo menf, Decemb, 1337.^ ut Jìquìturjìnìendis .
Gticctus Rinaldi de Panzana .
Bancuf Pucci i Bencìvennis ^
Bertuf Cecchi.
Tore fé Sacchetti,
■Trancifiuf Mei de AccialuoUs *
Cìottus Fantonlf.
^eghinus Ser Rinaldi.
B'tngerìus Hardi .
lohannes" Bernardini de Medicif ,
Federigus Soldi .
^eghtaius Cicini .
Martinuf Brunetti ,
Bettuf Filippi lacobi extraftus die 1(5. Tanuarii he»
fuprafiripti Guccii Rinaldi de Pannano defunti»
Eodem die.
Vexilliferi Sotietatum .
Dorninus Guido Dandi,
Zenobius dello Scelto,
Btefanus Benìni ,
Ber Romolus Ser Tricoli »
Salvejìro Manetti,
Ber Bonacorrl Gerii ,
Bonlfaziuf Thomajti de Peruzzis •
Raynerìuf Valorls .
Chiarozz:t4S B^nìs Chiarì,
Matteuf Boninfegne,
Palla Domini lacobi de Strozzls »
Cui*
LIBRO SETTIMO. ZIJ
Guldottus Ser Guidoni^
Bernardus Pagni de Bordonibus.
Gratta Guìttomannl .
Johannes Ubarti Cambiti
Matteus Borghi Rinaldi •
Dominuf Lotterius de Filicaria*
Guido Lippi»
Dominuf Covane de Covonihuf»
Quorum Fexilliferorum ojitìum &c» ìnttlare dehet die
primo ynenjis Decemhris proxime venturi ^ et finire
dehet die ultimo menjis Martii tunc proximefequu*
turi fuh annis Domini IggS. Indiai, vj.
Die 25. menjìs Februorii»
Duodecirn Boni Viri prò tribù f menjjbus incepturis die
primo menjìs Martii iT^y^, ^ utfeqi4iturjìniendìs .
Capone Recchì ^
Ormannozzus Banchi Deti,
Clone Alberti»
Donatus P acini de Peruzzis.
Lotterius Davanzati .
More Vb aldini ,
Bpinullus de Mofciano.
Bartholus Vannis Puccii .
^addeus Domini Aldobrandinì de CenetQ»
Dominus Forefe de Rabatta ,
lacobus lungni de lungnis .
Forefe Ferrantini ,
Die 2g. mer:Jis Martit\
VexìlUferi Sotietatum.
Francifiuf Andree ,
Dominus Pace de Certa Ido .
P 2 Tbo-
2aS ISTORIA ilORENTIIvA
^homafuf Baroni s Kì falliti »
Magi/hr Michael de Caffro Fiorentino .
Kenzus lobannls Bonacurji,
Johannes Majfai Rafacani.
Cione Bonjjgnorif.
^homafus Diet aiuti.
JsLerius Kiccoli de ArdìughelUs .
Ser Giovencuf Medicuf de SignU^
J Cannes Caruccii •
t^aurentìus Adimaris Villanuzzi ^
Cennes Kardi .
Michele Ver li de Rondinellis •
Michele Ri/lori Benincafe .
Mari talenti de Medici s\
JDomintcus Fenci de Uceìlinis e
Luti Dirittafedis »
Johannes Albi-Lz^i Cambii .
Quorum Ve xilUfer or um ofitium ^-c. ìnitiare dehet die
frimo menjis Aprilis proxime venturi , & finire de-
bet die ultimo menfis lulii tunc proxime fequuturl
fub annis Domini 133-0, Indiól, vj.
Die 16. menfis Mali»
Duodecim Boni Viri prò tribus menfibus incepturis die
primo menfis lunii 133 8. ó' ut fequiturfintendis *
Dominus Alexins de Rìniicciis lurifperitus j,
Vannes Lamberti,
Coppus Borghcfis ,
Francifcus Giamorì.
Vannes Donni»! .
Nerius Bagni Vai ari us •
Kaddus C afini .
Dominus Grlandus Marini lurirperitus .
Van-
LIBRO SETTIMO. %zg
Vanfief Armati ,
'Kerofie Higii ,
Dom. Matteus Fraticifcì de Albìzzis lurlfpritus ♦'
Zatus Caddi Pajfavantiy .
Die IO. menjts lulii ,
VexilUferi Sotietatum .
JBernarduf de Quarratct*
Dom. Burtholomeiis de Cajlro fiorentino lurifperitKS -
lucohus Bovarelli .
Tiuvìchefe de Branchatiis .
Simon Keri de Antilla .
Borghintis Taddei . ■
Jacob US Alberti .
Dom, Marchus GiottJ de Marcbty Iurifperitus\
Camhiozzus Heri Al dobr andini ,
Trancifius Grandonis .
Bartholus Lapì Benci ,
Cinus Mìe hi .
Trancifcus Lupi lohannis •
Lapus Bulgliaffe.
Bitrone Cappelli,
Brancìfcus Fiorentini,
Kiccolauf Pangni de Albizzif .
Domintis Francifchus Domini Lotti lurìfpcrituT ,
Gerius Ghiberti,
Quorum VexilUferorum cjìtium &c, initiare debet die
primo menjis Augufti proxime 'venturi ^ & finire
debet dte ultimo menfis Novembri s tunc proxims
fequuturi fub annis Domìni 1338. IndiCt» vj\
P3 Die
2-30 ISTORIA FIORENTINA
Die 16» menjis Augufil ,
Duodecìm Boni Viri prò tribus menjib. incepturiy die
frimo menjts Septemb»ii^S*& utfequiturjlmendis^
lohannes Stepbant Sederini,
Triore Ser B art oli ,
Mafinus Mafi de Antilla.
Bilvejler Manetti ,
Bernardus Lapi Ardinghellì »
JFrancifchus Borghini .
Terus Guìllelmi ,
CecctiS lannis»
Bander Buti Davanzi »
Lorinus Bonaiuti ,
Mafuy Chiermontejts de Ucelltnis .
Aldobrandìnus Lapi Tanalglie,
Ouefli fono ì Priori da mezzo Dicembre 1 3 3 &
a mezzo Dicembre 1 3 39. ^'^ Rub.***** ^-\
J7 Ino Cavicciuli .
Betta di Cecco.
Lip-
(i) Suj>plicì col Priorità aurentico della Magliabechiana »
e con quello del Petriboni .
(*) S^^ f'-'g^^ fìelV originale gran tratto di carta if»
bianco, che può fttpplirit eoa quello-, iht fcgue a
narrare il Villani dal cap. 90 fino al 137. del
ìib. ir. ed e fpczialmente* dello flato di forze ^ e
di grandezze, in cui jt trovnva in que tempi la
Città ♦ e la Repubblica ì iòrentina, della nuova prov»
viJÌ9i$e intorno alV elezione de* Priori ; del/a mor»
talità deir anno i H^- ' della csngiura da* Bardi y
t Frejcobaldi t e della guerra, e fc Off fitta ds^ Fit*
rcnt'ini 0 Luc^a nel 13^1*
LIBRO SETTIMO. 231
Lippo di Dono del Saggina.
Banco di Lippo di Giovanni .
Lorenzo di Donato Viviani.
Neri di Ser Benedetto.
Lione Guicciardini Gonf. di Giuftizia .
Ser Geri di Ghino da Rabatta lor Not»
Torrimafo Baroni.
Cione di Bonfignore .
Bartolo de' Bonciani .
Spinello di Primerano da Mofciana.
Giovanni d' Uberto Cambi .
Mefs. Lottieri di Lapo Gherardini.
Taddeo di Donato dell' Antella Gon. di Giuft.
Ser Buoninlegna di Ser Manette lor Not.
Giovanni dello Scelto.
Renzo di Giovanni Buonaccorfi,
Lottieri Davanzati .
Falconiere di Baldefe .
Federigo Soldi .
Salveftro di Ricciardo de' Ricci-.
Bartolommeo di Guccio Siminettì Gonfal
di Giuftizla .
Ser Francelco di Ser Spina (0 Pino) da Signa
lor Notaio .
Lorenzo SalToli^'^.
Puccio ^-Mel Maeftro.
P 4 Bin^
(i) Petrib. Sajolufi . (a) Pecrib. Cuccio»
2^t ISTORIA FIORENTINA
Binde di Mefs. Oddo Altoviti .
Guglielmo di Nicxolò Stracciabèndc .
Barone Cappelli .
Zato di Gaddo Pafiavanti.
Configlio d' Ugo Gonf. di Giuftizia .
Ser Giovanni Pizzini lor Notaio.
Priore di Ser Bartolo .
Iacopo d'Alberto Alberti.
Vanni di Donnino .
Pagolo di Neri Bordoni.
Grazia di Gulttomanni .
Matteo di Benvenuto.
Mels, Forefe da Rabatta Gon£ di Giuft.
Ser Matteo di V^anni lor Notaio.
Niccolò di Cione Ridolfi.
Salveftro di Manetto de' Barqncelli .>
Neri di Iacopo ^'^ Ardinghelli.
Naddo di Cenni Nardi.
Lorino Buonaiuti .
Naddo di Ser Spigliato da Fillcaia.
Antonio di Landò degli Aibizzi Gonfal. di
Giuftizia .
Ser Gherardo di Pagolo da Tignano lor Not,
(i) Petrib. ^f NffCQÌÌ.
LIBRO SETTIMO. 233
Die 20. menjtf Kovemhrh ,
Duodecim Boni Viri prò tribus menjìhus incepturis dt^
primo menf, Decemh, igjS. et utfequiturjìniendis^
Taulus Ri doljì Guidi t
Tierus de Veìlutts .
Fhilippuf BonfigHuol] .
Pacinus Toma/i de Peruzzif .
Vgd de Altovitif,
Antonius Ser Cacete Boncianì ,
Talla Domini lacobi de Strozzis »
Giunta Hardi .
Mancinus Sofìegni,
Kinuccius Bonaccii,
Dominus Bartolus de Kicciìs *
Bernardus Gerii della Rena,
Eodem die,
Vexilliferi Sotietatum •
Johannes Cionìs ,
Andreas Tetri de Malglìs .
Magijier Lapus Magijirt Kinuccìnì ^
Tierus Tuccii Ferrucciì ,
Vierus B andini ,
Johannes Gerii del Bello»
Zatus Guidi .
Vera Guidi Baldovinetti ,
Johannes Bendi D avanzati.
Bettone Cini,
^ old US Domini libertini de Strozzis ♦
lacohus Lapi dai Rijiori ,
Ficrus Ceffi de Becchanu^ìis ,
Ì34 ISTORIA FIORENTINA
Andreas del Kero »
Salviti US Armati.
Tatius Pini Spine,
^eghiaius Cicini ^
Tierus Pape»
Huggerius Keri de Rlcciis»
Quorum Vexillìferorum ofiium&cinìtiare dehet die
primo menjis Decembris proxime venturi 5 et finire
debet die ultimo menjts ìdartii tunc proxime fecu*
turi fub annìs Domini 1 338. Indiól, vij.
Die 12. menjts Feb ruartl .
Duodecim Boni Viri prò tribus menfibus incepturis die
> primo menjts Manli 1339. & ut fequitur Jiniendis >
Ciontnus AlgUonts .
Bartolus Strade,
Torcellus Kecchi de Claceto *
Aldigherius Ser Cherardt .
Coppus Stephani ,
Tomafus Dietaìutt,
Ciangherinus Rotini Beccbanugi »
Bernardus Bordonis >
Mane Guidi»
Gherardus Paganelli ,
Francifchus Perottì de Guadagnts •
Aldobrandinus Lapì Rinaldi.
Die 23. menjts Martii m
VexiUiferi Sotietatum.
Banchus Ser Bartoli .
Cappone Recchi ,
Corjinus Mozzi Ccrjmi •
LI BRO SETTIMO. 235
Gherardus Lanfre d'ini .
Vannes Ser Lotti,
Kinaldus Ser Ruflìchelli ,
Mugnaius Recchi de Glaceto .
Domìnus Bancbuf Dardanì de Acciaiuolis%
Dominus Raynerius del Forefe •
'Herius Fangni Vaiartus »
Dominus Orlandus Marini lurifferituf •
lacobus Ser Rinuccii^
Turinus Baldejjs,
Bpinallelius de RondinelUs \
Feruf Duranti f Beccbarius,
lohannes Berr/ardini de Medicis»
Kiccolauy Ugonis de Albizzif »
Isiaddus Lapi Covonis ^
Forefe Ferrantìni .
Quorum Vexillìferorum ojitium initiare dehet die f n«
mo menjis Aprilis proxime venturi^ & finire debet
die ultimo menfis lulii tunc prox» fequuturi &c^
f uh annis Domini 13 39. Ind.vij.
Die 21. menfis Maii ,
Duodecim boni viri prò tribus menfibus incepturis die
primo menfis lunii 1339. & ut fequitur finiendis*
Loyfius Domini Andree de Mozzisi
Dominus Bartholomeus de Cafiro Fiorentino^
BartoUnus Phylippi,
Haddus Diìccii Bucelli »
Uhddinus Hiccoli de Ardinghellis .
Bartolomeus Stephani de Acciaiuolif»
Anfelmus Falle .
Feduccius della. Morotta .
Bine di^ US Quccii Gennai*
Mi'
2^6 ISTORIA FIORENTINA
Michele Veri de 'Rondinellts »
Magi/ier Cambi us Magijhì Salvi.
Taldus Valor is ,
Die 21. menjis Tulli ^
Vexilliferi Sotietatum •
Ormannozzus Banchi Deti .
Lapaccius del Bene,
Georgius Baronis ,
Dominuf lacohiis Domini "Pieri Marchia
Francijchuf Giammori .
Kafìagiuf Lagi Talenti ^
Cenni nus Bar t oli ni .
TJliveriuf Lapi Gn^zz'?,
ZJbaldinus Francifcì de Ardinghellis ,
Babatinus Ser Simonis,
Orlandìnus BartoH Orlandim .
Bertus Brunetti .
Chele Fangnl de BordonJbuy .
Icrancifihus Kigii,
Kiccolus Berti Strozzajìchl ,
Ser Bierus Maconis .
lacobus Laudi Biliotti ,
lacobus lungni de Inngnis ,
Bocca Scarlatti,
Quorum Ve celili fero rum ojìtium &c, ìnltiare debet dìi
primo mepjts Augujliproxime venturi j et finire de'
bft die ultimo menjts Hovembrìs' tunc proxime fé*
quuturi fub annif Domini 1339. India, vij.
Die
LIBRO SETTIMO. 237
Die ?<. rnen/jf Augnjll*
Duodectm Boni Viri prò tribus menjthu^ incepturif di^
primo menf, Se^temb. I7,7,g»et ut fequìtur Jìniendis .
Fhylippuf Bencini del Sauna .
Burduccius Dey Bardi.
Domi ma Bivilglianus Marietti .
Dinus Lupi della Bioia .
Tue ci US Cocchi .
Lippus Doni Saggine .
Strozza RoJJt de Strozzisi ^
Micchele Cìonis Maffei.
Lapuf Bulgliaffe,
Stefanus Berti»
Kerius Ser Benedióìi,
Dojninus lacobus Keri de Ricciis,
Oli e [ìi fono ì Priori da mezzo Dicembre 1339.
a mezzo Dicembre 1 340. Rub. ****** .
X
Ommafo Corfini Dott. di Leggi .
Bencivennl Soitegni.
Giotto Fantoni .
Luca di Geri Strozzi .
Sandro di Buto DavanzI-
Neri di Lippo .
Piuvichefe Brancacci Gon£ di Giuftizia.
Ser Filippo Contucci lor Notaio .
Piero di Taccio Ferrucci .
Giovanni di Geri del Bello.
Giot-
1^8 ISTORIA FIORENTINA
Coppo di Stefano .
Piero di Guglielmo.
Andrea Cafini .
Giovanni di Guafco Covoni .
Maeftro Michele Medico Gonf. di Giufl:.
Ser Giovanni di Ser Lapo da Sedo lor Not.
Geri^'Mi Stefano Sederini.
Forefe Sacchetti.
Cambiozzo di Neri Aldobrandini .
Tegghino di Ser Rinaldo .
Matteo di Borgo Rinaldi .
Bonifazio di Feo Bonfantini .
Neri di Pagno Vaialo Gonf. di Giuftizia.
Ser Lippo di Ser Dino da S. Maria Impruneta
lor Notaio.
Pagolo di Ridolfo Guidi.
Dato Guidi.
Tommafo Dietaiuti.
Bartolo di Vanni Pucci.
Nerone di Nigi.
Uguccione di Ricciardo de' Ricci.
Kaddo Cafini ^^^ Gonf di Giuft.
Ser Michele di Ser Dietifeci lor Not.
Ser Matteo Bechi, tratto il dì ^. di Luglio
in luogo del fuddetto Ser Michele de-
funto Not.
Mefs.
(i) Petrib Cuccio,
(2> Fecrib. Covoni,
LIBRO SETTIMO. Ì3p
Mefs. Aleffio Rinucci.
Filippo Buonfigliuoli . '
Ulivieri di Lapo Guazza.
Palla di Mefs. Iacopo Strozzi.
Niccola di Berto Strozzafichi .
Mafo di Chiermontefe Uccellini .
Giovanni di Bernardo de' Medici Gonfal. di
Giuftizia .
Ser Aleflandro di Mefs. Chiaro lor Not.
Giovanni di Cione Falconi tratto Priore in
luogo di d. Mefs. Aleffio Rinucci defonto .
Piero di Rinuccio Machiavelli.
Borghino di Taddeo .
Giovanni di B^nci Davanzati.
Bernardo Bordoni .
Lapo BugliafFe.
jMefs. Francefco di Mefs. Lotto Dot. di Leg.
Taldo Valori Gonf. di Giuftizia .
Ser Tano di Nardo Guafconi lor Not.
Die 22. menjìs tiovemhrìs ,
Duodeclm Boni Viri prò trthus menfihus hcepturts die
primo Decembrts 1339. ^ ut fequlturjìnkndìs •
Tomafuf Bareni f,
Biliottuf Metti BìUottl.
Johannes Bonacurjì,
Bonacurfus Bentacorde,
Johannes Benzi Davanzati»
Cuìglielmus Vinte de Altovitis.
Tran-
240 ISTORIA FIORENTINA
francìfcus Lapi lohamiìs' ,
Tierus Ceffi de Becbanugir^
Balvinus Armati .
Lctiirentius Donati Vivi ani *
Vierus Pepe .
Micchele liberti de Aibizzif .
"Hiccolaus lohannìs Gherardini extraCliis diei'j. men-
Jtf Februarìi loco fuprafcritti Vieri Ceffi defunti pr$
tempore et termino prò quo ejfe debebat diólus Fieriis
in officio anted:6ìo •
DiBo die 11, menfis Ko-vembris ^
VexilUferi Sotietatum •
Gherardus Bonjj.
Bancus Vuccii Bencivennis ^
JBeninus Keldi »
Tacinus de Brancacciis »
B 0 rt h 0 lu s Forejts »
Coppiis Borghejiy .
Tacinus Tommajt de Peruzzif .
lohanncs Guccii de Fiminett'S,
BenediCtus Simrnis Gherurdi »
Federigns Domini Ardovi'ni . •
Taulus Domini lacobt de Strozzis*
Oiunta Rardi ,
Bancus Lippi lannis*
Gherardus Paganelli .
Taddeus Domini Aldobrandino de Cerrete .
Johannes Donati Vìvìani ,
lohannes Durantis*
Aldobrandinus Lapi "Rinaldi»
JDominus Bartholus de Ricciis ,
Quorum Vexìlliferorum ofitium &c» initiare debet die
primo men/is Decembris proxìms %)enturi ^ et finire
' dC'
LIBRO SETTIMO. 241
debet die ultimo menfis Manli tunc proxlmefecu^
turi fuh annìs Domini 1340. Indift, vlij*
Die 16* menjis Februarii,
Duodecim Boni Viri prò trlbus mert/ibus incepturls die
primo menjis Manli 1339. Csr ut fequlturjìniendls t
Banchus Ser Bartoli,
Beninuf Borgoli »
Tbomfifus Glanlanl ,
Domìnus Simon de Feruzzlf*
Bartoluf Faradlji*
Jcclalolus Domini KlecoU de AcclaluoUsZ
GiilgUelmus Klccoll Stracclabende*
Clnus Mlchl ,
Andreas del Kero ,
Domlnus Ugo de Lotterlnghls^
Ben'uenufus Albizzl XJanwì •
Guido Ltppl ,
Lapus Gerii de lungnh extraCìus loco fuprafcrlptf
Benvenuti Albizzi mortui prò tempore quo efie
■.debebat diéìus Benvenutus *
Die 11. menjis Martll*
Vexilliferl Sotletatum.
"Rìcc^laus Gherardlnt 1 annìs,
Magifìer Mannus Maglfìrl Rlnuccint^
Baldejinus lanl Benzi .
Bartholomeus Cini Migtlorls,
Johannes Domini Lapi Arnoljì*
Jìojìùs Sacchetti,
Aldlgherlus Ser Gherardl ,
lacobus Donati de AcclaiuoUs *
Lotterìus Davanzati .
Clungninus Lapi Donninl ,
Tomo XII. Q, Au'
^^.^ ISTORIA FIORENTINA
Antonìus Cecchì de Spungnole .
Guidottus Ser Gnidottì Cennamelle . ^
Conjilgliuf IJgcnis.
Andreas Veri de KondìnelUs *
(Cannes Armati,
Coppus Lapi de Medich.
Cannes Vangnì de Alhizzif»
lohannes Ser Tedaldi ,
Chele de Agulgltone ,
Quorum Vexilliferorum ojìtìum &c, inìtiare dehet die
primo menfis Aprili fproxime venturi et finire dehet
die ultimo menfis lulii tunc proxime fecuturi fuk
annis Domini 1340. IndiÓì, viij,
Trìmeranus Obriachi Serralgli extraólus loco fuper»
/cripti Guidottì Ser Guidetti mortui prò tempore
quo ejje debebat dióìus. Guidottus ,
Cambinus Singnorini extra^ius loco fuprafcrìptì
RoJJÌ Sacchetti dejuntì prò tempore quo ejjè de-
bebat dióìus RoJJus •
Die 20. menfis Mail .
Duodecim Boni Viri prò t'rlbus menfibus tncepturis die
primo menfis lunìt 1340. & utfequiturfiniendis%
Ser Marcus Ser Boni de Ongnano .
Duccius Banchelli del Buono.
Kerozzus de Albert is»
Bertus Cecchi .
lacobus Francifci del Bene.
Guidulotius Bernoiti.
Luifius Lippi Aldobrandino
lohannes Camccii .
Barone Cappelli .
Fbylippus Hiccoli .
F or e fé Ferrantini ,
TanuS Cklar:ffimi . Die
LIBRO SETTIMO. 243
Die 2^. menjtf Mai!»
Vanne s del MilgUore e xt raptus loco fupraf cripti
Duccii Banchelli mortui prò tempore quo ejp de'»
bebat diólus Duccius *
Die ig, menjts Maii .
Silvejler Ricciardi de Ricciis extra óluf loco fu*
prafcripti Tani Chiari fjìmi mortui prò tempore quo
ejfe debebat diófus Tanus *
Die ig. rnenjif lunii .
lohannes Cennis Rifaliti extraóìus loco Cuperfcripti
Kerozzi de Alberti f defunti prò tempore quo ejfe
debebat dióìus Kerozzus ,
Die g. menjts lulii ,
Spinellus- de Mofciano extraéfus loco fuperfcriptl
lohannis Caruccii defunti prò tempore quo epe ^f-
bebat diéfus lohannes .
Die 8. menjìs Augujli ,
Tierus B andini de Baroncellis extraóluf loco fu»
prafcripti lohannis Cennis Rifaliti defunti prò tem^
pore quo ejk debebat diCtus lohannes •
Die 20. menjts lulii.
Vexillìferi Sotietatum .
Jacohus Guerruccii Ridoljì^
Barduccius Dey Bardi.
Chiarus Huccii Amirati.
Vinus Chiavicene,
Guiìgiielmus Lupicini,
Bonjignore tungne Becchaparole .
Simon Magifìri Fangni ,
Tbomafus Manetti Delti .
Bernardus Lapi Ardinghellì .
Dinus Lapi de la Bioia .
lohannozZfUS Rinaldi .
0^2 £tf«-
^44 I-STORIA FIORENTilJA
Zaurefìtlttf Adìmitri Vìllanuzzt ,
Taulus bordoni,
Mafus Attavtant de G^afconibus •
Braccìnus Veri Durantis .
JLaurefitiuf Hert del Bezole .
Kaddus Ser Spigliati de Filicaria e
Zatus Caddi Pajfavarjtis ,
Gerinus Vermilgli ,
Quorum VexilliJerorumùfitiumfb'C* initiare dehet die
primo menjis Augniti proxime venturi et Jìtiirc
dehet die ùltima menjis Hovembris tunc proxime
fequuturi fub annìs JDomini 1340. Jnd, v.ii^j»
Die 12. mènfis Augufll *
Duodecim Boni Viri prò tribus menfibus incepturis die
primo menf. Sepie mb. 1 340. et utfequiturjìnìendis •
Trancifcuf Balducci Pegolotti .
Bernarduf Doffi Tedaldi >
Lapus del Bene .
Thaddeuf Donati de Antillu .
Tera Baldovinetti »
Giottus Fantonis.
Donatus Albizzi Orlandini »
Chele de Eordonibus »
Laurentius lacobini Gualittgbi ,
^anus Pini Spine ,
Kiccholauf Vghonis de Albi^zir •
Lapus Kiccoli .
MONU-
245
MONUMENTI
CHE SERVONO d' IL .USTRAZIONE , O DI GIUNTA
ALLE CviSE GONTENUTE IN QlIESTO TOAia.
Nam. L per la Rubrica cccxl. Libro VL
pagina 6.
COSE ATTENENTI A DANI^.
§^T. Vita di Dante Alighieri fcritta da Filippo
di Gino di Mefs. FrancefcoRinuccini, nel Aio
erudito Pnoriftaj che fi fcrrba originale nella
Libreria di quefta Nobiliffima Cafa ,
A V Y E R T I M E N "T O^
„ Li\ prefente Vita è quella ftefTa, che fótto fuo nomo
„ pubblicò poi Al-fTandro Vsllutello , e che comunemente
5, fi legge avanci J' Opere de! Divino Poera , fnlvo alcune
j, p^.ch-' voc! fincnimv- , ed alcune brevi notiiie prcfe d^
„ quella, che fcrifle Lionardo Aretino. „
A* Dì 14. dì Settembre 1321. morì i!. ncffro mirifico
Pr-eta Fiorentino Dante Alighieri , e perchè fu uno
Tpecchio delia nollra città , però diremo alquanto
dì fua vita, e cortumi . Dico adunque, che gli antichi
d'\ D»nt^e furono in Firenze di molto antica ftirpe , intanto
che lui pare volere in alcune fue opere 1 fuoi antichi
ciTife ftati di quei n(.bi!i Romani, che pofono Firenze ;
ma quefta è c< fa molto incerta , e però io non 1* alFer-
BIO5 « noa lo negQi e feco^ido mio patere non ^ altro.
Q 3 che
y
1^6
MONUMENTI
che ind. vinare ; ma di quelli, che di luì s'abbi notizia
è il rrifavo fuo, che fu Mefs. Cscciagaida Cavaliere Fio-
rentino , il quale militò lotto 1* Imperadore Currado, e
fu morto dugi* Infedeli nel paflaggio oltramare fatto
pe '1 detto Iinperadore negli anni di Crifto 1148. Quefto
MeiTere Cacciaguida ebbe due fratelli, 1* uno chiamata
Aloronto , l* altro Elifeo^di Moronto non fi legge alcuna
fuccefilone ,ma di Elifeo nacque una famiglia nominata
Elifei . e forfè anche prima aveano quefto nome . Di
Mefs\ Cacciaguida nacquero gli Alighieri , così vocati da
un fuo figliuolo, il quale per iftirpe materna ebbe nome
Aìdighicri , Mefs. Cacciaguida , e fratelli , e loro antichi
abitavano quafi fui canto di Porta S Piero, dove prima
vi fi entra di Mercato vecchio , nelle cafe , che ancora
oggidì (ì chiamano degli Elifei, perchè a loro rimafe
Tantichità . Quelli di Mefs. Cacciaguida , detti Alighie-
ri, abitavano in fulla piazzuola dreto a S, Martino del
Vefcovc, dirimpetto alia via, che va a cafa de* Sacchet-
ti, e a cafa de' Rinucctni , e dall'altra parte fi diften-
dono vicino alle cafe de' Donati , e de* Giuochi.
Dante nacque negli anni Domini 1265. poco dopo
la tonata de' Guelfi in Firenze, iftati in efilio per la
fconfirta da Monte Aperti. Nella fua puerizia nutrito
liberalmente, e dato a' Precettori delle lettere fubito
apparve in lui ingegno maravigliofo , e altiffimo a cofe
eccelfe ; il padre fuo Alighieri perde nella fua puerizia,
nientedimeno confortato da*fuoi propinqui , e da Brunetto
Latini valentifiìmo uomo in quel tempo, non folamente
a litteratura ,ma agli altri ftudj liberali fi diede , niente
lalciando indieto , che appartenga a fare a uomo eccellen-
te ; né per tutto quefto s' inchiufe in ozio , né privofil
del fecolo ; ma vivendo , e converfando con gli altri gio-
vani della fila età , coftumato, e accorto, e valorofo a
ogni efcrcizìo gioveniie fi trovava, intanto che a quella
grandifiìma, e memorabile battaglia, che fu a CampaU
dìno, lui giovine di circa 24. anni, e bene ftimato, lì
trovò nell* armi combattendo vigorofamente per la Pa-
tria ; come addrero facemmo menzione ; dopo qutfta bat-
taglia tornando Dante a cafa, agli ftudj Ci die più feria-
mente, che prima, e nientedimanco nulla lafciò delle
converfazioni urbane , e civili , ed era mirabil cofa , ch#
ftu-
MONUMENTI, 547
ftudianJo a niuna perfona fare* p;?ru"o , che ftudiafTe ,
per le ufanze liete, e converfazioni giovanili, né fola-
mente conversò civilmente con gli uomini , ma ancora
tolfe moglie in fua giovanezza, e fu la moglie fua gen-
tildonna della famiglia de' Donati , chiamata per nome
Mona Gemma , della quale ebbe più figliuoli . Adunque
avendo donna, e figliuoli, e vivendo civile, e onefta-
mente , fu adoperato nella Repubblica affai , e pervenu-
to a debita età fu creato de' Priori , non per forte , co-
me s' ufa al prefente , ma per elezione , come in quel
tempo fi coftumava di fare , e fu quefto Priorato nei 1 300.
come addreto facemmo nienzione. Da quefto Priorato
nacque la fua cacciata , e tutte le cofe avverfe , ch^ egli
ebbe nella fua vita , fecondo lui medefimo fcrive in una
fua epifìola, delh quale le parole fono quefte : Tutti i
mali , e tutti gl'inconvenienti miei dagl' infaufti comizi
del mio Priorato ebbono cagione, ec Ora la cagione di
fua cacciata particolarmente racconteremo s perocché è
cofa notsbiie . Avendo prima avuta la noftra città di Fi-
renze divifioni aliai tra' Guelfi, e' Ghibellini s finalmente
era rimafa nelle mani de' Guelfi , e ftata affai lungo fpa-
2Ìo in quefta forma, fopravvenne un'altra maladizione
di parte infra que^ meaL-fimi Guelfi, che reggevano la
Repubblica, e fu il nome delle parti Bianchi , e Neri,
ed era qucfta perverfirà prima ne' Piftolefi , e mafllme
nella famiglia de' Cancellieri ; ed effendo già divifa tutta
la città di Piftoia, per porvi finale rimedio fu ordinato
dai FiorciUini , che i Capi deli' una , e dell' altra fetta ne
vcniffero a Firenze , acciocché alla detta città non fa-
ceffero maggiore turbszione . Quefto rimedio fu tale »
che non tanto di bene fece a'Piftolefi per levarli i detti
capi , quanto di male fece a' Fiorentini per tirare a fé
quelle piftolenze; perccchè avendo i detti capi in Fi-
renze parentadi , e amicizie affai , fubito accefono il
fuoco con maggiore incendio per li diverfi favori , che
avevano da' parenti, e dagli amici, che non era quello ,
che lafciato aveano a Piftoia . E trattandofi di quefta
materia publice e privatim , mirabilmente s'apprefe il
mal feme, e divifcfi la noftra città di Firenze tutta in,
modo , che quali non vi rimafe funiglia nobile , né ple-
bea) che in fé medcflma^nen fi divideffe, né uomo par»
^ Q. i- lieo-
248 MONUMENTI.
ticolare di ftìma alcuna, ohe non fofle dall'una dell»
parti , e trovoflì in molti la divifiene eflere tra* fTatelIt
carnali, che T uno di qua» e l'altro di là tenea . Ed
efTendo durata la contela più mefi , e multiplicati gì* in-
convenevoli non folamente per parole, ma ancora per
fatti difpettoH , e acerbi , cominciata tra' giovani , e di-
fcefa agli uomini di maggiore età , la noftra città flava
tutta follevara , e fofpefa . Avvenne , che efTendo Dante
de* Priori nel 1300. fi fece certe ragunate per la parte
de* Neri dalla Chìefa di S. Trinità,* quello, che trat-
ta/Tono fu cofa molto fegreta ; ma 1* effetto fu di fare
opera con Papa Bonifazio VIÌI. che mandafli a Firenze
Mefs. Carlo di Valois de* Reali di Francia a pacificare t
e riformare la. città . Quefta ragunata fentendofi per Pai*
tra parte, fubìto fé ne prefe grandifljma fofpezione, in
tanto che prefono le armi, e fornironfi d^amiftàiC an-
darono a* Priori aggravando la ragunata fatta , e lo avere
con privato configlio prefo deliberazione dello (Vato della
città ; e tutto efler fatto dicevano per cacciargli di Fi-
renze, e pertanto domandavano a* Priori, che facefTono
punire tanto prefuntucfo cccefTo . Quegli, che aveano
fatto la ragunp.ra , temendo anche loro, prefono 1* armi »
e appreflo i Priori fi doleano degli avverfarj , che fanz^,
deliberazione pubblica s'erano armati , e fortificati ,. af-
fermando, che fotro varj colori gli voleano cacciare, o
addomandavaiio a* Priori , che gli facefiino punire, come
turbatori della quiete pubblica. L'una parte, e l'altra
di fanti, ed'amifià forniti s'erano; la paura, e il ter-
rore, e il pericolo era grandifimo *, ed efiTendo adunque
la città in arme , e in gran travagli , ì Priori per con-
iìglio di Dante, providono di fortificarfi per la moltitu-
dine del popolo , e quando furono fortificati ne manda-
rono a*con:^ni crii uomini più principali delle due fette,
che furono quelli .- Mefs. Corfo Dj^nati , Mefs. Geri Spini >
Mefs. Giachinotto de' Pazzi , Mèfs. Rofib della Tofa , e
altri notabili cittadini; tutti quefti erano per la parte
Nera,, e furono mandati a' confini a Caftello della Pieve,
in quello di Perugia . E dalia parte de' Bianchi furono
mandati a' confini jMefser Gentile, e Mefser Torrigiam»
de' Cerchi , Guido Cavalcanti , Bafchiera della Toft, Bai-
dinaccio Adimari, NMq di Mefs. Loiùno Gherardini»
e altri
M O N U M iL N T I. 249
ts altri nobili uomini , e q,uefto diede gravexza grand©
a Dante » e contuttoché lui fi fcufi come uomo ianza
tener parte, nientedimeno fu riputato, che pendelH ira
parte Bianca, e che gli difptaceflì il configlio tenuto dì
chiamare a Firenze Mefs. Carlo di Valois , Cbme materia
di fcandolo , e di guaio alla noiìra città , e accrebbe la
invidia, perchè quella parte de i cittadini, che furono
confinati a Serezzano lubito ritornarono a Firenze» e
l'altra parte, ch'era confinata a Caflello della Pieve fi
rimafe di fuori . A qiiefto rifponde Dante , che quan-
do quelli di Screzzano furono rivocati , e fio Dante era
fuori deir ufficio del Priorato, e che a lui non fi deb-
be imputate , e più dice , che la ritornata loro fii per
la infermità , e morte di Guido Cavalcanti , il quale
ammalerà Serezzano per Paria cattiva, e apprefib vi
morì. Quefta difuguaglianza mofTe il Papa a manda-
re a Firenze Carlo di Valois , il quale effendùvi per
}a reverenza del 1?apa , e della Cafa dì Francia rìce*
vuto fu nella città , e rimife i cittadini confinati den-
tro , e apprefTo cacciò, la parte Bianca , per rivelazio-
ne di trattato fatta per Mèfser Piero Ferranti fuo Ba-
rone , il quale difTe efTere flato richiedo da tre Gen*
tiluoiTrini della parte Bianca, cioè da Naldo di Mefic?
Lottino Gherardini , da Bafchiera «iella Tofa , da Eàldi-
naccio Adi mari , d' adoperarfi con Mefs. Carlo di Valois»'
che la loro parte rimanefTe fuperiore nella Terra , e che
eli aveano promeiTo di dargli Prato in governo fé quello
facefje -, e di queflo produfTe fcrittura di quefta richìe-
fta, e pTomcfTc, con fuggelli di cofloro , la quale fcrit-
tura originale è oggi in Palagio tra le altre fcritture
pubbliche ; ma fecondo abbiamo fentlto pare forte {bf*
petta , e crediamo, che la fia fittizia; pure quello eh©
fifofie, la cacciata feguitò di tutta la parte Bianca, mo-
ftrando fdegno Mefs. Carlo di tutta quefla promcfTa , e
richicfla da loro fatte. Dante in quello tempo non era
a Firenze, ma era a Roma mandato poco avanti Amba-
fciadore al Papa per ciFerire la concordia, e la pace
de' Cittadini ; e nientedimeno per ifdegno di quelli, che
nel fuo Priorato confinati furono , dalla parte Nera gli fu;
corfo a cafa, e rubato ogni fua cofa , e dato il guado
«Ile fue pofTefll^jni , e a lui 3 9 a Mefj. Palmieri Altoviù
2$0 MONUMENTI.
^ato bando della perfona per contumacie di non compa-
rire , non per verità di alcun fallo commeflb. La via
del dare bando fu qucfta , che legge feciono iniqua, e
perverfa, la quale il guardavano indrìeto , che il Potetti
di Firenze poteflì^e doveflì conofcere de* falli commeflì
per lo adrieto nel Priorato , contuttoché afi'oluzione ne
fuiVi feguita , e per quefta legge citato Dante per Mef^
ler Gante de' Gabbrieili , allora Poteftà di Firenze , ef-
fendo afTente, e non comparendo, fu condannato, e
sbandito nelT avere, e nella perfona , e pubblicato i fuoi
beni, contuttoché prima rubaci, e guafti fuUino . Ab-
biamo detto come pafsò la cacciata di Dante , e perchè
cagione , e in che modo ; o-a diremo qual fo/Te la vita
l'uà nelTefilio. Sentito adunque Dante la ruina fua lu«
bito partì da Roma, dove era Ambafciadore , e cammi-
nando con celerità ne venne a Siena, e quivi intefo
chiaramente la fua calamità .Non vedendo alcuno riparo
diliberò accozzarli con gii altri ufciti , e il primo ac-
cozzamento fu in una congregazione degli ufciti , la
quale n fé a Gargonza , dove trattate molte cofe , final-
mente fermarono la fedia loro in Arezzo , e quivi fé»
rono capo grofTo , e crearono loro Capitano generale
Conte AlefThndto da Romena , e ferono i fuoi ccnfiglie-
ri , del numero de* quali Dante fu uno , e di fperanza in
Iperanza iftettono inlìno all' anno 1304. Allora fatto isfor-
zo graiidiffimo d'ogni loro amiftà ne vennono per cn«
trare in Firenze con grandiflìma moltitudine , la quale
r.^n' folamente d^ Arezzo , ma da Bologna , e Piftoia con
loro fi congiunfe , e giugnendo improvviH , e Tubiti,
prefono una porta di Firenze , e vinfono parte della Ter-
ra, ma finalmente bifognò fé ne andaffono fenza frutto
alcuno. Fallita adunque quefta tanta fperanza, non pa-
rendo a Dante pìiì da perdere tempo , partì d'Arezzo,
e andcffene a Verona , dove ricevuto fu cortefemente
da' Signori della Scala, e quivi alcuno tempo fece di-
mora, e ridufTeli tutto a umiltà, cercando con buone
opere , e buoni portamenti riacquiftare la grazia di po-
ter tornare a Firenze per ifpontanea rivocazione di chi
reggeva la città ; e fopra quefta parte fi affaticò affai ,
e fcriffe più , e piìi volte non folamente a' particolari
cittadini del Reggimento, nia ancora ai popolo, fra le
alue
/
MONUMENTI. 2^1
altre un' epiflola affai lunga, la quale comincia così*
Popule meus quid feci tibi . Ed edendo in quella fpe-
ranza Dante di tornare per via di perdono , fopravvenno
la elezione dell' Imperadore Arrigo di Lufemburgo , per
la cui elezione prima , e poi per la fua paifara fu tutta Ita-
lia fcllevata in fperanza di grandifllme novità . Dante
non potendo tenere il propofico fuo d' afpectare grazia ,
ma levatoli con V animo altiero, cominciò a dire male
di quelli, che reggevano la Terra , appellandogli fcelle-
rati , e cattivi, e minacciando la debita vendetta perla
potenza del detto Imperadore, centra la quale , diceva ,
e/Ter manif 'fio , loro non avere alcuno fcampo; pure lo
tenne tanto la riverenza della patria , che venendo lo
Imperadore predetto a Firenze , s' accampò a S Salvi ,
Dante a quefto non vi volle e (Fere , fecondo quello , che
lui ne fcrive , contuttoché confortatore fu (lì flato di fua
venuta. Morto dipoi il detto Imperadore nella feguence
ftate a Buonconvcnto , ogni fperanza al tutto fu per-
duta di Dante-, perocché di grazia lui medeflmo s'avea
tolto la via per lo parlare , e (crivere contro a' cittadi-
ni , che governavano la Repubblica , e forze non gli
reflavano nelle quali fperare potefli , ficchè dipofta ogni
fperanza , povero dipoi trapafsò il refto di fua vita, di-
morando in varj luoghi per Lombardia , per Lunigkria,
a Lucca, e quafi per tutta Tofcana, e per Romagna
ferro il fuilìdio di varj Signori , per infino che final-
mente fi ridufTe a Ravenna, dove finì la fua vita a dì
detto di fopra , e quivi da quei Signori da Polenta fu,
feppellito a grande onore , e fatto magnifica fepoltura ,
dove ancora oggidì fono le fue reliquie ; requiejcant in
pace. Poiché detto abbismo degli afFari fuoi pubblici»
e moftrato il corfo di fua vita , diremo ora del fuo flato
domeftico , e de' fuoi coftumi , e fludj . Dante innanzi
la cacciata fua di Firenze, contuttoché di grandifilma
ricchezza non fofie , nientedimeno non fu povero, ma
ebbe patrimonio mediocre , e fufficiente a vivere ono-
ratamente , ed ebbe uno fratello chiamato Francefco Ali-
ghieri, ebbe moglie , e figliuoli, come di fopra dicem-
mo, de' quali ancora oggi refta fucceflìone , e ftirpe,
come (1 dirà di fotto; cafe ebbe in Firenze affai decenti
congiunte alle cafe di Ceri di Mef^. Belle fuo confor-
e© 5
2^1 . MONUMENTI.
tOj pofleflìoni in Camerata, nella Piagentina , e in Pian»
di Ripoli; fu uomo molto pulito, di ftarur^ decente, e
di graro afpetto , e pieno di gravità ; parlatore rado, e
tardo, ma nelle fue rifpofte molto fottilc. La fua pro-
pria eifigie il vede nella Chiefa di Santa Croce, quafl
al mezzo della Chiefa dalia mano finiftri- andiindo vcrfo
r Aitar maggiora dì qua dalla Cappella de* Machiavelli »
ed è ottiiTiamente ritratta al naturale per mano di per-
fetto dìprntcre del tempo iuo . Diicitofif di mufica j^dì
fuoni , e di fua mano egregiamente difegnava , fu an-
cora fcriltore perfetto, ed ei* la lettera fua m^gra , e
lunga, e molto- corretta ,. fecondo alcune epiftole di fua
propria mano. Eu ufante in fua giovinezza co* giovani
innamorati:, e lui ancora di fimile padione occupato ,
non per libidine , ma per gentilezza di cuore, e ne' fuoi
teneri anni verft d'amore a fcrivere cominciò, come (i
può vedere in una fua operetta vulgare, che C\ chiama
Vita fftiova . Fu perito in tutte a fette le arti liberali;
malo ftudio fuo principale fu Pòefìa , nella quale avanzò
tutti gli altri Poeti; perocché la fua fiiione fu grande,
e con grande ingegno trovata-, e mafllme quella della
fua Commedia , nella quale concorre difcrizione del mon-
do, difcrizione de' Cieli, e de* pianeti , difcrizione degli
uomini, meriti, e pene della vita umana , felicità, mi-
feria , e mediocrità di vita intra due eftremi,nè credo,
cl>e mai fofle , né po(T^ eflere chi prendefli più ampia,
e fertile maceria. Ók potere efplicare la mente d*ogni
fuo concetto per la varietà degli fpiriti loquenti di di-
verfe ragioni di cofe, di diverli paefì , e di varj caddi
fortuna . Quefta fua principale Opera fi può vedere a-
pe/tamente. ScrifTe ancora Canzoni morali , e Sonetti , e
Ballate , e altre cofe; Is Canzone ftic fono molto per-
fette, e limate, e leggiadre, e piene d'alte fentenze,
e tacte hanno generofi cominciamenti, ficcome quella
Canzone , che comincia: Amor che mu9vi tua virtù dal
cielo .Cornell fol lo fplendore , ec. dove è comparazione
iìlofofica , e fottìle tra gli effetti del fole , e gli efF>.'tti
d* amore . L'altra, che comincia; Tre donne intoruo al
cor mi fon venute, ec. e l'altra, che comincia: D«««/r,
ch'avete intelletto d' amore ^ ec. e così in molte altre.
CaniOJii è (©ttiJe iu limata i e fai.cntifìcf , e fimiic ne' So»
MONUMENTI. 253
tietfi ; e in rima vulgate avanzò rurri gli altri, che mai
fono futi, e che faranno, e fecondo il fuo Icrivere fi
cominciò a dire in rima innanzi ^a lui anni 150. e fu-
rono i p'-incipi in Italia Guido Guinizzegli da BoU>gn3 »
e Frate Guittofte Cavaliere Godente d' Arezzo > e Bue-
nagiunta degli ©rbicciani da Lucca , i quali Dante di
gran lunga foverchiò di fentenze , di pulitezza , e di eie*
ganzate di leggiadria, intintochè egli e opinione degli
incendenti , ch« non fu , né farà mai uomo , che vantaggi
Dante in dire in rima , e veramente egti è mirabile cofa
la grandezza, e la dolcezza del direluo p^ud^rite ,fen*
tenziofo j <» grave» con varietà, e copia mirabile , con
conefcenza di filofofia , con notizia di ftorie antiche»
con tanta cognizione delle cole moderne, che pare a
cgni atto effere ftaro preiente . Ì5.uefte belle cole , e
con gentilezza di rime efplicate , prendono la mente di
ciafcuno , che legge, e molto piìì di quelli, che piiì
intendono. Quefte fono TOpere fue vuigari . In latino
fcriflTe in profa , e in verfi ; in profa un libro chiamato
Monarchia '., ifcriife ancora un altro libro intitolato Dr
vulgari eloquenttayc Icrifle alcuna egloga , ancora fcnlf©
molte epiftole in profa , e in verft . Il principio del li-
bro fuo in ver fi eroici , ma non gli riufcendo lo ftile,
non feguì . Ebbe Dante fra gli altri iìgliuoli uno chia-
mato Iacopo, il quale ftudiò in legge, e divenne va-
lente; e per propria fiia virtù» e per favore della me-
moria del padre fi fece grande uomo, e riputato, e
guadagnò alTai , e fermò luo ftaro a Verona , con affai
buona facoltà . Quefto Mefs. Iacopo ebbe un figliuolo
chiamato Dante, e di quefto Dante nacque Leonardo,
il quale credo, che ancora viva , e ha più figliuoli: né
è molto tempo, che Leonardo antidetto venne a Firenze
con certi giovani Vcronefi bene in punto , e onoratamen-
te , e vide le cafe del fuo proavo Dante , e de* fuoi
antichi, ed ebbe notizia di molte cofe a lui incognite,
per efferfi ftranato lui , e i fuoi dalla patria ; e così la
fortuna in quefto mondo gira , e permuta gli abitatori
eoa volgere di fua ruota.
Quefte cofc tratte di buoni luoghi fcriffe qui Filip-
po di Gino di Mefs. Francefco Rinuccini , e ordinolle,
«ome fi lefgono, e così fcriffe, ovvero fece fcoivere il
refto
254 MONUMENTI.
refto di quefto Priorifto fino a che egli vlfTe» che fil
fino all' anno 1450. che benché vivefli fino ali* anno ì^ói.
nientedimeno non avca mefTo a quefto libro i Priori futi
tratti, ma gli aveva notati in un certo foglio , per met-
tergli al libro, e morendo lui nel detto anno 1462 io
Alamanno fuo figliuolo feguitai ta^e opera di fcrivere
i Priori tratta per tratta , e di fare menzione di alcuno
cofe notabili occorrenti > fecondo i Priorati •
§. II. Imbreviature di (truiTTjntl attenenti a' fra-
telli, figliuoli, ed altri congiur.ti , e conforti
di Dante , tra qudle di Ser Salvi Dini dell' an-
no 1:^:52. lib. X. a 20. efegg, riportate nel noftro
Zibaldone jì. a i^-j. tergo ^ e feg.
AN. MCCCXXXII. Francifcus qu. Allgherii de Ali-
gheriis, qui quond. morabatur in populo S. Ste-
phani in Pane , & hodie moratur in pop. Plebis de Ri-
pulì, & Dom. Dinus , & lacobus fratres filii q. Danris
Alagherii de Alagheriis populi S. Martini Epifcopi , Ni-
colaus qu. Forefini de Donatis Procurator di£l:i Domini
Pieri comprcmittunt in Ser Laurentium Alberti de Vil-
lamagna Notarium . Nero Naddi, Nero IoanniSi & Mi-
nuto teftibus. A£ì:um in populo S. Cecilie.
Alfro del me de fimo anno, ivi*
Bona di£bi Francìfci , & Dom. Petri , & lacobi de
Alagheriis adhuc erant indivifa inter eos . Un podere
con cale pofto nel popolo di S. Marco di Mugnone in
Camerata , a ì° 2° ^.° via , a 4.° Berti . Un pezzo di terra
in Firenze nel pop. di S. Ambrogio , a 1° 2° 3 ^ 4.° via .
Una cala pcfta in Firenze nel popolo di S. Martino del
Vefcovo , a 1° via , i®. Heredes Simonis Nerii de Dona-
tis, & D m. Bellina vidua q. Clerici Dom. Martelli de
Dcnatis , & Ticcius Clamori ; a 3.° de Cocchis , feu alii ,
34° H-redes Betti de Mandolis. Un cafolare nel pop.
di S. Ambrogio, a i.' 2.° via, 3.°Herede$ CurfiiForna*
eia-
MONUMENTI. 255
ciarli , a 4.® Heredes Miglionucci {forje Miglioruccii .)
Un podere nel pop. di S. Miniato di Pa^naìia Comiratus
Florentie , luogo detto Le Radola ; a 1.^ via , a.*' fo flato,
5.** Vefcovado di Fielole , 4.° Heredes Lotti de Ceraris,
Più pezti di terre pafti d* intorno à detto podere . Le
quali Cófe furono aflegnate a detto Francefco per la
metà ; il qual Francefco immediate vendè il podere di
Camerata a Giovanni di Manetto Portinari comperante
per f e , e per Accerrito fuo fratello, e parte del prezeo
pagarono al detto Francefco li figliuoli di Dante un de-
bito di cento venticinque honorum & legalium floreno-
rum auri, quos dìftus Dante confeflus fuit fé mutuo re-
cepifle & habuifle a di£to Francifco per Inftrum. rogat,
manu Ser Guidonis Benivieni Guidi RufFoli de Florentia
Notarli fub anno 1299. Ind.xiij. die 14. intrante menfe
Martii , & de quodara alio debito florenor. 90.auri , quos
mutuo recepit a difto Francifco per publicuni Inftru»
mentum factum fub anno Domini 1300. Ind. xiij. die xj,
lunii manu Ser Uguccionis Dom. Aghinetti Notarli, ex
Imbreviaturis Ser Àldobrandini filii fui . Et promefle detto
Francefco, che gli figliuoli di Dante non moleftereb-
bono li beni , che già furono di Dante per occafione
di dote, e inftrumento di dote Dom. Lape matris diftl
Francifci , & filii olim Chiariffimi de Cialuffi , & uxoc
olim Aleghierii . Né per occafione della dote Domine
Pere uxoris difti Francifci , & filie olim Donati Brunac-
cii. Et promeflbno li detti Iacopo, e Mefs. Piero pagar©
a Francefco infinattantoché i beni di Dante fi cavafio-
no de* beni de' ribelli & sbanditi del Comune di Firenze
ftaia trenta di grano . Inoltre H obbligarono li detti Ia-
copo & Mefs. Piero & Francefco , che il podere di Ca-
merata non farla moleftato per occafione delle doti Do-
mine Belle olim matris di£ti Dantis , & olim avie di£li
lacchi, & Dom. Petri , & uxor olim di£ti Alagherii,
né per la dote Dom. Gemme vidiie olim matris diftorurfl
lacchi , et Pieri , & uxor olim diftì Dantis, & filie olirh
Dom. Manetti de Donatis . Diftus Francifcus fuit hercs
lacobi q. Lotti de Corbizzis . Fu dato quefto laudo in
populo S. Cecilie in Edibus Artis Medicorum, Spetia-
riorum,& Merciariorum fub die 16. Mali. Teftihus
Ioannc Ser Reddite populi S. Laurentii , Lapuccio Ti-
nuc-
^6 MONUMENTI.
nuccii, Set Spigliato Dini Notano popuHS. Matgharke*
lohannes lacchi de Pazzis , Gherardus Karóli de Adima»
ribus teftes in confirmatione difti Laudi. Pro Domino Pe-
cro confirniavic Nicolaus Forefini de Donatis eius Pro-
curator, rogato de Procura Donzellino Domini Ligenni
<le S. Benedillo Notatio «
Altro delmedejìmo anno , da dette Imhreviature « 114.
e Z'tb. a 173.
Sub anno 1297. die aj. Decembris Ind. xj. Dante
& Francifcus ÌFratres & filii q. Alagherii de Alagheriis
popoli S. Martini Epifcopi mutuo receperunt a lacobo
iil. q. Lotti de Corbizzis populi S Petri Maioris mutu-
ante prò fé, & Pannocchia Riccomanai populi S. Pro-
culi fior. 480. de auro fub Hdeiuflione Dom. Durantis
Dom. Scholaii de Abbatibus , & Dom. Manetti Domini
Donati de Donatis, Alamanni q. Dom. Boccaccii de Adi-
•naribus , Spigliati qu. Spigliati de Filicaria in folidum
obligatorum . Deinde anno 1532. diftus lacobus de Cor-
bizzis fecit finem lacobo , & Dom. Petro de Alagheriis
& honorum q. Dantis pofTefìToribus , & Francifco Dantis
fratre ^e diftis flor. 480. qui Coluti fuerunt in|)artede
bonis vendicis Domine lohanne , ut fupra , &c.
Altro, ivi tf 187. Z/^. a 181. del me de fimo anno .
Domina Bartola vidua uxor qu. Domini Guidonis
dell'Accolto de Bardis , & fil. q. Guccii Dom. Catalani
deUbaldinis de Gagliano petiit in Mundualdum Cocchum
q. Lippi de Lupicinis pop. Abbatie de Ripoli : Que Dom.
Battola vendidit Francifco q. AUagherii de Allagheriis
pop. S. Martini Epifcopi recipienti nomine Dom. Pere
cius uxoris, & filie q. Donati Brunaccii quoddam pre-
dium pofitum in pop. Plebi* S. Petri de Ripuli.
5. III.
MONUMENTI. Ì57
§. III. Ex libris Refórmatìonum Terre S. Gemi-
niani tempore D. Mini de Tolomeis de Senis
Poteftaris à\6ìc Terre anno 1299. apud me Ca-
rolum Strozzaai ,
Die vili. Mali .
Convocato & adunato Contilio Generali Communis
& honiinum S. Gemmiani in palano dìfti Ccmmu-
nis ad fonum campane voceque preconis ut moris eft
de mandato nobilis , & potentis Militis O- Miai de To«»
lomeis de Senis honrrabilis Poteftatis Ct mmunis & ho«
minum Terre S. Geminiani prediali , in quo quidem
confllio prefente volente & confentiente provido viro
Dom. Gilio Dom. Celli de Narnia Indice Appellatio-
num & Sindico difte Terre propofuit Se conlìlium po-
ftulavit per eum per .nnbilem virum Dàncem de Alle-
gheriis AmbaxiatGrem Comnjunis Florentie qui prò parte
di£ii Communis in prefenti confìlio & dixie
quod ad prefens in certo loco parlamentum & ratioci"*
natio mere folito per omnes Communitates Tallie Tu-
fcie & prò renovatione & confirmatione novi Capitane!
fieri expedit propter que ad expediendum predifta con-
venir quó4 Sindici & Ambaxiatores folempnes predifta^
rum Comnjunitatum fimul conveniant fé .
Dom. Primeranus ludex unus ex di£tìs confiliariis
furgens in d'fto coniìiio areiigando confuluit fuper difta
impofita & atnbaxiata quod prò Commune S. Geminiani
& prò parte ipfius ut hait^nus eft iblitus facere fìat , Se
Sindicus unus vel plures ordinentur cum pieno & fuf«
iicienti mandato, ac etiam ambaxiatores eliganrur qui
fuo loco ,& tempere dum prò parte Communis Fh-rentie
fuerir Commune S Geminiani per alias iitteras requifitus
ire debeant6c convenire fé debeant cum aliìs (ìndici^ &
ambaxiatoribus aliarum Communitatum di6ì:e Sotictatis ad
parlamentum Se fpecialiter ad ordinandum & reformandum
vi confirmandum novum Capitaneum Tallie dummodo
nil pofllt firmari vel ad aliquod fé obligari quin primo
«lifto Communi & Ofto expenfsrum fa^lum declarenr .
Reformatum fuic ad diftum difti Dom. Primerani
Confultoris .
TomQ XIL R §. IV,
258
MONUMENTI
§. IV. Dal Libro del Chiodo delle Jliformagio-
ni a 1^, e pubblicata ancora dal Sig. Abate
Girolamo Tirabofchi , Stor» delia Letterata ItaL
tomo 13. ediz, dt Firenze »
NOs Gante de Gabbriellibus de Eiigubìo Poteftas Ci-
vitacis Florentie infrafcriptam Condcp lationis lum-
mam damus , & proferimus in hiinc modum .
Dominum Andream ide Gherardinis .
Dom, Lapiim Salcerslli ludicem.
Dom. Palnicrium de Aitovitis.
Dom. Donatum Alberti de ftxtu Porte Domus .
Lapum Dominici de fexcu Ultrarni .
Lapum Blondum de Textu S. Petri Maioris .
Gherardinum Diodati populi S. Marcini Epifcopi .
Curlum Domìni Aiberci Riftori .
lunftam de Biifulis.
Lippum B.'cchi »
Dantenì Aiiighieri •
Orlanduccium Orlandi.
Ser Simonem Guidetti de fextu Ultrarni .
Ser Guccium Medicum de fextu Porte Dcmus.
Guidonem Brunum de Falconeriis de iexcu S. Pctri .
Centra quos proccflìmus , & per inqui/itioncm ex nofìro
Offitio ,& Curie noftre faftam fupcr eo , & ex eo quod
ed aures noftras , 6c ipfius Curie noftre pervenerit fama
publica precedente , quod cum ipfi , <& eorum quilibec
nomine ,& occgilone barafteriarum , iniquarum extorfio-
num, & illicitcrum lucrorum fuerint condepnati , ut ia
ipfis condepnationibus docetur apertius condepnationcs
eafdem iplì , vel eorum aliquis termino affignato non
folverint . Qui omnes , & finguli per Nuntium Comunis
Florentie citati , & requifiti fuerunt legiptime , ut certo
termino iam elapTo mandatis noftris parituri venire de-
berent,&ie a premifTa inquifitione protinus efcufarcnt .
Q'.ii non V(?nic!Kes per Clarum Clariillmi publicum Bap-
nitorem pofuifTe in bapnum Comunis Florentie fubfcri-
be-
MONUMENTI. 259
berunt, in quod incurrentes eofdem jbfentatio contu-
macia innodavit . ut hec omnia noftre Cune latius sfta
tenenc ipfos, & iprotum quemiibec ideo hiibitos ex ipfo-
rum contumacia prò ccìnfeflls fecundiim iura ftaturorum
6c ordinamencorurn Comunis & Populi Civiraris Fioren*
tie , & ex vigore noftri arbitrii , & cmni modo & iure
quibus meiius pofTumus , ut fi quis prediftorum ullo
tempore in fortiam di£l:i Comunis pervenene, talis per-
veniens igne ccmburatur , fic qucd moriatur . In hiis
fcripns fcncentiaiirer condepnamus .
Lata , pronuntiata , & promulga""» fuit di£ta condep-
rat onis fumma per diftum Cantcm Poteftarem predjftum
prò Tribunali ledenTcm in ccnfilio generali Civira-is Fìo-
rentie . & leftn per me Bmioram Not. i'upfad.ftjm fub
anno D mini millefim*) rrecent-llmo fecundo , lud. xv.
tempore Domini Bonitatii Pdpe O'ftavi dis decimo menfis
Alartii piefenribus Ttftbus Ser Mafio de Eugubio , Ser
Bern^irdo de Camerino Notanis difti Domini Poteftacis >
Oc pluribus aiiis m codem confilio «Xillentibus .
Nota» In un Libro di Provvifioni delle Riforma»
j^ioni , uve fi fritta del configlio tenuto , fé fi dovefTe
dar fu (lì d 10 , e provvifione al Re Carlo, fìg'iuo'O de. Re
di Francia , evvi al morgìie , della ft e (la , o poco di ver fa
mano , quefta memoria ; Cbe per ejjerji Dante oppojìo a
eletta provvifione fit quejla la vera occulta cattja delfu^^
ejìlio .
§. V. Difefa di Dante per Francefco Filelfo*
Dalla Magliab. CI. xxxiv. Cod» 1.^93.
Orazione in vituperazione .
A Vendo maravigliofo e fingolar defiderio , cccellen-
tidìmi Cictadtni , di potere per alcun mio merito
coiic ia-mi la gentil voftra , ed ciìmia benivolenzia , e
quella molto più ftimando ,. che alcun altro mirabil te-
loro, dopo moite confiderazioni , e varj penfieri , veder
mi parve, per niua altro modo potere a tal mio confi»
R 2 glio,
Ì.6C> M O N U M ENTI.
glio , e lau JarilTlma voluntà più facilmente fatrsfare , fc
jione in quelle cofe efercicandomi , e di quelle in efal-
tazione, e loda d' cfTe parlando, le quali cognoica , a
voi florontilllmi Cittxdinj dover cfTcre gratifiìme . Onde
vedendo il Poeta Dante Arighicri da voi meritamente
ed amato, ed avuto in divozione, con grande mia, non
dico, fatica, la quale in chi ama cfler non puote: ma
certo con infinita giocondità, dà niuno conftrctro , ma
già al de^to proponimento fenza alcun altro o pubblico,
o privato premio a ciò fare indurrò , cominciai quel
poeta pubbiiCaaiente leggere , nella cui fpofizione già
ientendo non piccol piacere , anche io perii fimile fom-
na allegrezza, e fokvirà ne pigliava -, lodava il miocon-
iiglio, con dolce, e gioconda memoria del mio primo
penfìeri mi ricordava , e del mio già conieguito inten-
dimento meco ìie^ifiìmo ne godeva . E certo V'edendcmi
Ja generoia voftra benignità cominciare , non poca affe-
zione vcrfo di me mcdellmo giudicava ; O vana » ofcio-
ca , o flolta opinione de' mortali: O vita in niuna parte
tranquilla; O ripofo d'animo incoflante , mobile, e ad
cgni' tempefta fottopofto e foggetto . Quando mi penfava
l'affannata e miferà navicella della mia vira, da moki
contrari venti per innanzi in quefta voftia gloriofa ciftà ,
è di varj pericoli, dilacerata dalla invidia pelfifera , ed
ignoranza efagitat-a j e dibattuta, in tranquillilTìmo , e
Quieto porto aver ridutta , rifguardo da capo quella da
inopinato , ed impciucib turbine in alto , e rempeftofo pe-
lago tra le gonfiate onde , e ribalzanti procelle efiere
gittata . E chi e cagione di tanti difpetti ? Chi è prin-
cipio di tanta ingiuria ? Crii è autore di tanti oltraggi?
Chi è coftui ? Chi è? Nomir.erollo io tal moftro ? Mani-
fefterò io tal cerbero? dirollò? Certo il debbo dire , fé
la vita n'andaffe. Egli è il malivolo , dico, improdigofo ,
il dcteflabile , e lo abominevole .... Ai . Filelfo . Taci .
Non dir per Dio : Abbi pazienzia . Chi fé medeflmo con-
tener non può, mal potrà alcun altro di coftanzia , e
di tollersnzia ammsel^rare . Appreffo T impio, ed efe-
crabil furore , o vero piuttofto veleno dell' ignobile , vile,
ignorante, faftidiofa invidia , non par degno, di cui nel
conlpftto di tanta, e sì nobile, e sì generofa Cittade
dinanzi alcuna memoria far fi debba. Affai ni; dee bafla»
M ONU M E N T I. 2^1'
re, che l'inclita, ed illuflrifliina Signoria di quella ec^
cclfa Città, colli fuoi magnifici Collegj' m* abbia mani"
feftiflìmamcnte per pubblica deliberazione , e fentenzia
dimoftraro , niuna virtiì potere dal vizio edere oppreda ,
né la irradianre lu^e di Febo dalle vani tenebre dì Plu-
tone efTere eftinta . Quefta fia tutta la mia rifpofta con-
tro gT invidi , ed ignoranti fuTurroni . Quefta fia tutta
la mia vendetta, quefta fia tutta lamia vittoria, lamia
gloria , il mio trionfo . Avendo dunque folo per voftra
contemplazione efpetsabili. Cittadini il luogo il celeber«»
rimo poeta Dante Alingiiieri , e già di quello per me
eflx'ndo a voi efpofìi vii. Canti, e vedendo tal mia le-
zione efTerv: non ingioGOnda , inumano, e contro al mio
defiderio fcrcbbe , le io non mi sforzafiì con ogni dili-
genzia , ed induì^ria , e opera fatisfare ai voftri piaceri.
Ed avvegnadiochè il leggere di quefto divino poeta,
chiamalo da miei ignorantifiìmi emoli , Poeta da calzolai
e fornai , quanta benivolcnzia , e favore ho io acquiftato
apprefib la vcOra rrìagnificenzia , in tanto odio e perfevera-
zione ( così ) m' ha indutto appre/fo i miei emuli , non però
mi ritrarrò dal mio onefto , e laudabile principio , ma
come forte, e bellicofifiìmo cavalieri , fequirò la difficile
e pericoloni pugna , fempre a memoria riducendcmi , nef-
funo doverfi di vittoria incoronare fenza il combattere ,
e la virtù in nelle difficultadi ,e moleftie fuole piii chia-
ramente dimo(ì:rare li Tuoi fplendidi razzi . Perlaqual-
cofa voi clarifiìmi Ci:radini con umiltà , e fomma divo-
zione , vi priego,vì piaccia ih quefta mia fatichevole , e
pericolofifiima imprcfa ftrenuamente portandomi , incoro-
narmi , non dico di lauro, o d' oro, ma della voftra
egregia, ed illuftre benivolenzia , la quale molto più
ftimerò, che alcuni altri preziofi metalli, o vero U^
pilli. Finis . Flcrencijs xij. Rai. lan, 1451,
R 3 Kam. n.
6z
Isum. II. per la Rubrica cccciii. Libro VI.
pagina 57.
§. T. Serie di Feditorì , che fi trovarono alla
guerra d' Altopafcio, defcritti per fefti, toita
per F;^r:iinando Leopoldo del Migliore da uà
Libro antico di Memorie j che il f:'rbava già in
Cafa de' Sigg. Mazzinghi // 4.7. Daìln Maglìct*
bechi ana Cod. 413. Clafs. xxv.
s
FEDITORLDEL SESTO D'OLTRARNO.
MCCCXXV.
limone de* BardT.
de' Mannelli .
OJdo de' Canigiani .
Beno de' Bardi .
di Colto Bìrdi.
Pafci de' Bardi.
, Lnpacci degli Aclimarì.
G ri di MjG. Ormanno Furabofchi .
Mcfs Pino de Rofll .
Stoldo de' Rodi.
Mef. Guido dc'Rtfll.
Bernarduccio di Mels Iacopo de'Rcfli.
Mefs. Arrigo del Bcccaccio de' Rodi.
Madìno Ugo'ini de* Rodi.
Lapo di Mel>. Angiolino de' Magli .
Mefs. Soz/.o Guicciardini.
Clango da Montefp^TtoIi .
Bellore di Giona Agl'oni,
Bartolo di Lapo Angiolierì .
Gherardo di Mefs. Scoldo Frefcc/baldi.
Mefs. Teglia Frefcobaldi .
Gerì
M O N U M E N T I. 263
Gerì di Mefs. Bardo Frefcobaldi .
Frefcobaldo di Mefs. Lapo Frefcobaldi, /
C. nte di Mefs. Guido Frefcobaldi,
Iacopo di Mefs. Teglia Frefcobaldi.
Guccio Ferrucci .
Durazzo Chiavicella Tigliamochi •
Zucchero Sederini.
Coppo di M fs. Nerlo de* Nerli ,
Ealdino de'Nerli.
Guccio di Sane de' Rcfll .
Giandro di Mefs. Fantone de' RoflI .
Mefs. Berlinghi&ri de' Rodi .
di Mefs, Giiglielmino de'Rofll,
Bandino di Lifcio di'R(fIi.
di Vagì da Cepperello.
Piero di Mefs Gualrerotci Bardi,
Vezzo Primerani Ccfe .
DEL SESTO DI S. PIERO SCHERAGGIO .
FEDITORI.
Dom. Ccccius de Maneriìs.
Dfim. Ridolfus de Guidalottis.
Barrolomeus Dom. Guidonis de Cavalcanti.
Giannczzus Dnm. Uberti de Cavalcanti .
Nerone Dom. Biadi de Cavalcanti .
Carslanus D«.m. Genrjlis de Bagneilbus .
D( m. Ponzardus de Pulcis.
Dom. L?.pus Arnolfi .
Catellinus RafF?cani .
Giau'iozzus Ducei Bucelli.
Tommafus Magalotti.
Lepre Peruzzi
Barrolinus Cenni Alberti .
Df m. Ifhannps de Gherardinis .
Dom Niccola Mane-ti de Franzefiis .
Dom. Renaldus de Meleto.
Ser R dolfus de Ancifa.
Alberruccius de Caftiglicnchio .
Vanni Bernardini de' Gherardini .
Ciapus Dom. Monaldi de Squarcialupi .
Pv ^ Bindug
26j{. monumenti.
Bindus Dom, Ugonis de Ricafolis .
Gucciu« Paole Geppi de Monte Rinaldi .
Guidsrellus de B.n/is .
Caroftus Dom. BinchtUì de Infangatis ♦
Daius Pennacchini de Guidalottis.
Doff'js Bindi eie Guidaiotcis.
Bettus RofìI de Pulcis .
Azzuccius Dom Bernardi de Tcdaldis .
Dati Dom. Pieri de Maneriis ,
Ghinus Metri de Pulcis
Neri Mancini.
Lapus Pecora de Maneriis.
j3 .»ccinas Dom. Gentilis de FighinOs
D .di Cambi de Maneriis .
L^pus Dom. Coccii de Manetiis.
D» m lohannes Ruftichelii .
Corradus de Compiobbio.
Bcllus Alberti .
DEL SE5TO DI BORGO
SEGUE E' FEDITORI .
Dom. Ranerins de Buondelmontìbus .
Vsnni Dom. Manetci Spine.
Doffus Lapi Spine.
Minus Dom Manetti Spine .
Bellincione Neri Aldobrandin? .
Cione Corriccionis de Bofticis,
Curradus Gianni Gianfigliazzi .
Vanni Roflì Gianfigliazzi •
Andreas Ubaldini
Scr Ghi.T«rdus Aldighierì ,
Monte Mannioi Acciaiuoli.
Vanni Bonciani .
Bindus Ocm Sranchìeri Btiondelmonti .
Dom. Neri Pefte Buondelmonti .
Bindus Dcm. Oddonis Altoviti .
Dom Collenzanus de Buondelmontìbus .
Dom. Gentilis Amorfi de Buondelmontibiis .
Dom. Bondelmonre Dom. Benghi de Buondelmontibut.'
Cione Dom. Stanghieri de Buondelmcncibuj»
MONUMENTI. 26$
Raineri Dom. Maringani de Buondelmontibuj .
Gherardus Dom. RoiTi de Buondelmontibus .
Locrus D. Bondeimontis de Buondelmontibus ,
Gherarduccius de Buondelmontibus.
Tuccius Scilinguati de Bofticiis.
Dom. Gherardus de Bofticiis.
Alexander Dom Fortebracci de Bofticiis .
Andreas Tani de Bofticiis.
Sperellus Dom. Pazii de Bofticiis.
Bancus Nepi de Bofticiis.
Ubertus Certiccionis de Bofticiis.
RofTus Tani de Bofticiis .
Vanni Dom. Banchi de Cavaìcantibus .
Gherardus D. Lapi Valentri deCavakanubus v
Dom. Tribaldus de G:andonati •
Dom. N ri de Giandcnatì.
Dom. Tanus de Giandonati .
Dom. Scolaius. d? Giandonati»
Maiignus de Giandonati .
Vanni Dom. Rcfll de Giandenatì.
Michelozzus dei Bene.
Caf. ggius de Gianfìgliazzis .
Raynerius Fantonis A'nge^Dtti .
Niccolaus Canti Ardinghelli .
DEL SESTO DI S. PANCRAZIO.
FEDITORI.
Dofli. Guatanus de Piglìs .
Catalanus Dom. Odarighi de Piglis .
Meo Rinaldi de Piglis.
Dom, Ichannes Buiamontis.
Mafius Dm. Ruggerini Minerbetti.
Guiduccius Malegonnella .
Pinuccius Di m. Dorelli de Mazzinghis^
Lapo Malacoda de Mazzinghis .
Gianni Dom. Tefte de Tornaquinci.
Cardinalis Pacci Manetti Torna^uinci ^
Biag'us de T'rnaqHincis.
Gherardus Bordonis.
Ferruccius Bcrdonis •
266 ^ MONUMENTI.
Ghìgus Bordonis .
Bindellus Simonis Rote della Beccanugia. -
Accorri Belcari .
Chiaius Ser Carri .
Leoncinus Dom. Alberti Leonis.
Filippt ne Lotti de Migliore.
Dom. Albertus de Ameriis .
Vanni de Ameriis .
Simon Roggerini de Mazzinghis,
Vaggius de Sovigliana .
Ser Duti de Monte Murlo.
Bindus Scolai de Sommala.
Pierus Dom. Benucci del Forefe.
RoflTus Dom. Benucci del Forefe.
Bingcri de Tornaqumcis .
Torellus Dt mini Neri de Piglis .
Dom. Gerardus Ventraie de Tornaquincis «
Neri Gliini Marabotcini de Tornaq^uincis .
Simon Nardi Bartoli .
Bellacqua de Monrcmur^o .
Ciprianus Pucci Marietti.
DEL SESTO DI PORTA DI DUOMO
FEDITORI.
Dom. Nepi^s della Tofa.-
Dom, Odaldus della Tofa .
Dom RofTellinus della Tofa.
Chericus Dom. Faftelìi della Tofa o
Gottifredus Dom. Roffl della Tofa,
Pinuccius della Tofa .
Donatus Traiani della Tofa.
Fizzuccius della Tofa.
Tanuccius della Tofa .
Teghia de Alleis .
Mannus Domini Lotti de Alleis.
Niccolao Dom. Lotti de Alleis,
Lottus Dom. Cefi.
Cantinus Cari.
Salice Drm. Uberri RoflT .
P^uius Dom. Nepi della Tofa .
Ar-
MONUMENTI. 2^7
Ardingus c!e Medicls .
Bindu de Medicis.
B.rnardusde Medicis.
Lapus de Medicis .
Mnri Averaidi de Medicis.
Arrigiis de Medicis.
Dom. Gicvencus de Arriguccis ,
Dom Burncttus de Bruneilefchis .
Dom. Atravianus de BrunelleTchis.
Bindus Ticri de Bruneilefchis .
Lapus della Maria.
Pieraccius Fiorentini.
Ceri D. m. Uberti Rodi,
Taddeus de Cerreto.
lacipus Marigiiolii.
Tuccius de Gemella.
Lottiis Delli
Cherardus Bazia.
Teghia de Callagniuolo .
Dinus B..ncivenni.
Maruccius leremie^
DEL SESTO DI POR S. PIERO
FÉ DITO RI.
Dom, Cherardus Sgrane de Adimaribus .
Guido Benzi de Adimaribus •
A'amannus Dm Boccaccii de Adimaribus.
Tslaaus Dom. Bnccaccii de Adimaribus.
Dom. Bi" dus Pepi de Ad'maribus .
Loitus Dmti. Manti de Adimaribus.
Guido Bindacci de Adimaribus.
Cannnus Dom Guerre de Adimaribus.
AUffandcr D. Gheiardi Sgrane de Adimaribus*
Guccius C ant( re .
I< hannes de Giugnis .
Dom. Corfus de D)natis.
Sinibaldus de Donaris.
Taddeus de Donatis .
Donatus do Donaris.
Donacus Dom. xMartelIi de Donatis.
Gerì
268 MONUMENTI
Geri Scalore de Donatis.
Guelfus de Donatis.
Chericus Dom. Martelli de Donatis.
Gerì de Donatis .
Dom. Gherardus de Bifdomini.
Canciozzus de Bifdomini .
Pieraccius Guadagni.
Megliorozzus Guadagni /
Matheus Guadagni .
Pierus Dom. Gale de Éifdomini .
D Pazzinus de Pazzis .
Simon Neri de Pazzis.
Francifcus Dom. Pazzini de Pazzis.
PaiTa PaflTavantc.
Geri Narducci della Rena.
Bambus Cecini .
Mafìnus Spine de Uccellinìs.
Mafus Chermontefe de Uccelliniso
Bertaccius Gu'dinghì .
Magaverus Caffi.
Johannes Andree de Riccis.
Neri de Giugnis.
Lorenzus Banchi de Bifdomini .
5. IL Dallo fleflb Libro de' Mazzinghi A 54.
Q
Uefti fono i Prigioni della Città di Firenze , i quali
fi trovano nella pirigionia in Lucca, che furono
prefi nella fconfitta ad Altopafcio per la rotta dì
Caftruccio P anno 1315. Lunedì 23. del mefe di
Settembre,
Aleflb Lufci.
Aldobrandino Gherardi *
Andrea Benci .
Amadorc Amadòri,
Attaviano Dati .
Andrea Giovanni •
Arrigo vocaro Montiloro.
Bellincione Lapi Donati. •>'■
Bit'
Al O N U M E N T I . l6g
Battolino Bengi pop. S. Iacopo tra le Fofle.
Benincafa Ricchi . '
Bartolo Ricchi .
Biondo Datucci .
Bindo Alcoviti .
Buccino Forabofchi ,
Bartolo Manetti Buonrìcoverl .
Bectin© Corfl da Si Stefano.
Bonaiuto Benini .
Bonaccolto Lapi .
Betto Giovanni .
Branchetto Naccì . ,
Bencivenni Bonaccutlio
Benedetto Gianni •
Betto Giovannini .
Benci Ghini .
Bate Ducei .
Bonanno Fede . < :
Baldino Grande .
Bencivenni Berti.
Berto Andree .
Bartolo Benci .
Bartolo Bufchia- '
Bartolo Dini .
Benvenuto Pucci .
Bartolo da S. Ambrogio.
Ser Buoncriftiano Pellegrini ;
Bando Boninfegne .
Mefs.Bandino de Lifcio de'Roffi.
Cione Ghetti da Corbignano.
Criftiano Francefchini .
Cieri Tucci .
Cinus Aiiehi •
Cambio Fei .
Chiovello Boninfegne Angiolini,
Ccd'ciorino Giovanni .
Cennino Cambini .
Chiarino Lapi .
Cino Cecchi .
Cielo Gruni .
Cenni Michi .
• Ciglo
27© MONUMENTI.
Ciglo Guidi •
Ciampi di Mefs.PinodcIlaTofa ,
Chele Guadagni .
Carbone Comìni .
Corfo da Tiziano.
Corfo Laudi .
Chele Cenni,
Cello dalle Donne di S. Lucia.
Cafcio Pieri,
Duiante de' Pigli .
Dino Salsmcni .
Doge Ce ni .
D Guidi .
Dino Reddini .
Dietifalvi di Nigi Neroni .
Dco Santucci .
Duccio Giunte.
Dato Miicci .
Davizzo di Mefs. Bellifardo della Tofa .
Filippo Gherardi .
Francefco Spigliati .
Falco Montucci .
Filippo Lapi da S. Liperara.
Francefco Salvi Arrighi. ^
Filippo Tani da S Paolo.
Faino Lippi .
Filippo Lepi di Ser Rinieri.
Filippo Bionda Lanfredini.
Francefco di Ser Giovanni .
Franctlco di Mefs. Lapo Mannelli .
Francefco Vanni .
Francefco Gugi.
Fra- ccico
Francefco Cioni .
Francclc ^ Ceffi Beccanugi.^
Fagiu< lo C( rfi Fogiuoli.
Francelco Lapi ,
Federigo Neti .
Francefco Tinghi da S. Stefano.
Mefs. Francefco di M^Cs. Betto Brunellcfchi ,
Guido di Conce Frefcobaldi .
Gic-
MONUMENTI. 27I
Giovanni Chimenti •
Giovanni Dacci.
Cerino Bettini Cerini .
Giovanni Donnini .
Gherardo Ducei ,
Giovanni Mail ,
Giovanni Luti .
Guido Ducei .
Guido Ceìji del pop." di S. Lorenzo »
Gherardo Andrce .
Guiduceio Bonaventure .
Giorgio Beliini Sarto .
Giovanni del Dolce .
Ghino Pieri da S- Paolo .
Guido di Barna Frefcobaldi.
Gherardo Giovanni.
Gherardo Ducei da S. Iacopo Oltrarno.
Cherardus Gianfìgliazzi .
Giovanni Guidi.
Giovanni Do0i .
Guido dì Giovanni da S. Niccolò .
Giovanni Fede da S. Piero Maggiore •
Guido Cofciorini .
Gherarduccio Landì .
Giovanni Laj>i da S. Lorenzo.
Giovanni Filippi,
Grazzino Ducei .
Giovanni Riccardi .
Gongio Davanzali .
Giovanni Mazuoli .
Giovanni Grande .
Giovanni Tendi.
Guiduceio Soldi •
Giovanni Pagni .
Giovanni di Teghia di Manieri .
Giunta Bonaguide .
Gugl au de' Bardi .
Guarduceio Guidi da S. Felice in Piazza.
Giovanni Rocchi da S. Maria Nipotecofa .
JVScfs. Giovanni degli Scrozzi.
Gherardo Arri<jhi .
Gio-
%'JZ MONUMENTI.
Giovanni di Mefs. RofTo della Tofa .
Iacopo Mazzinghi .
Lonzo d* Aldobrando .
Lapaccio di Mefs. Gualterotto de* Bardi,
Lapo Talenti Biicelli .
Lippo Pieri di S. Maria Novella o
Lolo Cucci .
Lapo Lorenzi •
Lapo Battoli .
Lapo Ricci .
Michele Bracci •
Maffeo Vanni .
Marco Peducci,
Michele Simoni .
Morozzo Pucci da S. Friano.
Maifeo Guida da S. Iacopo tra le fcfTe .
Manno Candore.
Menico Stoldini .
Mazza Cenni .
Mafo Filippi da S. Piero Baonconfigli .
Miniato Lapi del prp. di S. Iacopo .
Neri di Mefs, Alamanno degli Adimari .
Neri Ceri .
Nuto Toni da S. Piero^Maggiorc .
Neri Teilì Gianfìgliazzi.
Neri Ciecchi .
Naddo di Gante. .
Neri Mafini,
Nuto Bruni.
Nepo Fazi .
•Niccolofo Guiglielmini .
Nuto Fazi .
Pierozzo lacrpi .
Piero Forefe .
Pello Lapi.
Pepo Bettini Frefcobaldi.
Palla degli Strozzi .
Piero Bernard» Tornaquincì.
Piero fante di Corrado Gianfìgliazzi.
Piero Baldi .
Pardo Ghoii.
Pier»
M O N U MENTI.
Piero del Fede ,
Fillio Diecifeci.
Duccio Datucci da S. Frlano .
Piero Bencini .
Piero Bonelli .
Piero Bruni .
Piero Lapi Salterelli.
Piero Giifini da S. Piero Maggiore.
Pacino di Mefs. Guido Feruzzi .
Ruggieri lac «jì Adimari .
Ririuccio Dcccmamii.
Ruftico Caftagniuolo.
Riccio Strfani Tarlini.
Pvoftone Puccini . .
Rotino Gicri da S. Romolo.
Rjccio Stefani .
Sanza degli Strozzi .
Scefanino Cucci del Forefe .
Spinello Cini ,
Simone Nucci.
Simone Andree .
Spinelio di Firenze,
Simone Monachi.
Sandro Guidi .
Simonino Inviti.
Stefano Conoftri da S.Ambrogio.
Mefs. Simone de' Pazzi.
1J%
Segue il Libro antico del Mazzlnghi ^56.
Q
Uefli fono i Prigioni di Conrado di Firenze , i quali
(1 trovano neiìa prigionia di Lucca, che furono
preil nella fccnficta ad Altcpafcio per la gente di
Caftruccio nei 1525. Lunedì 23. del mcfe di Set-
tembre .
Giambone Bi.rghi .
Giovanni Lapi
Giovanni Bi.r gl)i .
(tiunca V»«itni ,
Giunta Bertini.
Tomo XIL
Tutti da Empoli ,
S 6io<
i74
Giovanni di Ser Ugolino .
Donato Dolci .
Domenico Benintendi.
Mannuccio Chiarini,
Mone Andrea .
Iacopo Cambi .
Iacopo Ciampi .
Iacopo di Ser Ugolino.
Lippo Prete .
Lippo Bernardi.
Andrea Pucci .
Bruno Barg .
Calduccio Bonaiuti.
Vanni Cucci .
Saivarico Portatore ,
Nuto Giunte . *— —
Teri Nuti . -^
Tantino Poncì.
Tanuccio Berti .
Tegghia Michcii .
Vannuccio .
Vitale Mei.
Stefano Micheli .
Simone Neri .
JVlazzeo Burnetti .
Lupo Bc rti .
Piero Giunte.
Palmieri Dati.
Nardo Coveri.
Cecco Tegne.
Chele Mercati»
Domenico Chellini,
Andrea Vanni .
Guido Giovanni.
Drea Avanzati .
Bonfigncre Bracci.
Nuovo Berti . —
Cremondo Pauli.
Andrea Berti .
Vannello Ture.
Vanni Contadini .
MONUMENTI.
Tutti da Empoli
\. Tutti da Fontormo
Tutti da Montcrappoli
tia«
]\1 O N U M E N T I
Giacomo Saroni.
Paolo Meccoli .
Pafquale Quintavalle
Nello Ugolini , —
Gianni Pieri. —
Chiaro Nicoli .
Ferro Tani .
Peftelio Martini.
Piero Pucci.
Nuco Spigliati »
Neri Giovannucci.
Guglielmo Nardi.
Guidocco Cucci.
Guido Oddi.
Giovanni Berti.
Guido Tulci .
Gioi^'anni.
Andrea 'RafFelli.
Nardo Mei . —
Pucctardo. —
Niccoluccio ,
Niccoloio Granchi . —
Berto Guelfucci. —
Simonetto Nuri .
Giovanni Niccholai .
Drea Chefti.
Contuccio Scotti .
Mugnaio Vegnuti .
Mercatante Bruni .
Martino Bontcmpi.—
Martino Galli . —
Duccio Pecrucci.
Tingo —
Saffo Bartoli. — —
Chele Uba d: ni .
Giovanni Guidi .
Giovanni Toni .
Giovanni Giuntini.
Giovanni Schiatta.
Matteo Voglia.
Mazza Vanoi .
^75
Tutti da Montcf appoli .
^ Tutti da Montelupf -
y daQuarantoIa
-J
Tutti da Capraia
Tutti da Samonrana ,
Tutti da Sìgnu
Nic-
MONUMENTI
Tutti da Sigaa
y Tutti da Settimo
276
Niccolò Dati .
Banduccio Lapi .
Michele Ricoveri . — -
Iacopo Fini . *
Lapino Baldini.
Neri Manni .
Mazzino Pucci ,
RofTo Paganetti.
Tapo Nuti .
Kiccio Pagni.
Puccio Gradi .
Vingano, 0 Vingcnc .
Schiatta Ducei. '
Cone Lodi .
Cenni Bonaguide .
Ceri Cenni .
Chiaro Cini .
Duccio Vanni .
Dataccio Manni .
Giovanni Boni .
Ghelio Lapi.
'Guido Neri. ^ —
Tura Primerani .
Lapino Lapi .
Gujdi Chini .
Dotto Sacchi . — —
Vanni Ceppi . c_--
Bonaccorfo Boni .
Giovanni Ciunte .
Feino — J
Buto Ruftichi da S. Bartolo a Greve.
Naccio Tecchi da S. Chirico.
Pofo óa S. Piero a Monticelli.
Giovanni Moni da S. Maria a Greve.
Donato Simoni dalla Volta a Legnaia.
Gerì Talenti da S, Sepolcro.
Francefco Ciuti da S. Maria a Greve.
Guidaccio Bonaventure. 1
Vanni Risjaletti . \
Cologno Ciuffi . I Tutti da Campi.
Bordo Bonfigliuoli. )
Tutti da Legnaia.
! daVerzaia.
Bras«
MONUMENTI.
277
Braccio l'etri,
Bartolo Lapi .
Bjndaccio Lapi .
Bectuccio BinJì.
Guido Dini .
Domenìcc' Gialli .
Cheldaccio Tarli .
Gheri Srcfapii.
Guido Gerì .
Nuto Orlandi .
Pino . ^ . . „
Fidino Guidi . .
Puccio Stefani .
Vanni Rigaletti .
Taiga Guidacci -
Tolùo Pucci .
Lcfte Bindi.
Alarrino Guidi .
Michele Gialli . —
Martino Venture —
Bercino Venture»
Piero Torchi .
Pagno Ridclh.
Psgno Doni •
Peduccio Rfenài, —
Nuccio Buri . —
Giovanni Pieri .
Mafo Fedi.
Giovanni Adami . —
Matuccio Nuri . —
Bartolo Cenni •
Corfìno Vanni /
Chiaro Beni. —
Bonino Bernardi . —
Andrea Bartolinì ,
Matteo Domenichì.
Giovanni Cheli .
Giovanni Cheìli.
Giovanni Aibizzi . —
Banco Lotti. — — .
Farinata Tinghi ,
Tutti da Campi
da S. Maria Imprilheta
[da
S. Donnino .
da Qaaracchi
da Brezzi.
Sj
Gua;
278 M O N U
7vl
ENTI.
Guardi Calza .
^
Ghiarcrto Michi .
Chiaro Srefani .
Stoldo Benucci .
dà Perctola.
Ricco Bruni .
G ovanni Caftagnuoli .
—
- J
T /-\ f-^ rVt /-h A «'Y% '^ «• £1 f r « ^M_M^
x-cmmo /imorecu . ^-^
' ■ "■
"n
Landò Lapi .
Ciocco Tani .
Chiaro No2zi da Vczzano
Cencio Galli da Vczzano
Tutti di Musali» •
Duccio Nozzi .
Duci Giovanni,
Duti Bartolini ,
Tingo Gucci. I
m^
Mico Orlandi da Bar'ufchio .
Martino Moretti da Pulicciano .
■Manctto Dini dalia Badia a
Lu
co.
JNiccola Uini . -~*
"■-?■
Guido Celli.
Tello Chelli.
Dal Borgo a S.Lorenz»
Bernardo Bertini . —
— M
«-
i^eiiO
Guidaccio Branche da Carlone .
Gicvannuccio Compagni da Cerreto maggiore
Giovanni Buoni. -|
Giovanni Bongianni . [ ^j y^^^
Cuccio Ticri. l '
Ghino Gu'ducci. *
Canuccio Donati da S. Crefci .
Salvi Neri da Bramallale.
Bartolo Neri d?i 3, Giovanni di iMugello .
Biagio Stadicherti da Cafpglia .
Amsdore Viacci di Mugello.
Andrea Damiani dalla B.dia al Fango.
Salmuccio vocato Lupinello da S. Piero a Sieve
Stefano Corielli dalla Scarperia . ^
Scoiaio Ducei da Barberino -
Riccardo Nacci di Mugello.
Riccardo da Vefpignano.
Fdzzino Franchi da Lacera
Orlali'
MONUMENTI.
Orlando Vanni da Mucciano.
Ugolino Ciardi da Viilanova -
Ugolino Giacoroini da Mucciano.
Vànnuccio Palle da Moncione .
Vannuccio Guidi da Barbifecchio .
Donaro Cord da Moncione.
Catalano Arrighi da S. Michele a Pelonzano
Cola Dini dalia Pieve a S. Lorenzo.
BigÌQcco Tani da p maggiore.
Barf. netto Azolìni da Moncione.
Lapo di Ser Lapo di Mugello.
Guido Peruzzi da Moncione.
Giovanni I< hanni da Veziano.
Cambino Donaci da S. Cafciano .
Cinuzzo Mazzuoli da S. Cafciano»
Lippo Bruni . — — — j
Lippe Fioretti ,
Lapo G ovanni .
Lippo Talenti .
Neri A bizzini .
Michele Corfeilini.
Grande Berti .
Francefco Feci .
Franccfco Terucci .
Stefano Guiglielmi.
Berto Donati .
Ceo Vanni — — J
Cambino Donati da Decimo .
l'uccio Corti . — — -.
Bartolo Neri . j
Giacomo Ugolini, j da S. Andrea.
Bartolo Neri (
Duccio Ghelli . — -J
Feretlani . — — I
Neri Configlini.
Pace Givecchi .
Chefe Ug( lini .
Albizzone Luti •
Bancozzo Pazzini .
Ghino Dotti .
Giovanni Giuntini.
Bernardo Gefi . —
279
da S. Cafciano
da Caftelflocentiao
Muc'
23o AI O N U M E
Muccio Tieri da Montefpertoli
Cellino Gialli- -|
Fino Giunte .
Drea Barcolini .
buccino Boni,
Giuntino Segardi,
Tino Giunte .
Tano Uccellini ,
Rigo Cafini
Ruftichello Niccali.
Ventura Coveri.
Vannino Venture .
Comuccio dalla Pieve.
Lapii Neri .
Naddo Tuccì.
'Neri Micheli.
Forefe Martini. — -
Giovanni Salvini.
Matteo Porri .
Mazzuolo Ferri, —
Iacopo Ghighi . — ■
Monte di S.^r Gino.
Paolo Tori.
Piero Roifelli.
Salvi Predi.
Vatinino Batucci.
Duccio Chelli.
Chinaccìo Berti . — —
Dmuccio Rugiada . —
Bulino Garelli .
Bruno Curelli .
Baldovino Menabuoi.
Ciarlo Giunte .
Chiaro Gianni .
Cardino Ciucci ,
Mafino Ciani .
Kefe Gribaldio
Lìppo Nardi . *—.
Grazzino Rìnieri, -
Baldo Cafucci .
Lippo Pagni .
Pucciao Kt^gni.
N T I.
da Ceitald®
da Lucardo'
da Vico Fiorentino
da Gatìgnano
da Fariìgnandt
m*
M O N V
ENTI.
2Sl
Nuto Bcngradi.
Giacomo Ferri . ■
Giovanni Lotti . ■ —
Corfino Migliorati .
Mone Ducei . |
Ser Piero di Ser Francefco -I
Giovanni Landi da Grìgnano .
Giunta Giovanni da Lucignano >
Lippo Viviani da Lucignano -
Andrea Giova'^ni daTrignano.
Bartolo Benci da Pipignano.
Terino Bruni da Stigliano.
Salvino B^ldi da Lignano.
Sennino Gianni da Capriano.
Salvuccix) Bruni da Stigliano.
Gino Leti dk Mug"liano ,
Criftiano Ferri de Alfignano.
Mannuccio da Montignano.
Piero Neri da Cepoerello ,
Puccio Lapi . _.-,
Mocho Compagni . )» da Palfignano.
Bartolo Becucc . —I
Manno Nacci da Pcggialvento «
Guglielmo Cioni. ^
Dino Nicri .
Antonio Mannaie.
Antegrimo Riccomanni .
Biagio Barfichi .
Bartolo Cambi .
Biagio Gherarduccì.
Bindaccio Donati .
Ghefe , e Bartolo,
Baldino Salvucci»
Bretagna Foci .
Bondie Pucci.
Cencio Ducei •
Comuccio Carocci.
Cambio GuTnieri ,
Coluccio Tucci .
Mazza Corfi.
Lapo Tani .
Michelaccio Martiai . «-^
da Partìgnano .
da Pecro»n3n& ,
da Poggibonizi.
Cataà
28i
MONUMENTI
di Valdigrcve .
da Monte Capolcfe .
Catalano da Panzano . -—
Corfino , e Corfo Vanni .
Trìbaldo d, Ser Lapo . ^^ Montcficalli
I>ino Andree .
Fedone Bernardi.
Dino Tucci . ■
Gino Bocchioni , e Bandino Dori da Empoli.
Martino Frefchi. ~— j
Salvi Baldi .
Vanni Fazi .
Bica Baldanze .
Andrea Compagni.
Andrea Tiicci . ■
Piero Dini . ■■
Ricco.
Brandino Buonaiuti .
Battolino Boniniegne.
Ghino Nuti.
Cencio Tefle . •
Vanni di Vanni da Grignano,
Venturaccio Bernardi da GrignarìO •
Bonifazio Cioni da Montagliari .
Pannino Getti da Panzane,
Ceri , e Cecco ToH . — — -,
Cecco Miehi .
Nuto Berci.
l^artolo Grazie .
Porco Mati . • J
Pace Ciucchi . -|
Biado Mini. j
Giovanni Cheli. •»-— —1
Iacopo Chelli da Oftina .
Niccola di Ser Giovanni . 1
da S. Michele di CadcIIe.
da Gaftel Franco,
Ser Parigi Becchini
Grazia Bracci.
Ghibellino Fantoni.
Faccino Nacci .
Michele Adati .
Giovanni Narducci .
Giovanni Bati ,
Donato Barculini .
Douo Guidacci.
j da Ganghererò
I
da Leccio
Mar*
MONUMENTI, 283
Marco Chiari da Caftiglione di Valdarno.
Martino Leone da Figline .
Piano Ridolfini da Piano,
Bardelle Gozi da Piano ■
Tura Grani da Citavecchia.
Ugoiino Bencivenni dal Pozzo.
Stefani Dini da Volpaia,
Chele Sannoni da Petiano .
Carucciodel Maeftro Corfo da Gangherett.
Ciorelio Ciardi da Caftel S Giovanni,
Donato Ccrll da Caftel S. Giovanni .
Giaoibeilo Ricchi da Cafcia .
Giovanni di Scr Neri da Cafcia,
Domenico Bocche da Lancìolina ,
Cruccio Albertucci da Gaville.
Dino Benini dal Tafo .
Bertuccio Buri dal Colle di Valdarno »
Giovanni Giovanni da Montevarchi,
Bernardo Albercini. ■-,
Bonfignore Ticcì •
Ciolo Bartolini *
Bindo Metti «
Ccfa , e Cola Micheli,
Tuccio Talenti.
Tura Ducei .
Turino Guiducci. da Sefto
Feo Dandi .
Francefco Pini .
Goro Cenni.
Lippo Martini r
Lapo Cord .
Nuto Mati . f
Bindo Megli . f
Arrigo Torini . J
Cenni Guidi . — x
Cino Buccioli,
Maro Perini.
Nuto Cofe , di Valdimarina
Pagno .
Vanni Corfi .
Giano Saletti . I
Cenninc Gianni • • '^ £an«
daCaleiizanov
284 MONUMENTI.
Landò Rinaldi . " -^
Guido Cofucci .
Donato, e Francefco Pucci
Vanni Bindi .
Ricovero Gheraidi.
Campanella Martini ►
Marcino Cambi .
Guido Guardi .
Iacopo Naccliì .
Ruftichello Giovanni . • — '• — 'J
Albertino Nucci da Carraia •
Puccio Macca da Carraia .
Giannotto Pagnini da Carraia .
Ugolino Cenni da Settimello .
Nuccio Nai da Semifonte .
Neri Brunettini da Semifonte.
Bartolo Renzi da S^mifonte .
Giannino Nucci da Semifonte»
Lippo Manghi da Barberino .
Giovanni Gente da Barberino-
Bono Berti da S. Lazzaro.
Iacopo Boni da S. Lazzaro.
Mico Voguzzi da Linari ►
Ugolino Dietifeci .
Toro Anìmanati da S. Filippo.
AveP.nate Gnidi . r ^, Montcfilidclfì
Tino Riccucci . J
Figuccio Catnbi . ' j
Frammi Neri .
Lapo Pieri.
Renquello Giovanni .
Vinci Saadri ,
Donato Grulli . •
Francefco Gianni . — ■ \
Giovanni Giannozzi . J
da Fiefole.
da S. Alartiiio Lcbaco
Biicchia Giovanni da ?\ionteloro .
Giunta Donati . — ,
Dolce Giovanni. |
Cito Guidi . j
Gerì Guiduccì . -*
da Villa Magna,
Michele Bocche .
Giovanni Peruzzi
j ]■ da Roballa ,
Tari'
I^I O N U
N T I
^^s
da Rlpole
Tantino Lapì .
Bartolo Bencivennì .
Bartolo Cecchini .
Guiduccio Eonaventure .
Nofo Gherardi .
Ciccchercilo Meri.
Cicnc Albizzìni .
Beninrendi Bonaiuti.
Berto Rinaldefchi .
Terzane GuiducQÌ.
Tanuccio Lapì. ^
Donato Ammanimi. T. ^^ g^^^^^ ^
J\ tccolaio . ■ J
a\ridrea Nucci . —-7
Donato Cafini. ^ da Caflelnuovo .
Piero Vitali . '
Gherardo Giovanni da S. Lorenzo da Vicchìo .
Amerigo , e Arrigo Nuti da S. Lorenzo . j
Gherardo Conti . j ^a Vicchio
riero retri . I
Duccio Chelli. — '•■*
Bernardo di Mente. "> ^ AyT^„^««„K;
T • ^ , . > da Monteugni .
Lippo Talenti . — — J **
Octinello Boni . 1
Bernardo Csfini , )> da Careggi
Giovanni Bartoli .
Cheili. ~
Bettino Crrfi .
Giovanni Chiarucci
Albizzino Cioni .
Giovanni Guidi.
Guccio Beni .
Lorenzo iMoni .
Corfo Pieri .
Ricoperti no Alad .
Bartolo Benaie . —
Giovanni Boni .
Tano Bartoiini .
Pace Naldi .
Lapo Guardi .
Neri Giardini . -
!
)» da S. Stefano in Pane
da SettJgnano.
dalP Antella .
Duo
a 85 MONUMENTI.
Duccio Chelli da S. Andrea a Rovezzan«%
Pugio Gucci da S. Salvi .
Nero Nari da Rovezzano .
Facino Ciampi . «i
Configlio Doni da S. Maria .
Caruccio Benvenuti.
Ciampo GuaPandi.
Ciampi Guidi. da Quinto*
Bonaiuto Peggi .
Buto Lucherini .
Lippe Feci da S. Miniato.
Vannino Bocche da S. Piero . — — — I
Biagio Pucci. — — — j
V^S" [dalla Pieve di Giogcli
DuiO Ducei. J
Brando Dree da Cafignano.
Grovanni Buffoli da Volognano .
Foicherto Roffcmanni da Pelago .
Frai'celco Doni da Valdifieve»
Contro Dini da Ferrano.
Bono Lori di V^tldifieve.
Benino Bartolini da M-»gnaIe.
Lippo Pucci da Valdilìevc .
Pino Cappellai da
Pieruccio Brunelli da Ferrano .
Tegna Boniz» da Co'ognole.
Vanni Ghiiii da Vck'gnano .
RofTo Corfi da Volognano .
RofTo Z^ta da Pehgo.
Frane Tco Bellini da Quona .
Cori Bacci 1
Bene Rigogli. )► di Valdimarina .
Bruno — J
Vannuccio Chelucci da S. Maria . 1 ^^ Cintela.
Ugr'lino Niccolini — — — — J
Ciufn Berti dalla Pieve.
Lapuccio Ricchi da Pineta.
Nuccio Puri da Mugnana .
Cambiuzzo Andree da S. Felice a Ema.
Ciulio Giovanni da S« Piero a Cintola.
Cor-
MONUMENTI, 2^7
Corfo Nuti.
Matteo BoH.
Bono Chelli dalla
Matteo .
Conte Ciardi . —
y di Chianti.
Guìduccio Vanni . — J
Matteo Nelli dalla Caftellina .
Bernardo NsUi da Staggia.
Landuccio ._ ....-> ^^ ^^ ^.^^^ ^jj^ Monache .
Vannuccio Berti . J
Nuto Nuti . ,
Saracino Donati. 1 j e rv ^ • » •
i7..^^«c^ r»;„; i *** S. Donato in FogiO,
Jbranceico Dmi, | *»
Lufcio Buti. J
Salvuccio Tinti da Monterinaldi.
Donati Guidi dal Sambuco .
Benedetto Nuti — ]
Bartolo Ricctii. ì j u r> r
Tviofl^^^ n,.^^; i dalle Rote,
JVianreo Ducei • j
Francefco Cloni da S. Lorenzo -J
Caleffo Bongianni da S. Gerfolè .
Bìnduccio Donati da Panzaneto .
Niccolaio Giovanni. — -^
Biagio Mini. ^ da Gambafìl.
Bartolo Guiducci. '
Stefano Pucci da Torri .
Ugolino Gualdiicci .
Lippo Vivirani da Lucignano .
Lapuccio Ciri . — — j
Pino Chiarini . )* da S. Giovanni in Scana-
RoiTo Giunte . — ^ i
Cherardo Cambi . "> j e n- • x«
Giovanni, e Gcri RofTi.} ^^ S. Piero in Mercato.
Fine del Libro del Mazzinghi*
Num. III.
i88
Num. III. per la Rubrica ccccxlvi. Libro VII.
pagina 94.
Provvifione , e Riforma degli Ufìzj pubblici .
Dalle Klform agi orti Lib, go. de^ Capitoli a ^^1,
IN Dei nomine Amen . Anno Tue falutifere Incarna»
tionis milìefìmo trecentellmo vigelimo o£tavo Indi-
none undecima die oétavo incrante menfìs Decembris
in Confilio Centum Virorum ac etiam fpeciali & gene-
rali Populi Florencini & die nono eiufdem menfis De-
cembris in Conlilio generali trecencorum & fpeciali no-
naginca virorum Communis Florendc admifle acccptate
& firmate fucrunt infrafcripre provifioncs per Dominos
Pfiores Artium & Vexiliiferum luftitie Populi & Comm.u-
nisFlorcntie edite & fafte & infra proxime & immediare
annotate & fcripte . Qaarum quidem provifionum tenor
talis eft.
In Dei nomine Amen. Cum per Dominos Priore^
Arrium &Vexi]liferum luftitie prefaccs in ofirio refUentes
de confìiio providorum virorum Domini Tommafì Cor-
fini Gio6ì:i Arnoldi d? Peruzzis Donaà Manmni de Ac-
ciaiolis Spinelli Primerani de Mofciano Lorini Bonaiuti
& Taldi V'aloris ad hcc per cos habitos ut dicitur fafte
fucriat quedam providones & ordinamenta infralcripte
conrinentie Se tencris . Cupientes ut deinceps Cives Ci-
vitatis FlorePitie gradatim perveniant ac delce-ndere pof-
ilnt ad honores & munera qui fufficientes Se habiles vira
& moribus bonorum & legaJium Civium afprante con-
fenfu fuerint comprobati & ne profiliant ad gubernarìo-
nem & rcgimen Civitatis predifté quos vice converfatio
dignos ad predi^ta non f^cit <Sc ut m cifdem hononbus
S: mùn-^rbus comperen> ttibuatur vacatio 6c perconfe-
quens locu, aliis Civibus reiinquatur qui digne ad dì-
dos honores & munera afpirare ir,?ruerint . Ec ut omnis
tol-
MONUMENTI. 289
latur materia fcandali & erroris quem ha£leiius occaflonft
didorum honorum Se manerum fiiifTe ìnter Cives Civi-
tsris predi£le tam expenenria novimus quara publica fa-
ma que per parces Icalic undique viguir lub infraftriptis
prchflbitis ccr.iilio Gap taaei partis Guelfe Gonfalonerio-
rum Sociecacum Oc C2p:tudinum feptem maioriim arrium
& aliorum quatn pluriurn honorum Givium Fiorentino-
rum Se demum matura ex^minatione ac deliberacione inter
Pnores & VexiUiferiim Iufti:ie di^lofque fex prudences
Viros
Provifum & ordinatum eft dicatur (./^/"^^ de cerere )
qnod in nominat cne ac ele£ì:ione popularium Givium FIo-
rentinorutn ad infraicripta offiiiia ferverur hec forma quod
pref^nres Priores Artium & Vexiliifer luftirie cum adiun-
B:ìs popuUribus de quihus eis pìacuerinc prefentes Capica-
neorum partis Guelfe cum hiis adiun£bis popularibus quos
volucrinc hsbsre & quiiique Gonfi) iariorum Mcrcancie
cum 2diun£tis popiilaribus quos habere voluerint ' ita
tamen quod jjdiun£ì:i predici cuiushbec diftorum Colle-
giorum fiierint ad minus viginti o£to & nuilus poflic effe
adiur.£ì:us n ifi in uno diftorum Goilegiorum ' poUìnt tene-
antur & debeant videlicec quomodolibec ( /t^»"^ quodiibct )
diftorum Goìiegiotum per fé feparatim unum ab alio pri-
mo iuramento preftjt© (ìngulariter per omnes de difto Col-
legio &adiuiifl:is prediftis fcribe reformationum conGiio-
rum Populi & Communis Fiorentie de nominacione bene
& legalirer facienda in quolibet fexcerio de honoribus
popu'.aribus ipforum fextuum vere Gucliìs bone oppi-
nionis 6c f^me etatis trigìaca annorum prò officio Prio-
racu.'J Se Vexilliferatus luftitie prò officio duodecim ho-
norum virorum & etatis vigintiquinque annorum prò
offitio Gonfaloneriorum Vexiiliferatus Sotiptatum vel ab
inde fupra nominare omnes & ilngulos tam prefentes
quam abfenres quos reputaverinc fufficientes & habiks
ed offitium Prioratus & Vexiliift'ratus luftitie Givicatis
Fiorenti^ ac cffitium duodecim bonorum virorum Se ati
officium Gonfaloneriorum Sotietatum Populi Florenciiù
& fa^Va nominacione per predicfla GoUegia ut fupra di-
ftum efr quodlibec difturum Goilegiorum incontinenti
tradere ceneancur luos nominatos in fcriptis fub figlilo
corum Gollegii diftis Prioribus Artium & Vexillifero Iii-
Tomo ili T (litie ,
2po M O N U ìM E N T r .
ilitie. Qui Pfiores & Vexillifer habicis nomlnatis per
difta Collegia ut fupra diftum eft & nominatis per eof-
deoi Priores & Vexilliferum lufticie cum corum adinn^lis
quam citius commode fieri poterle convocent in palatio
Populi in quo morantur Priores & Vexillifer lufticie
fupradi£los Gonfatonerìos Sotietatum quinque Confiliarics
Mercantie & duos ex Confulibus cuiuslibet duodecim
«laiorum Artium forte eligendis per ipfos Priores &
Vexilliferum luftitie triginta bonos viros popularcs vere
Guelfos videlicet quinque prò quolibet fexcu eligen-
dos per ipfos Priores & Vexilliferum ita qiiod Priores ii:
Vexillifer luftitie de quinque fcxtibus eliganc adiun-
flos altecius fextus in abfcntia Prioris vel Vexillifcri
Se Priores ipftus fexci ita tamen quod ex prediftis qui
epprobare dcbuerint non fic ultra quam unus de una
progenie perfonc Ptiorum & Vexilliferi lufticie & diftis
icx viris fuperìuc nominatis cxceptis & dummodo in uno
fexrerio ultra quam unus Conful uitbzs Artis effe non
pcflit ad spprcbacionem prcmiffam . Quibus omnibus fu«
pradi£ì:is congregatis in fala difti palatii Priores & Ve»
xiUifer lufticie habeanc in difto Palati© tres Fratres u-
fium videlicet de Ordine Fratrum Minorum unum de
Ordine Fratrum Predicatorum & unum de Ordine Fra-
trum Heremitarum quos Prior feu Guardìanus di£ì:o-
rum Fratrum dederint li£fceratos forenfes & de progenie
Guelfa per Scribam Reformationum prius recepto iura-
inento a prediftis Prioribus & Vexillifero luftitie Bc
aliis cònvocatis prediftis de bene & legaliter approbando
& inprobando perfonas ut diélum eft nomìnatas prouc
convenire crediderint habito refpeftu ad conditiones &
qualitates fuperius nominatas legi ac nominaci debeanc
nominati predici feriatim unus poft alium . Et fa6ta no*
mìnatione ac elezione unius suini {/upple forte ^r'tus )
quam ulterius procedatur talis nominatus & eìeftus pò-
natur ad fcruptinium fecretum Inter diftos Priores &
Vexilliferum luftitie & convocatos prediftos celebrando
cum fabis nigrìs & albis hoc modo videlicet quod difti
Fratres ftare debeant in quadam parte difti palatii fe-
gregatim a diftis Prioribus & Vexillifero luftitie & còn-
vocatis & habeant {fupple forte unam ) vel plures pifTìdes
quam ve] quas deferant duo vel pUres prouc expcdieric
m'onumenti. api
•X Fratribus fotiis diftorum Fratrum & unus vel duo eie
Camerariis Camere Armorum palatii Pcpuli vel aliqui
ex eis & quilibec diétorum Priorum & Vexillifer &
ìpforum convocatorum hakeat in quanticate de fabis ni-
gris 8r albis & quUbet ex coniìftentibus in di£la con-
gregatione dare debeat fabam nigram vel albam prout
elegerit ìlii qui detulerit aliquam ex di£bis pixidis clam
ira quod videri non poflit ' quam fabam iple qui deta-
leric pixidem immediate f'ecreto mirtac in eam ica quoJ
videri non podìt in miflione que faba fueric nigra vel
alba & niiUus ex diftis Prioribus & Vexillifero luftitie
& conyocatis predi£lis dare poflic ultra unam fabam ia
approbatione vel improbacione unius perfone,et per com-
midìonem quam diceret fibi Ikftam peraliquemde fotiis
ìpfius nec aliquis ex diftis Fratribus ultra unam fabam
recipia: ab uno ex prediftis in approbatione vel approba-
tione ( lege improbatione ) unius . Et fi quidem reputaveric
rominatum ,& le£tum fore fufficientem &h«bilem adof-
fitium Prioratus > & yexiiHferatus luftitie & ad offitium
duodecim bonorum virorum det fabam nigram alias dee
albam . Et datis fabis per Priores & Vexilliferum luftiti©
Se convocatos prcdiftos & mixis in pixidis feu pixide
per eum vel eos qui detulerint incontinenti ille feu illi
qui eam feu eas detulerint portent eam vel eas cum
fabis in eis exiftentibus ad diftos Fratrcs & ipfi Fratres
max extrahanc clam a prcdiflis delatoribus & quòlibec
alio omnes di^as fabas de diftis pixidibus vel pixide
eliganc nigras ab albis et illum quem repereant ( ;//7 )
approbatum .per duas partes Priorum & Vexilliferi &
convocatorum ipforum fcribanc prò apprcbato in quo-
dam quaterna & fic fiat per ordinem de fingulis nomi*
natis in quf<l'bet Icxtu per fé & p«r ordinem prout
forte de fextu contingetit à nomina eorum qui ut dì£tum
eli fuerint apprcbati per prediftos tres Fratres vel ali-
quem fen aliquos ex eis firibantur fingulariter in fin*.
gulis ceduiis de membraneis ira quod de quolibet no«
mine fint due cedule & ponantur in duobus facculis
five marfupiis in quolibet fextu ita quod quelibet cedula
contineat unum nomen cum fuo pronomine de diftis
approbatis & ita quod de quolibet nomine cOm fuo pro-
nomine fi: vin^ cedula in quolibet di^orum duorum fsc*
T 2 , cu-
2pi MONUMENTI.
cttlorum fcii marfupiorum ^ro quolibet ft-xm quoruin
facculorum Cive marlupiorum unus concincat appruba-
batos prò officio Prioratus 3c Vexilliferatus iulHtic & alins
approbatcs prò officio duodecim honorum vircrum ica
<juod quilibec de approbatis prediflis pcnancur in nero-
que tìiftorum facculorum in fuo fextu & nominetur
unus diftoruni facculorum Sacculus priorum artium & vc-
xilliferi iuftitie & fic de foris fuper iplo facculo d- gicHis
Jiceris defcribatur aliì? {ifa) vero nominccur Sdccuìus
ieu rafirfupium -duodecim honorum virorum & limi li ter
fuper iplb facculo fcu marfupio de foris dcfcribacur .
Super approbatione vero vel ìmprobatione diitorum nc'
ininatorum ad officium Gonfalon. Sotiecacuni procedacur
hoc ordine videlicet quod omncs qui fuerinc nonunsTÌ
per df£ì:a Coilegia uc fupra dicitur cam approbaci qnam
ìmprobaci ad l'upralcripca officia prioratus Se vcxiliifc-
ratus iuftitie ik duodecim honorum virorum ponantur
ad fcruptinium modo & ordine fuprafcriptis & per
omnia de apprcbatione ac i-mprobatione procedatur Se
fìat ut diStum eft fupra de officio prioratus & vexilli-
feratus iuftitie & officio duodecim honorum virorum Se
liabeatur unus facculus five marfupium prò quolibec ve-
vinifero forietatum in <iuo ponantur .-^c fcribantur per.
diftos tres I^rat-res fcu aliquem vel aliquos ex cis no-
mina illorum de ipfo vexillo qui fuerinc approbaci po-
nendo unum nomen prò qualibec cedula Se Scriba re-
formationum in legende nomina predittorum exprimere
teneatur nomen Se pronomen cuiuslibec nominaci Se
de quo vexillo fueric ne per indireftum haberì poffic
nocicia alicuius qui prò gonfalonario focìetacis fueric
approbatus vel improbstus cc in iquolibet di^torum fac-
' culorum five marlupiorum pingatur de foris fignum ar-
morum (bti-etatis ipfius vexilli dummodo fi nominatus 6c
leftus uc ponatur ad di£ta fcrwptinia vel ad aliquod
aliorum fuerit de priorihus vel vexillifero iufticie vel
convocatis prediftis vel pater fiiius feu frater carnalis
incontincnci excat falam & e^tra diftam falam ftare
tiebeac qnoufque complctum fueric fcrupciniam de eo
&• coniuHcìris predifVis ita qucd intérefTe non debeac dì-
cto fcruptinio n^c dare debeac fabam fuper approbacione
vel improbatione fui ìpdus vel alicuius ex diCtis conìun-
M O N U M E N T I. 1^3
liìs Sr cmnes fupradiftì facculi in quibus fcrlpta fur«
rinc nomina apgrobatorum ad offitium prioratus Se ve»
Xflliferarus iuftitie & nomina approbatorum ad officiiint
daouecim bonorum virorum , & nomina approbatorum
ad cilìcium gonfaloner. focietatum in quadam Capfa re-
ponaatur que firmari debear tribus clavibus quariim
iinaHì teneac cxecutor ordinamentorum juftitie aliam
domini priores & vexillifer iuftitie tertìam Sacrifta Fra»
trum Jvlinorum Sanfte Crucis ds Florentia . Que capfa
in facriltiam di£torum Fratrum ponatur & confervecur .
Et habeacur unus liber. de membranis in quo per di£los
tres Fracres leu aiiquem vel aliqucs ex eis fcribantuc
per ordinem in quolibet fexta nomina cum fuis prono-
ininibus approbacorum ad fupradi£ta officia feu aliquod
corum videlicec quodlibec ipforum offitiorum per fé fe-
paratim unum ab alio qui liber ponatur & confervetuc
in quadam capfa que fìrmetur ut inferius continetur ia
facriftia Fratrum Predicarorum Sanfte Marie Novelle dff
Florentia apud Sacriftam diftorum Fratrum figillatam (ita)
iìgillo Ccmmunis Flcrentie ac figlilo Gonfaloneriorum
Setietatum Populi ita quod aliquid in tali libro non
poiiìt fcribi nec fcriptum legi feu videri per quemquam.
Et quod ofiìtium prediftorum Priorum & Vexilliferì
Iuftitie &; offitium prefatorum duodecim bonorum viro-
rum qui primo prò proximo futuro officio trahentur fu°
siiant inirium die 15. menfis Decembris prefentis offitium
vero Gonfaloneriorum Setietatum qui primo prò proxi-
mo offitio trahentur ad offitium Gonfaloneriorum Setie-
tatum fumant inicium ea die qua extra6ci fuerint ad
idi£tum offitium Gonfaloneriorum Sotietatum & cum tem-
pus aderir deputationis offitialium ad òìCza. t ffitia feu
aliquod eorum teneantur Demini Priores & Vexillifer
Iuftitie qui prò tempore fuerint miftere ad locum Sa-
creftie Fratrum Minorum Sanfte Crucis Scribam re-
formationum Confiliorum populi & Communis Florcn-
tie cum quo ad diftum locum accedere debeat Capita-
neus Berroariorum qui crune ad fervitia Dominorum
Priorum & Vexiliiferi Iuftitie qui prò tempore fuerinc
cum ydonea comitiva de fua familia que comitiva fi e
faltem in numero viginti vel ab inde fupra & portari
faciant di^lam capfam ad palatium Dominorum Priorun>
T 3 & Ve»
294 MONUMENTI.
5: Vexilliferi lufticie & ibidem in fala magna ipfius pa.
latii convocatis voce preconia fonitUque campane uc
inoris eft duodecim bonos viro5( ira ) prò tempore ex.ften-
tibus Gonfalonrriis Sotìeratum Capitudini ducdecim ma-
iorum Artium & Confilio Centum virorum & in pre-
fentia Domini Poteftatis vel Domini Capitanci vel Col-
Jateralis aliciìius eorum ubi diftì Poteftas & Capitaneus
fuerint iafte impediti & Dominorum Pi iorum & Vexil-
liferi luftitie S: Dominorum Convocatorum aperiatur
diOra capfa cum diftis cìavibus qnarum unam di^us Exc-
cUtor & aliam dicbus Sacrila deferre teneantur nifi iufta
caufa fuerint impediti ' quo cafu mìftere teneinrur ad
requifitionem Dominorum Priorum & Vexilliferi lufti-
tie & ibidem in confpeftu omnium prediftorum Do-
minus Porcdas vel Dominus Capicaneus vel Collateralis
alicuius eorum nifi predici fuerint impediti di£ta capfa
pofita in evidenti loco extrahi faciat de difta capfa fac«
culum fou facculos in quo vel quibus erunc cedule in
quibus fcripta fuerint nomina eorum qui rune deputandi
fuerint ad aliqucd di£lorum ofiìtiorum prout prò tempore
occurrerit & de facculo feu facculis cuiuslibec fextus fe-
riatim extrahac d.ftus Poteftas vel Capiraneus vel Col.
lateralis prediftus cedulam feu cedulas prout qualitas ali.
cuius feu aliquorum ex dìEtis cfiiciis tunc occurrencibus
poftulabit extrahendo hoc modo videlicet de facculo cu»
iuslibet fextus in quo fuerint cedule Priorum & Vexil-
liferi luftitie unam cedulam tantum & de faccuJa cu-
iufque fextus in quo fuerint cedule duodecim booorum
virorum duas cedulas folum & de facculis in quibus
fuerint Gonfalonerii Sotietatum unam cedulam'de quo-
libet facculo prò quolibet vexiilo & quod exrraftis ce»
dulis in quibus fuerint fcripra nomina Priorum. in quo»
ìibet fextu extrahatur una ceduìa de facculo tliius iex*
terii de quo effe debuit Vexillifer luftitie qui Vexillifec
luftitie trahatur hoc ordine fcilicer qutd primis ducbus
menfibus videlicet in fextu Pòrte Sanftì Petti prò fecundis
fex .( lege duobus ) menfibus Ultrarni prò rertiis in fextu
Sanfti Petri Scheradii prò quartis in fextu Burgi prò
quintis in fextu Sanfti Pancratii prò fextis duobu> men-
fibus in fextu Porte Domus deinde primo incipiatur ii»
fexctt Ulcracni f«eundt io ieì(.i\i Bitk(ìi Petri Scheradii
MONUMENTI. I95
tertlo in fextu Burgi quarto in fexcu SztìEtì Pancratu
quinto in fexcu Porre Do mus Texco in fexcu Porte Sanfti
Petri & fubfequencer eodem ordine in extratione difts
Vexilliferi procedatur & folummbdò una cedula extra»
hatur per viccm primo fafta voluftione & revolutione
cedularum facculi unde fuerint extrahendi . Que aper-
tura capfe predifte ac extraftio diftaruoi cedularum fieri
debeac ad offitium Prioratus Vexilliferatus luftitie &a(Ì
offitium duodecim bonorum virorum falcem per duos dies
ante inicium ecrum offitii. Ad offitium vero Gonfalone-
riorum Sotietatum p&r o£ì:o dies ante introitum ipforuni
cfficii exceptis Gonfaloneriis Sotietatum qui prò proximo
futuro officio fuerint extrahendi & qui repertus fiieric
in cedula fic extrava fit & effe intelligatur co ipfo quodi
extra6bus fuerit ad officiumad quod fuerit extraftus cum
officio balia & poteftate in ordinamentis ftatutis provido»
nibus & reformationibus Populi & Communis Florentie
comprehenfis &" prò tempore & termino videlicet Priores
& Vexillifer luftitie in ordinameniis luditì e contento duo-
decim vero quod ( ?V<^ ) prò tempore determino trium men-
iìum Gonfaìonerii Sotietatum prò termino quatuor men-
Jlum falvo quod offitium duodecim bonorum virorum qui
primo fuerint extrafti prout diftum eft duret & durare
debeat folum a die extraftionis fafte ufque ad ultimum
diem menfis Februarii proximi venturi per cotam diem
offitium vero Gonfaloaeriorum Sotietatum qui primo ex»
tra£ti fuei;int prout diftum eft duret ?& durare debeat
folum ufque ad ultimam diem & per totam diftam diem
ultimam menfis Marcii proximi venturi'. Et Umili modo
& tempore duret offitium Pennoneriorum . Et quod Gon«
falonerii Sotietatum deinceps prò fuo falario habere dc«
beant libras quatuordecim prò quolibet . Salvo in «•
mnibus fupradi£bis quod fi fuerit abfens a civitate Flo-
rentie tempore quo extraftus fuerit per fexaginta milia-
ria vel ultra vel mortuus eflTetvel exbanditus Communis
Florcncie prò maleficio fcripcus in libris exbamnitorum
ilifti Communis et non cancellatus vel condemnatus ia
pofterum prò barattarla vel falfitate feu qui in futuruo)
tamquam mercator vel artifex pronuntiatus fuerit ce/Tanj
vel fugitivus cum pecunia aliena vel nifi efiet carceraru?
prò debito vel alia occafione quacumaue vel occafione
T 4 ak.
'•$6
i: 0 N U M ENTI.
aìicuiut-proccflì fR-5Vi feii qui fìeret in f^turum occaficno.
alìcuius maleficii vel deliiH vel clcvetutn haberet quod
in diftis cafìbùs abfentie vel deveti feii carcerationis ce-,
dula talis abfentis vel carcerari uc di£tuin eft vel deve*
tum habentis remi^tatur in facculo undc fuerit cxrra^a
& alia de novo extrahatur 2c fic fiar duncc idoneus ha-
beatUr. Cedala vero in qua repcrtum fuerir nomcn mor-
fui vel nomcn exbanniri vel cius qui condcmnatus effeC
ab hodie in antea prò barafteria ve) faldc^te vei cefTa-
tionc & fuga ut Tupra diclum cit inconcinenri dclaniccur
& ciciatur in C'jni;jjel-u Civiuni prcdi^orum Zc alia da
facculo de quo di6là prima cedula dehniata Ik eitfta ex-
trava fuerit extrahatur & ille cuius nomen fcrìptum eric
in cedula que'aliquo diftorum cafuum de novo exrraha-
tnr (ita) de facculo (ìt cffitialis adcffitium ad quod fueric
cxrr»ftus . Et fi contin^erit quod abfit aliquem exif^en-
tem in aliquo di=5lorum officiorum decedere ante fuum
ofiìtium fifiicum extrahatur de novo alia cedula de fac-
culo de quo excrafìus fueric ille prcmortiius fervatis ta-
men modis & folemnitatibus fuprfifcriptis ^c ille cuius
nomen fcriptum era: in cedula ut di£luni cft extrava
de novo fit & effe intelligatur co ipfo quod cxtra-Sbus
fuerit furrogatus in locum di6ri premortui quod (/><?) co
tempore quo durare debcret C'fTIi:ium ti/lis mortui Se co-
dem modo procedatur iSr fìat fi plures mori conti ngcric
ante fuum fi'nìcum cffliium & quod cedule fic ex:racle
que remifti non debcnt in facculis ncc dilaniari vcl
elei ut fupra di5lu;n cfr ftarim in cofpcftu omnium prc-
di^oruna in aliis fimiìibus facculis reponantur defcriptis
&: defignatis de foris vidciicet Sacculus ccdularum extra-
^arum et remidarum continentium nomina apprcbatorum
ad ofHtium Prioratus & Vcxilìiferarus luliirie talis fextus
& fic fiat in faccalis cuiuslibet di£borum aliorum offitio"
rumi in quolibct fextu qui facculi tam apprcbatorum ad
fupradi^a f ffiria quam pcìlca remifP)rum figilKiri debeanc
figilio parvo Domincrum Priorum & Vcxilliferi luftitio
& fic figillati fi-are & teneri debeant in capfa p^edifta
falvo quam tempore cxtraftionis vcl remifilcnìs fiende
Ut fupra diflum eù , Et quod exrra6t;s omnibus cedulis
ex faccul() fcu facculis approbatorum in di6lis lextenis
fcK ali^MO «orum excrahancur cedale de facculo feii
fac-
J-J O N U M E N T I , %^J
facculìs dì^lomm remifTorum et ille feu illi qui extra8:Ì
j^uerinc eo ipfo line & effe inCelìigantur ad offitium feu
tjfficia ad qucd vel que fuerint excrafìi prò tempore &
termino ac cffirfo poceftate ac balia de quibus fupra fìc
mentio . Et fi cedala aliqua que ultimo fuerit extrahenda
de facculo feu faccolis diftorum approbatoium contineac
nomen alicuius mortui cxbamniti condemnati carcerati
abfentis vel devetum habentis uc di^lum efl: trahatuc
cedula feu cedule de facculo feu faccuJis diftorum re-
mifTorum & in excrshendis cedulis de facculis remilToruiii
prediftoram in omnibus caùbus fupradiftis fcilicet mor-
tfs cxjbamniti condemnati carcerati abfentie vel deveii
in orrinibus & per omnia fervetur & fìat prout & ficuc
diélum eft fupra in extrahendis cedulii de facculo ap«
probatorum & quod devetum habeant & habere intelii-
gahtur prediali omnes quo ad predica offitia & corum
quodlibet modis & temporibus fuprafcriptis videlicet qui-
Jibet prò fua perfona fecundum formam ftatutorum &
crdinamentorum Populi & Communis Florentie prò per-
fona vero patris & avi & defcendentium per lineam ma-
fculinam & fratris carnalis habeat devetum quod habenc
feu habebant conforces fecundum formam flatuti Po»
pulì loquentis de devetis ' prò aliis vero confortibus
devetum habeant confortes in officio in quo coniors fuic
eft vel fuerit deputatus per fex menfes a tempore depo-
fitionis olTìtii fui confortis. Hoc addito quod quicumquff
eft fuic vel faeric in officio Prioratus vel Vexilliferatus
luftitie non poffic deputari vel effe ad cfiìtiuni duode-
cim bonorum vkorum vel Gonfaloneriorum Sotictatunx
toto tempore durantis fui offitii Prioratus vel Vexillife-
ratus luftitie & poft depofitum dicium fuum officium ad
fex menles 5c fic eodem modo procedatur & fìac de de-
putatis vel deputandis ad cffitlum Gonfaloneriorum So»''
tietaium & deputandis ad officium duodecim bonorum
virorum qui limile devetum habeant fcilicet quod qui
eft fuit vel fu^rric Gcnfalc nerìus Sotietatum non pcilìc
deputari vel effe ad officium Prioratus vel Vexillife'ratu??
luftitie vel ad officium duodecim bonorum virorum toto
tempore fui durantis offitii vel a die depoiìci offici» pre-
dirti ad fex menfes . Et qui fuerit deputatus ad officium
duodecim bonotuos Tirorum ncn poffic coacra diftum d?«
de-
298
Jll O N U M E N T I
return deputati vel effe ad offitiuni Priorà^tus ve! Vexil-
liferatus lullicie vel ad officium Goofaloneriorum Sotic-
tatum toto tempore fui durantis officii vel poft depolìtum
diftiim ofEtium ad fex menfes 'falvo quod fi contingeret
in facculo feu facculis di£torum offiriorum vel alicuius
vel aliquorum ex eis non reperir! aliquam cedulam in
qua fit defcriptusaliquis qui iuxta obfervantiam d;£lorum
devetorum vel alicuius eorum poflic deputari vel qÌTg ad
cfHcium ad quod extraftus fuenc five extrahereiur in eo
Cafa talis defcriptus in tali cedula primo exrrafta pofllc
deputari & effe & depuratus elTe intelligatur eo ipfo quod
«xtraftus fuerlt ad officium ad quod fuerit extraftus ' non
©bftante obfervantia deveti predifti dummodo eodcm tem-
pore unus effe non poflit nifi ad unum officium •
Infuper provifum eft quod in millefimo trecentefi-
no trigefimo de menfe lanuarii fiat nominatìo omnium
le fmgulorum popularium difte civitatis & condiftionis
& quaiitatis de qulbus diftiim eft fupra per Coilegia
Friorum & Vexilliferilufticie Capitàneorum parris Guel-
fe duodecim bonorum virorum vel ad officium Gonfalos-
tierìorum Sotietatum cum adiunftis modis & foiemnita-
tibus iu^rafcriptis quos adiunftos & in eodem numero
habere debeanc Domini Priores & Vexillifer luftitie qui
prò tempore fuerint qui nominati «pprebentur & im-
prebcntur modis formi*? & foleninicatibus fupcrius dcno*
ratis uno ( ita) cum officio duodecim bonoriìm virorum .
Qui duodecim boni viri effe debeant in clefìrione adiun-
£ì:nrum fimul cum Prioribus & Vexillifero & Priore &
Vexillifero & duodecim quinque fexcuum in ubfentia
iJutidecim & Prior alterius fextus eligant adiunftos pre»
di£tos . Et fcruptinio ctiiuslibet ex nomìnatis ad difta
efficia vel aliquod eorum intertint faltem 75. ex Prie
libus & Vexillifero luftitie duodecim bonis virìs Gon«
faloneriis Sotietatum Capitudìnibus & adiunftis . Et quod
predifti tres Fratres qui ad predilla fuerint di£to tem-
pore deputati nomina approbatorum omnium fcribanc
in uno quaterne et antea quam eorum nomina & pro-
nomina in Ccdulis defcribantur videre poflint & debeanc
diftum librum de mcmbranis in quo fcripta erunt no-
mina aliorum iam d'ftorum approbatorum & collatione
fiSta de tunc approbatis cura aliis primicus approbatis & in
di^la
MONUMENTI. ipp
difta libro prò approbatione defcriptis fignent fuper di£la
quaterne omnes approbatos quos alias apprcbacos feu in
difto libro prò approbatis defcripcos invenient ut fic folum
de aliis tnnc noviter approbatis qui alias approbati Se prò
approbatis & defcriptis non repèriuntur cedule fiant ut fic
non pofllc concingere ut unus feu unius nomen plufquan»
femel vel ultra quam in una cèdula in uno facculo prò
uno oiEcio fir defciipcus & approbatus huìufmodi fcilicec
^ui alias allibrati non repenuncur nomina defcribantur
in cedùlis de membranis ' que huiufmodi cedule ponantur
infacciilo di£borum remifTorum cuiuslibet fextus dìftin^e
prout & flcut alias ed diilin£Vufn fecundum ofHtia fex-
ferii Se loca ad que & in quibus fuerint approbati & de
cifdem tunc nOviter approbatis fìat defcriptio in di£^o
libro in quo fuerint defcripti alii approbati per fextus
& vexilla ut de aliis fupradi£bis approbatis di£bum eft .
Et de diftis tunc novitcr approbatis & de diftis remif*
Hs fimul exiftencìbus in uno facculo feu marfupio ut
di£bum eft defìcientibus ceduIis difloiiim primorum' ap-
probatorum vel non exiftèntibus aliquibus qui efle non
poflint tempore extraftionis ad illud oifititim ad quod
extraherentur obftante decreto fiat extra^lio cedularumSc
deputatio ad fuprafcripta ofHcia & eorum quodlibet prouc
prò tempore occurrent deputati debere & fervecur in
eis omnibus & per omnia modus & folemnitas & deva^
tum que in aliis primis approbatis fuperius adnotantur .
Et deinde fubfequénter fimili modo & forma quolibèt
biennio fìat nominatìo & approbatio popularium civhatis
predifte ad difta officia & defcriptio & in facculìs miffio
in òmnibus & per omnia obfervetur & fìat prouc fupra
diftum cft in difta nominatione & approbatione fìenda
in 1330 de menfe lanuarii . £t hiis faftis diftus libec
^igilletur ut diftum eft & remiftatur ad Sacriftiam Fri»
trum Predicatorum Sanfte Marie Novelle éc in ca te-
neatur & confervetur qui liber teneatur Se confervetuc
in quadam capfa in loco Fratrum Predicatorum de Fio-
rentia que capfa fìrmetur tribus clavibus quarum unam
tenere debeat Execuror ordinamentorum luftitie PopuU
Florientini lìiam Capitaneus Populi predifti terciam Sa*
crifta diftorum Fratrum Predicatorum qui liber infpici
vel «xhìberi npn pofUc vel éebeac nifi in fupradifto cafu
vel
5^0 MONUMENTI.
rei quando ertor feu diibietas oriretur de fcrìptis in ccòa»
lis poficis in facculis picdi£tis & tunc videarur idem liber
per tres Fratres forcnies tantum unum vidcliccrde quoli*
bet diftorum Ordiniim cliireado {ita ) yt fupra dicium efl: .
Item qóod illi qui cxrrafti fuer;nr ad offitium Prio-
ratus 6c Vexillifcratus luTcitie elìgaq'c 5c eligcre tcncan-
tur ea die qua extra^li fucrint antequam de mngna fala
palatii difcedant unum bonum & leg^ilem expcrtum &
lufficientcm Notarium ad officium fcnbacus corum h ad
predi£lam ele£l:ionem faciendam ccganrur per Potcfta'
tem vel Capiraneum vel Collsteralem alicuius corum &
Gonfalonerii Societstum tencantur eligere ad fcribatum
corum ea die qua fuerinc extra£li de cedulis fupradifVis
unum Notarium probitare icgalitatc ac expcricntia ap-
probatum ad quam ele£ì:ioncm faeiendam Executor or-
dinamentorum lultitie eofdem Gonfaloncrios compellere
tencatur qui fcriba Priorum & Vcxillifcrì luftirie éli-
gatur Civis Se habitator in fexcu de quo fuerit ellgen-
àus vere Guelfus & bone fame & eligacur do eo fcxm
in quo per fcrtem contingeric dum carnea due paites
Priorum & Vcxilliferi luftitie prefentcs oc conccrderrt
in eleclione di6ì:i Notarli ad fecrctum fcniptinium fa-
cienda dummodo prefentes flnt quinquc que elenio vel
fcruptinium fieri non pofìlc per apodixas vcl alio (ìmìlì
modo & ile per ordinem & per fcrtem prccedatur in
quolibet fextu qucurque ele£lio difti Notarii in uno quo-
que fextu fueric celcbr^.to {ita )^c fafta per fortem ut di-
^um efì: electio di£ti Notarli in omnibus fexceriis rur-
fus iiicipiatur cc fìst difto modo. Qui fcriba Priorum &
Vexilliferi luftitic devetum hrbest in à'iCzo oiTì'io per tres
annos a die depoliri di£ì:i offitii . Et quod fcriba Gon-
faloneriorum Sotietarum habeac ilmile devetum in fcri-
batu Gcnfaloneriorum Sotietarum Se qui faerit fcriba
Priorum Se Vexilliferi luftitie non pofiìt cligi vel efl'e
fcriba Gonfaloneriorum Sotietatum toto tempore fuTdu-
rantis cfficii ce a die depofìti dicTci fui cffitii ad unum
annum & e centra videlicet qui fuerit fcriba Gonfólo-
■eriorum Sotietarum non pof^r eligi vel effe ad fcriba-
tum Priorum Se Vcxilliferi luftitie toto tempore ipfius
durantis rffitli 6c a die depofìtienis difti oflìcii ad unun*
bnnum .
1Ì5
ii O K U M E N T I, 301
Et qucd fcriba reformationum teneatur Se debeat in
quodam libro de mcmbranis fcribere nomina eorum qui
faerint exrraftì de diftis facculis ad difta officia feu eo-
rum aliquod per ordinem in fexcu & Vexillo prout con-
venire viderit ita quod corum memoria Se noritia ha«
bearur qucm librum teneat & conlervet in palatio more
DominoruovPriorum & Vexilliferi luftitie • Etqundpsc
predi^Va feu eorum aliquod animo ( le gè forte nullo modo )
derogerur nec derogatum effe incelligatur ftatucis ordina-
menri> Z<. reformationibus Icnusntibus de cefranribus &
fugitivis cum pecunia aliena .
Ec vigore difte provifionis & ordinamenti quum fa£ti?
fucrinc per di^ta Coilegia & adiuntos nominationes pre-
^\^Q{Jiclege) & eifdem Prioribus & Vexillifero tradire
ipilque Dcmini Priores & Vexillifcr prò prediftis fic no-
minacis poncndis ad iam di£tum fecretum fcruptinium
in di£lo palatio Dominorum Priorum &: vocaverint Ve-
xilliferum Sotietatum quinque Msrcantie ' qui Vexilli-
feri Sotietatum & quinque Mercantie preHdebant officiis
de menfe Novembris proximi preceriti ' & duos ex Con-
fulibus cuiusliber duodecim maiorum Artium ac triginta,
bcnos Viros quinque prò quolibet fextu & adhibitis tri-
bus Fratribus quibus in dift.i provinone & ordine fìt
mencio quemlibet nomìnatum fingulanter inter prediflos
convocaros pofuerinc Teu poni fecerint ad fecretum fcru-
tinluni id fabas nigras £c albas ut in iam difta provi-
fione & ordinamento dclcribitur nec non iamdi£li tres
Fratres fecundum formam provifionis & ordinamenti ap-
probatos ex nominatis prediftis fecundum approbationem
de eis faftsm fccundum diftributionem diftorum officio-
rum in dicÌTo libro de membranis ac etiam in cedulis
prcdiftis & defcripferint ipfafque cedulas per facculos
diftinte fecund'jm tenorcm diete provilìonis & ordina-
menti pofuerint iploique facculos miferint in capfa iam
di6ta prehabico fupcr iiiis confllio Dominorum fex Viro-
rum & alioruni plurium Civium Florentinorum & ma-
xime Iure peritorcm Se cxaminatione ac deliberations
folcmni ' Provifum fìrmatum & ordinatum eft quod illi
omnes & finguli qui fcripti funt vel e^<s reperiren-
tur in diftis cedulis poficis in diftis facculis qui ia
éi^a capfa funt Se effe dtbcnc in Sacriftia & apud Sa-
«i'i-
/
90t MONUM-ENTI-
crtftam Fritrum Minorum fint & efle intelljgafittir faf?i*
cientes &approbati ad ilJud offitium feu officia ad quod
feu que defcripti in diftis cedulis pofitis in di£tis fac-
culis reperirentur & offitiales fint & efle poflìnt ad iam
ditta ©ifitia modo & ordine & temporibus in ditta pro-
vicene & ordinamento contenta falvo quod fi dubìetas
error vel queftìo criretur fuper aliquo vel de aliquo qui
fcriptus invenireeur in sliqua ex ditt*s cedulis que ex-
tratte effent vel extraherentur de dittis facculis ex co
vel prò eo maxime quod diceretur illum talem fic de-
fcriptum in ditta cedula vel cedulis non fui(re appro-
batum vel faltem approbatum non fuifle ad dittum of-
ifitium ad quod eftrattus efTet vel diceretur in ditto libro
fuprafcripto non c{re vel non efle fcriptum in ditto li-
bro prò approbato ad dittum offitium ad quod extrattus
eflet eo calu per predittos tres Fratres vel alios eiufdeni
condittionis & qualitatis fimili modo eUttos feu adfumptos
fcriptos infpiciarur liber predittus & prout in eo contine-
tur obfervetur & fiat de quo ftetur ditto dittorum Fra-
trum nec contra fic defcripros in dittis libro & cedulis
poffit aliquid obici vel opponi quod ditte provifipnis &
ordinamenti forma modus vel folemnitas non fuerit ob-
fervata . Et quod iam ditta provifio & ordinamenta &
omnia & fingula in eis contenta valeant & teneant &
perpetuam & inrevoctbilem obtineant firmitatem & quod
centra preditta vel aliquod prediftorum vel eorum of-
fitium vel in eorum vel alicuius eorum fufpenfione di-
minutionem abrogationem vel derogationem diretto vel
per obliquum aliquid fieri vel atteniari non poffit ali-
quo modo iure vel caufa que dici vel excogitari pof-
fit etiam per atbitrcs qui eligerentur ad condemnan»
dum cortigendum & cafiandum ftatuta ordinamenta prò*
vifiones & reformariones Communis Florentie . Et quod
Domini Priores Artium & Vexillifer luftitie prefen-
tes vel qui prò tempore fuerjnt non poffint vel de-
beant aliquam baliam vel poteftatem recipere vel habere
feu procurare vel confentire quod alii vel aliis detuc
cuius auttoriiat<; vel pretextu poffit quomodolibet pro-
videri contra preditta vel aliquod eorum . Et fi quam
baliam generalem vel aliam per qaam poffet premiffis vel
alicuius {ita) &ocum dccogarì vellenc accipere vel procu*
care
MONUMENTI. 3O3
rare feu confemire quod alii vel aliis daretiir teneantuc
prefenrem provifionem et que continentur in ea excipere
ac refervare nec poflìnc Domini Priores & Vexillifer
luftitie per fé ipfos vel una cum officio duodecim bono-
rum virorum deliberare fore utile teneri condlium vel
confilia prò prediftis vel aliquibus aut aliquo eorum re-
vocandis fufpendendis vel quomodolibet minuendis vel
prò eorum auc aliquorum vel alicuius eorum efFeftuL
impediendo vel prorogando nec Scriba eorum vel alius
huiufmodi deliberationem fcribat ' Et quod Dominus Po*
telias vel Capitaneus vel aliquis Offitialis Communis vel
Populi Fiorentini prefentes vel futuri non poiUnt convo-
care confilium vel confilia Popvili vel Comunis prediftì
in quo vel quibus contra predifta vel aliquod eorum ali-
quid proponatur Se fi convocaretur non proponac vel re-
formec aliquid in difto confilio vel confiliis per quod
fieri queat contra premiiTa vel aliquod eorum & Ci pro-
poneretur vel fierec eo ipfo quod proponeretur & in ipfo
propoficionis aftu intelligatur & fit prìvatus fuo regimine
ac officio. Et infuper condemnetur in lib. mille f. p nec
Priores & Vexillifer luftitie qui prò tempere fuerinc
poffint vel debeant interefTe confilio vel confiliis in quo
vel quibus traftarecur vel provideretur aliquid contra
predifta vel aliquod eorum . Et fi interefTent eo ipfo in-
intelligantur & fint privati Prioratus & Vexilliferatus
offitio. Et infuper in mille florenos auri finguli eorum
Communi Florentie condemnentur. Et Notarius qui diftam
deliberationem propofitam vel reformatam fcriberet pu-
niatur in lib. mille f. p. & ab offitio fuo cadac & Confi»
liarii qui confiliis intereffent huiufmodi nequeant centra
predifta confulere vel arrengare fub pena lib. mille f. p.
èc fint ipfo iure exbamniti Communis Florentie prò ma-
leficio & tamquam exbamniti a quocumque poffint of-
fendi nec admiftatur de cetero ad aliquem honorem in
Civitate Florentie . Quidquid autem contra predica vel
aliquod eorum fieret non valeat nec teneat ipfo iure nec
ad obfervationem ipfius aliquis teneatur. Et quodi->omini
Priores & Vexillifer luftitie teneantur eo tempore quo
iurabunt eorum offitium nominatim promiftere ac fatif-
dare cum bonis fideiufloris de mille florenis auri prò
4|Uolibet & iurate ad farina Dei Evangelia quod pre-
diftd
3 04 MONUMENTI.
dlfta omnia & fingula ebfervabunt Se obfervarì facicnc
à. contra non facienc vel venienc ullo modo tacite vcl
exprefTe dire£te vel per obliquum fub elida pena mille
florenorum auri prò quolibet eorum . Et quod ille qui
compucaveric eis iuramentum tencatur fuper prediflis ab
eis recipere iuramentum & promiflionem foiemni ftipula-
cione vallandam ftipulata vice & nomine Communis Flo-
rentie fub pena lib. mille florenorum parvorum . Et etiam
Poteftas 6c Capitancus & Exccutor ordinamentorum lu-
flicie Populi Fiorentini tempore iuramenri eorum fimile
iurare facere teneatur &qui computaveric cildsm iura-
mentum ab eis exigere teneatur l'ub pena predica . Ec
ciucd arbitri qui prò tempore fucrint ad condcnda Sz cor-
ligcnda flatuta & crdinamenta Pcpuli & Communis Fio»
renrie tcneantur & debeanc prediali omnia de novo fta-
tuere «Se firmare nec non in ftatutis pcpuli de offitio
arbitrorum loquente ponere ac addefe quod arbitri non
poflìnt contra predica facete ac etiam ponere & addere
m ftatutis Populi pofìtis fub rubrica quod Priorcs ne-
queanc deliberare fore utile reneri confilium fuper ab-
folutione facienda de capitulis loquentibus de Sindico
Potcftatis & Capitane! & aliorum Offitiaìium quod contra
predica dcliberari velfìcTi non podi: vel debeat fub eif-
dem modis penis & tenoribus de quibus fir mentio in
diito ftatuto de abfolutione non facienda de Capitulis
loquentibus de findacatu prcdi^^to . Et predi£la omnia &
fìnguia in nrefenti provifione feu rcfo'rmatione contenta
fine & efCii ìnteliiganrur crdinamenta luftitie populi Flo-
rentie & prò ordinamentis luftitie hribcri teneri & obfervari
debeanc per Populum & Gommune Florentie ac ipfius
Populi Se Communis Reftr res & OSciales tam prefentes
quam futures & fingulares perfonas ad quas cbfervatio
vel executio eorum vtl alicuius eorum quomodolibec
pertinebit & prevaleanc 8c prevalere debeanr omnibus &
flngulis ftatutis ordinamentis piovidonibus & reforma-
tionibus Pcpuli & Communis predifìri tam editis quam
edendis que in fpecie vel genere ditele vel per obli-
quum tacite vel expreffe in fuprafcriptis vel aliquo eo-
rum conrraòicerent vel obftarent ' non obftante in pre«
midìs vel aliquo eorum quod nominaticnes & elcftioncs
feu approbationcs predice fatte non fusdnc vel non fianc
ce tu-
M vO K U M R N T I. 305
temporibus modis Se cum folemnitatibus comprehenfi»
in flatuiis auc ordinamcnris Populi & Commu.'is Ficren»
tie de nominationibus Se eleclsontbus ofEcii Dominorui^
Priorum Artium & Vexillìferi lullitie & oiììcii duo-
decim bcncrum vircrum & cfiìii Gonfaloneriorpm Se
tictafum ìoquenribus Et n^ n obftantibus ftatutis P jpuli
pcfitis lub Rubrica de elccìiione Go^ifalonertoriim Socie-
tatum Popiiii vcl fìotuto P<-puIi pnfiro fub Kubnca da
clertione ac officio dufdecim b' norum virorum feu qui»
buslibet sliis ftatutis auc ordinam-.'ntìs cuiufcumqiu- no»
minis aucloricatis leu cencris cxifterent provifiOie ftaii-
tiamentis fea rcformatìone Fopuli & Communis Fioien-
cie jegibus auc iuribus feu cbftaculis contradicentibus
vei rjp'jgnanubiis in prcdiftis vel aiiquo prediQ:oruna •
Tom. XII. V Kum. IV.
3C(5
Nam. IV. per la Rubrica cgcclix. Lib. VII.
pagina 115.
Trattato della Pace fatta nella Terra di Monto-
poli tra le Città, Popoli, e Signorie della
Lega Guelfa Tofcana colla Repubblica di Pifa ,
nell'anno 1329. Dalle Riformag. Lib» de' Con-
figli HH, e dair Archivio fegreto dì Volterà
Yd B. num. 18.
IN NOMINE PATRIS , ET FILII , ET SPIRITVS
SANCTIAMEN.
AD honorem & gloriam Omnipotentis Dei , & Gloriofe
Virginis Marie , omniumque Sanftorum , & Sanfta<«
rum Dei; & ad laudem, & leverentiam Sactofante Ro-
mane Ecclefie, ac Sanftidiaai Patris lohannis Pape vigefi-
mi fecundi ; & ad exakationem , bonum , & tranquillum
llacum infrafcriptorum Comunium , & Univerfitacum , &
ilngularum Perfcnanim , eorumque Difiriftualium .
Quoniam omne Rcgnum , Civitatem , & Populum , Se
fìngularem Pcrfonam dec»r rranquillitatis & Pacis benefi-
cium exoptare ,in quo relìdec animarum faiubriras, vigec
ìucunditas corporum , proficiunc omnes Populi , & utilicas
gentium cuftoditur .
Ideo Nobiles, & Sapientes Viri Dominus Simon de la
Tofa milcs Dominus Forcfe de Rfib^fta lurifperitus . Do-
natus de Antiila . Et Faldus (/^^-^ Taìdus ) Valoris , hono-
rabiles Cives Civitatis Florentte Sindici , & Procuratorcs
Comunis, & Populi difte Civitatis Florentie,de quorum
Sindacatu , & Prccuratione patet publico Inftrumento ma-
nu Ser Gratioli Notarii Murinentis oliin Domini Corradi ,
Scribe Confiliorum, & Inftrumentorum Slndacatuum Po-
puli, & Comunis Florentie,fado , & ceiebratoFlorcntie
fub
M O N U M E N TI. 307
fub anno falutifere Incarnationis milleGrno trecenreflmò
vigefimo nono .Indizione duodecima , die vigedmo nn no
tnenfis lulii , lecundum cnfaetudinem CivitaCis Florentie .
Et Sapientes Viri D minus Veg'ius ludex , 8c
Conradus Vinciguerre AmbsX'atores , & Siadici Ccmuiis
Civitatis Piftorii , ut confi-ar de Smdica^u raanu Ser Palmi-
giani Puccii Notarii lub gnno Domini Millefimo trecence-
iìmo vigefimo nono , Indizione decima fecunda , die tertio
nienfls Augufti .
Item Nobiles Viri Dominus Belforte de Belfortibus,
& Dominus B' nafìdanza de Tignofeilis de Vuherris , S'in-
dici Comunis Ci vitatis Vulcerrarum , ur paret de Sindacarli
publicn Inftrumento Icripro per Mazzerrum Berti de VuU
terris Ncìcarium lub anno i>omini Millefimo trecentelimo
vigeTimo nono. Indizione duodecima, de quinto meolls
Augufti .
Item difcreti Viri Bonifarius , quondam Bini , & Ber-
nardmus quondam Adveduri de Msffa Sindici Comunis Ci»
vitatis M'^^fTe , «t pater de Sindacata manu Ser C:^rb(mis In-
ghiib-Tti Notarli , fub anno Domini miilefimo tvtcenrelìmo
vigefimo nono , Indiftione duodecima , die trigefim^ lulii -
Item Sapientes , & difcreti Viri Dt.minus B-naccurfus
ludtx Landini de Landis , & Ser Fierus Birrhciir.i de Mo-
nafTeis de Prato Smdici , & Ambaxi2t< res Comunis Terre
Prati, ut patet de Smdacatu publico Inftrumento fcripro
manu Ser lohannis Cancellarli de Ptftv rio \'c t-ni , Scribe
Refe rmationum Comuni» Prati , fub ann< Domini miilefi-
mo frecentefimo vigefimo nono, Indiftione duodecima,
die vigefima feptima menfis lulii .
Et difcrctus Vir Riccius Riccii de G( 6^v)iinis de San-
ato Geminiano Sindicus , & Procurator Comunis Terre
SanftiGeminiani , ut patet de Sindacatu pubiico Inftru-
mento fcripto, manu Ser Mercati quondam Davini Mer-
cati Notarli , fub anno Domini miilefimo trecentefimo vi-
gefimo nono, Indizione duodecima , die vigefimo nono,
menfis lulii.
Et difcrerus , & Sapiens Vir Dominus Forte ludcx
oHm Mcrc-velii Ambsxiator, & Sindicus Terre Collis Vallis
Elfe , ut patPt de Sindacatu publico Inftrumento fcripto
manu Ser Gherardi Ser H.^nrici Notarii Scribe Reforma-
tionuqj diftì Comunis de Collo , fub anno Domini millefi-
V a . ra»
30'8 M O N U }.l t N T I.
Tno trcccntclìmo vigcfimo nor.o , Inutrcicn-i- dùc.cJcclsna ,
éio vigefimo nono Iiilii .
Et difcrctus Virbcr x^rrigus ScrBiiidi de San^bo Mi-
riate Procuratcr , ce Sindiciis Comitum de CoIlegHrli, &
Comunis, & homirium diOri Caftri d<? Colicgarll , ur patec
de Prociirationo , & SiriJacàta publico Infiriimeiuo (cripto
marni Ser Connis Scr Bruni de Celie .... Nc)tarii,lLib
anno Domini miliefimo trecentclìn^.o trigefimo Indigliene
òuodecima , die terno menfis Au^ufti » Ivcundum curium ,
S: confuetudincm d:^e Terre de Collcgarli .
Et difcretus Vir Cardinus Lr.ndi de San^o Miniate
Sìndicus , & Procurarcr Comunis , Se Hominum Terre San-
ati Mmiatis , ut patet pubìico Irìihumento fcripto manu
Scr Ricchomanni qu ndam Giiillelmi de Montccalvuli
Scribe Rcformationum difte Terre , fub anno Domini
millefimo trccenrefimo trigefimo. Indictione duodecima,
die undecima Augufti , fecundum cucTum , & confuetu-
dincm Terre Sancii Miniatis -
Et difcretus Vir S:r V;mncs quondam Fortis Notarins
^e Fucccchio Sindicus, & Prrcurstor Comunis Fucecchii,
ut de Sindacatu patet publico Inflrumento rogato ,& pu-
blicaco manu Ser Fortis quond. lacobini de Serciana No*
tarii , fub anno Domini miiiefimo trecentcfimo ^rigeTimo >
Indizione duodecima, die Icxta menfis Augufti , fecun-
dum curfum, & confuecudinem Notariorum de Fucecchio .
Et difcretus Vir Koflus quondam Arigucci de San£la
Cruce Sindicus» oc Procurator Comunis & iiominum Terre
San6le Crucis Vallis Arni, Sindacatus nomine prodigio
Comuni & hominibus , ut patet de Sindacatu , & Procura-
tiene publico Indrumento fcripto per Nicolaum Duccii
de Luca Notarium , fub anno Demini millefimo trecen*
cefimo vigefimo none, Indizione duodecima, die fexta
xiienfis Augufti
Et difcretus Vir Bernardus Ser lohannis de Cadrò
Franco Sindicus , & Procurator Comunis & hominumTerre
C«ftri Franchi Sindacatus nomine prò ipfo Comuni, uc
patet de Sindacatu publico Inftrumcnto fcripto manu Ser
Vannis , fi: Riccon^annì de ?4onterappoli , lub anno Do-
mini millefimo trecentcfimo vigefimo nono, Indizione
duodecima , die fexta menfis Augnili .
Et NobilQS , &: Sspicntes Viri Dcmìnus Lemnus Do-
mini
MONUMENTI, 3Cp
mini Raynerii Biiglie de Gualandis Miles, 8c Dominu<;
Aibizu. fìlius Dumini Caccie de Vico lurifperirus , &
Sor laccbus Vitali*; de Calci , & Ser Bucnus de Brachis ,
honorabiles CivcsCiviratis Pilerun), Sindici , & Procurato-
res Com.iPiis & Fopuli difte Civitac's Pifarum , ccnftitutt
per pr-bJicum Infrrumentwm fcriprum manu Simonis filli
quon, Bindi Arciprens de Vico Civis Pilani , Scribe publici
CrtPcellarie Pilani Comunis , fub anno Dominice Incarna»
tionis milleiìmo trecentefnno trigefuno, Indizione duo-
decima , pridie ncnas Augulli , fecundum curfum , & con-
fuetudinem Pifanorum , Sir.dacarus , & Procuratorio nomi-
ne difti Comunis Civitatis Pilarum ex parte altera -, Quo-
rum omnium Sindacatuum , Zc Procurationum Jnfttumenta
ego Henricus lacubi Annali de Vico Notarius.iidi, & !e^i .
Confticuti in Terra Montiftopori in Ecclcfia difte
Terre fecerunr ,Sz redd'derunt libi ad invicem veram , &
puram Pacem concordiam , & bonam voluntatem perpetuo
duraturam , ofculo pacis interveniente , 3c remifllonem , &
liberarioiiem de omnibus , & fingulis Guer^is , iniuriis ; ce
cffentionibus hinc inde habitis , ilistis , & faftis , & da
cmnibiis damnis datis occalione Guerre . & de omnibus
obiigationibus faftis occaflone aìicuius Pacis ha£tenusfa-
£ì:e ,& de Denis hinc inde commiffis . Quam quidem Pa«
ccm , & concordiam f.cerunr, remiflìs hinc inde ranco-
ribus , & iniuriis quibufcumque ,cum infrafcripcis Paftis ?
^ mcdis , &: renoribus , v;deiicec .
De Pditteudo ad Doviìntim Fapam.
Qucd Comune Pifanum mìttat hinc ad quatuor men-
fes proxime venturosad Sanftifllmum \n Crifto Parrcm 6c
Dominum noftrum Dominum lohannem vigefimum fe-
cundum Divina Providentia S'acrofan£te Roman? , ac Uni-
vcrfalii Ecclclie 6'ummum Pontificem,& ad pcdes S'an-
ftitaris cius , ad petendam Milericc^rdiam , & gratiam ,&
ad procuiandum ea , per que fic cum ipfo Domino Siiinmo
Pontifice in eo (latu , in quo erat tempore Adventui Ba«
vari ad partes Lombardie , live Tufcie .
De Rege Roberto .
Rem quod di£tum Comune Pifanum , quantum, in ce
V 3 crit ,
3TO MONUMENTI.
erit , parattim effe debeat in Pace ,& devoùone Illuftris»
Pnncipis Domini Reberti Dei gratia lerufalem, & Sici-
lie Rcgis.
De Hahendofe prò Amìcis .
Item qucd prediftc Partes ram inuniverfo, quam in
fingulari debeanr f». h bere . renere , & TaftAfe ad invicem
pr:/ amicis in bi-na , & perf.'ft'» pace tótti in perfonis , quam
in reba", ; & promiferunt fibi ad invicem fc de cecero non
ofF.-ndexe , vel tfrendi ì^accre in peribni> vcl rebus per
le, vel alifs, pubiice vel occulte ,five dando auxilium ,
vei favorejn, vel alio mcdo.
De Civitate Lucana.
Tcem quod Comune Pifanum in nullo ie intfomittat
per fé, vel a.'inm direste , vel indirete de Civitare Luca-
na , vei eìus C( miratu , feu Diftrirtu , vel aliqua eius parte ,
ve! Terra , vei de Provincia Vallis Nebule , vel al'qua eius
parte , vel Terra di£le Provincie . Et quod non dabit au-
xilium , vei favorem direfte , vel indircele tenentibus , vel
cccupantibus di£lam Civirarem Lucanam , vel eius Comi-
tarum , vel Didrié^um , vel aliqiiam Terram , vel partem
ipiius, vel di£l-am Provinciam Valljs Nebule, vel aiiquam
crus partem, vel Terram, confra volunratem Comunis
Florenrie; & quod nulluni tr«£l"atum habebit , facict , vcl
tenebit per le , vel alium direfte , vel per obliquum cum
Ultr^^mcntanis exifì-entibus in Civitate Lucana , vcl in eius
Didriftu, vel cum quibufcumque aliis de predica Civi-
tate Lucana , vel eius Ce miratu live Diftriftu , vel aliqua
eius parte , vel Terra de Provincia Vallis Nebule . Et quod
facict, & curabit cum clFeftu ita , & raliter , quod nul-
lus Civis , vel Difìriftualis Pifaraus , qui hodie fit , & in fu-
turum erit ad oberlientiam Pifani Comunis , le de prcdiftis
vel aliquo prcdiftorum , vel de ahqua Domi' arione , 111-
rifdidione , vel Reftoria in prediftis, vel alinuo predi-
£torum , ullatenus intromittec. Salvo quod Terre ,& Ca-
fl-^a Rotaii , & jMontilcalvuli cum ecrum Territoriis , que
Comur>e Pifanum tenebat tempore adventus Bavari ad
Civitatcm Pifanam , & Terra, & Caftrum Sarzane Lu*
MONUMENTI, 311
Benfis Diocefis, non intelligatur in prediftis ,fed licicum
lit Ccmuni Pifaro ea poflìdere, & ad ea cuftodienda mie-
tere qiiommodocumque voluerir , & cis fruì , ut poteraC
ante advenrum Bavari , non obftancibus Pace,& Contra-
ftu prelcntibus .
Item quod di£ì:um Comune Pifanum non traOrabit 9
nec faciec per fé vei alium drefte , vel per obliquimi ali-
quam Concordiam de Civìrate Lucana vel eius Comitatu
vel Dlftf i£lu cum Teoroniqis , vel cum quibufcumque aliis
tenentibus , vel qui in futurum tenerenc diftam Civita»
tem Lucanam , centra voluntatem Comunis Florentie;
ree etiam aliqu d trgftabic, vel faciet diftum Comune
Pifanum p^r Te vel alium direfte vel perobliquum, pro-
pccr quod diTta Civitas Lucana, vel eius Comitatus vel
Difiriclus perveniat ad alias manus Fortiam , vel Guber-
nauionem, quam Civitatis, Se Comunis Florentie; Se fi
contingeret quod Comune Pifanum haberec aliquos de
difttsTeutonicis ad fua ftipendia vel fervitia , Comune
Piianum tunc curabit qUod predifti Teotonici non ofFen-
dant Comune Florentie , vel aliquod aliud Comune, quod
haberet Pacem cum difto Comuni Pifano.
Item qucd Comune Florentie tencatur , (1 difta Ci-
vitas Lucana pervenerit in Fortiam , vel amicitiam ipfius
Comunis Florentie, fàcere oc curare cum efFcftu quod
Comune Lucanum fic in Pace eum Comuni Pifano , ficuc
Florentie & cum ilìis e fdem Paftis , excepta immuni-
tate Cabellarum ; & quod non ofFendec Comune Pifanum
nec Cives,&: Difìnftuales Pifanos in avere vel perfonis ;
de qua Pace sppareat per pubHcum Inftrumentum ,& qucd
infra quindecim dies , poftquam difta Civitas Lucana per-
venerit in Fortiam vel amicitiam ipfius Comunis Floren-
tie , faciet deftrui funditus Turrim fa£lam olim per Ca-
flruccium fuper Monte Pifano , que nunc eft in Fortia te-
nentium Lucani, & eam deftruftara reftituec Comuni
Pifano .
Item quod (1 Comune Florentie concord^abit cum Teo»
tonicis , qui funt Luce, vel cum aliis Teotonicis feu aliis
perfonis qui, vel que di6ì:am Civitatem Lucanam tenent,
vei tenerent, ita quod Civitas ipfa Lucana perveniat in
Fortiam, &: Gubernafionem Comunis Florentie , vel ilio-
rum de quibus Comune Florentie efiet contencum , faciet »
V 4 & cu-
3 T 2 MONUMENTI.
& ctirablt ipfum Comune Florentie, quod florcni tredcclm
iTìiMia quingenti vifrinti Ruri , fo'uc! ipfts Tcotonicis a Co-
muni Pi fa no , r^ ftiruentu;- Comuni Pifano de rcddinbus
Comunis Lucani cv modo & furma quo reftirui d:-bebunc
C<miuni Fiorcntie florcni de pecunia , quos , vcl quam Co-
jninc Fiorencie df.bit ipfis Tcoronicis prò iiberanda ab eis
difta Civirate Lucana ; & curabir , 8z f cicr cum cft.. ftu di-
ft.nr) C<"T»u -e Fiorcntie , quod ia dicì:» Concordia habenda
cumd'ftis Teoronicis , di^T:! Teoronici libcrp.bunt lolemni-
ter Comune Pffanum , & Pifanos ab omnibu- promiffioni-
biis , &■ obiiga. ionibas , quas . & in quibu , di^lum Comune
Pifanum eis renerc;irur occalicne proir.iiTionum fi-ftarum ^
cccalione C-viratis Locane .
Irem quod fi diftì TeotonJci , vcl qui tencrenr diftam
Cfvrarcm Lucanam vellent ofF. nicre , aur oiFendercnr Co-
mune Pjl'anum , vcl Pifanos , Cf.mune Florentie iuvabic,
& lu-um adtutorium prefì-abic Comuni Pifano in dofennonc
ìpfìus Comunis Pifani , & cffcnf:one ipfcrum Tcctof=.icc-
rum , & l'uorum fequaciuni vel iilorum qui diftam Civita-
rem renerent . Er e converfo fi fafta dióra Concordia , de
qua fupra continecur ■ àiEìn Teoronici ofF.-ndcrep.r Comune
Florentie , Comune Pifanum iiivabit , 6c fuum adiutorium
preftab't Comuni F'orentie in d:--fenrione ipfius Comunis
F'orenrie , & e ffj'iìfione ipfjrum Tccconicorum, & fucrum
fequacium. "
Irem quod Comune Florentie teneatar , fi difta Civitas
Lucana pi-rvene-it in Fortiam Comunis Florentie vcl Gu-
betnationem d^^im Civi^^atem Lucanam , & eiu": Comita-
tum , & Din-'- i^bum confervare in ftatu bono , & pacifico ,
3c facere , & curare qiicd omnes Pcrfone de Civitste Lu-
cana & eiu^ Difiri^u & Comitatu pofTinc libere , 8: fecure
reiMere : Se ftarc' in difta Civitate ,C« miraru , & D:fì-r ftu »
& eorum bona tcliabere . & eis gsudcve ; & fi videretur Co-
muni Fiorentie p>-o confcrva'^iohe pacifici (Isrus , cc c?v!t?-»
tione fcanda'i dift;? Civir»tis . quod aJiqui tam Guelli quam
Ghibellini morencur extra diftam Ci"irarcm , ?ur extra
»liquod Calìrru'TTì vei Terram murat..m , ad tc-mpus pollit du
£):um Comune Florentie hoc facere , dum.modo moretur in
Loco . & tempore convenienti , Sz interim femper habeanc
«orum bona , & eis gaudere p. fiinc .
Item quod fi Comune Fiorencie concordiam ncn habc*
ret
M O H U M E N T I. 319
s-tt cum diftisTeotonicis, auc cum aliis Teotcnicis, vel
ciim aliis perfoiii?; , qui vel que (ìi<P:sm Civitatem Luca»-
rjam ccnenr , vel renerenr , fed efTec in Guerra cum eis .
Comune Pilanum tcncatur non receprare , ncc concedere
quod venianr>vel niorenrur in Civicate Pifana , vel eius
Comitatu , vel Diflriftu diftì Teotonici , ve! a iquis eorum,
aiit aiiquis di- Civitate ve! Comitatu , feu Difiriftu Lucane,
qui efTec ad obcdientiam difte Civitatis Lucane , nec aliquis
habitator , vei qui eiTer ad obedienriam, fcrvitia . vel fti-
pcndia di6le Civitat;s Lucane , aut alicuius , vel aliqurrum,
qui diftam Civitatem Lucanam tenercnc , nec eis prebere
auxiijum , confiiium , vel f«vorem tacite , vel expreffe , di-
rcele, vel per cbliquum : nec cum eis habere commercium,
nec ad iplam Civitatem Lucaaam mittere aut etiam peti ,
quod mittantur, vel vadant , vel de ipfa Civitate P^lana^
vel eius ('tmitatu , vel D ftrièlu per Ter^^am al'qua viftua-
lia , mercantie , res » bona , vei Perfone ; Et quc d C( mime
Pifanum sd facicndum prefens deverum habeat terminun%
unius menfis a die prclenris Pacis firmate, cum d catur
prò parte C^munis Florentie , ipfum Comune Flcrentie
h.-ibere Guerram cum ipfis Teotonicis. & difcefììd'e ab omni
tra£LafU Conc rdie cum diftis Teotcnicis . Et ii fra diftum
terminum predifta f«.ciet publice bamniti per Civitatem
Pìidiiam 8: per Terras , 6c Callra fui Comiratus , & Diftri-
ftus , de qu'.bus ei videbiiur . Et quod Comune Pifanum
teneatur dare , & concedere per fblemne ordinamcniuin
ipfius Comunis infra diftum menfem fuis Rc£loribus vi-
deliccr PoteOati , & Capitaneo , auftoritatem , porclicteni ,
éc bai iam cf gnofccMidi , & procedendi per inquintionem ,
& allo quoltbet modo , centra omncs ^c fingult s , qui centra
predifta , vel aliquod predi6torum quommodccumque fp.cc-
rent , vel venircot ; Se ecs oc quemiibet eorum puniendi , &
condcmnandi penis infralcriptis , velut in avere , £: pcribna
fuo atbitrio , confìdcrata qualitatc dclifti , & perlonaruui ',
fà'vo quod nullam (ìngularem pcrl'onam pt flit condemnar?
•quando cfTent cecem peditcs , vei ab inde infra , qui fìmul
contra faccrcnt , in minori pena , quam ccntum Librarum ;
Se Ci efient a decem lupra pedites , qui fimul contrafaccrent,
non poflìnt aìiquem eorum minori pena condemnare quam
quingcntirum Librarum ; fi vero efTent Equites non podìnc
aiiqucm condemnare minori pena mille Librarum. Si au«
314 MONUMENTI.
tem per Mare non poflìc aliquem condemnare minori pena
mille Librarum .
Itcm quod Comune Pifanum faciec ipfos Re^ores iu-
rare predica omnia , & fmgula follicite f blervare , & face-
re,^ exequutioni mandare bona fide, CmQ fraude.
Itcm quod in difto cafu, quo prcdiftum devecum fie-
rct per Comune Pifanum, ur diOrum cil , U di£ì:i Teotonicì »
vel aiii quicumque « qui di»5tam Civitatem Lucanam tcne-
renc ,ofF^nderent , feu Guerram facerent Comuni Pifano ,
quod Comune Florentie iuvabit, oc adiuctrium preftabic
cum fuo polle Comuni Pifano de gente , 8c pecunia , five
altero eorum , ad petitionem di£ì:i Comunis Pifanì centra
difì:os Teotonicos , & eorum fequaces , & alios qui diftam
Lucanam Civitatem tenent , vel tencrent, in defentione
Civitatis, & Diftriftus Pifanì , & Pifanorum , & f.fFenfio-
nem ipforum Teotonicorum , & eorum fequacium , & alio-
rum qui difVam Civitatem Lucanam tenent , vel tencrent ,
Ut di£lum eft . Et quod in di£to cafu , quo Comune Floren-
tie ad petitioncm Comunis Pifani daret adiutorium Ccmuni
Pifano contra diftcs Teotonicos , vel alios quofcumque , qui
diftam Civitatem Lucanam tenent » vel cenerent , ut diftum
ed ; facerent Guerram Comuni FJotentie , vel Comune
Florentie eis ,quod eocafu fimiliter Comune Pifaiìum te-
neatur iuvare Comune Florentie , & ipfi Comuni Florentie
adiutorium dare, & preftare cum (uo pofTe de gente , & pe-
cunia , feu altero eorum , ad petitionem difti Comunis Flo-
rentie centra diftos Teotonicos , Se eorum feguaces , & a-
lios quofcumque, qui dilani Civitatem Lucanam tenent,
vel tenerert , ut diftum eli, in defentione di^te Civitatis,
Zc Dift-ricbus Florentie, & Flcrentinorum , & oirenfionem
jpforum Tcotonicorum , ^c eorum fequacium, & aliorum
quorumcumque , qui diclani Civitatem tenent, vel tene»
rent , ut di£lum eft .
Item qucd Comune Florentie intra quaruor dies prò*
xìme venturos reftituet Comuni Pifano poffeflìonem Cadri ,
& Terre Pratiglionis in co fi-atn , in quo nunc eft > cum
omnibus fuis pertinenriis , oc Territorio , vel di^is Sindi-
cis Pifani Comunis prò iplo Comuni , vel ahi Perfone ab
ipfis Sindici^ fubUicuende .
De
MONUMENTI. 315
De B avaro aon receptando ^c,
Item qucd Comune Pifanum non receptabit in Civitate
Pifaria vel Diftriftu Ludovicum olim Daccni Bavarie , vel
eius Stipendiarios , nec aiiquos qui venirent fub nomine
IcTjperacoris ,vel Regis centra manderà Ecclefie , & Sum«
mi Pontificis, nec prò eis vel aliquo ecrum mitcet , nec eis
vel alicui eorum preftabit vel dabit coniìlium , auxiiium »
Vel favorem , ied erit . & ftabir, & perfeverabit ipium Co-
mune Pifanum in rebel.ione iplìus Ludovici olim Ducis Ba«
varie ,& Sripendiariorum eiu-, & aliorum , qui venirent
lub nomine R "g'-s vel Imperacor's conerà mandar» San£te
Matris Ecclefie, & Summi Pontificis. Comune vero Flo-
rentie teneatur , (i ùiflrus Bavarus , vel alius , qui veni-
ret fub nomine Imperstoris , vel Regis contra mandatum
Ecclefie & Summi Pontificis , guerram faceret vel venireC
contra Cimane Pifanum , dare ipfi Comuni Pifano auxi-
lium , & favorem cum fuo pofTe de gente , & pecunia »
vel altero eorum ad petit'onem Comunis Pifani contra
diftum B^varum,& eius Stipendiarios , & contra quem-
cumquc alium qui veniret fub nomine Imperatoris vel
Regis contra mandatum Ecclefie & Summi Pontificis in
defenfione Civit»tis . & Diftnftus Pifani ,& Pifanorum , &
ofFentionem difti Bavari , & fuorum Sripendiariorum , &
ofFentione ctiam predi^lorum , qui venirent fub nomine
Imperatoris vel Regis centra mandatum Ecclefie , & Som-
mi Pontificis , ut diitum eft , & Stipendiariornm ipftìrum .
Et e converfo diftum Comune Pifanum teneatur fi di-
ftus Bavarus , vel alius, qui veniret fub nomine Impera-
toris , voi Regis conrra mandatum Ecclefie , & Summi
Pontificis , guerram faceret , vel veniret contra Comune
Florentie vel contra diftam Civitatem Lucanam in quan-
tum ipfa Civiras Lucana veniret in gubetnationem pre-
diftam , vel amicitiam Comunis Florentie , dare ipfi Co-
muni Florent'e , Se Comuni Lucano in cafu predi'^o au-
xilium & favorem cum fuo pofTe de genie, & pecunia
vel altero eorum ad p'JtJtionem d'fti Comuni^. Fiorentie
contra diftum Bavarum , & eius Stipendiarios, & contra
quemcumque ilium , qui veniret fub nomine Imperato-
ris > vel Regis conerà mandacum Ecclefie , & Summi Fon-
tiiir
3x5 ìM o k u m enti.
tificis, in defenfione di6ts Civiratis , 8c Difl-rifrus Fio"
rentie , Se Florencinorum , & difte Civitatis Lucane , &
Lucanorum in cafu prciifto , & offv^ntione difti Ba^ari ,
& lu. rum SripendÌ5norum , & cffentioiie etiam predi-
ftorum , qui venirenr ctia'.n fub nom-ne Imperatoris , vel
Rcgis conerà mandati^m Hcclellc , fc Summi Poncificis , uc
divlum eft , Se Stipendi&ricruni ipforum .
De Tiramnìs .
Ttem quod Comune Plfanum tcncatur , & debeat non
itììttcre prò aliquo Tir?.mno nec elicere , vel habercali-
qiicm in Tiramnum diTte Civitatis Pifane.Ec e converfa
Comune F'.orentie teneatur , & debeac non mittcre prò
aliquo Tiramno, ncc eligere , nec habcre aliqucm in Ti-
ramnum dicce Civitatis Florcntie .
De Offendetttihus •
Iccm quod quiciimque e fFenderet in' Civitste Pifans ,
vel eius Comitacu , Fortia vel Diftcìftu aliquem de dicla
Civitate Florencie , vel de prediftis Civit;*ribus , Terris ,
vel Ncbilibus, & alii'J in prefeniem Paccm , & contra-
ftum venientibus , & denoratis , uc di£Vjm eft , sue de
Territorio cuiulcumque ipforum , ve! iplurum, puniatnr,
iìcut & per quo. puniretur , fi ofFcndiflet aliquem de ipla
Civitate, feu loco, in qua vel quo offentio fafta efl'et .
Et e converft» quicumque ofi'enderet aliquem de Civita-"
te Pifana , vel eius Comitaru , vel difìriftu in quacum-
<jue di6larum Civitarum , Terrarum , ik locorum fupra &
jnfra fcriptorum Nobilium , & aliorum , ut pKcdicitur , in
hanc Pacein , & concraftum vcnientium , leu denotato-
rum , aut in DulritTba vel Territorio cuiuicumque ipfa-
rum , vel iplorum , puniatur ficuv , ^c per quos puniretur
fi ofTendiflet aliquem de ipfa Civicaie , Terra , feu Loco,
in qua, vel quo (ffcntio f^éla eO,
De Captivi S' Relaxaìjdis
Trem quod
di£c'i;
Trem quod omnes Captivi , &: eorum obfìdes de prc-
ris Civitatibus Fiorentie & Piftorii , 6c de ^\n^ Ci vi-
ta ti-
Kl O -N U M E K- T I. 31^
tRCYbii? , Comunibus , Tetris , Univerfitatibiis . Comitibus^
Ncbiiibus , 6c aliis in hanc Pacem , & ccncraSrurr. venien-
tibus leu deaucatis , aut aJiqua , feu aliquo ex eis , auc
de Dilhiftu , & Fcrcia cuiurcumque ecrum , & eariim,
Se qui in iervirìo cuiufcumquc eorum , vel earum capei
fuilTenr , -Se efreat per qui-fcumque , & ?.pud quofcumque ,
aUc qui lune de psrte ipforum vel earum in dift* Civirate
Pif^na auc eius Difrrifta vel Forcia . Er e converl'o omncs
Cap':ivi & cbfides de predi£li Civitatc Pifana , & eius Di-
llr:^u , & Fortia , & qui in fervició P:iani Comunis capti
failfenr , & efTent p-?r qucTcumque , Se apud qucfcumque >
auc qui funt de parte Pifana in quacumque prediftaruni
Civicatum , Terr&rum ,& Lrccrum , & apud quemcunique
diftotumComunium , Comicum , oc Nobilium . aut in Por»
tia,& Diftri^lu cuiurcumque iplbrum oc iprarum , occa»
fione Guerre , libere relaxcncur ,& reftituantur priftine li*
bertati perComunia, &aiioj. prediftos in hanc Paccm , &
contrafVum venientes , line ulla lolutione , vel gravamin©
cxpenfarum , hinc ad unum menfem proxime vencurum •
De Bamnis Caffandis .
Item quod omnia , & lìngula Bamna , oc condemnatio*
nes data Se fa£ia quacumque occalìone Guerre vel malefi-
ci! , fiju quafi , in Civicate Pifana , vel eius Fortia , & Diftri-
ftu conrra di-^a Ccmunia , Civirares , Terras , & Loca , Co-
mites , & Ncbiles , & alios in prefencem Pacem , & contra-
£lum venientes , vel aliquem eorum, leu de eis , vel ali-
quo eorum , aut conerà fingulares Perfonas ipforum , vel
aiicuius eorum ; Et e convcrfo omnia ,ec (ingula Bamna , &
condemnancnes darà & fa£ì:a occafione Guerre vel malefi-
cii , feu quad , in aliquo di£lorum Gomanium , Civitarum ,
Terrarum , 2c Locorum , feu per aliquem di-^orum Comi»
tum , 2c Nobiiium , & aliorum in prelentem Pacem , & con-
trarium veniencium ,utdi£fum cfr,& in alia quacumque
parte , Diftriftu, &: Fortia ecrum , vel aiicuius eorum , con-
erà Comune Pifanum , vei fingulares perfonas ipfius Comu-
nis Pifani , vel eiir, Diftritèus , aut Terras , Comunia , vel
Loca de Oi{lri£lu Pifano ,vel aliquibus eorum, cafTentur, &
irritentur in totum ; & ex nunc cada , & irrita finr ex bene-
ficio prefencis Facis * Hoc ialvo , ^ inccllc^o exprefic in
. pre.
3i8
MONUMENTI
prcdiftis, quod nullum diftnrum Comunium ,Civìtatuni »
Terrarum , Se Locorum , Comicum , & Nobilium , & alio-
rum in prefenrem Pacem & contraftum venientium , ut fu-
pra difbum eft , teneatur & debeac rebamnire , vel de
Bamnis , & condemnacionibus liberare aliquem fuum ex-
bamnitum vel condemnatum , qui origine fua , vel parer-
na , fit de ipfo Comuni , Civirate , Terra , Loco » Diftriftu ,
& Forcia , unde rebamairi , & liberari peteretur , vel ali-
quem , qui non fic ad mandata fui Comunis , Civiratis , &
Loci, Diftriftus , & Fortie eorumdem unde oriundus fue-
ric . Ec quod Fiorencmi , quamvis lìnt Cives , vel Incole Ci-
vitatis Pifane liberentur , & .ibfolvancur , & liberati , & ab-
foluti ed'e intelligancur , Se fint ex benefìcio prefentis Pacis
ab omnibus prcdiftis datis , &Collcft;s, leu oneribus eis
faftis vel impofuis pr Comune Pilanum , vel eius auftori-
tatc atempore adventus Bavari in Tufcia citra , & de Bam-
nis ,& condemnacionibus propcerea fubfequutis , & de lis
cancellar» pofiìnt, & d?b?anc abfqueahqua fulution^ , vel
onere expenfarum -, & qucd in futurum traftencur maximo
indatis ,& colle6t.scomiter,& benigne ,& quod nullus de
Civitace , vel Cumiratu Florencie , qui hodie non fit Civis
vel incola Civitacis P fané , vel qui non fit Rebellis , vel ex*
baninitus Civitans Fiorentie , pofilt deinceos gravari , ve!
compelli per Comune Pifaniim, vel eius auftorita'e ad folu-
tionem alicuius date vel co!lc£te , vel ei indici aàquod onus
reale , vel perfonale , niiì fua voluntare propria & cxprefTa ,
de qua apparere debear publicum ìnftrumentum , fieret Ci-
vis , vel Inco'a dìSij Civitatis Pifane ; Et e convcrfo idem
fiat per Comune Fiorentie deCivibus, & Diftridualibus
Pifanis , & idem per viam obfec vctur de eis .
De Navicate nonfacienda in Cottfinibus ,
Item quf d bine inde nulla novitas fiat in Locis center»
minis &confinibus , nill quantum popofcerit necefiìtas vi-
£tualium , & Cuftodum , fcilicec novitas hoftilis contraria
Faci prediate •
/)<f Fugitivis .
Itera quod non receprentur in Civitate , Comitatu , &
Diftciftu, & Fortia Civitatis Tifane aiiqui Socii, Inftitcres,
Di»
MONUMENTI. 319
Difcipuli , vel Fa^pres aliquorum Mercatorum Fiorenti»
norum , Piftorien(ìum , vel aiiarum Civiratum , Tetrarum ,
& Looorum venientium , & veocuroruni in Pacem, 5c con-
traftum prefentem, vel alicuius eonim oriundi de aliquo
prcdi6l:orum Locorum ex urraque parte , in hanc Pacem , &
concra<5ì:um venientium , qui ab eis aufugerenC cum re-
bus, & pecuniis eorum, auc celTarent eis de geftis recl»
dere racionem; & fi reperirencur ibidem, capitntur in
perfonis , & rebus per Reftorem Loci ubi invenirentuc
ad peritionem Mercacoris pctentis , & fuis expenfis, & capei
tradancur tali Mercatori cum cuius rebus , & pecunia rece-
derent , velcui ceiTarent de geftis reddere rationem ; cui
liceat eum, & eos ducere ad dìftam Civitatem , & Lo-
cum unde aufugifTent, vel oriundi efTenc Et hec iìanc
ad requifitionem legitimam cuiufcumque ipforum Comu-
nium , Se de Fugitivis , & cclFantibus Mercatoribus cum
aliena pecunia idem fìat , & fieri debere inteliigatur ; Et o
convergo non recipientur in difta Civirate Fiorenti^ , auc
aliqua diftarum Civitatum , Terrarum , & Locorum in hanc
Pacem , & contraftum venientium , vel eorum , aut earum ,
feu aliquis earum, vel eorum Fortia , & Diftriftu aliqui
Socii, Inftitores , Difcipuli , vel Faftores aliqucrum Pifa-
norum Mercatorum oriundi de aliquo diftorum Locorum
ex utraque parte in hanc Pacem venientium , qui ab eis,
ut fupra dicitur , aufugerent cum rebus , & pecunia eorum
aut ceffarent eis de geftis reddere rationem ; & lì reperiren-
tur ibidem , cspiantur in Perfonis , & rebus per Reftorem
Loci , ubi invenirèntur ad petitionem Mercatoris petentis ,
& fuis expenfis , & capti tradantur tali Mercatori cum cu-
ius pecunia & rebus recederent , vel cui ceftarent de geftis
reddere rationem , cui liceat eum , & eos ducere ad di£tam
Civitacem Piianam , & Locum unde aufugiflent , vei oriun-
di edent . Et hec fiant ad requifìtionem legitimam Comu-
nis Pifani , & fimiliter de Pifanis Mercatoribus ceflfantibus »
& fugientibus cum pecunia aliena idem fervetur , & fiat ,
& fieri debere inteliigatur, in qualibec diftarum Civita-
tum , & Locorum -, & hec , que in prefenti Capitolo conti-
nciitur locum habean; in commitcentibus uUa ia futurura •
Df
32,0 MONUMENTI.
De Reprefalììs .
Item quod omnes Reprefalie, & Rcprefaliariim Li-
centie & ccnceffioncs hinc inde concefTe per di£la Comunia
vel alios in hanc Pacem , & contrafburn venientes , aut per
quamcumqiie aliam pcrfonam quandocum ufquc ad diem
prefcntis Pacis firnìate , & obligationes occafione ipr^runi
Keprelaliarum fa£^e fulpendantur , 6c fufpenic efTe intelli-
gancur , Se fiut ulque ad quinque annos prcxinie veiituios »
& per ipfuni tempus , ira quod nulla cfequutio pofTic indo
tìeri infra diftum rempus -, fiat tamen mhilcminus hinc inde
lus fumniarium conquerennbus lupet principali iure, &
poflìt qiiilibet uti iure fuo,quod habcbat ante conceflionem
Rcpreraliarum . Et quod infra quatuor menfes a die publi-
cate Pacis di£ta Comunia convenianc in Terra Sanftì Gf.^mi-
niani , vel in alio Loco , de quo convenirent difta Comunia
Florentie , & Pifat um , p r loiemnes Ambaxiatores , h Sin^
dicos ad cx^minandum di6ì:as R«.pref,lias , & fuper eis prò-
videndum , 'il compo'ienduin iicut eis vidcbitur . Quc Co-
munia ad requificionem Comunis Florentie , vel Pilani te-
neantur di£tos A nbaxiarores mitrere infra unum menfem
a die requilitionis ad dift^m Tei ram , vel alium L- cum or-
dinandum , uc diftum eft . & Comune quod non miferic
privecur benefìcio prefe/ins Capituii ; & Reprefalie con-
cefTe cootra diftum Comune , qucd noiì miient Ambaxia»
cores , remaneant , & line in eo (Varu , in quo erant anto
prefentem fufpenfionem ; qui Ambaxiarores cencantur,
dum venerint ad ipfamTer ram Sai.ftì Gemioiani, expefta-
re alios Ambaxiacorcs tunc ablentes per o£to dus conti»
nuosy^ quolibet di^lcrum dicrum f- prelentare corani
Poieftate , vel Capitaneo difte Tetre Sanft. Geminiani , vel
eorum Locumtcnciribus , 6c eis diccre , quaiiter ibi fint uc
Ambaxiatores , & Smdici fu( rum Comu )ium , occadonc
examinandarum , & componendarum Rcpreraliarum , fe-
cundumfvrnTiam C^pituii Pacis inde ioquentis ,& ahis Am-
baxiatoribus Ve nienrjbus perlìftere t;mpi,rc competenti.
Ht quod Regimina diftjrum Comuniu.'Ti in p-uicipio fuo-
rum offi.io(um iurent fummarium lus facere habentibus
!pfa5 R^prefalias fuper principali iure .
De
M O N U M E N T I . 321
Ds Malefcits denuntìandìs .
Item quod per predi£?:am Comune Pifanum ,vel elug
Re^crcs,reuOiHciates nuUus PiGcefTus fiat, ve) fieri pei file
occafione alicuius malefìcii vel ctclifli centra aliqucm de
prediftis Civ!raCibu> Fiorentie , Piftcrii , M-afTe , San^i Mi-
niatis , vel de aliis Cpmunibus ,Terris , Comicibus , & No-
bilibus in hanc Pacem , & conrrs£lum vcnientibus . aut do
coram,vel alicuius Comitatu , Forcia,vel Diftriftu , nid
primo per Literas ipfuis Civicacis Pifane ubi Pfoceffus fie-
ret,ieu fieri intenderccur , Icgitimc denunrietur Comuni
Civiracis, Terre , vel Loci , auc Comitibus , & Nobilibus ,
vel aliorum in hunc contraftum venientium , unde , feu de
cuius DilUiftu efiec il!e , centra quem iple Procellus fie-
ret . feu fieri intenderetur , cxprimendo in ipfis Literis no-
nìen,&: pi-vnomen & maieficium , vel deli6bim^ illius, cen-
tra quem procederetur ,& allignando in eis comperenreni
terminum ad cemparendum , ad fé dcfendendum ab ipfo
PfocefTu . Ec (ì aiiquis PrccefTus , cendemnatio , five bam-
num fierent , vel darentui per diftos Reftores vel Officialcs
Cemunis Pjfani centra aliquem de preói£tis CivitstibusFlo-
rentie , vel de aliis Comunibus , Terris , Ccmitibus , & No-
bilibus in hanc Pacem venientibus , vel alicuius ccrum
Forda , vel Diftri£tu,non fa£ta requifuione pe^r Lireras ,
ut dittam eft , di£ii ProcefTus , Sententie , Condemnaiiones
^ Bamna non vaieant ♦ nec teneant , fed fine nulla ipfo iu-
re . Et pefllnt, & debeancde quibufcumque a£lis., & libris
libere cancellari , abfque aliqua folutione, vel ontré expen-
l'arum . Ecc converfo nullus procefTus eccafione alicuius
maleficii , vel deliftì fiat, vel fieri pofilt per diTta Comunia
Fiorentie, Piftorii, MafTe, Sanftì Miniatis, vel aios de djftis
Comunibus, Teri is , Comitibus , & Ncbihbus in hXnc Pc-
cem , & ccntraftum venientibus , auc per eerum , vel alicu-
ius corum Reftures , vel Officiales centra aliquem de difla
Civicace Pifana , vel eìus Difbrifbu , nifi primo fimflis de-
iiunciatio per Licetas fiat ipfi Comuni Pifano.in quibus
contlncancur ea que fuperius fune exprefTa , Et fi aliquis
Proccfius , Condemnario , dve Bamnum fierent , vel daren-
cur per diftos Re^lores, vel Officiales diilorum Comunium
|)redi^arum Civitaturn > Fiorentie , Piftorii, & aliorum Cq-
Tom, XII, X mu-
3 22 M O N U ^.l E N T I.
inunium , Comitum , & Nobillum , contra alsouem tic prc»
clifta Civitate Pilana, vcl cius Comitatu > Torcia , vel Di'
fcriftu ,non fàòìa rcquiiìtione perLiteras, ut di3:uRì eli,
difti Proceffus, Senteutie , Condcmnationes , & Bamiia non
raleant , & teneant , l'cd fint nulla ipfo iure , et pofllnc , &
cìebeaiitde quibufcumque a£lis , e: libiis libere cancellari
abfquc aliqtia folucione , vel onere cxpenfatum .
De Mcrcantìis defirendìs .
Item quod omnes , et finguli Fiorentini , Piftorienfes ,
^aliitìmncsGivitatum,Terrarum , & locorum venientium
feu denotatorum in Pacem , & contra8:iira prei'entem , pof-
fitìt , & eis liceat libere dcferre , & conducerc , & deferte ,
& conduci facere undecumque fua Mercimonia , Mercan-
tias,pecuniam ,res ,& bona adCivititem . & in Civitatem ,
Diflrriftum , & Fortiam Civitatis Pifane , tam per Terram ,
quam per Mare , & alia<v aquas , h in ipf?. Civirate Pifana >
5f eius Fortia , & Diftriftu , c< Terris Iubìc8:is Comuni Pi-
fano libere ,&fecure ccmmorari , & Mercimonia ,6c Mer-
cantias exercere , & habere , Cenere , vendere , emere , &
permutare , & de ipfci Civitate Pifana, & eius Comitatu ,
Fortia , & Diftriftu tam perTcrras, quam per Mare, &
alias aquas libere extrahere , & cxtrahi facere omnia, & fin-
gula Mercimonia, Merc&ntias, pecuniam , rcs , & bona ,
dummodo aliì folvant , exceptis Florenrinis , Cabellas , &
Pedagia . Salvo qi?od infrafcripta viftualia , commeftibilia ,
videlìcet granum, fegale , hordeum, fpeldam, venam,
fcandellam , mileum , panicum , fagginam , cicera , fabas ,
cicerchias , moglios , lenticulas , lupinos , panem , & fari»
Tiam prediélsrum rerum pr< xime expreflarum , ficus , &
uvas noftrates ,nuces nofìraces,nuceì!as , amygdalas , aran-
cca,citros, lomias, aves, 6c animalia commeftibilia , pi-
fces, carnes jova ,cafeum ,falem, tonninam ,forram , mei f
& oleum extrahcre non poflìnt de di6la Civitate Pifana
ciufque Diftfi£bu , nifi ea que dcferrenr de extra diftam
CivicatemPifanam , & cius Diftriftum , & Sardineam. Et
quod ab aliquo , vel aliquibus de dì^a Civitate i Comitatu ,
vcl Dìftri£l:u Fiorenti^ prò prcdi-Slis, vel aliquo preJifto-
srum , aut eoium occafione nnllum exigatur prò ipfo Co-
muni Pifano, vcl eius auftoritacc Pcd?.gium, vcl Cabcl-
lam ,
MONUMENTI. 323
3am , nìhnqne direste , vel per cbliquum nomine alicui'uf
Càbelle , Dirifture , Ripe , ve) Alodi , Ve6ì:igalis , vel Por-
tenì, veì nomine , vcl Tub colore cuiufcumque alreriui. cx-
aftii^nis , ve! recencicnis prò perionis , mercanriis , beftiis »
auc rebus aliis quibufcumque exigatur prò Ccnnuni Pila-
rum , vcl eius suftoritafe . Ec nihil fìat vel crdiaetur , 8ue
fieri pcrm:ctatur per Comune Pilanum in fraudem pre-
diftorum . Ec quod prò Comuni Pifano vel alios Officiales,
aut Coafulatus , vel aliquam aliam pirfonam ve! per ali-
qucmmodum non pofllt iìori Lcx five aliad trdinanieruiiin
fupcrCivibus , vel Diilridmlibjs Pifanis ,aiK aliis pnfj-
nis per dire6ì:um, vel indireélum modum . que , &. quod
cfTct conti a liberrarem , & fra nchifiam Tuprafci 'pam con-
cefTam di£tis Florentinis . Ncc mc-do aliquo impediri pof-
iint dircòtc, vel per cbliquum , Cives , & Diftrrftaales Pi-
fani , auc alle perfone ipfas Mercantjas, veì res porcare, de-
ferre , conduccre , vei tenere , & qucd nullus qui cmeret
de jpfis iVIercantiiS vel rebus ab aliquo Fiorentino , vel qui
vcnderet Mcrcantias , vei res alieni Fiorentino, pofljt co-
gi , vel compelli ad aliquid fcjvendum Comuni Pifano , aut
aiii au£t. ritate ipfius Ccmunis Piiani , nifi prout , & ficuc
cogi pofTet Civis Pifanus prò Mcrcantiis ,& rebus , quns
cmcrit a Cive Pifano , & quas venderet Civis Pifanus altero
Givi Pifano .
Et e converfo omnes & finguli de di£la Civirate Pifa»
r«m , & eius Comitato , & Diftriftu pofììnt , & eis liceat fua
Mercimoni», Mercantias, pecuniani , res Se bona que-
cumque ad Civiratem , Terras , & Loca prediéta , & Ter-
ras , éc Loca prediftorum Comitum , & Nf bilium oc aliorum
in hanc Pacem, & contraftum venientium feu denotatorum,
Se cuiufque eorum , & ecrum Terras , Forciam , & Diftri-
£tum deferte , 8c conducere , & deferri , & conduci facere
«ndecumque tam per Terram quam per Mare , & alias
aquas , Ik ibi libere , & fecure commerari , Se Mercimonia ,
& jMercantias exercerc , habere , tenere , vendere , emere ,
& periuutare , & exinde extrahere , & extrahi facere , om-
nia & fingula Mercimonia, Mercantias , pecuniam , res,
&bona jfolvcndo Cabellas, & Pedagia , excepto quam in
. Civitare , Coniitatu , & Diilrifìru Flcrentie Salvo qutd in-
fra Vidualia commeftibilia , videlicet granum , fegale , or»
dpum , fpeldam , venam , fcandellam , 6c miieum ? panicum ,
X 2 ùz.
524 MONUMENTI.
fagginani, ciccra , fabas, moglios , Se clcerclMas , Icnticu-
]as , lupinos , pancni , & fcrinam prcdiftarum rerum prcxi-
me exprcfrarum , ficus , uvas ne ftr£tcs , nucss noftratcs ,
nucelias , amygdalas , ar&ncia , citros , lumias , aves Zc am-
malia commeltibilia , pifces , csrncs , ova , caieum , faiem ,
tonninam , forram , mei , & oleum cxcrahere non pouìnt da
aliqua diftarum Civitatum, Locorum , cv'Terrarum , ce eo-
rum vcl aliciiius eorum D!fl;ri6ta , nifi ca que dcTwrrenc de
extra ipfam Givitatem , & Locum , Se Diftriflum , de quo ,
ve! qua extraherc vellent . Et prò predi^lis vcl aliquo pre-
diftorum in difta Civitate Florentie , vcl cius Diftri£lu ,
nullum ab ipfis Pifanis exigatur Pedagium , vcl Gabella ,
nihilque dìrefte, vel per obliquum nomine alicuius Ga-
belle , Diri£ture , Curatorie , Ripe , vai Modi , Veftigalis ,
vel Porterii , vel nomine feu fub colore cuiufcumque alte-
rius exadionis , vel retentionis prò Pcrfonis , Mercàntiis >
3Beftii"; , aut rebus aliis quibufcumque , exìnde exigatur , &:
quod nihii fiat , vel orainetur aut fieri , vcl ordinari per-
mittatur per diftum Comune Florciitic in frsudcm predi-
étorum ; Ec quod per Comune Florentie , vel fuos Officiales
aut Confulatus , vel aliquam aliam perfonam > vel per a!i-
qucm modum , non pofTìt fieri Lex, five aliud ordinamen-
tum luper Civibus, vel Diflriftuaiibus Flcrentinis , auc
aliis pcrfonis , que, & quod efTct conerà libertatem , & fran-
chifiam fupiadi^am. nec modo aliquo impediri direte , vel
per obliquum iplas Mercantias , vel res , portare , deferrc ,
conducere , vel tenere , oc quod nullus qui emeret de ipiìs
Mercantiis , vel rebus ab aliquo Pilano, vel qui vcndcreC
IVIercantias , vel res alicui Filano , pcdìt cogi , vcl compelli
ed aliquid folvendum Comuni Florentie , auc alii auftori-
rate ipfius Comunis Fiorenti? , nifi prout, & ficut cogì pof-
iet Civis Florentinus prò Mercantiis , Se rebus , quas eme-
rec a Give Fiorentino , & quas vendercc Civis Florentinus
alteri Givi Fiorentino .
Irem quod omnes,& finguli Gives, Se Diflri6lualcs
Florentie poiiìnt , & eis liceat eorum Mercantias , res , &
bonamitterc , & ponere , & mitti,& poni facere in Fun-
dicum , &: Lcgiam Pifani Pcrtus, & eas inde extrahcre ad
eorum liberam vcluntatem , fine Ci>ntradi£tione cuiuTque »
iblvendo Fundecario difti Fundici de immifiione , ^< pro-
miflìone , Oc retenticne , & cn(ìodia fienda ds ipfis Mercan-
tiis
M ONU M ENTI. 325
tiis in di£ì:am Fundacum infrafcriptas Pecunie quanti*/a»
tes , videlicec
Dcqualibec Balla jMerclum Lucenfium, vel Venetarum
Soldos duos .
De qualibct Balla Mercium Florentinarum . Soldiim unum.
De qualibec Balia jMercium Bononienltum . . . Sol. unum „
De qualibec Balla Speriarie, & Cere Sol. unum <,-
De qualibet Balia Pannorum Laneorum . , , . Sol. unum.
De qualìbet Balla Pannolini , Buraccii , Cartarum, & Ra-
mis Soldum unum •
De quolibet Sacchu Guadi . Sol. unum »
De qualibet Balla Verzi Sol. unum .
De qualibec Balla Grane Sol. unum.
De qualibet Bslla Pellicerarie Sol. unum.
De qualibei Balia Variorum Sol. unum ,
De quolibet Falce Coriorum , Bovum, & Coriaminis Dena-
riosfex.
Dequr»libet Torfcello Pannorum Francigenorum Soldum
unum.
De quaìibet Panna diftorum Pannorum .... Sol. unum.
De qualibet Balla Lane Francigene , five de Anglia Sol-
dum unum .
De quolibet Sacchodifte Lane Sol. unum.
De quolibet Fafce Buldronum, & Sacello Lane Barbarcfche
Denarics c8:o .
De quolibet Fafce Stagni Denarics quatuor .
De (jualibet Bilia Verderamis . ... . D^nsrios dodecim ^
De qualibet Balla , five Ruorolo Tclarum Lini Denar. ofto-
De qualibet Balla Acciari , & Ferri Dena-rios trcs .
Dequnlibet Mezaruola Sardellarum, & Barilis Tonnine «
Denarium i-num.
De qualibet Bàlia, five Bogliolo, (Ivc Barili Argenti vivi ,
Denarit^s (ex .
De qualibet Bilia ZaiFrani , . Sol. unum »
De quolibet Barili Saponis Denarics duo,^-.
De qualibet Balla Zaffronis Sol. unum .
De quobbcr Sacco , & Barili aluminis .... Dcnarior, lex •
De quolibet Barili Mellis Denarios quatuor .
De qualibet Brocca Meilis Denarics duos .
De quolibet Cearenario Lamarum Plumbi . . Sol. unum .
De quolibet Fardello Seta . . . . • Soldos ducs.
X 3 D^
2Ì.6 M o N u mentì.
De quolibet Sacco Coronis ", Sci. unum.
De t]uolib?t Centenario Filorum Calci. . . . Soldosduos -
De quoUbec Sacche Stuppc Denarios quatuor .
De qualibet Sporca Picis, Se intelligatur duo Zimbiles Picis
Sporta una , (ì non efi'enc in Sportis . . Denarios ducs •
De quolib t Barili Biacch? Denarios duos ,
De qualibet Balla Garpicarum D^^narios duos .
De alii> vero rebus , Mercibus, £: Mcrcationibus fu-
pra non fpecificatìs ,tollat , &: accipiat diftus Fundacarius
prò Fundacatu quantum fibi ccnvcnicns vidcbitur , habita
confideratione ad ea que toHuntur de fupradiftis fupra
fpecifìcatis .
Item quod Fiorentini de infrafcripcìs Mcrcantiis , &
rebus ^ fi ipfe Mtrcantie, 5: res, ftarent in predifta Infula,
& a menfibus tribus fupra , folvant elapfis diftis tribus men-
(ìbus illud , quod primo in inceptione millìonis folvctinc .
Que res , & Mercancie lune hec , videlicet
Merces Lucenfes.
Merccs Fiorentine .
Merces Bononienfes»
Spctieric , & Cera.
Panni Lani .
Verzi .
Grana .
Varii.
Panni Francijrcni .
Sacchi Lane Francigene , & Anglie-
Zaffranum .
Zafilcre.
Plumbum »
Sera, &
Cafeus.
Ec quod Comune Pifanum teneatur ad diftum Funda-
cum prò Fundacario elJgere , habere , & tenere Perfonam
Lcgalem , & hcneftam , & que fatifdet in Cancellaria Pifani
Comunis cum idoncis Fide iufToribus, de Mercantiis , Sc
rebus falvandis , & cuftodiendis , Se reprehefentandis & de
aliis, ad que tenetur , & teneatur; Et ccmpelli poflìc , &
debeat diftus Fundacarius recipere diftas jMercantias ,&
res quasvoienc Fiorentini conIìgnare,& nonere , feu con-
flngnari , & peni facete in ijpf«giFundacura five Logias, &
MONUMENTI, 327
easteneatur diftus Fundacarius falvare , & cuftodire , oc
contìgnare , & repreheltntare , & eas extrahi permitrero
mircentibus , five iis, prò quibus mida fuerint , & eorum
Faftoribus , & Procuracoribus ad eorum voluntatem . Si
vero aliquis Florentinus vellec fuas Mercantias mittere veB
mitti facere in aliquam aliam Domum prope di£tum Por-
tum , poflìc illud lacere ad fuam voluntatem , folvendo Fun-
dacario predillo illam quanticatenn pecunie , quam fclvere
tenetur , fecundam modum prefentem , & eas ponere in
Fùndsco , vel Logia prediftis.
ftem quod omnes , & llnguli Florentifii , & Diftriftua*
les F lorentie prò omnibus , & de omnibus , & fìngalrs Mer«.
cantiis , & rebus , & bonis quos , & qae deferrenr , & cen-
ducetene , feu deferri , & conduci faccrent ad Civìtatem , &
in Civitatem Pifanam tam per Terram, quam per Mare,
vel alias aquas > lub nomine cuiufcumque alcerius , quam
Fiorentini ; prò fua fecuritate , vel etiam fua voluntate fic
immunis , exemptus , & liber ipfe Flcrentinus , & Sncietas
Mercatorum F!orentinorum , & etiam Forefterius vel non
Fiorentinus , fub cuius nomine did:e Mercanrie , res ;, & bo«
na Florentinorura , ve! Societatis Mercatorum Fiorentino-
rum delate , vel conduéte efTent , ab omni folucione Peda-
g'ii,vel Gabelle , & aiiorum que in fuprafcripto Capitulo
de Immuriitate , & Franchida Fiorentinorwm plenius con-
tinetur , pco ipfis Mercantiis , 8i rebus , perinde ac il ipfasr'
Mercantias , 8c res , & bona dcferrent , & conducerent , &
deferri , & conduci facerent fub nomine iplìus Fiorentini »
6z Diftriftuaiis Fiorentini . Et ad prcbandum quod difte
Alercantie , vel res fint talis Fiorentini , vel eius Di(lri£lua'
Vis Florentie, vel alrerius Sccietatis Mercatorur.i Fiorenti»
norum , quod ipfe, vel eius Procurator, vel Factor dicereC
eas effe alicuius Fiorentini , vel Diftriftualis Florentie , vel
Societatis Pvlcrcacorum Florentinorum , & deferri , & con-
duci fc'cifTe fab nomine alterius prò fua , feu iplìus Floren*
tini, vel Didri^tualis Florentie , vel Societatis Mercatorum
Fior enti ncrum fecuritate , vel voluntate , fufficiat , oc ere»
darur , Se ftctiu- facramento di£ri talis Fiorentini , vei Diftri»
ftualis Florentie, Faéloris , vel Procuratoris , cumTefti-
monio de confcientia vel credulitate duorum Mercatorum
Florentinorum , qui fint de aliqua infrafcriptarum Società»
tum, videlicec Bardorum, Peruzzorum , Acciaialorum,
X 4 Al-
328
M O N U M -£ N T I >
Albizzorum , Toiofingorum , Alazzettorum ,^Guidalotto*
rum , Rondinellorum , Cennis Nardi , Ricciardi de Ricciis,
& Socìorum , Biliotrorum , Corrmorum , Cionis , Faicc nis ,
Bcnsiuti . Rinuccini . Banchelli del Buono , Pugii lacobi ,
Vannis Manetti , Ramaglianrorum , Barcoli Ri.duiplii , & •
Sociorum Fccinì Rudullì , & Socìorum Vannis Antinoris,
Pugii Amadoris , Sz Sociorum , Capp' nis , Rccchn , & So-
cìorum , cligendorum a ludice, vcl Officiali Gabelle Pifane
Civitaiis. diccntium cum iuramcnro eorum confcientia ,
ve! credulitate ipfas Mercantias, ce res , efie taìis Fioren-
tini , vel Socictacis, quod ipfe » vcl eins Prc curator , vel
Fa£ì:<»r dicerct ad ipfum Florenùnum , vcl Societatcm per-
tinere. Si aiitem diTcì Mercarores dicerenc fc credere»
difta-s Mercantias , & rcs non eiTe di£ì:i Flcrenrini , & Socie-
taria , tunc ralis Florentmus fub cuius nomine ta:es Mer-
cantie vel res reduce effcnt , compelìi poflìt ad folutioRcm
CnbeLle , 8c di£lus Fiorentinus, qui fic iurafTet , & dixiffec
fu^-; effe, vel fue Societatis , puniatur prò d.fraudationc
C«beile , ut infra in Capitulo de Fraudatione Gabelle con-
tinerur . Si vero di£ui duo Mercatores dicerent ie credere
partem aliquam ipfarum Mercantiarum , & rerum , quas
di£lus Fiorentinus , ve! Diftriilualis Fiorentinus , vel cius
Procuracor vel Fsflor lurafTcnt tde Fiorentini , vcl fue So^
cietaris , effe di£):i Forefterii , vel aìrerius , quam Fiorenti-
ni , Se partcm ipfarum effe ralis Fiorentini , vel lus Societa-
tis ; eo cafu calis Forederius ccmpelli pofiìc ad folationem
Cabelle prò di£l:.i parte ad diftum Fcrcfterium , vel aliuci .
quam Fiorentinum pertinente . Er Fiorentinus qui iuraffec ^
puniatur prò ftaudatione Ca'bplle ut di^lum eft . Si vero di-
£V; Mercatores dicerent fc ncfcire vcl alio modo , quam ut
fupradiftum e(ì- , tunc di£lus Iud?x poflìt ,Zc teneaturre-
cipere alios de Pvlercaroribus di«f^arum Sccietarum, dcnec
inveniannir duo, qui dicant eorum iuramenro fé crederò
di<n;as Mercantias , vel res effe ralis Florenrini , vel Soce-
tatis Florentincrum , vel (jui dicane fé credere tale: Mer-
caitias , vel res non effe talis Fiorentini , vel Societatis
Florentinnrum . Et ubi non invenirctur dtftus numerus de-
poncntiumut diftum ed, tunc il talis Fiorentinus vellet
preducere duos de Mercaroribus de aliqua , vel aliquibus
diftarum Societatum . pofllc facete . Et fi per eos prcbetuc
de credulicate ut digiuni eft, diftas Mercantias effe tali^
Fio-
M ONU M E N TI, 32^
Flofentini, vel Sociecatis Florentinorum ut di£ìr.me{l5
tync diftus Forcfterius non cogarur ad folr.tionem Gabelle,
ftjd perinde fic , ac Ci delate, vel condurle cfTent fub nomino
Florentinorum ; Si vero per ipfos duos Mercatores prò par-
te produftos, ut d ftam ed, non prcbaretur faltem de cre-
dulitste di^las Mcrcantias , & res elTi? Fiorentini , vel So-
cietaris Florentinorum , co cafu Forefterius compelli pofllc
ad folutionem Gabelle prò Mercantiis, vel parte Mercan»
tiarum , de quibus fdiSla non effet ^obatio . Et Florcnrinus
qui iurafTct puniatur prò fraudatione Gabelle ut di^um eft ,
& quod difta predii^orum tcftium debeanc oftendi , & pu»
blicari Sindico Comunis Fi'orentie mcraturo Pifis , de quo
Smdico infra fìt mentin .
Hoc etiam intellcviro in prefenti Capitulo, quod fi In*
veniretur, quod taiis Fiorentinus, vel Diftriftuaiis F]cren«»
tie, auc Societas Mercatorum Florentinorum , qui, feu quo
conducerec , vel deferret , feu conduci » vel deferri facerec
diftas Mercantias , vel res in Civitatem Pifanam , vel eiua
Diftridum .perTorram , vel per Mare ,vel alias aquasfub
nomine alicuiu» Fo'efterii, feu lub nomine alicuius alte-
riusquam Fiorentini ,ur diftum cft ,recepifrer aliquam pe*
cunie quantiratem nomine Cambìi , vel alio nomine fupec
diftis Mercantiis, velrebus ,.vel parte ipfarum , & non ha-
berer de fuo proprio valenriam quantitat s pecunie Mutui »
vel Cambii , feu quanritatis pecunie recepte iuper di£tÌ9
Mercantiis , & rebus , de quo ftetur d'£le probationi , quod
junc muruans , ve! Gambium dans . feu pecuniam fub alio
romine dans di£Vo Fiorentino, vel Societati Florentincrum ,
fuper ipfis Mercantiis ,8: rebus fo'vere compellancur Ca-
beilam prò quantirate pecunie Mutui , vel Cambii , vel alio
nomine d&tc ; Et taiis Florentinus , vel Societas Fiorentino-
rum recipiens fuper ipfis Mercantiis , & rebus , ut diftucì
eft , puniatur prò fraudatione Gabelle fraudate . Si vero ta-
iis FU rentinus , vel Diftri£lualb Florentie , aut Societas
Alercatcrum Florentinorum liaberet , vel inveniretur pec
di£>am probationem , feu raodum prebandi , habere de fuo
proprio valentiam quantitaris Mutui, vel Cambii, vel
quanritatis recepte fuper ipfis Mercantiis , Se rebus , quod
tunc mutuans vel Gambium dans, feu pecuniam* fub alio
nomine dans difto Fiorentino , feu Societati Fiorentino-
rum , fuper ipfis Mercantiis , k rebus folyere non compei*
latuc
330 MONUMENTI,
laturaliqiiani Cabellam prò quantitato Mutui ,^'el Cambii,
vel pecunie alio modo date lupcr ipds Mercantiis , & re-
fcus . Sevi (It ipfe Qins pecuniam , & Florencinus recipiens
immunis , & iibor prò ipfa pecunia , & jMcrcantiis , & re-
bus ab omni Gabella fcu preftatione , ut fupra in Capituio
de Immunitate , éc Franchilia Florencinorum continetur .
Itcm quod fi aliquis de Civitare , vel D;ftri£tu Florcn-
tle aceufaretur , vel denuntiarecur , vel centra cum pro-
cederetur per Inquifitioiiern vel alio modo , coram ludico ,
leu per ludicem Gabelle, Poteftatem> Gapitaaeum , ve!
alium Officìalem Pifani Comunis prò co » quia diceretur
fraudare Gabeilam , vel quofcumque readicus Pifani Comu-
nis , feu debitos Comuni Pifano de jMercanriis , feu prò
Mercantiis , vel rebus aliis , vel in Csbellis , vel redditibus,
auc aliis quibufcumque perceptionibus, vel exaftionibus,
de quibus fit mencio in fpecie , vel genere in fuperiori Gi-
pituloloquente de Immunitate , oc Franchifia Fiorentino-
rum , debeant ipll Fiorentini, & Diftriftuales Florentie
trattari per ipfos ludices , Reftores ,& OfHciales miferi-
corditcr , & benigne ; & quod difti ludices, Reftores & Of-
ficiales teneantur ab ipfisFlorencinis recipere FideiulFores
competentes de ludicio , & ludicato folvendo , ut moris eft »
in Guriis Maleiìciqrum Pifane Civitatis , Ce eos vel aliquem
eorum , pteftita di£ba Fideiuflione , perfonaliter non deci-
nere , nec eos , vel aliquem eorum pofllnt ponete ad aliqua
tormenta, ratione , vel occafione , vel pretextu alicuius
proce^Tus , vel probationis , vel ludiciorum , que proptcrea
fierent ,vel habcrcncur vel efTent contra diOrosFlorentinos,
nifi prius habita exprefìa, Scrpeciali licentia Dominoruni
Anthianorum Pifani Comunis , vel decem ex diftis Anthia-
nis iti concordia patente per publicum Inftrumentum , vcl
per folitam Apodixam , leu Dollcftam diftorum Domino-
rum Anthianorum fìgillaum folìto eorum Sigillo, 6c fub-
Icriptam manu Notfarii , iz Scribc ipforum Dominorum
Anthianorum Pifani Comunis *, & quod contra rcoeitos
culpabiles de prsdiftis procedere non poitit ad aiiquara pe-
n^.m perfonalem , vcl corporalem nec eos , vel aliquem eo-
rum condernnarc , vel punire pena perfonali, vel corporali,
i^d folum ad peaain prenunciatam , videlicet , condcmnare
quemlibet rcperrum culpabilem , & fraudatorem Gabelle
ir» (juarixiute Gabelle , que inveniretur debcre folvere ra*
tio-
MONUMENTI. 331
tionsbiilter cum duodecim Denariis prò quolibet Denario
fraudato
Et e converfo idem fcrvetiir per omnia in Civirate Fio»
rentie Pifanis Civibiis , & Di(Vriftaalibus Pifanis per Refto-
res , ludices , & Officiaies did:c Civitatis Fiorentie. Et
quod non pofìint aliquem Civem , vel Diftriftualem Pifa-
num ponete ad Tormenta , nifi prms habica Ipeciali Iicencia
Dominorum Priorum Artium , & luftitie Civitatis Fioren-
tie, vel fex ex eis in concordia patente per publicum In-
ftrumentiim ,vel lolitam A podi x^iin Dominorum Priorum,
& Vexiiliferi lulìitie , llgillatam Ibliro lìgilio .
Icem quod Fiorentini in Csufis , & Litibus perComune
Pifanum , & eiusRefttres ,& Officiafcs traftentur gratiofe
iz benigne , videlicer in Caufis , Licibus , & queftionibus 9
& eoram exequutionibus Fiorentini habeant iila beneficia *
auxiiia , & privilegia , que habent quicumque alii Fore-
llerii in Civitare Pil'arum , & que habent Cives Pjfani in
ipfa Civitate Pifarum . Et e converfo quod Pifsni in Gau-
fis , & Litibus per Comune Fiorentie , & eius Re£^ores , &
Officiales traftentar gratiofe , & benigne , videlicet , quoJ
in Caufis , Litibus , & queftionibus , & earum exequutioni-
bus Pifani habeanr iila beneficia , auxiiia, Se privilegia, que
habent quicumque alii Forefterii in Civitate Fiorentie , &
eciam que habent Cives Fiorentini in ipfa Civìtate FIoren«
eie , & que habeant locum in obligationibus ,& negotiis de
cetero contrahendis . Et hec que dicuntur in prefenri Ca«
pitulo non intelligantur in publicis ufurariis Florentinìs te-
nentibus in Civitate , Comitatu , vel Diftriftu Piiarum , vel
in publicis ufurariis Pifanis tenentibus in Civitate , Comi-
tatu , vel Diftriftu Fiorentie publicam Apothecam ad ufu-
ras excrcendas .
Item quod fi in aliquo cafu dubitaretur, vel referretur
queftio utrum aliquis qui fé diceret , vel diceretur effe de
Civitate, Comitatu, vel Diftrifta Fiorentie , fufficiat , &
prò piena probatione habeatur quod fit Florentinus . & de»
Civitate , Com tatù , vel Diftriftu Fiorentie fi oftenderic
Literas Dominorum Priorum Artium , & Vexilliferi lufti-
eie Civitatis Fiorentie figillatas , Sigillo Comunis Fl<^reii-
tie , vel Literas Officialis , & quinque Confiliariorum Mer-
canzie Civitatis Fiorentie , figillatas Sigillo difte Univerfi-
tacis M^^rcacorum , continentes , qued di^us cali; fic de Ci«
vi«
3 3?. M .O N l; M E K T I.
vìtat**t Comifatu , vel DIftriftu Florentie , 6t c^ntlnentcs
quod in Civitare , Comitatu , vel Diftri£la Florentie lubeat
onera & faciat faftiones difte Civitaris ; tjuas Literas pro'
ducere poflìc , & ei Tufficiat infra viginti dies , poftquam
di6ra qucftio utrum fic de Civitate, Comicatu , vel Diftriélii
Florentie , vel non , mota fueric . Et in cafu , quo aliqui";
qui le affé ter et Florcntinum , &: aHerat fé venire de alii?
partibus quam de Florencia ad Civitatcm Pifarum , non ha-
berer aliquam dittarum Literarum , jjuod dcbcat iurare i'<^
effe Florentinuni , & inducere duos Mercatores Flcrcnti-
nos , qui cum iuramento , eorum confcientia , vel creduli-
tate , dicant talem effeFlorentinum ; & bis faftis expedia-
tur» dummodo prcmirtac prefentare aliquam diftarura Li-
terarum infra quindccim dies cune proxime venturos , veì
11 vellet dilFerre expeditionem fuam , & diceret fé velie
prefentare aliquam diftarum Literarum , poflìc illud facere
infra viginti dies proxime venturos , alioquin non habeatur
prò Fiorentino , vel Diftri£^uali Civitatis Florentie -, &
quod fa£Va femel fide per alceram diftarum Literarum fuffi-
ciat ; & ulterias talis probatio vel iìdes non requiratur .
Et e convcrfo , (1 in aliquo cafu dubicaretur , vel refer-
retur queftio utrum aliquis , qui fé d ceret , vel diceretuc
effe Pifanum, fufficìat,& prò piena prcbatione habeatur
quod fit Pifanus , fi oftenderit Literas Dominorum Antia-
norum Pifane Civitatis figillatas Sigillo Comunis Pifarum ,
continentes quod talis fic Pifanus , Se contiaentes quod in
Civitate , Comifatu , vel Diftrifiu Pifarum fubeat onera , &
faciat faftlones dicle Civitatis , quas Literas producere poi"'
lìt ,& ei f ufficiar infra viginti dies poftquam di6ta queftio
utrum fit Pifanus vel non , ei nota fueric , Et in quo cafu
aliquis fé aOcreret Pifanus , Se affereret venire de aliis par-
tibus quam de Pjlanisad Civiratem Florentie , &: non habe-
ret di6Ìas Literas . quod debeat iurare fé effe Pifanum . Et
his faclis cxpediatur, dummodo prnnuttat prefentare diflas
T.itcras infra quindecim diem , turìc proxime venturos-, vci
fi vellet differre expeditionem fuam , Ec diceret fé velie
prefentare diftas Literas , poHìt iilud facere infra viginti
dies tunc proxime fequuturos , alirquin non habeatur prò
Filano , vel Difìriftuali Civit?tis Piiarum; Si quod facla fe-
mel ^de per di£las Literas fulHciat i & ulterius talis proba-
CÌq , vel fidcs non requiratur .
Itcnv
M ONU M ENTI. 333
Itcm qx3od de qualibet Apodixa fic-nda Florentinis in
Civitatc Pirarum toliantur ad plus Denarii Tex ; & de quali-
ber rcgiflratura difbsrum Licerarum rollantur Denarii duo-
ciecim 5 & non plus . Et e convcrfo idem iervetur Pifanis in
Civìrare Flor^ntie*.
Item quod liccar , Jc Ivcitum (ìt Florentinis in Civirate
PifafuiTì , & eius Comitatu, & Diftriftu vendere Vinum ad
rninutum , dumint do folvatur Gabella , que folvecur a Ci-
vibu^ ,qui vendcrenc Vinum ad rninutum prò venditione
Vini ad minutum . Et e converfo liceat , & licitum fic Pifa-
nis in Civirate Fiorentie & eius€omiraiu, Se Diftriftu ven-
dere Viaum ad minutum, dummodo folvant Cabellam , que
folvetur a Civibus , qui vcnderenc Vinum ad minutum »
prò venditione Vini ad minutum .
Icem quod liceat ,& licitum fit Comuni Fiorentie te-
nere ,& effe , 8c morari facere in Civitate Pifarum quem-
dam Sindicum , qui nominetur Sindicus , vel O.lìcialis , qui
defendat Florentinos in Curiis Comunis Pifani, & procuret
coram Dominis Antiiianis , & Poceftate , &: Capicaneo , &
aliisOfficialibus Piiani Comunis , quod Immunitas, &c Fran-
chifia confervetur Florentinis, & quod eis non fiat iniurìa
vel iniuftitia. Et e converfo liceat ,& licitum fit Comuni
Pifano tenere , ^ effe, 3c morari facere in Civitate Fioren-
tie quemdam Sindicum , qui nominetur Sindicus , vel OìH-
cialis , qui defendat Pifanos in Curiis Comunis Fiorentie ,
& procuret coram Dominis Prioribus , 8z Foteftate , & Ca-
pitaneo , & aliis Officialibus Comunis Fiorentie > quod Im-
munitas , & Franchifia confervetur Pifanis , & quod eis noa
fìat iniuria , vel iniuliitia •
De Predi ìs Refiltuendis .
Icem I quod diftum Comune Pifarum teneatur , & de-
beat omnibus, qui fint de diftis Civitatibus, Terris , &
Locis , Comitibus , v^ Nobilibus in iìanc Pncem , & centra-
dum venientibus , fcu concordantibus , & earum , & eo-
rum Comitatu , & Diftriftu , libere reftituere Predia , Do-
mos , poffefiìones , res , & ea que ipfi tenebant & pofftde-
bant , vel quafì , tempore adventus Ludovici oiim Bavarie
Ducis in ìtaliam , que effent apud ipfum Comune Pifanum
infra m^nfcni a die peùjc rcfticuùoni? t Ec de aliis » qu9
non
334 MONUMENTI.
non efTentapud diftum Comune Pifanum tene§tur facere
lus fummarium centra pofiìdentes , vcl quafi ; ita quod iura
quefica tempore Guerre nonoblìnt,nec aliqua prelcriptio,
que fuerit inchoata , vel completa tempore , quo ilie , cu-
ìus erat pofTeflìo , vel lus , non potuiffet profequilus luum
prepter Guerram , vcl Rcbellionem .
Et e converfo d:^» Comunig , Civitates , Terre , & Lo-
ca ,& Nobiles, & alii in hanc Pacem,& contraftum ve-
nienres reneantur, & debeanc omnibus , qui funt de difla
Civitare Pilana , & eius Comitam , & Diftnflu libere refti-
tuere Predia , Domos , & pofleffioncs , £: iura eorum . Se C3
que ipd tenebant , & poflìdebant, vel quafì , tempore ad-
ventus Lodovici in Italiam , que eficnt apud difta Gomu-
nia , Civitates , Terras , Comites , & Ntbiies , vel aliquem
eorum , infra menfem a die petite reftirutionis . Et de aJiis
que non efTent apud d fVa Corounia Civitates , Terras , Co-
mites , & Nobilcs, vel aliquem eorum , tencancur facere
lus lummarium contta pofTidentes vel quafi . Ita quod iura
quefita tempore guerre non obfint, nec aliqua prcfcriptio
que fuerit inch-ata vel completa tempore , quo ille cuius
efTet podelTìo vei lus , non potuiflfct profequi lus fuum pro-
pterGuerram,velR bellionem.
Item a<!ilum fuit inrer Ambaxiatores , & Sindicos difto-
rum CcmuniuraPifarum , &Fiorcntie quod podìnt & de-
beant providcre , quod Civcs leu Ir.cole Civitatis Pifanc ,
omnes Pcpulares, Arrifices,& Mercatores , nec non jMa-
gnates ,excepto Ugolino quondam Botterii de Sanclo jVIì-
mate , qui rebamaiancur ; qui funt origine prepria , vcl
paternade Terra Prati, vel eius Jiftriftu; de Terra S Mi-
fiiatis, vel eius Diftriftu ; & de Caftris Fuceccliii , S'anOie
Crucis, & Caftri Franchi , & Montiftopcri , vel alicuius
eorum , rebamniantur , & reftituantur eis eorum bona , &
eorum Familie podìnt redire ad propria; Et quod prediali
f.c rebamnicndi de qualibet diftarum Terrarum , & Caftro-
ri!m , lìnt il'i , & in co numero prout videbitur Comuni
Florcntie , Et quod fi aliquod ditfcorum Ccmtinium , 8c Cp:-
ftrorum non fer»^arct »llud , quod fuper iis providebitur ,&
declarabitur per Comune Florentie providere , & declarEre
«trum difta Psx fit fervanda per Comune Pifanum difto
Comuni, Terre , & Caftro non fervanti predica , vcl non
ftx fervinda, & quod Comune Florentie inde dixerit de-
beac obfcrvarì . Itctn
M O N U M E N T 1. 335
Icem quocl in aliqu^bus CauGs , Litibus , & queftioni»
bus , que moverencur, vel eiTent interaliqua Ccmunia, vel
lingulares Perfonas vehientia ,& comprehenfa , & venien-
tes , & comprehenfos in prefentem Pace:r> , & contraftum ,
quommcdocuir.que , & ubicnmque , non pofiìc opponi ali-
quaprivacio , vel fententia damnationis , vel pnvationis,
aut alia fententia facta, vel data per Imperatorem quon-
dam Henricum .
Iccm quod Cornane Pifanum tencatur , & debeat exi»
mere, & ìibcrare Comites de Montecucchari deBamnis,
& condemnationibus , & proceflibus , datis , & faftis contra
CCS per di ftum Comune Pifanum vel eius Officiales , libe»
re , line aliquibus expenfis, infra unum menfem a die fir-
mate Pacis ; & ex nunc cxempti , & liberati effe intelligan-
tur, & fint benefìcio prefentis Pacis , & refticuere eis eo-
rum bona excantia , que eflent apud Comune Pifanum infra
unum menfem , a die firmate Pacis , & petite reftitutionis .
De aliis vero fiat eis lus fummanum contra polfidentes ; ita
quod lura quefita tempore guerre non obfint.
Item quod diftum Comune Pifanum teneatur , & de-
beat eximere , & liberare heredes ludicis Galluri , Heredcs
Comitis Ugolini , Ccmitis Anfelmi , & Comitis de Biferno ,
de omnibus bamnis , & condemnationibus, & proceflìbus
contra eos , vel aliquem eorum fub quocumque nomme »
vel tenore verborum datis , vel faflrìs per Comune Pifanum,
vel eius Ofiìciales, lìbere fine aliquibus expenfis, & ex
nunc liberati ,& cxempti effe inteliigantur , & fintexbe»
r.eficio prefentis Pacis, & reftituere eis , & cuilibet eo»
rum ipforum bona, & lura extantia , que funt apud Comune
Pifanum infra unum menfem a dio petite reftitutionis . De
aliis vero fiat eis lus fammarium contra PofildentCS i ita
quod lura quefita tempore guerre non cbfint .
De Comuni Montiftoporì .
Item quod Comune Pifanum teneatur , & debeat Co-
mune Montiftopori , & fingulares Homines , & Perfonas
ipfius Comunis , qui non fint origine propria , vel paterna
de Civitate , Comitatu , vel Diftri£tu Pifano, rebamnire ,
& liberare ab omnibus , & de omnibus bamnis & condemna-
tionibus , proceflìbus , datis & ^uibufcuraque impofitioni-
3 36 MONUMENTI.
bus , fine folutione aliqua ; & ex mine liheratt, & cxempti
cfle intelliganrur » & fint ex beneficio prefentis Pacis, &
xeftituere eis ,& cuilibet corum bona eorum cxtantia ,iUa
in Civirate , Ccmitatu , & Diftriftu Pifano , que funt apud
ipfum Comune Pifanum infra menfem a die petite relii-
tutionis. De aliis vero , centra poflìdenres , vcl debentes
faccre Iusrummarium,et e converiò, Comune Montiftopc-
ri Comuni Pifano eadem facere icncatur \ & quod Rcprefa-
3ic hinc inde concefFe , & cbligationes proptcrca fcouute ,
ilnt fufpenfe ,ut in Capitulo de fulpenfione Rcpreìaliaruin
continetur ; & qucd fi Civiras Pilana in Comuni , & per
ipfam Civicatem moveret Guerram Comuni Montiftopcri »
eo exiflente ad mandata Comunis Florentie , quod tunc in-
teiligatur ipfum Ccmuiie Pifanum venilTe conerà Pacem
Comunis Florentic.
Pax ctim Comuni Vuìterrarum ,
Predirti Dnminus Lemnus , Dominus Albifus , Ser la-
cobus , & Ser Buonus Sindjcì Comunis Pifani , Sindacatus
nomine prò ipfo Comuni Pifano ex parte una , & difli Do-
mini Belforte, & Bonafidanfa Sindici Comunis Civitatis
Vuìterrarum .Sindacatus nomine prò difto Comuni Civi»
tatis Vuìterrarum ex parte altera , fecerunt Inter fé Pacem
cum gcnecalibusCspitulisfnpradiftis cum infrafcripcispro*
teftarionibus videlicet , quod prediali Smdici Pifani Comu*
nis prcteftiti fuerunt , quod faivum , & refervatum fit ipfi
Comuni Pifano cmne lus , fi quod ipfum Comune Pifanum
habet in Villa deCeddri, & quod per prcfentem Pacem
ìpfi lurf non intelligarur , ncc fit renunciatum -, cui prote-
Itationi , & rcfcrvationi difti Sindici Comunis Vuìterrarum
refpondendo neg:ìverunt diftum Comune Pifanum habere
lus in difta Villa de Ceddri , & proteftari fuerunt nomine
difti Comunis Vuìterrarum , quf d propter di^lam proteOa-
cionem faftam per Sindicos Pifani Comunis nullum lus que»
ratur , vel quefitum efie intelligatur ipfi Pifano Comuni la
difta Villa deCeddri.
Pax cum Comuni Majfe ,
Prcdi£li Dominus Lemnus» Dominus Albifus, Ser la*
CCb'J3|
MONUMENTI, 337
cohus , Se Scr Buonus Sindici , & Prccuratores Ccmunis Pi-
fani , Sindacatus , & Procui-atorio nomine prò \pìv Comuni
Pifann ex una parte ; & predici Bonifatius , oc Beir nardinus
Sindici, & Procuraror s Ctmunis MófT? , Smdacarus, &
Procuratcrio nomine prò dj£lo Comuni , 8c PopuU Civiraris
Mafle ex altera parte , fecerunt inter le Pacem , & remidìo-
nem , ut fupra in princìpio plenius cuncinetur , cum gene-
ralibus Paftis ,& Capitulis fupriilcripns . Sdivo quod per
prefenrem Pacem non incelligacur Cv-mune Marte obliga-
tum ad reiritutionem faciendam de Caftro Gaviirrano , nec
aliqua eius parte » fcd remaneant iura utriufque Partis , (i
qua cuiquc compecerent , illefa , ficut eranc ante prefen*-
tem Pacem .
Item quod bona immobilia extantia Civium , & Diftri-
ftualium Civitatis Maffe , feu que Cives , & Difttiftuales
MafTe polTidebant , (ita in Comitatu , & Diftnftu Civitatis
Pifane , que capta , Teuaccepta fuere a decem annis prcxi-
me preteriris , citra . vei infra terminum . & tempus per
Gentilem olim Corfini Gufi , & filios olìm Dini Gufi , vel
aliqi'Cm eorum , feu per alium ec rum nomine , vigore , vel
occafione , leu preteftu R.prefaliarum . feu licentie ipfa-
rum Reprefaliarum dandi,vel reprehendendi, ve] capiendi,
feu accipiendi datarum , & concefiarum per Comune Pifa-
num,vel ipfius Pifani Comunis Reftores , vel Officiaies»
libere reftitua .tur ,& diftuOTComune Pifanum libere re-
ftitui faciat infra unum menfem a die prefentis Pacis fir-
mar-^, &petite reftitutionis illis Civibns , & Diftri£ì:ua)ibus
Civitatis Mafie , qui ea poflldebanc tempore quo feccepta
fuerunt per diftum Gentilem , & filios oiim diftì Dini , auc
ecrum heredum , di£ta occafione Et quod diftum Comune
Civitatis Mafie teneatur , & debeat prefatos Gentilem ,
& filios olim Dini liberare ,& eximere de omnibus , 6c ab
omnibus bamnis , & condemnationibus, datiis 1 impolitis ,
Se colleftis eis , vel alieni eorum , feu contra eos , vel ali-
quem ce rum , vel eorum bona ufque in prefentem diem
per diftum Conaune Mafie, vel eius auJioritate , feu per
ipfius Comunis Mafie Reftores , vel Ofiiciales datis vel fa-
£Ì:is , & liberati • & excmpti effe intclligantur , & fint bene-
ficio prefentis Pacis , Et quod de ipfis bamnis , & condemna*
tiombus, datiis , colUftis , & impofitis poflint ,& debeant
libere cancellaci abfque aliqua foluùonei veloaero cxpen-
Tomo XIL Y fa-
338 MONUMENTI.
farum de qulbufcumque aftis , & libris , in quibus di^a
bamna , condemnationes, datia , & collefVa Icripta rcpe-
rirentur . Et eis reiHtuere , &: rcftitui facete omnia co-
rum bona immobiiia excantia , capta per Comune Madb ,
vel aliam quàmcumque perfonam a deccm annis cicra >
que non erfent per ipfum Gentilem , & di£los filios oìinl
Dlni , vel aiiquem eorum Icgitime ahenata . Salvo prin-
cipali iure, iingularibus Perfonis de di*^a Civit?'te Maf«
fé , & eius Comitaru, Se Diftriftu , contra U16I05 Genti lem ,
& filios olim Dini -, & falvo fuprafcripcis Gentili , & fiiiis
olim Dini principali iure contra perfonas difte Civitatis
Ma(re,&eiusDiftriaiis.
Ircm quod Reprefalie , & obligationes fa^e occafione
Reprefaliarum fintfulpenfe, & de eis fiat, ut fupra in Ga-
pitulo loquente de fufpenfione Reprefaliarum plenius con-
tinctur , tam de tempore , quam aliis . '
Item convenerunr Sindici Pifani Comuni*; , 5c Sindìci
Comunis MafTe fupradifti , quod inter Cives Civitatis Pila-
rum , vel inter Cives Civitatis MafTe non intelligantur No-
biles de Tcdinis de Malfa , vel aìiquis eorum , in aliqu*
cafu in prefentem Pacem , venientes .
Infuper fupradifti Sindici Pifani Comunis prcteftatì
fuerunt , quod falvum & refervatum fitipfi Comuni Pffano
omnelus, fi quod ipfum Comune Pifanum habet in Terra
de Mafia , vel eius Diftriftu ; & quod per prefentem Pacem
ipfi luri non intelligatur , nec fit renuntiatum ; cui prote-
ftationi, ^z refervationi difti Sindici Comunis Mafie nega-
verunt diftum Comune Pifanum habere lus in difta Civita-
te Mafi^e , vel eius Difi:riftu ; & proteftati fuerunt nomine
difte Civitatis , & Comunis Mafie , quod propter prediftam
proteftacionem faftam per Sindicos Pifani Comunis nulium
lus qucratur , vel quefitum efiTe intelligatur ipfi Comuni
Pifano in difta Civitate Mafi*e , vel eius Diftriflu , ratione
alicuius promifllonis, liberationis , & prefcriptionis , privi-
legiì» confiietudìnis , vel defentionis cuiufcumque . Ita
quod per predi^^ non intelligatur fafta eiTe interruptio ali-
cuius prefcriptionis, vel lefio , feu renuntiatio alicuius lu-
ris competentis ipfi Comuni Mafie ; qui Sindici Pifani Co-
munis refpondendo negavefunt Comune Mafi^e habere ali-
quod lus contra Combine Pifanum , vel in eius Diftriftu .
De
MONUMENTI. 53^
De fadi9 Coralli .
Item <5Uod Corallus quondam Ubaldì de Upethinghìj,
«[uì moratur in Montiftopari , & eius fiiii , Se Lapus Filippi
de Ferculo de eadem domo ,& Lapus ,& Colus Gini quon-
dam Gerii de eadem domo , d.bcanc rebamniri , & libarari a
Comuni Pifano de omnibus bamnis , & condemnatìonibus »
datiis, & coUeftis, & impolìtis , & ex nunc rebamniti ,& li-
berati effe intelligantur , & (Int , beneficio prefentis Pacis ;
& quodde maleiìciis prediftis per eos, vel aliquem eorum
commiflìs non pofTinc moleftari ; & quod bona eorum immo-
bilia extantia apud Comune Pifanum debeanc eisreftitui;
in qujbus non intelligantur alique Fortelirie , vel lurifdi-
ftiones . De illis verobonis immobilibus , ^ eorum extan-
tibus apud fingulares Perfonas , fiat eis lus lummarium pec
Comune Pifanum , & eius Diftriftuales .
"Di Panttocchienjibus,
Prcdìftì Dominus Lemnus , Dominus Albifus , Ser la-
cobus,& Ser Buonus Sindici Pifani Comunis , Sindacatus
nomine pco Comuni Pifano ex una parte . & prefati Domi-
nus Simon , Dominus Forefe , Donatus , & Taldus Sindici
Comunis Florentie , geilorio nomine prò Ncbilibbs de Pan-
nocchienfibus , & prò eorum fidelibus , fubditis , Z< cenfua-
libus ex altera parte , fecerunt Pacem , 6f remiflìonem , ut
fupra continetur cum generalibus Pa£tis , & CapituUs fuis •
Pax cum Co muffi Pi fiorii .
Predifti Dominus Lemnus, Dominus Albifus, Ser la-
cobus , & Ser Buonus Sindaci Pifani Comunis , Sindacatus
nomine prò difto Comuni Pifano ex una parte, & prediali
Dominus Veglius ,& Corradus Sindici Comunis Piftorii ,
Sindacatus nomine prò difto Comuni Piftorii ex parte alte-
ra , fecerunt Pacem , oc remifiìonem , ut fupra , cum Paftis ,
8c Capitulis generalibus fuprafcriptis , & etiam cum infra-
fcriptis videlicet.
Quod diftum Comune Civitatis Piftorii teneatur , &
debeat rebamnire , & liberare ab omnibus bamnis , condem-
y 2 na-
34^ M .0 N U }.l E N T J.
natìonibus , datis,& impoP.r's ufouc in diem^rcfcnrls Pa-
cis ,& fcntentiis , & proccfllbiis cjuibufònmque , omnes de
Civitate Pifaiia , oc cius IJiiiriftu de omncs , quorum origi-
ne propria, vcl paterna fuifTcnC de Civirate Pifìrorii, veì
ciiis DiTcii£lu, qui cfl'cnt ad mandata Comunis Piiani , Se
cifdem reftituerc ctnnia coruni bor.a, cxccptis illis de domo
Tcdiciorum , in quibaspredi^ftà nuilo modo locum pedine
habere .
De* Ratìficatìone httius Pacìs .
Ttem {lÀtucrunt , éc cxptefTe ordinaverunt Inter fé ad
invicem , fupradifti omncs , qui fupradiiSta , vel aliquod eo-
riim geftorio nomine fecerunr , & compofuerunc , ut fiipra
dicitur , quod predi6ti Nobiles , & alii omnes , prò quibus
jzeftorio nomine a£lam eli , ut lupra dicitur , debeanc hanc
Paccm , & hunc contradum ratificare , Se approbare folem-
nirer , & fuiiìcicnter in omnibus , & per omnia , ut fupra
ictipta funr, & getta geflorlo nomine prò eis; & ipfam rati-
fìcatìoncni , & approbationcm in fcrmam publicam cxhibe-
re, vcl exhiberi facere infra duos menles a die huius iuratc,
& firmate PacÌ5, Do:ninisAnìhianisPiraniPopuli,& prò illis
NobilibusSc aliis, prò quibus geftorio nomine agitur,uc
difVum eft , qui diftam latificationem , & cxhibitioncm fe-
cerinCjUt lupra dicitur , vaieac& robur firmicatis obtineant
prefens Pax , & omnia in diO:o contrada comprehenfa a die
difte ratificationis, & exhibitionis in antea ; «k quod prò
51IÌS ex eis , qui di£tam ratificationem , & cxhibitionem non
tecerìnt, ut fupra dicitur , non intelligantur fa6Va , vel lo«
Climhabeanc pr^di^a , vel aliquod prediètorum, vel ratifì-
catio , & apprcbatio prò altera , vel aliis fienda .
Quam quidem Paecm , Conventionem , Ccncordiam,
& Contraftum , & omnia , & lìngula fuprafcripta , & infra-
fcripra predi£l:e partes ad invicem nominibus , & modis ,
quibus fupra , coniunftim , vel divifim , prout afiius , cau«
rius , ce meiius valere potcft folemni ftipulatione interpo-
sta ccnvencrunt» & promiferunt ,& etiam iuraverunt cor»
poralirer ad Sanfta Dei Evangelia inviolabiiiter obfervare »
& fibi ad invicem adimplcre , & firma , & rata habere , bona
fide , & centra predi£la, vcl aliquod predi£borum non fa',
cere > vel venire per fc , vel per aliuoi , aliqua occafionCi
iure.
MONUMENTI. 341
iure, ve! mod^ . Quod fi centra prédicta vel alìqiicd predi*
^orum faftum aut ventum fucrir, vel fi predica omnia,
& fingula non fuerint obfervata , prcmiferunt , & conve-
Jierunc inrer le ad invicem diCle Parces , nominibus , quibus
fupra , folemni ftipulatione promifia ,& damna omnia , ex-
pcnfas ,& intere iTe ea de caufa reiarcire fub pena decem
miliium Marcarum Argenti ; que pena toties committatur ,
5c exigi polfic cum e lfe«St 11 , qucties contra predi£ba , vel
aliqucd predi£l:Grum faftum aut ventum fueric, & quoties
predica omnia & fingala non fuerint obfervata ; & ipfa pe-
XÌ& femel , & pluries ccmmifTa , petita , & exafta vel non ,
nihilominus pcefcns contrsftus , conventio , & Pax , & om-
nia , & fingula in ca contenta , in qualibet fui parte in fua
iirmitate permancsnt . Ita tamen quod ille , & illi in diftam
penam incidant , o: folvere teneantur eamdem , qui predi-
élam non fervaverint, vel contra prediftam , vel aliquod
prediftorum fecerinr ; & illi feu illis tantum lus petende
pene queratur , ■?: eam petere pofilnr , cui vel quibus pre-
di61:a , & quodliber predidiorum non fuerint obfervata, vel
contra ea, vel aliquod eorum faftum faerit . Pro quibus
quidem Pace , conventione , & conCraftu , & omnibus , &
iingulis fupradiftis attcndendis, & obfervandis, & firmis,
èc ratis hrtbcndis , & prò pena folvenda , & prò damnis , &:
expenhs , & intcrefle reiìiruendis , & emendandis , predici
Sindici Ccmunium , Terrarum , & Locorum , Sindacatus
nomine prò diftis Comunibus , Terris , Locis , & aliis in
pr;:fcnrem contraftum venientibus , & concordantibus , &
predicbi Geftcres geftorio nomine prò diftìs Nobiiibus , &
aliis in hanc Pacenì ,& contra£lum venientibus , feu con-
cordantibus, prò quibus geftorio nomine agunc prò una
parte . Et difti Sindici Comunis Pifani , Sindacatus nomine
prò ìpfo Comuni Pifano , ex parte altera , obligaverunt In-
ter fé ad invicem ipfa Comunia , Nobiles , & alias in hsnc
Pacem, & contrsftuni venientes , & concordantes , & eorum
bona . Ita quod unumquodque diftcrum Ccmunium prò fé
tantumrrodo tcncatur, & obligatum ciTe intelligatur » &
non prò alio . Er predirti Sindici , Procuratores , & Geftorcs
fuo nomine nullatenus teneantur , vel intelligantur in ali-
quo fuo nomine obligati , renunciantes ad invicem excc-
ptioni non celebrati contraftus , conditioni fine caufa , vel
€X ifliufta caufa, §c in, faftum doli mali ,forique privile-
Y 3 nio,
34^ MONUMENTI.
gio ,&omni alioIurisjLcgum , & Conftitutinmim aiixillo,
vel per aftum aliquern in conrrarium attcntari . Quibiis
Sindicis Procuraroribus , & Gcftoribus fupradiftis predica
omnia , & fingula inter fé ad invicem , fic volencibus , confi»
tenribus , & guarentanribus , prccepi ego Henricns Nota-
rius in Inftrumenco prefenii , Iure , ofHcio Guarentigie , &
Conftituri , five Srarurorum Civitacis Florentie , & Pilarum,
& kliorum ruprafcriptorum Comuiiium, quarenus predi£Va
omnia , & fingala faciant , & attendane in omnibus , & per
omnia prc.)ut iuperius continecur , ce fcriptum eft.
Aéìra funt hec e mnia predica in Cadrò , & Terra Mon»
tiftopari in Ecclcfia Plebis di<^i Caftri , prefentibus honeftis
Viris Domino Uguiccione Plcbano Piebis de Leura , Do-
mino Francino Coralli de Upethinghis PJcbano Plebis de
Padule , Presbitero Colo Dani Adminiftratore fuprafcripte
Plebis de Montetopari , & Mattheo Borghi Rainaldi , Giano
Landis de Albifis , Piero Domini Manuccii de Cavalcanti-
bus de Fiorentia , Buto Netis de Montetopari Cive Pifano ,
& Ser Nuovo Norario de Montetcpari , & aliis pluribus
teftibus ad hec vocatis , 6c rogatis ; fub anno Dominice In-
carnationis > miliefimo trecentefimo trigelìmo , Indizione
duodecima, die duodecimo menfis Augufti , fecundum
curium Piianorum ; ^' anr^o Domini miUefimo trecentefimo
▼igcfinìo nono , Indizione duodecima , fuprafcripta die
duodecima Augufti , fecundum cucfum Floreminorum .
Num.V.
343
Nura. V. per la Pvubrica ccccxc. Libra VII.
pagina 156.
Frammento del primo Statuto di Firenzuola
dell' anno.cir. 1532. 01333.(0 Da Cartapecora
originale i che fa già mìr Archivio di Palazzo
vecchio 5 e pei dall' art. 1774. nella Camera Fi/cale.
STATUTUM TERRE FIORENZUOLE .
IN Dei nomine Amen. Ad honorem & reverentiam &
laudem Omnipotentis Dei ce glcriofe Virginis Marie
& Beati lohannis Barifte & Sanftorum Apoftolorum Petri
PauU Phylippi lacobi Se Simonis, & Beate Reparate & San-
ftorum Zenobii & Florentiì & omnium Sanftorum & San-
ftarum Dei & ad honorem laudem & incrementum fa-
croianfte Romane Ecclefie & Summi Pontiiìcis & Domi-
norum Poteftatis Capitane! Executoris ordin. lufi-itie Do-
minorum Priorum Artium & Vexilliferi luftitìe Com-
munis & populi Fiorentini ad honorem ftatum & felix
incrementum Terre Fiorenzuole & Communis diS:i Terre
Tirli & Bordignani & Domini Capitane! feu Vicarii jpfo-
rum Communium Exiftentibus probis Viris
Domino Bartolommeo de Cadrò Fiorentino
Coppo Borghcfis(2)
Guidone Guazze (3)
Y 4 Spì-
(i) Il tempo di quello Statuto apparifce dal feguentc pro-
logo, e dalie Perfone ivi nominate, che fiorivano ia
quel tempo .
(a) Gonfaloniere di Compagnia nel Dicemb. deli' annoi 331.
(3) Priore d'Aprile 1319. e di Giugno 1323. e d' Aprile
1329. e d' Ottobre 133 5» ^ P^^ T ultima volta di (;ia,
gno 133*-
344 M O ^? U M E N T I.
spinello de Mofciano (i)
BcninchaTa Falchi &
Domino Letterio de Filicaria (a)
Officiales clcfti & deputati per Commune Florentìe ad
infral'cripta f.cienJa nec non ad fàciendam & fieri facicn-
dam conftruftionem & perfeftioncm Terre nove pred'fte
de ultra Aipcs que dicifur Fiorenzuola . Infralcripta lune
datura & ordinanienta & pn vifiones C(/mmunis Fioreri-
zuole Tini & Bordignani fafta edita & comporta pec
diftos Ofiìciaies exctpiis di^is Guidone Guazze & Spi*
ncHo de Moiciano/abientibus .
De forma ^ 7nodo proc.^cìendi in caujts clvtlihus (^ primo
He quauùtabiis fexjaginta foldoriim vel ab inde Irifra
Domifuis Capitanens feu Vicarius Communium prc-
di£toruni eiufque Notarius pofTunt cognofcere breviter
& fummarie & line ftrcpitu & figura ludicii omni fo-
lepnitate ludicicrum cbrrifTa intcr homines di£torum
Communium ufquc in quantitatem foldorum fexlaginta
fi. par. recipiendo feu audiendo qucrimoniam uniufcuiuf-
que quam proponere voluerintin fcriptis vel fine fcriptis
feu verbotenus tantum qua intelleila faciat expenfis pe-
tentis citari femel perlonaiitcr vel bis demi tcclefie &
vie reum ut veniat ad coficordandum cum aftore Et lì
venerit porrcela qualiquali pctitione ipfum Reum fuper
ca examinet & recepto ab eo facramenro de veritate di-
cenda refpondere faciat fuper ea Et fi confefius fueriC
fimpliciter conrenta in pctitione faciat eidem reo Domi-
nus Capitaneus feu Vicarius feu eius Notarius preceptum
de folvendo quantitatem vel rem petitam intra decem
dies recepto aliquo fideiiifTorc antequam de curia Capi-
tane! feu Vicarii fé ieparet de folvendo intra terminum
fupradi£Vum- Si aiuem confeffus fuerit contenta in p-e-
titione iec allegaveric a!»quid poprer que [così) dicat
fé folvere non debcre ailignei cidem certum terminum
ad
(l) Si trova dt* Priori otto volte dall'anno 1309. al i343«
e tre volte Gonfaloniere dì Gìuftizia ,
(») Si legge tra' Priori quattro volte dall'anno 1323. al
1350. ed una vclu Gcnfalonicre di Giufllzia.
MONUMENTI. 345
ad prc.bandum quod allegar Quod Ci intra diJ^UTi termì-
num non fecerir de eo quod allegat ex rune faciat ficuc
fupiadid-am preceprum cum di6ta forma. Si vero reus
ncgaveric contenra in petitione a^oris rune Capitaneus
feu Vicarius feu eius Notarius far {'d^tione recepta fi eani
prelHre poterit &: de hoc ftetur facramento ipfius rei
quolibet d.ftorum cafuum fuper peririone a£^oris ad pro-
bandum de iure fiio alTìgucr eidetn cerminum qui ntn fic
maior quinque dierum ad faciendam fidem de co quod
propoluic in fua pstitioiie Et reo ad fui defenllonem Ec
il probatum feerie per unum reilem piene probanrem
debicum vei per duos tellcs de publica fama conrra rcum
Et ipfe niì lufEcienrer ad fui defenfinrjem monftr&vcric
podlc Capitaneus V^u V^icarius ipfum reum condcmime
sflore nijnio iuranre verum elle quod petiir fecundum
formam fue petJtionis & in quantitate in rpfa petit one
contenta & ipfam coademnationcm & quantiratem folvi
faciat fi fatifdatio fuerit prelHta intra decem dies a àie
condemnationis ira quod tota csufa expedita reperìatur
in viginri diebus Si ai-iem non faent preftita fat-fdatio
tunc faciat executionem fue fenrentie realicer & per-
fona^itcr quam cito fieri poteO: . Sententiam ferat ramen
intra quindecim dies a àie perafte petitionis fivefitab-
folutoria five condemnatoria Et in calu quo a£tor intra
terminum fibi ftarurum non prob^verit per unum teftem
vel alio idoneo modo abfolvat reum a petitione aftoris
intra eumdem terminum & utroque cafu condcmnec
viftum viftorem in expenfis caufe . § Sì aurem reusci-
tatus perfonsliter femel veJ bis domi ecclefie & vie cum
dimiflìone cedule continentis efceclam p titum a6loris
intra terminum citationis non comparuerit & fé non
reprefentaverit in curia diSi Domini Vicarii feu C«pita-
nei tunc exbanniatur in terra Fiorenzuola expnmendo
caufam & afilgnetur eidem terminus in bamno trium
dierum ad comparendum coram Vicario feu Capitaneo
ad concordandum cum aflore vel eidem refpondendum
de iure Et fi veneric intra terminum vel in termino
detinciìtur perfonsliter quctifqne ref?ceric cxponfas ci-
tationis & banni ac etiam fatifdedcrit de quantitarc fi.-n
re perita Et poflea procedatur ut fupra . § Si vei" no:!
comparuerir intra tcrminuni banni tane iccepto )ura-
Torri 0 XII. Y 5 m^a^
34^ MONUMENTI.
mento ab aHiore quod recipere dcbcat contCJita in faa
petitione pofiic idem Capicaaeus leu Vicarius habere reum
prò confeiFo de contentis in fua pecicione & fententiam
ferre fi (le videbicur prò aftore & ipfam exequarur quem-
admodum (1 probario legiprima fafta forec in caul'a Cam
in capiendo ipfum reum prò difta quanticate perita quam
in dando tenucam in bonis ac etiam in folutiim ad voliin-
tatem ipdus crediroris fpcftata tamen per ipTum Vica»
rium feu Capitaneiim condicione oc qualitace pcrfonaruni
aftoris & rei Se eius quod petitur in cafibus fupradiftis
ubi reus edec ccntumax & a tali fentcntia prccepto vel
pfoceflTu quolibet caruum prediftorum non potile per ali-
quam parcium appellati vel de nuUitate opponi vel peti
conerà Cam befìeficium reftitucionis in integrum . Et pre-
dilla locum habeant in cauds & queilionibus inter ho«
mines diftorum Communium vel alterius eorum ufquo
in fummam librarum trium fi, par. vel alrerius rei exiften-
tis exftimate iifque in quantitatem prediftam Et predica
folemnitas & modus obferverur (1 de ipfa pred^fta quan»
titace librarum trium vel ab inde infra vel de ipfa re quc
peteretur extimationis fupradifte non eff:: pubiicum in*
ftrumentumguar, ^ Si autem efiet inde pubiicum mftru-
mentum guar. fcrvetur ftarutum quod loquitur & tra-
ftat de executione inftriimentorum guar. faciendorum •
' Quallter procedatiir in quanti tate decem librar tim
vel ab inde infra .
A quantitate vero foldoriim fcxaginta fi p, ufque in
decem iibras fi reus comparueric proccdatur forma & or-
dine fuprafcriptis falvo quod probatio fìat plenior inde
faltem cum uno tefte fufficieiiter deponente Et quantum
in eo erit probante & cum duobu> tei^jbus de publica
fama probancibus fuper petitione afloris § Si vero reus
non comparuerit tunc banno eidem dato & termino ia
co adiefto decurfo faitcm fìat probacio feu fìdes de con-
tentis in petitione aftorls per unum teftem legiptime
quantum in eo fuerit probantem vel per duos teftcs de
publica fama prcbances tiinc facramento quolibet difto-
rum caluum ipfius allori'; ' pofl que fententiam ferat Do-
minu"? Capitaneus feu Vicarius condennatoriam quando
talis fìdes eidem faila fuerit & quando non abfolutoriam
ia-
MONUMÉNTI. 347
intra quìndecim dies a die porrete querimonie compu»
tandos Ec a cali fentencia iervato predico ordine & fafta
tali fide non pollìc appellar! vei de nuilicate opponi per
aliquam parcium predi6barum .
Qualìter procedatur in maiori quantHate ,
A quantitare vero librarum decem fupra ufque ad
libras quinqaaginca R, par. ulque ad quas atmbuta elt
cognicio per Ccmmune Florentie Domino Gapiraneo leu
Vicario lupradifto procedatur & obfcrvctur fot ma mo-
dus & folemnicas infrafcripca videlicet Quod quicumque
conqueri volueric de qaancitace libr. quinquagiata fl. par.
vel ab inde infra ufque ad quantitatem decem iibr. vel
de re quam extimaverit ufque in diftam quantitatem
folemnicer exponat faftum in petitione fua & qaantitate
vel rem quam petit et ex qua caufa ita quod petitio
concludat ad condennationem Qua petitione porre£la
Domino Capitaneo feu Vicario fupradifto teneatur eius
Notarius eam ponere in libro aQ:oruni civilium curie
fue & facere citari expenfis aftoris reum qui veniat re-
fponfurus aftori infra terciam diem a die citatsonis &
fi venerìt faciat fibi dari copiam petiticnis expenfis a£bo«
ris & afiignec cìdem terminum ad opponendum vel re-
fpondendum fuper ea unius diei vel ducrum ad plus &
fuper ea faciat refponderi infra terciam diem poft com-
paritionem rei legiptimatis perfonis primo procuratoris
il per procuracorem agitstur caufa & fafta refponfione
utrique parti adfignec terminum decem dierum utilium
ad probandum de eorum iure ita quf>d infra ipfum ter-
minum faltem ad luramencum fint indulti omnes teftes
quos inducere volueric & ipfe Notarius Curie ipfos Tcftes
infra tcrtiam diem a die luramenti preftici debeat exa-
minare & eorum depofitiones fcribere & per ordinem
ponere in libro quem faciec de Depofitionibus teflium
& dista teftium debeant effe fecreta quoufque non fue-
rint publicati & alii ' Nota eorum teftium reccptio &
cxaminatio vel depoficionum fcriptarum nullo modo com-
mirci poffic & fi commitceretur non valeac eorum de-
pofitio nec fides eorum diftis adhibestur ' recepris tefti-
bus prefentibus partibus vel faltem citatis publicentur
«iepolltiones eorum k cuilibei; parcium fìat Se detur fa-
cul-
34? MONUMENTI.
cultas fumsndi copiam & afllgaetur per Dominum Ca-
pitancum feu Vicaiium eifdeni parcibus rerminus trium
dicrum utilium ad accipiendam copiam & opponendum
civiliter centra di<^a vel perfonas eoruni falvo femper
ftatuco Communis Florentie quod loquicur de accufatione
falforum teftium infra fex dies utilcs facicnda cui per
di£ta non inteliigacur in aiiquo derogatum Qao termino
trium dierum eJapfo adìgnec iterato terminum trium
dierum ad prcducenda in caufa omnia inftrumenta Se
Iuta & allegata prcducenda & facienda quibus ipfe partes'
produccre & faccre volunc in caui'a & demum ciratis vel
prelentibus partibus difinitivam ferat fententiam Dominus
Capitaneus leu Vicaiius fupradiftus ita qiiod totam caufam
infra terminum duorum menfium faltem expcdiat & eam
ultra protelare non pcflìc faciendo feriarim per fuutiì
Notarium in Aftis fuis fcribi omnes aftus qui fìent ia
cauta Et fi in aliquo pui'fto aliqua partium fuerit con-
tumax poft refponfìonem fadam fupcr petitione proce-
dat ad infl-antiam alterius ad fingulos aftus fupradiftos
feriatim ut fuperius eft expie/Tum Et Ci aliqua parcium
petierìc fuis expenfis iuper aliquo punto quefticnis ha-
beri conlìlium fapientis teneatur idem Capitaneus feu
Vicarìus fibi dare & queftionem five punftum ipfum
receptis fufpeft. fi eos dare voluerit committere uni ex
advocatis di£Vorum Communium qu habent cognitionem
ordinamentorum «Se (latut. ipforum Communium Et Ci cen-
tra petitionem confilii que fieret procederet in caufa non
habito confilio ncn valeat quod fieret Si habito confilio
teneatur illud exequi & polTìt idem Capitaneus feu Vi.
carius fxp^nfis pcrdentis vel urriufque partis habere con-
filium fuper difinitiva fentenria proferenda & ipfam que-
ftionem committerc & f?cundum formam conlìhi fenten-
tiare dummodo commiflìo non fiat in ludicem qui non fic
advocatus diftorum Communium & quodiibet confiiiuni
quod Iuper caufa vel difinitiva fententia habuerit teneatur
facete per Notarium Curie Icribi in A£t s fuis ira quod
exinde libere per quamlibct partium pofiit fumi copia &
non pofiit refcindi fententia preteftu contefi:ationis litis
nca fa eie vel iuramenti calumnie non pcfiti.
Manca il re fio , e non fi trova .
Num, V!.
349
Num. VI per parte di fupplemento a ciò , che
manca nel TeTto dopo la Rubrica dxxxviii.
Libro Vii. pagina 230.
Stato della Città dì Firenze negli anni 1339. coQ
qualche varietà da quel , che narra Gio. Villani
lib.xi» e. 91. 92. <?9g. tratto dalle MemJJior della
Città di Firenze MSS, Cod. A. a gg. e Cod. B.
a 111. della Libreria di S. Paolino .
D
Entrata
Alla gabella delle porti ogni anno circa fier. poioo.
Dalla gabella del Vino a minuto pagandoli al
terzo — — — — —I — — = 50300.(1)
Dall' edìDio del Contado a fol. 1 o. per lira V anno 30IC0 (s)
Dalia gabella del Tale a ragione di fol. 40. loftaio
a' Cttradini , e a'Contadinidi fol. 20 lo ftaio 14450.(3)
Dalla gabella , e beni de' Ribelli , e sbanditi , e
ccndcpnati — —.—.—. — —. — —.ri: 7000.
Dalla gabcila de* Preftatcri , e Ufurai l'anno =z jooo.
D'i' Nobili del Contado 1' anno —.— — —. m aooo.
Dalla gabella de' Contratti 1' anno — — — =: 20000.(4)
Dalla gabella del beftiame , e macello della Città 1 5000.
Da quella del Contado — — — n: 4400.(5)
Palla gabella delle pigioni-*. — . — . — -^ == 4150.(6)
Dalla
(i) Altra lezione al margine fior, ^3 00,
(a) Al. fior. 30Ì0©.
(3) Al. fior. I4SO*.
(4) Al. fior. I loco.
(5). Al. fior. 44«9»
{6) Al. fior. 4'}5<?»
350 MONUMENTI.
Dalla gabella della farina a macinare & maci.
natura — — — — , — — — :rf 415». '
Dalla gabella del Signore(i) > r^ 35"o.
Dalia gabella delle accufe, et acculc— — rn 1400,
I>al guadagno delia moneta dell'oro fatta ogni
Dal guadagno della moneta , et quattrini , ec
piccioli — zrr 1500.
Da* beni propij del Comune , et paffaggi . — :=z ideo.
Da' Mercatanti della Città di beftie vive — z=: 2o©o.(a)
Dalla gabella del fegnare pefì , et mifure -^ ziz 600.
Dalla gabella della Ipazzatura , e portare bigonce
in Ortofanmichele — — - — '— =z: f$o»
Dalla gabella delle pigioni del Contado — 1= 550.
Dalla gabella de* Mercatanti del Contado — irz 1000,
Dalle Condepnagioni , che lì rifcuotono — zzz 15000.
Da* difetti de' Soldati — — — zzz 7000.
Dalla gabella delie trecche , e trecchoni — =1 4500.
Dalla gabella del fodamento del portare arme da
difendere — — . — -^— , .— . — rr: 1300.
Dalia gabella de* Medi — *- — — — z:^ 100.
Dalla gabella de* foderi del legname > z=z 50.
Dalla gabella de' fodatori , et approvatorì — zn 200.
Dalla parte del Comune de* Richiami della ga-
bella de* Confoli dell'Arci — — — ziz 3000,
Dalla gabella delle pofTefHoni del Contado "» , x
Dalla gabella delle zuffe a mano vota , et altro/ ^ '^^'
Da gabella di chi non ha cafa in Firenze , et halle
in Contado — -^ — — — — . — — .:rr 1000,
Dalla gabella del mulino, et Pefcaie -^ — zn — -
Somma fior. ecc. m. ( così , ma fembra errore , rifultando
da tutte le foprafcritte partite fior. 343300.
Quefte entrate fopperifcono alle fpefe ordinarie che
ha la Ciptà in tempo di pace per tenere uno numero di
gente et altre fpefe ordinarie che ha la Ciptà ' Ma come è
lopraggiunto le guerre per ogni tempo fecondo le oppor-
tu-
(i) Al. delle Signorie , cioè , di que* Cittadini , che anda-
vano fuori in ufizio.
(i) Al. fior. 21 50.
(jj Al. iìor. 1050. Altro fior, in hiattC9 .
M O N U M ENTI. 351
tunità Tempre hanno fupplito le borfe de* noftri Ciptadiai
et con quelle hanno difefo la loro libertà da molti pericoli
in diverfi tempi foF'^ayvenuti et di gran lunga fopra la efti-
xnazione deMoro nimici e* quali per diverfi tempi hanno
giudicato doveri! fottomectere et fono rimadi ingannali .
Cod, A. a 5^p.
Spefe che il Comune aveva ferme ogni annd in detH
tethp) a ragione di lire 3» ejol. 2. per fiorino .
Al Pocelìà per fuo falario e fua famiglia ogni
Al Capitano per fuo falerìo V anno — — = 5880.
Ali* AfTeguitrre ( r/o^ tfectttore degli ordini
della Giuftizia ) per detta cagione V annc r:s 4900,
Al Conl.^fvatore dei popolo fopra gli sbanditi
con 50. Cavalieri e cento fanti— — — r=; $400.(1}.
Vero è che quefto uliiio non era ftanziale ma
levavafi fecondo ei bifbgno
Al Giudice deli' appellazioni fopra le ragioni
del Comune^*- — — — — ^^ .^ „^ z:^ lyoo.
Air ufìciaie fopra gh ordini delle donne — — : 1000.
Ali' Ufìciaie fopra la piazza d' Orzanmichele , e
biadi — . — — — .— . — = 130?.
Air Uficiale fopra la condotta de' foldati •— =r 1000.
Agli Uficiali Notai e Meffi fopra difetti di foldati 150,^
A' Camarlinghi Meflì Notai e Frati che danno
agli arti della Camera del Comune — - — r= 1400.
Agli Uficiali fopra le rendite proprie del Co-
mune —.—..—.—.—. — —*. — — — ZiZ 209.
A*Sopraftanti e guardie de' Prigioni — — rz: 800.
Alle fpefe della menfa de* Signori e della fami-
glia — — —— — — — — — — — :z= 3600.
A'Dunzelli Campanai Servidori della Torre
de' Priori e Podeftà — -— — — •=. 550,
Al Capitano de* Fanti con 60. che tiene al fcrvi-
gio de* Priori — — — — '—-— — rz: 9000.
A! Notaio foreftiero fopra le Riformagioni col
Compagno •--•-•— .-»—.-^** — m: 450,
Al
(i) Villani r. pa. Fitrini %^o;
35- MONUMENTI.
Al Cancelliere e fuo Compagno l'anno — zz^ 4)d,
ÀI parto de' lioni torchi candele e pAnegli — ;zr 2<^oo.
Al Notaio che regiftra e' facci dol Coip.une in
palagio — — — -i^ — — — — . — — ,;:;:^ lojy,
A' Medi che fervono tutte le Signorie zr. 1500.
A*Trombrttori e Banditoci Naccherini Sveglia
» Cenamella e Trombetti in numero 10. con
trombe d* ariento in tutti — — — —«-,:::: looo.
A limonnc a' Religiod e i'pedali Panno — in 2000.
A 600. Guardie di notte per iaCiptà alli pcfti zzz loSoo,
Al Palio di fciamito per San Giovanni San Bar-
naba e Santa Liperata — — — — — . zz: 403.
Per Spie e MeflI — — — . — — — — - — zr 1200.
Ambafciadori che vanno fuori rtimafi V anno zzz 16500.
A' Caftellanie Guardie di Rocche zz 14000.(1)
Alla Camera dell'armi per balcOra e facttamento 5000.
Somma totale lire 1 10830. —
Somma le fpefe opportune fanza i fcldati a cavallo et a pie
fior. 40000 o pili . Cod. B. a 223.
I foldati e fanti a pie non hanno numero ordinato ma
al continuo fanza la guerra di Lombardia fi può ragionare,
600. in mille Cavalieri et fimile Pedoni .Le fpelc del Co-
mune et Santa Liperata ancora non fi pongono perchè
non fono cofa ferma o ordinata.
Stato della Ciptà di Firenze
Faremo anche memoria oltre alle rendite e fpefe dello
flato della noftra Ciptà in molte altre fue parti acciocché
chi verrà dopo noi con quefto ricordo pofia efaminarc fc la
Ciptà di dì in dì crefcc o fccma et abbia cagione di sforzarli
di aumentarla .
Troviamo che in quefti tempi era nella Ciptà circa
25. mila uomini da arme da* f 5. infino a* 25, anni et avevavi
circa 1500. nobili che fodavano per grandi il Comune en
craci fefiantacinque Cavalieri di corredo ' Troviamo che,
jnn^zi che folfe fa:to el fecondo popolo ce n' .erano circa
. aSO.
(1) D'altra mano dentro lire 13200.
M O N U M E N T I. 353
a jo. ' perchè poi e' Grandi non ebbono ftato però non fi fa-
cevano Cavalieri' Srimavafl effere in Firenze da novantamila
bocche e foreftieri 1 500. fanza e' Relìgiofi et Monaclie .
Srimavafi efiere nel contado e diUrerco 80. mila uomini d»
arme. Bacrezzavafì ogni anno in San Giovanni $500. in
<5ooo. criature. I fanciulli cLie davano a leggere erano da ot-
tomila in 10000. quegli che ftavano air abbaco in feifcuole
Oa mille ' alla gramatica cr loica in4. fcuole da 550. in 600,
Erano in Firenze e ne' borghi anche i io. tra Chiefe e Ba-
die ' 57. Parrocchie con popolo ' 5. badìe ' con due Priorie
con circa 80. Monaci ' 24. Muniflerj di Monache con circa
500. donne ' io, regole di Frati' 30, Spedali con piii di millei
letta pe' poveri et infermi ' 250, in 300. Cappellani Preti ,
Le bottege dell' arte della lana 200. o più ' Facevano V an-
no 70. mila in 80. mila panni di valuta di uno milione e aoo.
mila fiorini che circa del terzo rimanevano nella Ciptà per
avere agio fanza el guadagno . Vivevanne più di 30. mila
perfone . Troviamo che da trenta anni adietro erano le dec«
te bottege 300. et facevano più di 100. mila panni tutti
grcfil perchè allora non ci entrava et non ci fi fapeva la-
vorare lana d'Inghilterra. Eranci dell'arte di Calimala
circa 20. fondachi di panni Francefchi et Oltramontani .
Mettevano 1' anno in Firenze circa io. mila panni di valuta
di 300. mila fiocini che tutti fi vendevano in Firenze '
E' banchi de' Cambiatori erano circa di ottanta' Battevaii
1' anno di oro da 350. in 400. migliaia di fiorini * quattrini
più di 20. mila libre ' Borceghe di Calzolaj pianellai circa
di 300. El Collegio de' Giudici 80. Notai doo. Medici fifichi
e Cerufichi 60. Botteghe di Spezi.-.li 100. ' Molti altri mer-
catanti Merciai et di moke ragioni artefici Fornaj in Fi-
renze circa di 146. T-roviamo cheogni dì bifognavaalla
Cipù dentro circa moggia 150. di grano et troviamo che
nel 1280. che era la Ciptà in più felice ftato ne voleva la
fertimana da 8co. moggi a (i) . Di vino troviamo entra nella
Ciptà da 60, in 70. mila cogna' buoi et vitelle V anno quat-
troJiìila . Caftroni et pecore 60. mila , Capre et becchi ven-
tiiTìila . Porci 30. mila. Entravadel mele di Luglio ogni anno
per la porta a S. Fr iano quattromila fome di poponi . Erano
in
(i) Sr.pplìto cos; dal Villani /. f/;. r. p], perchè lafciatoia
in bianco dal MS.
354 MONUMENTI.
in Firenze gì* infrafcritti Priori con colla et torpiento ' Po-»
teftà ' Capitano del popolo ' EfTecutore degli ordini della
giuftizia' Capitano di guardia o vero Confervadorc di po-
polo ' et tutti quefti avevano cognizione perfonale . Et più
ci Giudice fcpra le gabelle ' l'Uficiale fopra gli ordini delle
donne ' V Uficiale della mercatanzia ' 1' Ufìciale dell* arte
della lana ' Ufìciali Ecclefiaftici ' la Corte del Vefcovo di
Firenze et quella del Vefcovo di Fiefole et molto fi ma-
gnificava la Ciprà negli edificj che ogni dì più T uno che
l'altro fi miglioravano maflimamenre ' Et che è più da no-
tare fono gli edifici magnifici de' Ciptadini in Contado
tali che molti foreftieri venendo a Firenze et vedendo gli
edificj che fono fra le tre miglia hanno creduto eiTeregià
nella Ciptà et che ella foflTe già molto maggiore ' & ftima-
vafi eh? fufibno tanti edificj frale fei miglia che accozzati
infieme farebbono più che due altre Ciptà fimili a Firen-
ze . Or quefto badi avere detto al propoTuo delia magni-
ficenza di Firenze . Cod. B»a ii^. tergo .
^
Supple-
^S5
Supplemento al Num. I. delle cofe di Dante ,
Supplica deli' Accademia Fiorentina per ergerli
il bufto di marmo a Dante , dell' anno 1687.
Da quaderno di varie Notizie di diverfe Ac-
cademie. Hdla Magllab, ClaJlix.Cod, 11 e.
SERENISSIMO G. D.
JL/ Accademia Fiorentina parfoli die 1' effigie di Dante
meriti luogo più celebce,che dove è dentro in dozzina
con altri ritratti , rifolvè 4. dì f a , e vinie partito do-
verfeli del pubblico o privato tefta di marmo , fopra la
porta , con animo quanto a me che lo propofi , di chie-
dere a V. A. S. che *1 lalario d'un anno già ftanziato
qui a due Lettori lopra Dante e '1 Petrarca oggi vacante
li convertifca in queflo che importa feudi 4S, e quand' ella
refti più fervila che téle aiTcgnamento fi mantenga a
lettura fola, fon io pronto a lafciar di mio tal memoria
per non gravarne gli Accademici, i quali meco rice-
veranno per grazia ogni fuo refcritto e beneplacito pre-
gandoli da Dio felicità > e Figliuoli. Di Firenze lix, ^i
Gennaio 87.
Di V, A. S,
Umilif?. e divotifs. Servitore
Caccio Valori.
S. A. 1* approva , et lo defidcra , et che. fi faccia ,
et il falario d* uno anno di quella Lettura cioè
feudi 48. già itanziati , fi voltino a quefto ef-
fetto ; et volendo S. A. che le letture fopra
Dance et il Petrarca fi feguitino, mandinfi in
nota i fubbietti per eléggerfi da S. A. i Lettori .
Belif. Vinta 25. Gennaio 87.
fuori Al SerenifTìmo S. Cardinale
G. Duca di Tofcana fuo Sicjnore unico .
FINE DEL TOMO XIL
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